{"id":11047,"date":"2021-07-16T11:15:27","date_gmt":"2021-07-16T09:15:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/?p=11047"},"modified":"2021-07-16T11:15:27","modified_gmt":"2021-07-16T09:15:27","slug":"senato-prosegue-la-discussione-sul-ddl-zan-ad-oggi-le-posizioni-degli-schieramenti-in-campo-sembrerebbero-incomponibili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/senato-prosegue-la-discussione-sul-ddl-zan-ad-oggi-le-posizioni-degli-schieramenti-in-campo-sembrerebbero-incomponibili\/","title":{"rendered":"Senato: prosegue la discussione sul ddl Zan. Ad oggi, le posizioni degli schieramenti in campo sembrerebbero incomponibili"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/ddl-zan-votazione.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-11048 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/ddl-zan-votazione.jpg\" alt=\"senato\" width=\"755\" height=\"491\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/ddl-zan-votazione.jpg 755w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/ddl-zan-votazione-300x195.jpg 300w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/ddl-zan-votazione-360x234.jpg 360w\" sizes=\"auto, (max-width: 755px) 100vw, 755px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il calendario approvato dalla conferenza dei capigruppo del Senato prevede che, dopo questa prima settimana in Aula, la discussione generale sul ddl Zan prosegua alle 16,30 di marted\u00ec 20 luglio. Nel complesso sono oltre sessanta gli iscritti a parlare. Sempre marted\u00ec prossimo, ma alle 12, scadr\u00e0 il termine per la presentazione degli emendamenti: un momento decisivo per verificare la possibilit\u00e0 di un accordo su una riformulazione del testo in esame, quello approvato dalla Camera nello scorso novembre con il sostegno di Pd, M5S, Iv e Leu. Il disegno di legge n.2005, \u201cMisure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull\u2019orientamento sessuale, sull\u2019identit\u00e0 di genere e sulla disabilit\u00e0\u201d, \u00e8 approdato davanti all\u2019assemblea di Palazzo Madama marted\u00ec 13 luglio, dopo un ultimo tentativo di rilanciare il dibattito in commissione Giustizia da parte del presidente dell\u2019organismo, Andrea Ostellari (Lega).<br \/>\nIl clima in Aula \u00e8 apparso subito surriscaldato, tanto che la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, \u00e8 dovuta intervenire ripetutamente per chiedere che si evitassero comportamenti da stadio. Al di l\u00e0 di queste schermaglie, per\u00f2, la cronaca parlamentare registra soprattutto due fatti rilevanti: le votazioni sulle pregiudiziali di costituzionalit\u00e0 e sulle richieste di sospensiva firmate dai gruppi che si oppongono al provvedimento. Le prime, presentate da senatori della Lega e di FdI, sono state respinte con 136 voti contrari, 124 favorevoli e 4 astensioni. Per chi conosce le dinamiche parlamentari, si tratta di uno scarto piuttosto esiguo, che potrebbe non essere sufficiente quando si arriver\u00e0 a votare gli emendamenti e su di essi potr\u00e0 essere chiesto il voto segreto. All\u2019interno degli schieramenti, infatti, non mancano le voci che hanno espresso posizioni divergenti da quelle dei rispettivi gruppi. Del resto, \u00e8 veramente arduo sostenere che su un tema del genere si possa invocare la disciplina di partito contro il voto di coscienza. Successivamente i senatori si sono espressi sulle richieste di sospensiva presentate da Lega e Forza Italia con l\u2019obiettivo di rinviare la discussione in Aula al 27 luglio per cercare nel frattempo un accordo politico in commissione Giustizia. In questa occasione il margine si \u00e8 ridotto al minimo, in quanto le richieste sono state respinte con un solo voto di scarto: 136 i contrari, 135 i favorevoli. Inevitabili le polemiche sugli assenti, la cui presenza avrebbe potuto ribaltare l\u2019esito del conteggio.<\/p>\n<p>Ma appare comunque evidente che in mancanza di un accordo pi\u00f9 ampio la legge rischia di finire su un binario morto. \u00c8 la tesi sostenuta da Iv che ha avanzato delle ipotesi di mediazione pur avendo approvato la legge a novembre e avendo votato nei giorni scorsi contro le iniziative del centro-destra in Senato. Peraltro non \u00e8 affatto escluso che il tutto sia rinviato a dopo la pausa agostana per motivi di inderogabili scadenze parlamentari: gi\u00e0 mercoled\u00ec 21 luglio \u00e8 in calendario l\u2019esame del decreto \u201csostegni bis\u201d ed \u00e8 solo il primo di una serie di provvedimenti urgenti da approvare.<br \/>\nAllo stato, le posizioni degli schieramenti in campo sembrerebbero incomponibili. I gruppi sostenitori del ddl Zan, in particolare, continuano a ritenere intoccabile il testo uscito da Montecitorio, nonostante le obiezioni puntuali e argomentate sollevate non solo da parte del mondo cattolico, ma anche di autorevolissimi giuristi e di esponenti e associazioni della galassia femminista. Sotto i riflettori ci sono soprattutto gli articoli 1, 4 e 7 e i profili in questione sono di primaria importanza costituzionale: si va dalla libert\u00e0 di espressione alla libert\u00e0 di educazione, passando per la necessaria chiarezza e univocit\u00e0 che deve caratterizzare la norma penale. Il tempo per una mediazione c\u2019\u00e8 ancora, almeno fino a marted\u00ec.<\/p>\n<p>Stefano De Martis<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il calendario approvato dalla conferenza dei capigruppo del Senato prevede che, dopo questa prima settimana in Aula, la discussione generale sul ddl Zan prosegua alle 16,30 di marted\u00ec 20 luglio. Nel complesso sono oltre sessanta gli iscritti a parlare. 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