{"id":247,"date":"2015-10-25T08:25:00","date_gmt":"2015-10-25T07:25:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/famiglia\/2015\/10\/25\/concluso-il-sinodo-la-parola-famiglia-non-suona-piu-come-prima\/"},"modified":"2015-10-25T08:25:00","modified_gmt":"2015-10-25T07:25:00","slug":"concluso-il-sinodo-la-parola-famiglia-non-suona-piu-come-prima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/famiglia\/2015\/10\/25\/concluso-il-sinodo-la-parola-famiglia-non-suona-piu-come-prima\/","title":{"rendered":"Concluso il Sinodo: &#8220;La parola famiglia non suona pi\u00f9 come prima&#8221;"},"content":{"rendered":"<div><a href=\"http:\/\/press.vatican.va\/content\/salastampa\/fr\/bollettino\/pubblico\/2015\/10\/24\/0816\/01825.html\" style=\"font-size: 12px;\"><strong><span style=\"font-size: medium;\">La relazione finale<\/span><\/strong><\/a><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Papa Francesco\u00a0<\/strong>ha concluso il Sinodo sulla famiglia invitando i 270 padri sinodali a \u201ctornare a camminare insieme\u201d. Se la Chiesa &#8211; come aveva detto nel suo discorso commemorativo del 50\u00b0 anniversario del Sinodo dei vescovi &#8211; \u00e8 \u201csynodos\u201d, il Sinodo \u201cnon significa aver concluso tutti i temi inerenti la famiglia\u201d o \u201caver trovato soluzioni esaurienti a tutte le difficolt\u00e0 e ai dubbi\u201d. Significa, invece, \u201caver sollecitato tutti a comprendere l\u2019importanza dell\u2019istituzione della famiglia e del matrimonio tra uomo e donna, fondato sull\u2019unit\u00e0 e sull\u2019indissolubilit\u00e0, e ad apprezzarla come base fondamentale della societ\u00e0 e della vita umana\u201d. \u201cIl primo dovere della Chiesa non \u00e8 quello di distribuire condanne o anatemi, ma \u00e8 quello di proclamare la misericordia di Dio, di chiamare alla conversione e di condurre tutti gli uomini alla salvezza del Signore\u201d. Nel discorso di chiusura dell\u2019assemblea, Francesco ha insistito sul legame tra il Sinodo e l\u2019imminente Giubileo e ha citato i suoi predecessori &#8211; Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI &#8211; per ricordare che \u00e8 lo Spirito Santo \u201cil vero protagonista e artefice\u201d: dopo tre settimane di ascolto e confronto, \u201cper tutti la parola famiglia non suona pi\u00f9 come prima\u201d. La Relazione finale del Sinodo, ha reso noto padre\u00a0<strong>Federico Lombardi<\/strong>, direttore della sala stampa della Santa Sede nell\u2019ultimo briefing sui lavori, \u00e8 stata approvata \u201ccon una maggioranza estremamente ampia\u201d e ha ricevuto in ognuno dei 94 paragrafi &#8211; a differenza di quanto era avvenuto l\u2019anno scorso &#8211; la maggioranza qualificata dei due terzi, che sui 265 padri sinodali presenti era pari a 177 voti. Non sono mancati paragrafi particolarmente controversi, gi\u00e0 oggetto di vivace dibattito al Sinodo, come i numeri 84-85-86 che affrontano la questione dei divorziati risposati all\u2019interno delle \u201csituazioni complesse\u201d delle famiglie.<\/p>\n<p><b>\u201cChe cosa significher\u00e0 per la Chiesa concludere questo Sinodo dedicato alla famiglia?\u201d,<\/b>\u00a0si \u00e8 chiesto il Papa: \u201cSignifica aver ascoltato e fatto ascoltare le voci delle famiglie\u201d, una delle risposte: \u201cSignifica aver dato prova della vivacit\u00e0 della Chiesa cattolica, che non ha paura di scuotere le coscienze anestetizzate o di sporcarsi le mani discutendo animatamente e francamente sulla famiglia. Significa aver testimoniato a tutti che il Vangelo rimane per la Chiesa la fonte viva di eterna novit\u00e0, contro chi vuole indottrinarlo in pietre morte da scagliare contro gli altri. Significa aver affermato che la Chiesa \u00e8 Chiesa dei poveri in spirito e dei peccatori in ricerca del perdono e non solo dei giusti e dei santi, anzi dei giusti e dei santi quando si sentono poveri e peccatori\u201d.