{"id":489,"date":"2019-12-28T22:45:26","date_gmt":"2019-12-28T21:45:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/famiglia\/?p=489"},"modified":"2019-12-28T22:47:32","modified_gmt":"2019-12-28T21:47:32","slug":"lumile-fuga-responsabile-di-un-giusto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/famiglia\/2019\/12\/28\/lumile-fuga-responsabile-di-un-giusto\/","title":{"rendered":"L\u2019umile fuga responsabile di un giusto"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_490\" style=\"width: 970px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-490\" class=\"size-full wp-image-490\" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/famiglia\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/12\/famiglia.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"470\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/famiglia\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/12\/famiglia.jpg 960w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/famiglia\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/12\/famiglia-300x147.jpg 300w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/famiglia\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/12\/famiglia-768x376.jpg 768w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/famiglia\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/12\/famiglia-800x392.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><p id=\"caption-attachment-490\" class=\"wp-caption-text\">Abdelsalam e la sua famiglia sono fuggiti dai brutali combattimenti nella sua patria, la Siria, e ora chiamano il Libano casa. \u00a9UNHCR\/Hannah Maule-ffinch<\/p><\/div>\n<p><strong>Mt 2,13-15.19-23<\/strong><br \/>\n<strong>I domenica dopo Natale<\/strong><\/p>\n<p class=\"rientrato\"><strong><sup>13<\/sup>I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: \u00ab\u00c0lzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta l\u00e0 finch\u00e9 non ti avvertir\u00f2: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo\u00bb.<\/strong><br \/>\n<strong><sup>14<\/sup>Egli si alz\u00f2, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugi\u00f2 in Egitto,\u00a0<sup>15<\/sup>dove rimase fino alla morte di Erode, perch\u00e9 si compisse ci\u00f2 che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:<\/strong><\/p>\n<p class=\"rientrato\"><strong><i>Dall&#8217;Egitto ho chiamato mio figlio<\/i>.<\/strong><\/p>\n<p><strong><sup>19<\/sup>Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto\u00a0<sup>20<\/sup>e gli disse: \u00ab\u00c0lzati, prendi con te il bambino e sua madre e va&#8217; nella terra d&#8217;Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino\u00bb.\u00a0<sup>21<\/sup>Egli si alz\u00f2, prese il bambino e sua madre ed entr\u00f2 nella terra d&#8217;Israele.\u00a0<sup>22<\/sup>Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritir\u00f2 nella regione della Galilea\u00a0<sup>23<\/sup>e and\u00f2 ad abitare in una citt\u00e0 chiamata N\u00e0zaret, perch\u00e9 si compisse ci\u00f2 che era stato detto per mezzo dei profeti: \u00abSar\u00e0 chiamato Nazareno\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019infanzia di Ges\u00f9 \u00e8 segnata da minacce, ostilit\u00e0 e inimicizie che costringono i genitori del bambino a migrare in Egitto: un\u2019ombra di morte viene proiettata sul bambino da poco venuto alla vita. La prima domenica dopo Natale presenta l\u2019evento dell\u2019incarnazione nel suo riflesso sulla famiglia in cui Ges\u00f9 \u00e8 nato e cresciuto. Se dunque il tema della famiglia appare rilevante in questa domenica, va per\u00f2 detto \u2013 per sfuggire alle possibili cadute retoriche e devozionali connesse all\u2019idealizzazione della famiglia e della \u201csacra\u201d famiglia, e anche alle derive e agli sfruttamenti ideologici o politici a cui questo tema sensibile va oggi soggetto \u2013 che, nell\u2019economia cristiana, e per la parola stessa di Ges\u00f9, la realt\u00e0 decisiva \u00e8\u00a0<em>la nuova famiglia di Ges\u00f9<\/em>, quella dei suoi discepoli radunata attorno a lui dall\u2019annuncio della Parola di Dio e che si fonda non su legami di sangue, ma sul \u201cfare la volont\u00e0 di Dio\u201d (cf. Mt 12,46-50).