RELAZIONE DI DON ARMANDO MATTEO ALLA SETTIMANA TEOLOGICA: «PER UN NUOVO PROGETTO DI UMANITÀ» PROSPETTIVA ECCLESIALE.

Introduzione
«Nel prendere la parola e rivolgere un cordiale saluto a ciascuna e a ciascuno di voi, ringrazio di cuore il Vescovo Luigi per questo gradito invito e per il tema che ha voluto assegnare alla Settimana biblico-teologica: Per un nuovo progetto di umanità.
Vorrei introdurre la mia riflessione, che ha il compito di delineare la figura di chiesa chiamata a impegnarsi verso la direzione di questo nuovo progetto di umanità, partendo dalla constatazione che oggi esiste davvero il bisogno di un nuovo progetto di umanità. O meglio di una umanità nuova, rinnovata, più compiuta, più allaltezza della sua verità. Qui - lo dico sin da subito - non penso a qualcosa che dobbiamo ancora scoprire, ma a qualcosa che in parte abbiamo tralasciato di fare: e cioè – come dice la Traccia in preparazione al grande Convegno di Firenze – di stare alla scuola di Gesù. A quella scuola noi dobbiamo tornare. Hanno davvero ragione i nostri vescovi. Ed invece, oggi, noi stiamo solo alla scuola della pubblicità ed in genere della cultura mass mediale… ed è per questo che in giro si vedono sempre di più solo bambini e vecchi. Gli adulti - gli uomini e le donne compiute, allaltezza della loro verità - sono spariti come le mezze stagioni e le lucciole. In giro ci sono tanti bambini adultizzati e tanti vecchi rimbambiniti... giusto per usare un eufemismo. Ma di adulti, neanche lombra. Pensate che ogni anno spendiamo, noi cosiddetti adulti, qualcosa come 9 miliardi di euro in creme per farci belli e giovani o in lozioni per far crescere i capelli (si parla dei maschietti, ovviamente) quando tutti sanno che lunica cosa in grado di fermare la caduta dei capelli è il pa-vi-men-to! Come non desiderare davanti a questa realtà di dar vita ad un nuovo progetto di umanità?! E che dire di quei poveri dipendenti della Camera che non riescono ad arrivare a fine anno con solo 124mila euro?
Ed è per questo poi che gli adulti stanno male, almeno a livello di cattiva coscienza: stiamo lasciando un mondo davvero guastato a pochissimi figli per nulla preparati ad esso e per giunta quasi del tutto sguarniti di una autentica devozione con cui accompagnare il sempre difficile mestiere di essere uomo…»

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