{"id":10687,"date":"2021-06-24T09:00:23","date_gmt":"2021-06-24T07:00:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/?p=10687"},"modified":"2021-06-23T10:41:32","modified_gmt":"2021-06-23T08:41:32","slug":"sacerdoti-lamore-del-cuore-di-cristo-intervista-su-identita-e-ruolo-del-sacerdote-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/sacerdoti-lamore-del-cuore-di-cristo-intervista-su-identita-e-ruolo-del-sacerdote-oggi\/","title":{"rendered":"Sacerdoti, l\u2019amore del Cuore di Cristo. Intervista su identit\u00e0 e ruolo del sacerdote oggi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/06\/presbiterio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-10688\" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/06\/presbiterio-300x200.jpg\" alt=\"sacerdoti\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/06\/presbiterio-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/06\/presbiterio-1024x681.jpg 1024w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/06\/presbiterio-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/06\/presbiterio-360x239.jpg 360w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/06\/presbiterio-1536x1022.jpg 1536w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/06\/presbiterio-2048x1362.jpg 2048w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/06\/presbiterio-800x532.jpg 800w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/06\/presbiterio-1200x798.jpg 1200w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/06\/presbiterio-1320x878.jpg 1320w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La figura sacerdotale oggi: vocazione, formazione, comunione, stile di vita, dialogo con le persone, rapporto con i social, rinuncia al ministero e pedofilia; e poi la \u201cmobilit\u00e0 delle tende\u201d. Ne abbiamo parlato con <strong>don Pasquale Rubini<\/strong>, responsabile della formazione permanente del Clero. Intervista a cura di<strong> Luigi Sparapano<\/strong>, pubblicata su<em> Luce e Vita<\/em> n. 25 del 20 giugno 2021.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 \u00e8 stata istituita questa giornata?<\/strong><br \/>\n\u201cOccorre dunque che la comunit\u00e0 cristiana li sostenga con la sua preghiera. Per questo, nella mia Lettera ai Sacerdoti per il Gioved\u00ec Santo di quest\u2019anno, ho suggerito a tutte le Diocesi del mondo di celebrare una Giornata per la Santificazione dei sacerdoti, in cui invocare il Signore perch\u00e9 tutti i suoi ministri vivano nella conformazione sempre pi\u00f9 piena al cuore del Buon Pastore\u201d (Giovanni Paolo II).<br \/>\nLa Giornata di santificazione sacerdotale fu istituita nel 1995 da Giovanni Paolo II e ricorre a livello mondiale nella Solennit\u00e0 del Sacratissimo Cuore di Ges\u00f9. A livello diocesano la celebriamo in uno dei venerd\u00ec successivi, sempre nel mese di giugno, quest\u2019anno il 25. La consapevolezza \u00e8 che, come affermava il santo Curato d\u2019Ars: \u201cIl sacerdote \u00e8 l\u2019amore del cuore di Ges\u00f9 [\u2026] \u00e8 un qualcosa di immenso, che se lui stesso lo comprendesse, ne morirebbe\u201d. Pertanto questa giornata \u00e8 un\u2019occasione per riaccendere in tutto il popolo di Dio la conoscenza della preziosit\u00e0 del ministero presbiterale, per pregare per i sacerdoti e per le vocazioni all\u2019Ordine Sacro.<\/p>\n<p><strong>La nostra Diocesi ha 75 sacerdoti diocesani, con un\u2019et\u00e0 media di quasi 60 anni (punte di 27 e 96), due diaconi prossimi al sacerdozio, quindi la stragrande maggioranza in et\u00e0 pienamente attiva (ma pi\u00f9 che attivi sono anche i sacerdoti ultrasettantacinquenni!). Come descriveresti il presbiterio diocesano?