{"id":10142,"date":"2021-04-23T20:03:17","date_gmt":"2021-04-23T18:03:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/?p=10142"},"modified":"2021-04-23T20:08:00","modified_gmt":"2021-04-23T18:08:00","slug":"identita-compito-missione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/identita-compito-missione\/","title":{"rendered":"Identit\u00e0  compito  missione"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-10143 \" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/04\/lev-17-702x1024.jpg\" alt=\"lev 17\" width=\"476\" height=\"694\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/04\/lev-17-702x1024.jpg 702w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/04\/lev-17-206x300.jpg 206w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/04\/lev-17-768x1121.jpg 768w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/04\/lev-17-192x280.jpg 192w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/04\/lev-17-526x768.jpg 526w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/04\/lev-17-1053x1536.jpg 1053w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/04\/lev-17-1404x2048.jpg 1404w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/04\/lev-17-800x1167.jpg 800w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/04\/lev-17-1200x1751.jpg 1200w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/04\/lev-17-1320x1926.jpg 1320w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/04\/lev-17-scaled.jpg 1755w\" sizes=\"auto, (max-width: 476px) 100vw, 476px\" \/>Amata comunit\u00e0 di Santa Maria della Stella, immagino che abbia maturato dentro di te il senso di questo ritrovarti e celebrare il 50\u00b0 anniversario di fondazione e che continuerai a coltivarlo. Mi chiedo e ti chiedo quale sia il messaggio da raccogliere in questo tempo.<br \/>\nInnanzitutto il mio pensiero va a quanti ricordano l\u2019esperienza degli inizi, a quanti hanno visto sorgere la nuova chiesa vent\u2019anni fa, a quanti si ricordano di come si viveva qui prima che ci fosse la parrocchia; soprattutto mi viene spontaneo chiederti che cosa in questi decenni hai ricevuto e che cosa hai dato per ravvivare il territorio.<br \/>\n\u00c8 la vita intera di una comunit\u00e0 umana e di credenti a intrecciarsi con le vicende della presenza della Chiesa e dell\u2019edificio sacro che da vent\u2019anni in qualche modo la rende possibile e ne \u00e8 il simbolo pubblico riconoscibile. I testimoni di questa bellissima storia sono innanzitutto i parroci e i sacerdoti che si sono succeduti: don Giuseppe Barile, primo parroco, don Franco Vitagliano, don Francesco De Lucia, don Michele Del Vecchio e don Nino Pastanella, pastori fedeli e attenti; poi la Confraternita, l\u2019Azione Cattolica, Scout e tutti i fedeli. Ma testimoni sono pure coloro che non ci sono pi\u00f9. Tuttavia servirebbe a poco rinnovare i ricordi se questi non sfociassero nel ringraziamento al Signore per le meraviglie che ha operato in te.<\/p>\n<p>Se apprezzi il tempo trascorso, \u00e8 per poter ringraziare. In momenti come questo si risveglia la consapevolezza che tutto \u00e8 dono, tutto \u00e8 grazia e, pur con il grande lavoro svolto e le fatiche profuse, \u00e8 sempre di pi\u00f9 ci\u00f2 che hai ricevuto dalla Provvidenza di Dio e dalla sollecitudine della Chiesa. Per questo sento innanzitutto di dover lodare e ringraziare il Signore, autore di ogni bene, alla cui infinita bont\u00e0 anche tu, amata comunit\u00e0, devi innanzitutto l\u2019esistenza e l\u2019attivit\u00e0.<br \/>\nVorrei ricondurre a tre parole il mio messaggio in occasione della tua ricorrenza giubilare: identit\u00e0, compito e missione. Una comunit\u00e0 ha un volto, \u00e8 fatta di volti, di storie, di percorsi comuni. Il concorso dei singoli si intreccia con le esperienze condivise, con le abitudini e lo stile che si vanno consolidando. Dentro e oltre aspetti cos\u00ec visibili, a determinare l\u2019identit\u00e0 \u00e8 la sorgente sacramentale, e quindi l\u2019iniziativa divina che ti plasma continuamente, a cominciare dal battesimo, e poi con l\u2019ascolto della Parola e la comunione generata dalla grazia che vive dentro le relazioni. La parrocchia resta un punto capitale di