{"id":11206,"date":"2021-07-30T18:41:30","date_gmt":"2021-07-30T16:41:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/?p=11206"},"modified":"2021-09-10T20:34:55","modified_gmt":"2021-09-10T18:34:55","slug":"con-don-tonino-bello-nel-porto-chiuso-di-bari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/con-don-tonino-bello-nel-porto-chiuso-di-bari\/","title":{"rendered":"Con don Tonino Bello nel \u201cporto chiuso\u201d di Bari"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/Giovani-migranti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-11207\" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/Giovani-migranti-698x1024.jpg\" alt=\"Giovani migranti vlora\" width=\"500\" height=\"734\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/Giovani-migranti-698x1024.jpg 698w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/Giovani-migranti-205x300.jpg 205w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/Giovani-migranti-768x1126.jpg 768w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/Giovani-migranti-191x280.jpg 191w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/Giovani-migranti-524x768.jpg 524w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/Giovani-migranti-800x1173.jpg 800w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/07\/Giovani-migranti.jpg 945w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a>Afa fin dal mattino. La gente ai bagni a spegnere la calura. Lui, don Tonino, a ulcerarsi per il dramma dei profughi albanesi nel \u201cporto chiuso\u201d di Bari, al secondo esodo di massa verso l\u2019Italia.<\/p>\n<p>Tristissimo. Il volto contratto. Non una parola di commento alle immagini che si accavallano nei Tg. Ecco la <em>Vlora<\/em> che vomita migliaia di giovani in fuga dal regime di Hoxha, che maledicono la miseria pi\u00f9 nera e si azzuffano e si aiutano nella disperazione; che si fanno cercatori di futuro a rischio della vita.<\/p>\n<p>Andiamo allo <em>Stadio della Vittoria<\/em>. perimetro di sconfitta. Andiamo al molo dodici del porto di Bari, scenario disperato. Lungo la litoranea, la spiaggia brulicante. Fra lo stadio e il porto, scampoli d\u2019umanit\u00e0 in un clima infernale. In 20.000 ammassati \u2013 donne, giovani, bambini; onesti, ladri, violenti \u2013 in poche centinaia di metri quadrati.<\/p>\n<p>Sul molo svengono per insolazione, per disidratazione: in molti cadono collassati a causa dei quaranta gradi che fanno ribollire perfino il manto d\u2019asfalto sotto la suola delle nostre scarpe. Inerti vengono tirati per le braccia oltre il cordone militare come sacchi di patate. Un getto d\u2019acqua rigorosamente non potabile, il capo accenna un movimento: \u00abIndietro!\u00bb, nella turba, a consumare la speranza residuale di un\u2019accoglienza che non ci sar\u00e0.<\/p>\n<p>\u00abC\u2019\u00e8 il ministro della Protezione civile? C\u2019\u00e8 quello degli Interni (che poi lo insulter\u00e0: \u201c<em>A peste, fame et bello libera nos, Domine<\/em>\u201d). Desidero invocare accoglienza, un trattamento pi\u00f9 umano: sono fratelli, sono sorelle\u00bb, \u00e8 il grido di don Tonino Bello. Ma i ministri non ci sono. Sono di Napoli e di Bari, s\u00ec proprio di Bari, ma non ci sono. Fra le autorit\u00e0, solo il sindaco Dalfino: indaffarato, affannato, segnato. Non altri. Non ci sono neppure i medici al posto di pronto soccorso. Al limite della sopportazione i militari d\u2019ordine pubblico. Lamentano il turno di otto ore ancora senza cambio. Disfatti i salpati dal porto di Durazzo. Persino l\u2019occhio della Rai si vergogna a riprenderli insistentemente.<\/p>\n<p>Circondato da un cordone militare anche lo Stadio della Vittoria. Parte dei migranti sono nel perimetro ovale del campo di calcio, come i cileni nel \u201973, concentrati nell\u2019<em>Estadio Nacional<\/em>. Alcuni al di fuori, contenuti da transenne e da militari di leva. Questuano un po\u2019 d\u2019acqua o di latte, qualche arancia. Frutti e cartocci vengono lanciati a distanza, come fossero animali in gabbia. La Polizia pronta a caricare al minimo sussulto, a ogni tentativo di margine valicato. Il limite deve tenere. Va evitato l\u2019abbraccio tra i profughi e i pochi accoglienti.