{"id":11053,"date":"2021-07-16T19:55:20","date_gmt":"2021-07-16T17:55:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/?p=11053"},"modified":"2021-07-18T08:32:46","modified_gmt":"2021-07-18T06:32:46","slug":"caritas-piu-della-meta-dei-poveri-non-riceve-il-reddito-di-cittadinanza-ma-oggi-serve-piu-che-mai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/caritas-piu-della-meta-dei-poveri-non-riceve-il-reddito-di-cittadinanza-ma-oggi-serve-piu-che-mai\/","title":{"rendered":"Caritas, pi\u00f9 della met\u00e0 dei poveri non riceve il Reddito di cittadinanza. Ma oggi serve \u201cpi\u00f9 che mai\u201d"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/rapporto-rdc-caritas.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-11054 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/rapporto-rdc-caritas.jpg\" alt=\"rapporto rdc caritas\" width=\"755\" height=\"491\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/rapporto-rdc-caritas.jpg 755w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/rapporto-rdc-caritas-300x195.jpg 300w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/rapporto-rdc-caritas-360x234.jpg 360w\" sizes=\"auto, (max-width: 755px) 100vw, 755px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Pi\u00f9 della met\u00e0 delle persone in condizione di povert\u00e0 \u2013 il 56% \u2013 non usufruisce del Reddito di cittadinanza. Lo percepiscono invece il 44% dei nuclei poveri, soprattutto inoccupati, persone senza un lavoro e che non percepiscono sussidi di disoccupazione o altre forme di sostegno al reddito. Dal Reddito sono invece rimasti esclusi i nuovi poveri della pandemia, in particolare coppie giovani con figli, e ci sono criticit\u00e0 nei percorsi di inclusione lavorativa. Nonostante ci\u00f2, il Reddito va mantenuto e \u201criordinato\u201d. Ci sono proposte concrete su come fare per raggiungere tutti e renderlo pi\u00f9 efficace. \u201cSuperata l\u2019emergenza, contro la povert\u00e0 vanno predisposte risposte strutturali adatte alla societ\u00e0 attuale\u201d. E\u2019 quanto emerge dal VI Rapporto sulle Politiche contro la povert\u00e0 di Caritas italiana, che ha effettuato un articolato monitoraggio sul Reddito di cittadinanza, con focus group e consigli pratici su come riformulare questa misura introdotta nel 2019 per contrastare la povert\u00e0. Secondo i dati governativi circa 3,7 milioni di cittadini, di cui 1 milione e 350 mila bambini e ragazzi e 450 mila persone con disabilit\u00e0, stanno usufruendo del Reddito di cittadinanza. La cifra stanziata nel 2020 \u00e8 oltre 8 miliardi di euro. Se ha funzionato sulle fasce di reddito molto basse ci sono per\u00f2 degli esclusi:\u00a0 secondo il rapporto Caritas si tratta dei \u201cnuovi profili della povert\u00e0 che hanno risentito in misura maggiore della pandemia\u201d, ossia \u201cquei nuclei caratterizzati da un\u2019et\u00e0 giovane, la presenza di figli minori, la presenza di un reddito, seppur minimo\u201d. Perci\u00f2 Caritas propone \u201cun\u2019Agenda\u201d per il riordino del Reddito di cittadinanza. Oggi la presentazione a Roma con il ministro\u00a0del Lavoro e delle politiche sociali Andrea Orlando e\u00a0Pasquale Tridico, presidente Inps.<\/p>\n<p><strong>\u201cOggi pi\u00f9 che mai ne abbiamo bisogno\u201d.<\/strong>\u00a0\u201cUna misura come quella del Reddito di cittadinanza va assolutamente tenuta e per\u00f2 va anche riordinata\u201d,\u00a0 afferma don Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana, durante la presentazione a Roma del rapporto: \u201cSiamo qui per ribadire con forza che<\/p>\n<p>il nostro Paese ha bisogno di una misura di contrasto alla povert\u00e0, oggi pi\u00f9 che mai, soprattutto dopo il disastro economico della pandemia.<\/p>\n<p>Ci sono migliaia di persone nel nostro Paese che non possono fare a meno di un sostegno economico, che non possono lavorare o che, pur lavorando, restano inchiodati a situazioni di profondo disagio economico\u201d.<\/p>\n<p><strong>L\u2019impatto della pandemia.<\/strong>\u00a0L\u2019incidenza massima dei nuclei che hanno avuto accesso al Reddito di cittadinanza nel 2020, in piena pandemia, riguarda la classe di redditi compresi tra 1.000 e 1.299 euro. Questo dato \u201cpu\u00f2 essere letto come un primo segnale dell\u2019impatto del Covid 2019 sulle famiglie a reddito medio\u201d. In particolare, \u201csono le coppie con figli minori a pagare le conseguenze pi\u00f9 elevate\u201d.