{"id":11001,"date":"2021-07-13T17:29:16","date_gmt":"2021-07-13T15:29:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/?p=11001"},"modified":"2021-07-13T17:29:16","modified_gmt":"2021-07-13T15:29:16","slug":"siamo-noi-leuropa-dellamicizia-della-professionalita-e-della-serieta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/siamo-noi-leuropa-dellamicizia-della-professionalita-e-della-serieta\/","title":{"rendered":"Siamo noi l\u2019Europa dell\u2019amicizia, della professionalit\u00e0 e della seriet\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/EuropeiRomaFestaFinale_11072021_00242-755x491-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-11002 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/EuropeiRomaFestaFinale_11072021_00242-755x491-1.jpg\" alt=\"Europei di calcio\" width=\"755\" height=\"491\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/EuropeiRomaFestaFinale_11072021_00242-755x491-1.jpg 755w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/EuropeiRomaFestaFinale_11072021_00242-755x491-1-300x195.jpg 300w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/EuropeiRomaFestaFinale_11072021_00242-755x491-1-360x234.jpg 360w\" sizes=\"auto, (max-width: 755px) 100vw, 755px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Sostengono gli economisti che una vittoria calcistica continentale pu\u00f2 valere, per il Paese che si aggiudica il titolo, un punto di Pil (Prodotto interno lordo). Una cifra enorme (dai 12 ai 15 miliardi di euro nel caso dell\u2019Italia), che certamente pu\u00f2 far sorridere un\u2019economia che langue. Ma il vero vantaggio, il vero guadagno, stanno altrove. E sono certamente difficili da misurare. Perch\u00e9 si tratta di sentimenti, di valori, di amicizia e di solidariet\u00e0, di cuore e di passione. S\u00ec, anche di dignit\u00e0 e di orgoglio. Persino di capacit\u00e0 di divertirsi correndo dietro a un pallone, come fanno i ragazzini e le ragazzine di tutto il mondo, nella speranza di calciare un gran tiro all\u2019angolino e segnare il gol della vittoria. Che talvolta fa la storia, ma pi\u00f9 spesso entra nella galleria dei ricordi che contano.<\/p>\n<p>Ci sono tre immagini che ci hanno colpito al termine della sequenza da thriller dei rigori che ha lanciato l\u2019Italia sulla vetta dell\u2019Europa calcistica.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 l\u2019abbraccio interminabile fra il tecnico Roberto Mancini e l\u2019amico Gianluca Vialli. Un abbraccio fra due amici di sempre, due uomini maturi, due campioni che hanno regalato alla Sampdoria il suo unico scudetto nel lontano 1991. Un abbraccio che si scioglie in un pianto liberatorio. Mancini si presenta davanti alle telecamere ma parla per pochi secondi. Ha ancora gli occhi pieni di lacrime e risponde con monosillabi. La loro amicizia, ulteriormente rafforzata dalla lotta di Vialli contro un grave tumore, trova nel tempio del calcio di Wembley il suo suggello. Ma durante questa avventura sportiva abbiamo capito che in questa Nazionale regna l\u2019amicizia. Un sentimento che gli italiani apprezzano e che sanno vivere.<br \/>\nLa seconda immagine \u00e8 quella del portierone Gigio Donnarumma che dopo aver parato due rigori decisivi di fila ai maestri inglesi, serissimo, con un\u2019espressione quasi incredula, si allontana dalla porta. Per la serie, \u201csono Gigio, ho 22 anni, sono un portiere di calcio, ho fatto solo il mio dovere che \u00e8 quello di parare\u201d. Quando al momento della premiazione \u00e8 stato indicato come il miglior giocatore del torneo era altrettanto serioso e composto. Ci mancava solo che rispondesse \u201cdovere\u201d, come farebbe uno di noi, dinanzi a un lavoro fatto bene.