<\/strong><br \/>\nCaratterizzato da presbiteri che mettono la propria debole e vulnerabile umanit\u00e0 nelle mani di Dio e a servizio della Chiesa. Il nostro \u00e8 un presbiterio multiforme che potr\u00e0 essere coinvolgente se ascoltandosi e lavorando sinergicamente, sapr\u00e0 udire la voce di Dio che parla mediante i segni dei tempi. Ha al suo interno persone capaci e dal cuore grande. Certamente non mancano le fragilit\u00e0 connesse con la nostra condizione umana, ma al tempo stesso ci sono anche slanci di generosit\u00e0, testimonianza di paternit\u00e0 spirituale e cammini di comunione fraterna.<br \/>\nIn che modo la Diocesi assicura la comunione presbiterale e la formazione continua dei sacerdoti?<br \/>\nCustode e promotore della comunione tra i presbiteri e nella Chiesa diocesana \u00e8 il Vescovo. \u00c8 lui che come Padre e Pastore cura \u201ci suoi preti\u201d con la sollecitudine che manifesta con il dialogo interpersonale e nel favorire la formazione umana, spirituale e teologico-pastorale. Pertanto in tale ottica sono favoriti i convegni diocesani, i ritiri mensili, gli incontri della formazione permanente di tutto il clero e i momenti di fraternit\u00e0. Particolare attenzione si ha nel sostenere il cammino dei sacerdoti pi\u00f9 giovani attraverso appuntamenti mensili ed esperienze di formazione. Inoltre in Diocesi si stanno sperimentando le fraternit\u00e0 presbiterali in cui i sacerdoti hanno la possibilit\u00e0 di vivere insieme condividendo spazi comuni e alcuni momenti della giornata.<\/p>\n<p><strong>Il rapporto sacerdote\/anime in Diocesi \u00e8 di circa 1 prete ogni 1740 persone. Quale relazione il sacerdote riesce a costruire oggi con la gente? C\u2019\u00e8 ancora quel rapporto confidenziale che si trasforma in direzione spirituale?<\/strong><br \/>\nSiamo nel tempo dell\u2019indifferenza religiosa, della crisi dei valori e del postcristianesimo! Possono sembrare dei luoghi comuni o forse delle esagerazioni, eppure nelle nostre comunit\u00e0 si avverte la fatica di lavorare per il Regno e il rifugiarsi nel \u201csi \u00e8 sempre fatto cos\u00ec\u201d. Magari con le solite persone, perch\u00e9 gli altri, soprattutto giovani, frequentano altri luoghi che non sono le nostre comunit\u00e0. In tale contesto il Signore invita i sacerdoti a non lasciarsi prendere dallo scoraggiamento o dal rifugiarsi nelle comodit\u00e0 di una esistenza ritirata, a misura dei propri bisogni umani, ma a essere lungimiranti e a scommettere sulla grazia di Dio, sulle potenzialit\u00e0 delle persone e sulla formazione delle coscienze. Sono tanti i momenti in cui poter incrociare la gente: la catechesi e la celebrazione dei sacramenti per i ragazzi in cui incontrare anche gli adulti, gli eventi della piet\u00e0 popolare, la benedizione delle case, i matrimoni, i funerali, gli oratori. Tante sono le occasioni! In queste e in altre, se vuole, il sacerdote ha la possibilit\u00e0 di toccare il sacrario del cuore di ogni persona, mediante il dialogo e i sacramenti con l\u2019obiettivo di alimentare il dinamismo della fede che si concretizza nelle scelte di vita, nel servizio ecclesiale, nelle attivit\u00e0 della vita sociale e nelle scelte politiche. Occorre avere il coraggio di \u201cdonare il proprio tempo\u201d nell\u2019ascoltare, nel consigliare, nell\u2019accompagnare, nell\u2019accogliere e nell\u2019andare a cercare, anche nelle case. I preti oggi hanno sempre da fare tante cose: la cura spirituale delle persone \u00e8 la pi\u00f9 importante, dopo la preghiera. Oserei dire, un impegno a cui nessuno pu\u00f2 sottrarsi. Altrimenti occorrerebbe farsi una domanda: perch\u00e9 mi sono fatto prete?