{"id":684,"date":"2020-07-29T09:00:00","date_gmt":"2020-07-29T07:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/caritas\/2020\/07\/29\/ruvo-trarre-il-bene-dal-male-anche-dal-covid\/"},"modified":"2020-08-05T16:55:52","modified_gmt":"2020-08-05T14:55:52","slug":"ruvo-trarre-il-bene-dal-male-anche-dal-covid","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/caritas\/2020\/07\/29\/ruvo-trarre-il-bene-dal-male-anche-dal-covid\/","title":{"rendered":"Ruvo: trarre il bene dal male, anche dal Covid"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_685\" style=\"width: 810px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/07\/20200729_113245-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-685\" class=\"size-large wp-image-685\" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/caritas\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2020\/07\/20200729_113245-1024x576.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"450\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-685\" class=\"wp-caption-text\">Nuova sede della Caritas cittadina<\/p><\/div>\n<p><em>Un viaggio in quattro tappe, nelle Caritas cittadine, per fare memoria di quanto vissuto durante il lockdown e segnalare le attuali esigenze.<\/em><\/p>\n<p>Mentre attendo di incontrare Raffaella Scarongella e Nicola Cappelluti, volontari della Caritas cittadina di Ruvo, nella nuova sede di Arco Miavo (ex Curia vescovile), vedo uscire la signora Maria, sorridente, non perch\u00e9 avesse ottenuto qualcosa, ma perch\u00e9 orgogliosa di ringraziare la Caritas e poter comunicare di aver ripreso a lavorare senza pi\u00f9 bisogno dell\u2019assistenza che invece \u00e8 stata necessaria durate il lockdown. Cos\u00ec come Domenico (nomi di fantasia) che aveva chiesto aiuto per un\u2019ultima bolletta, l\u2019ultima, perch\u00e9 ha da poco ricominciato a lavorare come cameriere, recuperando la sua autonomia economica. Come loro e le rispettive famiglie, circa 70 nuovi nuclei familiari si sono rivolti in Caritas, tra marzo e maggio, oltre i 120 gia iscritti.<br \/>\nSeicentoquaranta interventi dal 1\u00b0 marzo al 17 maggio, con un incremento di quasi il 50% rispetto all\u2019attivit\u00e0 ordinaria.<br \/>\nPacchi viveri, contributi per farmaci, pagamento utenze, ricariche bombole di gas, buoni spesa al supermercato, pasti pronti, attivazione internet per far fronte alla didattica a distanza, contributo per fitti\u2026 Sono le voci preminenti di un servizio silenzioso ma efficacissimo e, aggiungerei, \u201cProvvidenziale\u201d, che la Caritas di Ruvo, coordinata dalla inossidabile Laura Caputi e in stretta sintonia con la Caritas diocesana e il suo attuale direttore don Cesare Pisani, svolge da decenni, intensificato negli ultimi mesi. Se vogliamo stare ai numeri, Nicola Cappelluti segnala che &#8220;sono stati circa 12.600 euro i soldi investiti di cui, nota non secondaria, 10.000 destinati a famiglie ruvesi e 2600 a famiglie comunitarie ed extracomunitarie&#8221;.<br \/>\nIl morso del virus quindi ha inciso profondamente la citt\u00e0, soprattutto da fine marzo a inizi giugno, ma non dal punto di vista virale, per fortuna.<br \/>\nChi sono stati gli utenti \u201cnuovi\u201d che, con grande dignit\u00e0, sono entrati in Caritas? \u201cAddetti alla ristorazione e all\u2019edilizia, in tutte le sue branche. E un&#8217;altra categoria su tutte &#8211; ammette amaramente Raffaella &#8211; cio\u00e8 le donne separate, con figli, cos\u00ec tante che ci hanno fatto scoprire un volto sconosciuto della citt\u00e0\u201d.<br \/>\n\u201cNella prima fase il problema \u00e8 stato di tipo alimentare &#8211; prosegue Raffaella &#8211; strettamente legato quindi alla necessit\u00e0 di fare la spesa. Nella seconda fase il problema forte, ancora persistente, \u00e8 la capacit\u00e0 di pagare l\u2019affitto di casa, sotto intimazione di sfratto da parte dei proprietari che temono, tutt&#8217;ora, l\u2019insolvenza prolungata a causa della mancanza di lavoro. La Caritas \u00e8 intervenuta per scongiurare lo sfratto. Solo in qualche caso (ma solo in qualche caso?!, ndr), \u00e8 stata condonata la mensilit\u00e0\u201d.