\u00a0<\/p>\n<p><b>\u201cSuperare l\u2019ermeneutica cospirativa o chiusura di prospettive,<\/b>\u00a0per difendere e per diffondere la libert\u00e0 dei figli di Dio, per trasmettere la bellezza della novit\u00e0 cristiana, qualche volta coperta dalla ruggine di un linguaggio arcaico o semplicemente non comprensibile\u201d. \u00c8 uno dei tratti del Sinodo, in cui \u201cle opinioni diverse si sono espresse liberamente, e purtroppo talvolta con metodo non del tutto benevoli\u201d. \u201cLa sfida che abbiamo davanti \u00e8 sempre la stessa\u201d, ha detto Francesco: \u201cAnnunciare il Vangelo all\u2019uomo di oggi, difendendo la famiglia da tutti gli attacchi ideologici e individualistici\u201d. Senza, per\u00f2, \u201cmai cadere nel pericolo del relativismo oppure di demonizzare gli altri\u201d, ma cercando \u201cdi abbracciare pienamente e coraggiosamente la bont\u00e0 e la misericordia di Dio che supera i nostri calcoli umani e che non desidera altro che tutti gli uomini siamo salvati\u201d.<\/p>\n<p><b>\u201cDiscernimento e integrazione\u201d:<\/b>\u00a0sono le due parole d\u2019ordine della relazione finale. \u201cI battezzati che sono divorziati e risposati civilmente devono essere pi\u00f9 integrati nelle comunit\u00e0 cristiane nei diversi modi possibili, evitando ogni occasione di scandalo\u201d, si legge nella terza parte del documento, dedicata alle \u201csituazioni complesse\u201d delle famiglie. \u201cLa logica dell\u2019integrazione &#8211; si spiega nel testo &#8211; \u00e8 la chiave del loro accompagnamento pastorale. Sono battezzati, sono fratelli e sorelle\u201d, e \u201cla loro partecipazione pu\u00f2 esprimersi in diversi servizi ecclesiali: occorre perci\u00f2 discernere quali delle diverse forme di esclusione attualmente praticate in ambito liturgico, pastorale, educativo e istituzionale possano essere superate\u201d. Una \u201cintegrazione\u201d, questa, \u201cnecessaria pure per la cura e l\u2019educazione cristiane dei loro figli\u201d. Per il \u201cdiscernimento\u201d, il documento citato \u00e8 la Familiaris Consortio di Giovanni Paolo II, dove si esortano i sacerdoti ad \u201caccompagnare le persone secondo l\u2019insegnamento della Chiesa e gli orientamenti del vescovo\u201d. Nei confronti delle persone con tendenza omosessuale, si ribadisce che \u201cogni persona, indipendentemente dalla propria tendenza sessuale\u201d, va \u201crispettata nella sua dignit\u00e0 e accolta con rispetto, con la cura di evitare ogni ingiusta discriminazione\u201d e si rinnova il no ai \u201cprogetti di equiparazione al matrimonio delle unioni tra persone omosessuali\u201d. Su matrimoni civili o unioni di fatto si pu\u00f2 crescere verso la \u201cstabilit\u00e0\u201d, \u201ctolleranza zero\u201d su violenze in famiglia e abusi sessuali sui minori.<\/span><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/press.vatican.va\/content\/salastampa\/fr\/bollettino\/pubblico\/2015\/10\/24\/0816\/01825.html\" onclick=\"window.open(this.href,'','resizable=no,location=no,menubar=no,scrollbars=no,status=no,toolbar=no,fullscreen=no,dependent=no,status'); return false\"><strong><span style=\"font-size: medium;\">La relazione finale<\/span><\/strong><\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Relazione finale del Sinodo \u00e8 stata approvata &#8220;con una maggioranza estremamente ampia&#8221; e ha ricevuto in ognuno dei 94 paragrafi la maggioranza qualificata dei due terzi, che sui 265 padri sinodali presenti era pari a 177 voti. Indicata la strada del &#8220;discernimento&#8221; per i divorziati risposati. 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