<\/p>\n<p><strong>Gli esclusi<\/strong>. Il rapporto individua alcune caratteristiche delle famiglie povere escluse: tendono a risiedere al Nord, ad avere minori, un richiedente straniero, risparmi in banca superiori alla soglia consentita. Attualmente sono escluse dalla possibilit\u00e0 di richiedere il Reddito 4 famiglie straniere su 10. Il requisito economico di accesso che pi\u00f9 di tutti restringe l\u2019accesso alla misura alle famiglie in povert\u00e0 assoluta \u00e8 quello del patrimonio mobiliare (solo due terzi di queste lo soddisfa). Al Nord il numero delle famiglie che fruiscono del Reddito \u00e8 il 37% di quelle in povert\u00e0 assoluta, nel Centro il 69% e nel Sud il 95%.<\/p>\n<p><strong>Tra gli utenti Caritas.<\/strong>\u00a0Riguardo al monitoraggio tra gli utenti Caritas emerge che il 55,2% di persone sostenute ha beneficiato della misura fra il 2019 e il 2020; inoltre il 56% di chi lo riceve presenta contemporaneamente tre o pi\u00f9 forme di vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>L\u2019inclusione lavorativa.<\/strong>\u00a0Al 31 gennaio 2021, i nuclei beneficiari di Reddito di cittadinanza indirizzati ai percorsi di inclusione lavorativa sono, a livello nazionale, circa 530 mila, il 49% del totale dei nuclei indirizzati, a seconda delle loro caratteristiche, ai Centri per l\u2019impiego o ai servizi sociali. I dati mostrano che al 31 gennaio 2021 il 5,1% dei percettori della misura non risultava tenuto agli obblighi, il 48,3% era stato indirizzato ai percorsi di inclusione sociale e il 46,6% ai percorsi di attivazione lavorativa con i Centri per l\u2019impiego. Si tratta di un processo ancora lento e complesso, complicato dall\u2019irruzione della pandemia.<\/p>\n<p><strong>L\u2019identikit dei beneficiari<\/strong>\u00a0tracciato nei focus group racconta di \u201cpersone molto deboli dal punto di vista lavorativo e in grandi difficolt\u00e0 economiche, psicologiche e sociali. Non raramente sono persone che non hanno acquisito neppure il titolo di studio obbligatorio per legge, o giovani che non studiano n\u00e9 lavorano o in evidente ritardo con gli studi. Sono tutti dotati di smartphone, ma non sanno usarlo per effettuare ricerche su internet, non sanno redigere un curriculum vitae e, in alcuni casi, non parlano la lingua italiana\u201d. Il 72% ha al massimo la licenza media mentre solo il 3% ha ottenuto la laurea. Tra i beneficiari il 21% non ha mai avuto un rapporto di lavoro alle dipendenze nella sua storia lavorativa. Gli under 30 e gli over 50 rappresentano rispettivamente il 34% e il 27% dei beneficiari tenuti al Patto per il lavoro. Gli under 30 sono pi\u00f9 presenti al Sud e nelle isole, viceversa gli over 50 nel Centro-Nord.<\/p>\n<p><strong>I bisogni fondamentali: cibo, casa e bollette.<\/strong>\u00a0Le condizioni di povert\u00e0 ruotano attorno all\u2019impossibilit\u00e0 di avere risorse adeguate per affrontare il soddisfacimento di tre bisogni fondamentali: la spesa per il mangiare, la casa e le bollette. Nonostante il Reddito di cittadinanza le difficolt\u00e0 persistono \u201cin particolare nei casi in cui l\u2019importo riconosciuto \u00e8 estremamente basso oppure non adeguato rispetto ai bisogni di vita\u201d. Una delle criticit\u00e0 pi\u00f9 segnalate \u00e8 stata la sospensione del contributo al 18\u00b0 mese, per cui bisogna tornare alla Caritas o da altre organizzazioni del privato sociali per chiedere di nuovo aiuto. Alcuni intervistati hanno affermato di vivere con disagio questa situazione e di provare una vera e propria \u201cvergogna\u201d ma allo stesso tempo di non essere in grado di acquisire una propria autonomia.<\/p>\n<p>Patrizia Caiffa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo il VI Rapporto di Caritas italiana sulle Politiche contro la povert\u00e0 dal Reddito di cittadinanza sono rimasti esclusi anche i nuovi poveri della pandemia, in particolare coppie giovani con figli, e ci sono criticit\u00e0 nei percorsi di inclusione lavorativa. Nonostante ci\u00f2, il Reddito va mantenuto e &#8220;riordinato&#8221;, soprattutto dopo l&#8217;impatto sociale della pandemia. 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