<br \/>\nFino a quando il Comune non si \u00e8 organizzato con la distribuzione dei buoni-spesa, la Caritas \u00e8 stato punto di riferimento quasi unico, per circa un mese, anche grazie alla rete di associazioni attive a Ruvo. Ma qui c\u2019\u00e8 anche il lato buono della medaglia. \u201cSe la Caritas non fosse stata pronta ad inizio pandemia &#8211; sottolinea Nicola \u2013 la situazione sarebbe stata ancora pi\u00f9 tragica. E a far fronte a questo \u00e8 stato il grande cuore dei Ruvesi: circa 8000 euro donati, su iban o in contanti, che hanno consentito di gestire l\u2019emergenza, a cui si sono aggiunti i fondi Caritas derivanti dall\u20198xMille. Donazioni in denaro da privati e in alimenti da parte di supermercati, raccolta viveri nei condomini, pane e spesa \u201csospese\u201d in diversi negozi. \u201cOnore e riconoscenza, quindi, a tutti coloro che hanno aperto il cuore e il portafogli e sono davvero tanti. Grazie!\u201d.<br \/>\n\u201cMa il Covid \u00e8 stato anche una occasione di grande cambiamento in positivo &#8211; concordano Raffaella e Nicola &#8211; reso visibile dalla nuova sede che il Vescovo Domenico ha deciso di assegnare alla Caritas, dal 12 maggio, in quanto nella precedente, su corso Jatta, si agiva in condizioni ormai inadeguate. Il centro cittadino ha quindi irrobustito e reso pi\u00f9 efficace e dialogante il suo servizio di coordinamento con le Caritas parrocchiali che sono quindi il terminale operativo della Carit\u00e0. Va rimarcato con forza il grande aiuto che le Caritas parrocchiali hanno garantito nelle settimane pi\u00f9 difficili di lockdown. Non \u00e8 mancato il rischio di contagio, sfiorato da vicinissimo, tanto dai volontari quanto dalle persone che sono entrate nel centro di ascolto cittadino. Ascolto che \u00e8 divenuto l\u2019obiettivo specifico dell\u2019attivit\u00e0 Caritas, accanto a quello della interazione con le associazioni del territorio (ecclesiali e laiche) della rete cittadina<em> Diamoci una mano<\/em> presente da diversi anni, con cui \u201cabbiamo seguito e sostenuto gli interventi a favore della povert\u00e0 con l\u2019iniziativa della raccolta alimentare, addirittura fatta ad un ipermercato di Bari\u201d. Proprio questa rete ha dato vita all\u2019<em>Emporio Solidale LegAmi<\/em>, aperto tutti i venerd\u00ec (orari: 11-12 e 17-19) per coloro che vogliono donare generi alimentari a lunga conservazione e\/o prodotti per l\u2019igiene della persona e della casa. L\u2019emporio ha sede in una struttura adiacente la Parrocchia di Santa Lucia ed \u00e8 a disposizione di tutte le persone pi\u00f9 bisognose. Qualcosa di analogo al Social Market Solidale di Molfetta o ad altri servizi presenti in Italia. Intensa e fattiva la collaborazione con il Comune, partecipando al COC (Centri Operativi Comunali), sia nella distribuzione dei buoni sia nella conoscenza dei casi e delle situazioni reali delle famiglie che non sempre corrispondono ai dati identificativi burocratici (ISEE, reddito reale\u2026).<br \/>\nL\u2019attivit\u00e0 Caritas continua anche in questo tempo estivo, sempre previo appuntamento: 080 3615745 \u2013 377 3225719. \u201cL\u2019esigenza maggiore, in questo periodo &#8211; concludono Raffella e Nicola &#8211; \u00e8 legata al pagamento di utenze. La ripresa lavorativa sta facendo migliorare la situazione\u201d.<br \/>\n\u201cSono stati mesi di grandi cambiamenti \u2013 ribadiscono -, ma anche in positivo\u201d. Lo dicono loro che in questi mesi hanno gestito personalmente gli ascolti, dovendo anche proteggere gli altri volontari. Ed \u00e8 anche a loro e a tutti i volontari che la citt\u00e0 dice: Grazie!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>640 interventi dal 1\u00b0 marzo al 17 maggio, con un incremento di quasi il 50% rispetto all\u2019attivit\u00e0 ordinaria. L\u2019esigenza maggiore, in questo periodo \u00e8 legata al pagamento di utenze. La ripresa lavorativa sta facendo migliorare la situazione. 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