<\/p>\n<p><strong>Quale percezione, invece, hai di come la gente vede il sacerdote?<\/strong><br \/>\nNelle nostre citt\u00e0 la gente vuole bene ai suoi sacerdoti. Forse i pi\u00f9 giovani guardano con sospetto, ma se incontrano un sacerdote che vuole il loro bene, diventa \u201cil mio don\u201d. Sta al sacerdote farsi amare ed essere incisivo con la presenza e con la coerenza di una vita gioiosa, generosa e sobria.<\/p>\n<p><strong>Dal momento che l\u2019attivit\u00e0 pastorale, specie nelle parrocchie periferiche, \u00e8 spostata e concentrata in poche ore serali, qual \u00e8 la giornata tipo di un sacerdote?<\/strong><br \/>\nIl ministero sacerdotale non \u00e8 un lavoro, \u00e8 un servizio che non ha tempo. La vita del sacerdote \u00e8 cadenzata da impegni pastorali, attivit\u00e0, incontri, celebrazioni, ma non \u00e8 solo tutto questo. C\u2019\u00e8 il rischio di cadere nell\u2019attivismo e di fare tutto bene per una sorta di ricercatezza estetica che trascura la sostanza del Vangelo. Ogni sacerdote sa che le sue giornate devono assumere una forma Christi. Per questo occorre alimentare la preghiera personale, lo studio e la riflessione. \u00c8 importante dedicare il tempo, quello libero da attivit\u00e0, a pensare e progettare cammini formativi, con altri preti e con i laici, a fare direzione spirituale, ad andare a trovare qualche famiglia in difficolt\u00e0 o i propri malati. Le attivit\u00e0 della parrocchia non sono solo ad intra, anche ad extra delle sue mura. Ogni sacerdote, nella sua coscienza, decide come occupare il suo tempo affinch\u00e9 sia un Kair\u00f3s. In ultimo, ma non per ultimo, il sacerdote in quanto di \u201ccarne e ossa\u201d, ha bisogno del medico, del barbiere, del meccanico, di un po\u2019 di riposo e di un sano rapporto con i propri familiari e amici. Anche queste piccole cose fanno tanto bene.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 poi la questione social: fotografie, commenti, like&#8230; Quale dovrebbe essere il ruolo sacerdotale sui territori digitali?<\/strong><br \/>\nIl sacerdote non pu\u00f2 far finta che non esistano. Essi sono uno strumento, anzi uno spazio che la Provvidenza ci ha affidato per la trasmissione della buona notizia del Vangelo, soprattutto tra i giovani. Anche in questo aspetto occorre che i sacerdoti siano pi\u00f9 che esperti, in formazione. In tali dinamiche non basta la buona fede, \u00e8 necessario considerare molti aspetti della comunicazione affinch\u00e9 il messaggio sia fruttuoso. Altrimenti si pu\u00f2 cadere nel ridicolo o nel banale. Inoltre penso che sia indispensabile un energico discernimento nell\u2019adoperare con saggezza tali mezzi affinch\u00e9 rimangano uno spazio e non la modalit\u00e0 prevalente con cui tradurre le proprie giornate perdendosi in un chiacchiericcio inutile e in situazioni pericolose e a volte anche immorali.<\/p>\n<p><strong>Non possiamo non osservare che sono diversi i sacerdoti giovani che lasciano il ministero. Formazione, discernimento, ordinazione, relazioni pastorali avviate poi tutto si interrompe. Dove cercare le cause di questo?