I Poveri, “Tesoro” della Chiesa. Prima giornata mondiale dei Poveri

Domenica 19 novembre 2017

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Se fosse stata l’occasione di un giorno soltanto, la giornata dei poveri vissuta in diocesi domenica scorsa sarebbe stata cosa misera. Forse anche offensiva e strumentale per chi ogni giorno fa i conti con la mancanza di lavoro, di cibo, di salute, di labili condizioni psicofisiche e di precarietà abitativa. Invece le oltre 600 persone che hanno trovato posto in Seminario, volontari e ospiti, accolti dagli sguardi sorridenti degli studenti dell’Alberghiero di Molfetta e dai professionisti dell’associazione Cuochi Baresi e AMIRA, sono volti e nomi conosciuti, fraterni, che costantemente i volontari incontrano e con loro condividono le fatiche quotidiane. Per questo la giornata è stata bella, molto bella, grazie alla magistrale organizzazione della Caritas che ha abilmente coordinato tutti i soggetti coinvolti.
«Grazie Eccellenza, per aver aperto le porte di casa, della Cattedrale e del Seminario, per lasciar entrare il “tesoro” della Caritas». Così don Cesare Pisani, direttore, ha ringraziato il Vescovo Domenico a conclusione della celebrazione eucaristica nella gremita Cattedrale. Già, un tesoro! Perché «Gesù ha voluto identificarsi nel povero per farsi scorgere da noi», ha detto il Vescovo nell’omelia. «Ci avete onorato della vostra visita, riceviamo una lezione di vita e di amore. Voi siete un regalo per noi e vi diciamo grazie perché ci richiamate all’essenziale, alla sobrietà, alla precarietà».
Richiamando alcune statistiche il Vescovo ha denunciato l’ingiustizia sociale che segna il nostro mondo: «L’80% della popolazione mondiale è seduta a terra, a guardare il 20% che mangia e beve a spese degli altri». E, ancora: «Una decina di famiglie nel mondo detiene l’80% della ricchezza mondiale. Assurdo, ma vero. E anche noi, nelle dovute proporzioni, non siamo distanti da tali dinamiche sociali». Accolti in piazza Municipio e coinvolti in giochi e danze proposti dalle decine di giovani animatori parrocchiali, gli Ospiti sono pervenuti a Molfetta con i pullman messi a disposizione dalla Caritas, hanno partecipato alla Messa e poi hanno preso posto negli spazi del Seminario occupati in ogni angolo con tavoli e sedie, mentre i cuochi preparavano i vassoi con orecchiette, arista di maiale, pane, contorno, crostata e arance… serviti dai giovani studenti.
Dopo pranzo l’atrio vescovile si è popolato come non mai tra adulti che prendevano il caffè e ragazzini che scorazzavano in libertà. Una festa di popolo, sorrisi dappertutto, cortesia, scambi di parole, selfie, applausi. Poi la musica trascinante dei “Dio lo vuole band” ancora in piazza Municipio, dove è allocato il nuovo centro Caritas cittadino, benedetto nel pomeriggio, nei locali diocesani che una volta appartenevano alle Suore di san Pietro, dove si farà ascolto e centro di aggregazione per i minori.
In serata, la conferenza presso la Fraternità Francescana di Betania, a Terlizzi, dove il focus si è spostato sulla testimonianza di don Tonino e i poveri, narrata da don Raffaele Tatulli, Mimmo Cives e Mimmo Pisani, alla presenza del Vescovo, con momenti toccanti che hanno riavvicinato quel 20 aprile 1993, mai dimenticato da quanti hanno vissuto accanto a don Tonino.
Ci sono stati tutti gli ingredienti auspicati dal Papa per questa giornata: «creare tanti momenti di incontro e di amicizia, di solidarietà e di aiuto concreto». E non c’è stato bisogno di fare domande agli Ospiti sul gradimento della giornata: i loro occhi e sorrisi sono stati eloquenti, come anche qualche battuta raccolta tra i tavoli. Ed ora si torna alla ferialità, agli incontri quotidiani, alle richieste materiali… avendo negli occhi uno sguardo ancora più amico tra chi ha condiviso il pane, la parola e l’amicizia.

Luigi Sparapano

© Luce e Vita n.39 del 26 novembre 2017

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