riferimento per il popolo cristiano, ed anche per i non praticanti (Cf. Giovanni Paolo II, Catechesi Tradendae, 67). Ricordava il Servo di Dio don Tonino Bello, in una bellissima riflessione sull\u2019identit\u00e0 della parrocchia: essa \u00e8 \u00abil quartier generale dove si elaborano i progetti per una migliore qualit\u00e0 della vita, dove la solidariet\u00e0 viene sperimentata in termini planetari e non di campanile, dove si \u00e8 disposti a pagar di persona il prezzo di ogni promozione umana, e dove le nostre piccole speranze di quaggi\u00f9 vengono alimentate da quell\u2019inesauribile riserva di speranze ultramondane di cui trabocca il Vangelo\u00bb. In altre parole, la parrocchia \u00e8 il luogo geografico e teologico indispensabile per vivere e annunciare il Vangelo di Ges\u00f9 Cristo. La prima lettera di Pietro (2, 9) mi viene in aiuto nel determinare la tua identit\u00e0. L\u2019apostolo elenca i titoli con cui va propriamente designata ogni comunit\u00e0 di credenti: \u00abStirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo di Dio\u00bb. Questa tu sei! Questa \u00e8 la comunit\u00e0 ecclesiale: non perderlo mai di vista! Nell\u2019edificio sacro, bello e moderno, in cui ti raduni ogni domenica a celebrare la Pasqua settimanale, disponi di un aiuto singolare; il tempio non \u00e8 solo un segno di riconoscimento, ma un\u2019immagine destinata a risvegliare in te, quotidianamente, la tua coscienza di comunit\u00e0 di battezzati. Questi san Pietro li definisce \u00abpietre vive\u00bb: la Chiesa viva \u00e8 un \u00abedificio spirituale\u00bb a somiglianza di un edificio sacro; questo \u00e8 composto di pietre, quello di persone credenti. Vedere l\u2019edificio sacro, viverlo partecipando assiduamente alle assemblee liturgiche per ascoltare la Parola e celebrare i sacramenti, per pregare e collaborare alla vita comune, significa edificare e consolidare l\u2019edificio spirituale che \u00e8 la Chiesa di Cristo.<br \/>\nEcco dunque la tua identit\u00e0, da custodire con amore rimanendo saldamente fondata in Cristo, \u00abpietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio\u00bb e quindi \u00abpietra d\u2019angolo\u00bb, basamento solido che rende incrollabile l\u2019edificio dei credenti.<\/p>\n<p>La ricorrenza del 50\u00ba anniversario della fondazione della parrocchia rinnovi in ciascuno di voi che formate la comunit\u00e0, la coscienza e l\u2019impegno ad essere sempre membra vive nella Chiesa di Dio. Da tale identit\u00e0 scaturisce il compito proprio della comunit\u00e0; \u00e8 sempre Pietro a ricordarcelo: \u00abOnore dunque a voi che credete; ma per gli increduli la pietra che i costruttori hanno scartato \u00e8 divenuta la pietra angolare, sasso d\u2019inciampo e pietra di scandalo. Loro v\u2019inciampano perch\u00e9 non credono alla parola; a questo sono stati destinati\u00bb (1Pt 2,7-8). Con chiarezza l\u2019apostolo ammonisce, non senza inculcare un velato timore, a obbedire alla Parola, poich\u00e9 in caso contrario la pietra che sta a fondamento si trasforma in \u00absasso d\u2019inciampo, pietra di scandalo\u00bb in cui inciampano coloro che non credono. \u00c8 la fede, dunque, in gioco, insieme ai modi per tenerla viva e coltivarla. Il Vangelo di Giovanni (4,19-24) lo dice in termini positivi: bisogna adorare il Padre \u00abin spirito e verit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Il primo impegno del cristiano e il compito originario della comunit\u00e0 ecclesiale consiste nel culto puro reso a Dio con il cuore e con la vita, con la persona intera e in tutte le relazioni nella grazia del Verbo incarnato e nella potenza dello Spirito Santo. Una comunit\u00e0 parrocchiale, unita alla Chiesa particolare e alla Chiesa universale, alimenta la confessione di fede dentro una vita di ascolto, di culto e di testimonianza nella carit\u00e0 alla presenza dello Spirito e del Cristo. Vivendo cos\u00ec, tu ti mostri quale sei, una comunit\u00e0 insieme antica e nuova, giovane e originaria. Una parrocchia giovane che si trova proiettata all\u2019indietro nella storia. La fede non ci rende forse contemporanei di Cristo? Non perch\u00e9 ci riporta al passato, ma perch\u00e9 ci rende reciprocamente presenti al Vivente e Risorto!