<\/strong><br \/>\nQuando ci sono delle defezioni tutta la Chiesa soffre. Il popolo di Dio piange per i suoi pastori quando non sono pi\u00f9 nel luogo dove il Signore li chiama a pascere il gregge di Cristo. \u00c8 una situazione dolorosa che chiede a tutti di pregare perch\u00e9 i propri sacerdoti siano santi e santificanti. La formazione ricevuta in seminario non basta e a volte risulta insufficiente dinanzi alle sfide della modernit\u00e0. Infatti il sacerdote \u00e8 in formazione per tutta la vita non solo con i momenti previsti dal calendario diocesano, ma con un impegno personale di autoformazione. Occorre essere uomini di fede per vivere un\u2019autentica spiritualit\u00e0 presbiterale che si concretizzi in una preghiera costante e prolungata che renda abitabile e feconda la solitudine del sacerdote. \u00c8 fondamentale stringere rapporti sinceri con altri sacerdoti con cui condividere un cammino e la fraternit\u00e0. Vitale \u00e8 la relazione con il padre spirituale, con il Vescovo e con il presbiterio, senza trascurare la vigilanza su se stessi, valorizzando il celibato e custodendo l\u2019affettivit\u00e0 presbiterale con uno stile di vita sobrio, nel vestire, nell\u2019uso del denaro e nei rapporti con le persone. Tutto questo nella consapevolezza che la vita \u00e8 veramente \u201cmia\u201d quando la \u201cspendo\u201d nel ministero che il Signore mi affida mediante la volont\u00e0 del Vescovo. Nel giorno dell\u2019Ordinazione il Vescovo, consegnando la patena e il calice al neo presbitero, dice: \u201cRicevi le offerte del popolo santo per il sacrificio eucaristico. Renditi conto di ci\u00f2 che farai, imita ci\u00f2 che celebrerai, conforma la tua vita al mistero della croce di Cristo Signore\u201d. Il vivere tale missione \u00e8 un balsamo che sana e illumina la fedelt\u00e0 del sacerdote nella quotidianit\u00e0 del ministero.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 una ferita aperta nella Chiesa, la pedofilia anche da parte di sacerdoti&#8230;<\/strong><br \/>\nQuella della pedofilia \u00e8 una questione che riguarda il rapporto tra adulti e bambini\/ragazzi. In tale tragedia l\u2019adulto non \u00e8 un pi\u00f9 un educatore, ma un untore di morte. Nella nostra societ\u00e0 in cui emerge un paradigma antropologico individualista e narcisista si afferma la logica dell\u2019utile e dello scarto: tutto concorre, in modo strumentale, alla soddisfazione del proprio io, anche il mio prossimo. Ancora pi\u00f9 desolante quando ci\u00f2 avviene nella Chiesa. Tale situazione sprona a una riflessione sul bene integrale della persona che si attualizza attraverso il dominio di s\u00e9 e il rispetto della dignit\u00e0 dell\u2019altro.<\/p>\n<p><strong>Crisi degli organismi di partecipazione: i consigli pastorali non riescono ad essere quello per cui esistono e forse per i sacerdoti \u00e8 pi\u00f9 comodo cos\u00ec: \u201cchiedere servizi\u201d a singole persone pi\u00f9 che fermarsi a pensare insieme, a fare quel discernimento tanto declamato. Eppure qualcuno ha parlato di \u201cordine del giorno del mondo\u201d e la Chiesa sta avviando un Sinodo \u201cdal basso\u201d. Cosa pensi a riguardo?<\/strong><br \/>\nNel Convegno di Firenze del 2015 Papa Francesco invit\u00f2 la Chiesa italiana a evitare il neo-gnosticismo &#8211; \u201cquello di una fede rinchiusa nel soggettivismo, dove interessa unicamente una determinata esperienza o una serie di ragionamenti e conoscenze che si ritiene possano confortare e illuminare, ma dove il soggetto in definitiva rimane chiuso nell\u2019immanenza della sua propria ragione o dei suoi sentimenti\u201d &#8211; e il neo-pelagianesimo &#8211; che \u201cci porta ad avere fiducia nelle strutture, nelle organizzazioni, nelle