<\/p>\n<p>In questa annata A, il brano del vangelo secondo Matteo presenta l\u2019infanzia di Ges\u00f9 come segnata da minacce, ostilit\u00e0 e inimicizie che costringono i genitori del bambino a migrare in Egitto per sfuggire alla minaccia di morte rivolta al neonato dal potente e crudele Erode. Un\u2019ombra di morte viene proiettata sul bambino da poco venuto alla vita. Diversi indizi sottolineano questa situazione di pericolo. Matteo usa il verbo\u00a0<em>anachor\u00e9o<\/em>\u00a0per dire che i Magi si erano appena allontanati, ritirati (Mt 2,13; cf. Mt 2,12). Si tratta di un verbo che non dice solo una partenza, ma un allontanarsi quasi fuggendo, in fretta, precipitosamente, perch\u00e9 di fronte a un grave pericolo. In particolare, in Matteo, il \u201critirarsi\u201d, il \u201cfare anacoresi\u201d \u00e8 spesso connesso a pericoli o a situazioni di morte (Mt 2,14.22; 9,24; 14,12-13; 27,5). Ges\u00f9 stesso fa anacoresi quando si trova di fronte a situazioni che lo minacciano (Mt 4,12) o davanti a minacce di morte (Mt 12,14-15). Il nostro testo evangelico \u00e8 spesso posto sotto il titolo di \u201cFuga in Egitto\u201d ed effettivamente presenta una\u00a0<em>fuga<\/em>: e la fuga non \u00e8 sempre un atto disonorevole, ma pu\u00f2 anche essere un\u00a0<em>atto di discernimento<\/em>\u00a0che legge la storia e ne coglie i pericoli che vi sono celati, e un\u00a0<em>atto di coraggio<\/em>\u00a0che osa la paura e prende la decisione possibile. E, a volte, non \u00e8 data altra possibilit\u00e0 che la fuga. La fuga pu\u00f2 divenire un\u00a0<em>atto di umilt\u00e0<\/em>\u00a0(perch\u00e9 esprime la coscienza della propria limitatezza e impotenza) e un\u00a0<em>atto di<\/em><em>resistenza<\/em>\u00a0(perch\u00e9 non si piega al male dominante). E nel caso specifico del nostro testo evangelico, \u00e8 un\u00a0<em>atto di responsabilit\u00e0<\/em>\u00a0con cui Giuseppe assicura un futuro a Maria e a Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Ma si tratta anche di un\u00a0<em>atto di fede<\/em>. Matteo annota che \u00e8 l\u2019angelo del Signore che appare in sogno a Giuseppe e gli dice di fuggire in Egitto. Questa espressione, \u201cangelo del Signore\u201d, designa l\u2019intervento divino in faccende umane per porre fine a situazioni disperate, a cielo chiuso, che sembrano senza alcuna via d\u2019uscita. \u00c8 l\u2019\u201cangelo del Signore\u201d che si fa presenta ad Agar fuggita da Sar\u00e0i, moglie di Abramo, che la maltrattava e le rendeva impossibile la vita e le dice di ritornare da Sar\u00e0i assicurandole con la sua promessa che avrebbe avuto una discendenza (Gen 16,7-11). \u00c8 l\u2019\u201cangelo del Signore\u201d che ferma la mano armata di coltello con cui Abramo stava preparandosi a immolare il figlio Isacco, e cos\u00ec viene salvata la storia della salvezza (Gen 22,11-15). \u00c8 ancora un \u201cangelo del Signore\u201d che pone fine alla prigionia di Pietro in At 12,7. Nei primi due capitoli di Matteo l\u2019angelo del Signore interviene tre volte: per sciogliere il dilemma di Giuseppe e orientarlo a prendere con s\u00e9 Maria come sua sposa (1,20), per spingerlo a fuggire in Egitto prendendo con s\u00e9 il bambino e sua madre (2,13), e infine per farlo rientrare in terra d\u2019Israele prendendo sempre con s\u00e9 il bambino e sua madre (2,19). La soluzione, l\u2019uscita da situazioni disperate si accompagna sempre all\u2019atto di responsabilit\u00e0, che \u00e8 anche atto di amore e di giustizia, con cui Giuseppe \u00e8 invitato a \u201cprendere con s\u00e9\u201d, prima Maria come sua sposa, poi \u201cil bambino e sua madre\u201d. Se Giuseppe fugge in Egitto, non fugge certo n\u00e9 responsabilit\u00e0, n\u00e9 amore, n\u00e9 giustizia. \u00c8 poi significativo che l\u2019angelo del Signore intervenga in una ulteriore situazione a cielo chiuso, ovvero alla tomba dove era stato deposto il corpo di Ges\u00f9, il giorno della resurrezione (Mt 28,2). Il suo intervento dichiara l\u2019apertura di una situazione chiusa, proclama la vittoria della vita sulla morte.