<\/p>\n<p>Infine c\u2019\u00e8 una missione che la ricorrenza anniversaria ti affida: \u00abOsservare il diritto e praticare la giustizia, perch\u00e9 venga la salvezza e si riveli la giustizia del Signore e gli stranieri siano condotti sul santo monte e colmati di gioia\u00bb (Is 56,1.6-7). La Chiesa \u00e8 destinata a diventare \u00abcasa di preghiera per tutti i popoli\u00bb. L\u2019iniziativa divina ha una destinazione universale. \u00c8 importante notare che \u00e8 opera di Dio condurre tutti i popoli nella sua casa. La missione non \u00e8 innanzitutto una tua attivit\u00e0; non siamo noi a chiamare a salvezza n\u00e9 a convertire nessuno. Noi abbiamo il compito &#8211; sempre con la grazia di Dio &#8211; di osservare il diritto e praticare la giustizia, cio\u00e8 di corrispondere con tutta la nostra vita alla chiamata del Signore. L\u2019aspetto decisivo della missione che ci tocca consiste nella coerenza della nostra esistenza personale e nella qualit\u00e0 della vita comunitaria. Essa richiede un\u2019 azione attiva di annuncio e di persuasione; ma la parte pi\u00f9 avvincente la svolge l\u2019esempio della vita personale e comunitaria. In essa si deve vedere e dimostrare convincente perch\u00e9 vale la pena aderire a Cristo e lasciarsi convocare da Lui nella sua casa di preghiera.<\/p>\n<p>La celebrazione dell\u2019anniversario di fondazione della parrocchia chiede dunque a ciascuno e a tutti di farsi carico della responsabilit\u00e0 di diventare trasparenza di una comunit\u00e0 viva e unita. Non dobbiamo scoraggiarci, ma piuttosto sentirci interpellati ancora pi\u00f9 profondamente nella nostra coscienza; la fede condivisa e coltivata in una comunit\u00e0 \u00e8 capace di cambiare le persone, renderle migliori e suscitare relazioni sempre pi\u00f9 autentiche tra di loro e con chiunque. Essere cristiani rende migliori, cambia gli ambienti di vita rendendoli pi\u00f9 umani. La Chiesa pu\u00f2 essere l\u2019inizio di una umanit\u00e0 rinnovata, perch\u00e9 formata da persone perdonate, riconciliate e capaci di vivere insieme fraternamente. Se \u00e8 Dio solo a salvare, lo strumento incaricato dell\u2019annuncio \u2013 la Chiesa \u2013 deve mostrare che la salvezza \u00e8 gi\u00e0 cominciata e produrne i primi frutti. La salvezza voluta alla fine per tutti attende di vedere anticipata oggi la presenza, anche solo iniziale, di una santit\u00e0 di vita a cominciare da noi. Perci\u00f2 la missione cristiana esige da voi la volont\u00e0 di dare forma a una comunit\u00e0 umana rinnovata e autentica, fermento evangelico nel tessuto sociale del territorio. L\u2019anniversario che celebri \u00e8 una grazia: non farla passare invano, ma accoglila come l\u2019opportunit\u00e0 irripetibile della visita di Dio in questo tempo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora 50 anni per una nostra parrocchia, Santa Maria della Stella, a Terlizzi, ancora provocazioni per comprendere l\u2019identit\u00e0 della parrocchia.<br \/>\nAll\u2019inizio del mese di maggio affidiamo a Maria il compito di proteggere il nostro Popolo dalla persistente pandemia che, a causa anche dei nostri comportamenti impropri, sta segnando particolarmente il territorio diocesano<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":10143,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13,380,4,36],"tags":[1562,25],"class_list":["post-10142","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali","category-esperienze-pastorali","category-news","category-news-luce-e-vita","tag-50-stella","tag-luce-e-vita"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10142","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10142"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10142\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10145,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10142\/revisions\/10145"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10143"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10142"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10142"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10142"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}