Il sacerdozio, opera d’arte di Dio. Mirco Petruzzella sarà ordinato il 31 ottobre 2016

Ore 19,30 nella Cattedrale di Molfetta

Lunedì 31 ottobre 2016, ore 19,30 nella Cattedrale di Molfetta, il vescovo Mons. Domenico Cornacchia ordinerà presbitero don Mirco Petruzzella, 26 anni, proveniente dalla parrocchia S. Pio X e poi S. Teresa di Molfetta. La formazione catechistica e l’ACR nelle parrocchie di origine, gli studi superiori al Liceo artistico “De Nittis” di Bari, un anno di Seminario diocesano e l’intero percorso teologico al Regionale di Molfetta dove don Mirco ha conseguito il Bacellierato e sta studiando per la Licenza in Antropologia teologica, questo l'itinerario formativo del novello sacerdote.
Ordinato diacono dal compianto vescovo Mons. Luigi Martella, il 6 giugno 2015, ha prestato servizio pastorale come educatore al Seminario Vescovile di Molfetta, quindi come collaboratore presso la parrocchia Madonna della Pace dove, dal 31 ottobre, sarà vicario parrocchiale, inviato dal Vescovo Cornacchia.
Quella di don Mirco sarà la prima ordinazione presbiterale di un giovane della nostra diocesi, da parte di Mons.Cornacchia dopo il suo ingresso avvenuto il 20 febbraio 2016. 
Il novello sacerdote celebrerà la sua prima Messa martedì 1 novembre 2016, alle ore 10,30 presso la parrocchia Madonna della Pace; e celebrerà nella sua parrocchia di origine, Santa Teresa, sempre in Molfetta, il 5 novembre alle 18,30.
“Il sacerdozio, opera d’arte di Dio”. Così titola l’ampia intervista con don Mirco Petruzzella pubblicata sul settimanale diocesano “Luce e Vita” di domenica 30 ottobre, curata da Andrea Teofrasto.
“Esistono solo persone che il Signore pone sul cammino di ogni uomo e ogni donna e parla nel vissuto personale. Questo modo così ordinario è stato anche per me. In diversi modi e avvenimenti il Signore si è servito di persone e luoghi per parlarmi”. Non ha dubbi don Mirco sulla modalità con la quale il Signore lo ha chiamato al sacerdozio, dopo una relazione con Gesù inizialmente molto conflittuale, “anzi una lotta continua” dice nell’intervista.
Complice una famiglia attenta, Mirco ha potuto assecondare la vocazione sacerdotale: “Penso a mia madre che, in un colloquio notturno, alla mia domanda se su di me avesse qualche progetto o desiderio, mi rispose che qualunque fosse stata la scelta che avrei fatto, il sapere la mia felicità l’avrebbe resa contenta. Questo significava che in cuor suo già sapeva cosa custodivo dentro di me. D'altronde la mamma è la mamma!”.
Ad oltre un anno dall’ordinazione diaconale, un anno travagliato per la diocesi, affranta per la morte del Vescovo Martella prima e dell’Amministratore Domenico Amato poi, già nella Messa Crismale il nuovo Vescovo Cornacchia aveva annunciato l’ordinazione presbiterale di don Mirco alla quale egli si è preparato e che attende con ansia per dare inizio a questa nuova “opera d’arte di Dio”.
“Un mio professore di Disegno al Liceo,- dice don Mirco nell’intervista – mi rimproverava perchè quando disegnavo partivo con qualche linea. Non soddisfatto cercavo di usare la gomma oppure, peggio, strappavo il foglio. Solo disegnando sulle linee confuse e sbagliate – mi diceva – troverai le forme giuste. I limiti e le imperfezioni diventano risorse per realizzare un’opera d’arte. Lasciamo tirar fuori da Gesù i colori della nostra vivacità e del nostro entusiasmo”.
A Mirco, che ha già avuto modo di manifestare le sue doti pittoriche, tocca mettere mano all’opera più grande che Dio gli commissiona: fare più bella la Chiesa, rendere più luminoso e giovane il suo volto.

L.S.
© Luce e Vita