<\/p>\n<p>Il testo evangelico intende certamente mostrare che Ges\u00f9 ripercorre il cammino di Israele, \u201cil figlio di Dio\u201d (\u201cIsraele \u00e8 il mio figlio primogenito\u201d: Es 4,22), scendendo in Egitto e poi ritornando in terra d\u2019Israele. Vi \u00e8 come il riepilogarsi dell\u2019intera storia di salvezza nella persona e nella vicenda di Ges\u00f9. La\u00a0<em>storia della salvezza<\/em>\u00a0avviene attraverso storie particolari, storie di nomi e di volti, storie famigliari, attraverso quel reticolo di relazioni quotidiane di cui \u00e8 intessuta l\u2019esistenza umana. E passa attraverso la\u00a0<em>salvezza di storie e relazioni quotidiane<\/em>: salvando la propria famiglia dal pericolo incombente, Giuseppe salva anche la storia della salvezza di Dio con l\u2019umanit\u00e0 tutta. Salvare una vita \u00e8 salvare il mondo.<\/p>\n<p>E qui va detto che Ges\u00f9, nel nostro testo appare oggetto di salvezza. Lui \u00e8 salvato, sottratto al massacro che Erode compir\u00e0 dei bambini al di sotto dei due anni, grazie all\u2019azione di Giuseppe. Questi, prendendo con s\u00e9 il bambino e sua madre e scendendo in Egitto e poi facendo il cammino a ritroso, come in un nuovo esodo, svolge quel compito di\u00a0<em>presenza<\/em>\u00a0e di\u00a0<em>protezione<\/em>\u00a0proprio del genitore e che permette al bambino di attraversare quelle contraddizioni e difficolt\u00e0 dell\u2019infanzia &#8211; che potrebbero segnare in modo pesante il suo futuro &#8211; avendo conosciuto amore e accudimento. Avendo conosciuto, direbbe Winnicott, una madre e, aggiungiamo noi, anche un padre, sufficientemente buoni. La famiglia appare come\u00a0<em>spazio di trasmissione di fiducia<\/em>, come luogo di insorgenza della fiducia basilare grazie alla presenza attenta e securizzante dei genitori. Ma, nel nostro testo, la storia famigliare si colora di tinte teologiche. Il decreto di Erode che ordina lo sterminio dei bambini sotto i due anni \u00e8 ripresa e rievocazione, rimando e rinvio, secondo la tecnica ebraica del\u00a0<em>midrash<\/em>, al testo dell\u2019Esodo in cui si narra lo sterminio ordinato dal faraone dei figli maschi degli Ebrei (Es 1,15-22). A quello sterminio Mos\u00e8 fu sottratto venendo prima tenuto nascosto per tre mesi, poi, essendo stato abbandonato su una cesta sul Nilo, venendo trovato e adottato dalla figlia di Faraone che lo chiam\u00f2 Mos\u00e8, dicendo: \u201cIo l\u2019ho salvato dalle acque\u201d (Es 2,10). Anche Ges\u00f9 \u00e8 stato salvato. La tipologia di Mos\u00e8 si riflette su Ges\u00f9. Colui che \u201csalver\u00e0 il suo popolo dai suoi peccati\u201d (Mt 1,21) \u00e8 colui che \u00e8 stato salvato lui stesso, che ha conosciuto nella sua carne l\u2019esperienza di essere salvato.<\/p>\n<p>Certo, a differenza di Mos\u00e8, che non entr\u00f2 mai nella terra promessa, Ges\u00f9 vi entrer\u00e0. Anzi, Matteo specifica in tre tappe il rientro di Giuseppe, Ges\u00f9 e Maria: terra d\u2019Israele (Mt 2,21); regione della Galilea (Mt 2,22); citt\u00e0 chiamata Nazaret (Mt 2,23). E proprio l\u2019approdo ultimo di Ges\u00f9 in terra d\u2019Israele, ovvero la cittadina di Nazaret, localit\u00e0 mai nominata n\u00e9 nell\u2019Antico Testamento n\u00e9 nel Talmud, fornisce a Matteo l\u2019occasione per mostrare come in quella storia di inimicizia e crudelt\u00e0, di sofferenza e di stenti, si cela il realizzarsi della storia di salvezza. L\u2019insediamento a Nazaret \u00e8 volto al compiersi di quanto detto dai profeti: \u201cSar\u00e0 chiamato Nazareno\u201d (Mt 2,23). Il significato di questo appellativo \u00e8 dibattuto. Un primo