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 del cordone militare, una bambina di sei o sette anni riconosce la sorella pi\u00f9 grande. \u00c8 in Puglia dal primo esodo. Entrambe vorrebbero varcare lo sbarramento disumano che le separa. Si chiamano a distanza, si fanno eco. Si lanciano baci e tenerezze con il linguaggio dei gesti. Accarezzano l\u2019aria, l\u2019una alla ricerca dell\u2019altra. Si protendono, vogliono abbracciarsi. Lo dicono supplicanti nella loro lingua alla Polizia che non pu\u00f2 capire, che non vuol capire. Lo ribadiscono al \u201cprete\u201d che ho al fianco: \u00abPrete, lo chieda lei che porta la croce\u00bb.<\/p>\n<p>Di legno. Come quella su cui \u00e8 salito Cristo. Come quella su cui sarebbe salito, di l\u00ec a qualche settimana, anche lui, don Tonino Bello, divorato dal cancro allo stomaco per somatizzazione degli eventi, per le sue viscere di misericordia.\u00a0 Il \u201cprete\u201d supplica anch\u2019egli: \u00abSono sorelle, lasciate che si abbraccino\u00bb.<\/p>\n<p>Come ricordo, don Tonino, quando ce ne siamo tornati in auto a Molfetta, nella tua auto; silenti, impotenti, \u201cconflitti ma non sconfitti\u201d.<\/p>\n<p>\u00abLo so perch\u00e9 non parli \u2013 ti ho sollecitato per lacerare il silenzio -: perch\u00e9 vagheggi arche di pace che solchino il Mediterraneo a riunire la famiglia umana, e sperimenti <em>boats people<\/em> all\u2019ancora, rifiutate e destinate a ripartire\u00bb.<\/p>\n<p>Mi hai risposto: \u00abC\u2019\u00e8 stato un momento in cui ho visto meglio: non quella turba indistinta ma i volti dei giovani albanesi uno per uno. Anzi non proprio loro, ma per trasposizione i volti di chi li ha generati: le madri gravide al posto dei figli sul molo. E ho pensato: chiss\u00e0 quante carezze su quei ventri in attesa, quante tenerezze a levigarne la rotondit\u00e0, quanti baci a benedire l\u2019attesa; chiss\u00e0 quante parole d\u2019affetto sussurrate su quelle cupole, perch\u00e9 arrivasse l\u2019eco nel ricettacolo pi\u00f9 profondo; e chiss\u00e0 quante scommesse, e quante ambizioni, e quanti progetti sul frutto di quell\u2019amore gestante. Poi, che ne \u00e8? Lo scempio che costatiamo! Gemme sfogliate\u2026 petali al vento. No, non \u00e8 giusto! Quei giovani vanno rispettati e amati uno per uno. Come se di ciascuno fossimo madre\u00bb.<\/p>\n<p>Altroch\u00e9 se lo ricordo, quel momento estatico a volti rivolti, in cui hai proposto la \u201cmaternit\u00e0\u201d come criterio di accoglienza del migrante. All\u2019estremo opposto dei \u201cporti chiusi\u201d. Non solo lo ricordo, ma lo riferir\u00f2 all\u2019infinito.<\/p>\n<p>Da allora m\u2019interrogo se e quando metter\u00e0 radici l\u2019etica del volto, che \u00e8 la tua profezia pi\u00f9 forte: la scoperta dell\u2019altro, uguale nella distinzione. Da allora mi chiedo se la fraternit\u00e0 e l\u2019amore hanno \u201cocchi di madre\u201d. Se la femminilit\u00e0 non sia il valore da liberare per rigenerare la storia. Se la teologia non debba finalmente arricchirsi della riflessione su Dio madre\u2026 Natali che non possono tardare!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Renato Brucoli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trent&#8217;anni fa, 8 agosto 1991, lo sbarco della nave Vlora sulle coste adriatiche con 20000 albanesi. Don Tonino: &#8220;desidero invocare un trattamento pi\u00f9 umano, sono fratelli, sono sorelle&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":11208,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[459,13,4,36],"tags":[1734,67,140,1733,1732],"class_list":["post-11206","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita","category-editoriali","category-news","category-news-luce-e-vita","tag-8-maggio-1991","tag-don-tonino-bello","tag-editoriale","tag-esodo-albanesi","tag-vlora"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11206","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11206"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11206\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11222,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11206\/revisions\/11222"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11208"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11206"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11206"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11206"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}