pianificazioni perfette perch\u00e9 astratte&#8230; Spesso ci porta pure ad assumere uno stile di controllo, di durezza, di normativit\u00e0. La norma d\u00e0 al pelagiano la sicurezza di sentirsi superiore, di avere un orientamento preciso. In questo trova la sua forza, non nella leggerezza del soffio dello Spirito. Davanti ai mali o ai problemi della Chiesa \u00e8 inutile cercare soluzioni in conservatorismi e fondamentalismi, nella restaurazione di condotte e forme superate che neppure culturalmente hanno capacit\u00e0 di essere significative\u201d. Forse occorre liberarsi come Chiesa da tali tentazioni, senza soccombere al rischio dell\u2019amnesia di quanto lo stesso Magistero ha suggerito in questi ultimi anni. \u00e8 indispensabile avviare un sincero discernimento comunitario, senza cedere alla retorica, agli slogan teologico-pastorali o al disinteresse ecclesiale e ripartire da quelle \u201coccasioni\u201d di evangelizzazione che richiedono tempi e strutture e soprattutto una buona dose di passione per Cristo. A volte le impellenti necessit\u00e0 delle nostre comunit\u00e0 e la scarsit\u00e0 degli operai del Vangelo spingono il sacerdote a scegliere sempre gli stessi. Anche in questo ci vuole il coraggio di coinvolgersi e di non avvertire la comunit\u00e0 come un supermercato: nella Chiesa c\u2019\u00e8 posto per tutti, anche se non sono in prima fila.<\/p>\n<p><strong>Allo stato attuale ritieni predomini la collaborazione o la corresponsabilit\u00e0 dei laici?<\/strong><br \/>\nQuesta \u00e8 una domanda che richiederebbe un confronto sincero e simpatico tra laici e sacerdoti. Penso che al di l\u00e0 delle belle parole sarebbe opportuno che tutti ci impegnassimo di pi\u00f9 per la causa del Vangelo con umilt\u00e0 e in uno spirito di dialogo. Nella nostra Diocesi ci sono tanti laici preparati e generosi. Il loro impegno \u00e8 edificante. Tuttavia occorre in questo momento suscitare il fascino del Vangelo soprattutto tra i giovani con un\u2019onesta testimonianza di vita e con una reale comunione tra laici e sacerdoti. La vocazione laicale e quella sacerdotale si sostengono reciprocamente nel vivere la corresponsabilit\u00e0 del Vangelo. Infatti, i sacerdoti sono scelti tra i laici e da questi, sono accompagnati nel cammino vocazionale e quello presbiterale. I laici attingono dal ministero del sacerdote la grazia che purifica e rende pienamente umani. Insieme formano il popolo di Dio per questo l\u2019antagonismo o il pettegolezzo non sono secondo lo stile del Vangelo.<\/p>\n<p><strong>E&#8217; nell\u2019aria la comunicazione di nuovi incarichi pastorali: tra attese e delusioni, qual \u00e8 il senso della \u201cmobilit\u00e0 delle tende\u201d?<\/strong><br \/>\nGrande fiducia nell\u2019azione dello Spirito Santo che guida la sua Chiesa. Ringraziamento per il bene che si \u00e8 riuscito a realizzare con la presenza di un sacerdote nella comunit\u00e0. Preghiera perch\u00e9 il rinnovamento non sia vissuto come una liberazione o un funerale, ma quale occasione di crescita e d\u2019impegno.<br \/>\nI sacerdoti sono a servizio, non sono padroni delle comunit\u00e0. Certo ci si lega a persone e a luoghi, ma l\u2019amore per Cristo allarga i cuori e spinge verso il futuro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La figura sacerdotale oggi: vocazione, formazione, comunione, stile di vita, dialogo con le persone, rapporto con i social, rinuncia al ministero e pedofilia; e poi la \u201cmobilit\u00e0 delle tende\u201d. 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