significato \u00e8 che indichi Ges\u00f9 come colui che ha avuto Nazaret come luogo di infanzia e adolescenza. Tuttavia \u00e8 pi\u00f9 probabile che il termine contenga risonanze diverse che vengono svelate da possibili allusioni ad alcuni testi veterotestamentari. Per esempio, il vocabolo potrebbe essere riferimento alla parola ebraica che in Is 11,1 indica il \u201cgermoglio\u201d, termine che designa il Messia. Oppure che significhi \u201cnazireo\u201d, \u201cconsacrato\u201d, \u201csanto\u201d. O ancora che significhi \u201csalvato\u201d, \u201cpreservato\u201d, \u201csuperstite\u201d, in riferimento a un termine che ricorre in Is 49,6. E quest\u2019ultimo riferimento ci rinvierebbe ancora all\u2019esperienza di salvezza conosciuta da Ges\u00f9 stesso. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che per Matteo la storia della salvezza che Dio conduce con gli uomini passa attraverso vicende oscure e tenebrose, vicende in cui male e prepotenza, violenza e crudelt\u00e0 hanno la meglio portando la morte a tanti innocenti (Mt 2,16-18) e costringendo tanta povera gente a esodi forzati.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 infatti dimenticare che questa pagina di Matteo, presentando la migrazione forzata di Giuseppe con la sua famiglia, si presenta come capace di stringente attualit\u00e0. La esprimo con le parole di papa Francesco nell\u2019omelia della notte di Natale del 2017: \u201cNei passi di Giuseppe e Maria si nascondono tanti passi. Vediamo le orme di intere famiglie che oggi si vedono obbligate a partire. Vediamo le orme di milioni di persone che non scelgono di andarsene, ma che sono obbligate a separarsi dai loro cari, sono espulsi dalla loro terra. In molti casi questa partenza \u00e8 carica di speranza, carica di futuro; in molti altri, questa partenza ha un nome solo: sopravvivenza. Sopravvivere agli Erode di turno che per imporre il loro potere e accrescere le loro ricchezze non hanno alcun problema a versare sangue innocente\u201d.<\/p>\n<p><strong>di Luciano Manicardi<br \/>\n<\/strong>(da www.monasterodibose.it)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019infanzia di Ges\u00f9 \u00e8 segnata da minacce, ostilit\u00e0 e inimicizie che costringono i genitori del bambino a migrare in Egitto: un\u2019ombra di morte viene proiettata sul bambino da poco venuto alla vita.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":492,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[47,12,8,2],"tags":[57,62,61],"class_list":["post-489","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita","category-evidenza","category-news","category-ufficio-per-la-pastorale-della-famiglia","tag-57","tag-manicardi","tag-santa-famiglia"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/famiglia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/489","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/famiglia\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/famiglia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/famiglia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/famiglia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=489"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/famiglia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/489\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":491,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/famiglia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/489\/revisions\/491"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/famiglia\/wp-json\/wp\/v2\/media\/492"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/famiglia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=489"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/famiglia\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=489"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/famiglia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=489"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}