<\/p>\n<p>Ecco, un giovane campione cos\u00ec serio, ci racconta di un Paese che ha nei giovani come lui il proprio futuro. S\u00ec perch\u00e9 questa Italia che vince, sa soffrire, sa rimboccarsi le maniche, sa tirare fuori il meglio di s\u00e9, \u00e8 esattamente quello di cui tutti abbiamo bisogno. E cio\u00e8 che i nostri giovani sappiano riprendersi il futuro e tirino fuori il Paese dalle secche in cui \u00e8 sprofondato.<\/p>\n<p>La terza immagine \u00e8 quella di Leonardo Spinazzola, l\u2019esterno che con le sue sgroppate sulla sinistra ha dato il tormento a tutte le difese avversarie, sino a quando il tendine di Achille ha fatto crac durante un allungo nei quarti di finale con il Belgio. Ebbene, abbiamo visto il calciatore a Wembley saltellare con la sua stampella fra i compagni di squadra e andare a ritirare, per primo, la sua medaglia da vincitore. Spinazzola, per la sua forza e il suo coraggio, \u00e8 l\u2019emblema di questo nostro Paese, profondamente ferito e sconvolto dal Covid. Un Paese che pur dolorosamente colpito (nessuno potr\u00e0 mai cancellare quella triste colonna di camion carichi di bare che attraversavano le vie deserte di Bergamo, n\u00e9 potr\u00e0 mai dimenticare che un virus crudele ci ha strappato un\u2019intera generazione di nostri \u201cvecchi\u201d, la nostra memoria) sa rimettersi in moto. Magari saltellando con la stampella, come il giocatore della nostra Nazionale.<\/p>\n<p>Ma con la certezza che presto torneremo a correre tutti insieme, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un campionato ancor pi\u00f9 importante da vincere. Quello contro un vero nemico, il Covid 19. Per poi continuare a correre per ricostruire un\u2019Italia pi\u00f9 forte, pi\u00f9 giusta, pi\u00f9 bella. E se possibile, persino pi\u00f9 buona.<\/p>\n<p>La chiamiamo tutti ricostruzione, insieme con Mattarella e Draghi. Come fu nel secondo dopoguerra. Ecco, lo spirito giusto per compiere l\u2019impresa \u00e8 quello dei nostri azzurri, giovani talenti e vecchi campioni integri. Nella disciplina di squadra, nella resilienza, nel coraggio e nella fantasia. S\u00ec oggi siamo gli italiani. Mai pi\u00f9 i \u201csoliti italiani\u201d come ci raccontano nei giorni tristi. Ecco perch\u00e9 abbiamo meritato la felicit\u00e0 di riportare a Roma, dopo addirittura 53 anni, la Coppa continentale. S\u00ec, siamo noi l\u2019Europa. Dell\u2019amicizia, della professionalit\u00e0, della seriet\u00e0, della maturit\u00e0 dei ventenni di oggi. Cos\u00ec si guadagna e si merita il futuro. Non solo nel calcio.<\/p>\n<p>Domenico Delle Foglie<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La chiamiamo tutti ricostruzione, insieme con Mattarella e Draghi. Come fu nel secondo dopoguerra. Ecco, lo spirito giusto per compiere l\u2019impresa \u00e8 quello dei nostri azzurri, giovani talenti e vecchi campioni integri. Nella disciplina di squadra, nella resilienza, nel coraggio e nella fantasia. S\u00ec oggi siamo gli italiani. Mai pi\u00f9 i \u201csoliti italiani\u201d come ci raccontano nei giorni tristi. Ecco perch\u00e9 abbiamo meritato la felicit\u00e0 di riportare a Roma, dopo addirittura 53 anni, la Coppa continentale. S\u00ec, siamo noi l&#8217;Europa. Dell\u2019amicizia, della professionalit\u00e0, della seriet\u00e0, della maturit\u00e0 dei ventenni di oggi. Cos\u00ec si guadagna e si merita il futuro. 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