Costituito il Presidio Libera a Terlizzi. Pasquale Ricciotti (AC) il referente

Sabato 20 luglio 2019

Dopo un lungo percorso durato quattro anni, ha finalmente visto la luce il presidio di Libera Terlizzi, costituitosi in maniera ufficiale sabato scorso, 20 luglio 2019, alla presenza della segreteria regionale di Libera Puglia nelle persone di Alessandra Ricupero e Roberto Campanelli. Sorta per diventare nel suo territorio punto di riferimento dell’associazione nazionale “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, la sezione terlizzese si impegna nella diffusione delle idee della legalità e della lotta alle mafie, impiegando la cultura come mezzo di contrasto alla rassegnazione sociale.

Il neonato presidio è composto da un gruppo di cittadini, singoli e associati, che provengono da realtà ed esperienze di partecipazione nel mondo della cittadinanza attiva, del volontariato e del lavoro.

Pasquale Ricciotti, referente Libera Terlizzi

In particolare, si annoverano le sei associazioni che hanno sottoscritto il “Patto di presidio” per l’attivazione di un’efficace rete di “Antimafia Sociale”, interessate in prima linea per la salvaguardia del bene comune: Azione Cattolica, CGIL, Cooperativa Agricoltura e ProgressoCoordinamento Regionale Antiracket F.A.I. Puglia, Festival per la Legalità e La Garra.

Referente del presidio terlizzese è Pasquale Ricciotti, studente di teologia e coordinatore cittadino di Azione Cattolica, votato all’unanimità dei presenti nel corso dell’assemblea. Tra i suoi compiti, rientreranno non solo quello di predisporre, con l’ausilio dei soci, le attività da svolgere nel nostro paese, ma anche quello di rapportarsi con il livello provinciale e regionale di Libera.

Fra le finalità principali da perseguire, risalta quella di coinvolgere le nuove generazioni per stimolare la coscienza critica nella comunità. «Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo», afferma Ricciotti citando un aforisma del magistrato Paolo Borsellino, «Questa frase deve essere, insieme a quanto sottoscritto nel Patto di presidio, la linea programmatica, il faro del nostro agire morale, la speranza e l’obiettivo  cui deve tendere ogni nostra azione, ogni nostra parola, ogni nostra idea».

a cura di Gaetano de Bari