{"id":11316,"date":"2021-08-13T17:34:45","date_gmt":"2021-08-13T15:34:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/?p=11316"},"modified":"2021-08-13T17:34:45","modified_gmt":"2021-08-13T15:34:45","slug":"uno-sguardo-che-chiama-a-se","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/uno-sguardo-che-chiama-a-se\/","title":{"rendered":"Uno sguardo che chiama a s\u00e9"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.chiesacattolica.it\/liturgia-del-giorno\/?data-liturgia=20210815\">Liturgia di domenica 15 agosto 2021 Solennit\u00e0 dell&#8217;Assunzione di Maria<\/a><\/p>\n<div id=\"attachment_11317\" style=\"width: 810px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/assunta_san_gennaro_rit.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-11317\" class=\"wp-image-11317 size-large\" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/assunta_san_gennaro_rit-1024x776.jpg\" alt=\"assunta san gennaro\" width=\"800\" height=\"606\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/assunta_san_gennaro_rit-1024x776.jpg 1024w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/assunta_san_gennaro_rit-300x227.jpg 300w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/assunta_san_gennaro_rit-768x582.jpg 768w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/assunta_san_gennaro_rit-360x273.jpg 360w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/assunta_san_gennaro_rit-1014x768.jpg 1014w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/assunta_san_gennaro_rit-800x606.jpg 800w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/assunta_san_gennaro_rit.jpg 1073w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-11317\" class=\"wp-caption-text\">Simulacro di Maria SS. Assunta in Cielo presso la chiesa di San Gennaro in Molfetta.<\/p><\/div>\n<p>Il testo evangelico della festa dell\u2019Assunzione di Maria, tratto dal terzo vangelo, \u00e8 costituito dal racconto della visitazione (Lc 1,39-45) e dal testo del Magnificat (Lc 1,46-56). Questa festa celebra il \u201ctransito\u201d di Maria (questo il senso e uno dei nomi della festa odierna nella tradizione) presso Dio, mostrando Maria stessa che celebra il transito, il passaggio di Dio nella sua esistenza.<\/p>\n<p>Modellando, mediante una serie di puntuali riprese letterarie, il racconto della visitazione sull\u2019episodio del trasporto dell\u2019arca dell\u2019alleanza da parte di David (2Sam 6), Luca ha inteso configurare teologicamente Maria come\u00a0<em>arca dell\u2019alleanza<\/em>\u00a0(<em>foederis arca<\/em>), come luogo della presenza di Dio, come sito individuabile del Dio con noi. Il passaggio di Maria, come gi\u00e0 quello dell\u2019arca, suscita gioia e diviene fonte di benedizione.<\/p>\n<p>Nel suo viaggio verso Elisabetta, Maria porta il Cristo e, insieme con lui, porta lo Spirito. Luca suggerisce, nel denso incontro delle due donne incinte, il senso di ogni\u00a0<em>incontro<\/em>\u00a0tra cristiani: il rinnovarsi della pentecoste, della discesa dello Spirito, un evento di grazia in cui ciascuno riconosce l\u2019altro nel mistero della sua vocazione e del dono ricevuto da Dio. Un abbraccio che accoglie e dona, riconosce e comunica, senza gelosie e rivalit\u00e0. La\u00a0<em>maternit\u00e0<\/em>\u00a0di Maria, di cui la giovane donna di Nazaret ha appena ricevuto l\u2019annuncio (cf. Lc 1,26-38), si declina subito, in lei che si reca da Elisabetta, come\u00a0<em>sororit\u00e0<\/em>. La sterile e la vergine si abbracciano nello stupore del Dio che pu\u00f2 operare ci\u00f2 che \u00e8 impossibile alla creatura umana. L\u2019incontro diviene eucaristia. L\u2019iconografia che mostra l\u2019abbraccio delle due donne, presenta a volte un accostarsi dei volti tale che l\u2019incontro occhio contro occhio diventa fusione in un unico occhio. Unico \u00e8 lo sguardo con cui le due si vedono e a cui partecipano: lo sguardo di Dio che ha visto la condizione di sterilit\u00e0 dell\u2019una e di piccolezza dell\u2019altra.<\/p>\n<p>Maria \u00e8 proclamata \u201cbeata\u201d da Elisabetta in quanto credente,\u00a0<em>donna di fede<\/em>: ha creduto, contro ogni evidenza, al compimento della parola di Dio. \u201cBeata colei che creduto che vi sarebbe stato un compimento alle parole dette a lei dal Signore\u201d (Lc 1,45). La sua fecondit\u00e0 \u00e8 spirituale prima che fisica: con la fede e l\u2019ascolto obbediente e accogliente della parola di Dio, Maria ha fatto spazio in s\u00e9 al Figlio di Dio.\u00a0<em>Si \u00e8 fatta spazio di accoglienza e di dimora del Signore<\/em>. La\u00a0<em>fede<\/em>\u00a0di Maria \u00e8 un atto preciso, storico, e personalissimo. Non \u00e8 un\u2019adesione a generici valori, ma ferma convinzione che la parola che il Signore ha pronunciato riguardo a lei diventer\u00e0 storia, realt\u00e0, la sua storia personale e la sua realt\u00e0 personale. O meglio, che \u00e8 gi\u00e0 sua realt\u00e0 e sua storia che plasma il suo corpo e la sua psiche, guida i suoi atti, muove i suoi passi, ispira i suoi pensieri. La fede rende operante l\u2019efficacia della Parola grazie alla disponibilit\u00e0 all\u2019apertura e al cambiamento del credente. Maria \u00e8 gi\u00e0 madre, e come tale \u00e8 salutata da Elisabetta. \u00c8 madre a partire dalla sua accoglienza della Parola del Signore. Se la\u00a0<em>preghiera efficace<\/em>\u00a0crede che ci\u00f2 che domanda \u00e8 gi\u00e0 stato ottenuto (cf. Mc 11,24), la fede manifesta la sua efficacia e la sua potenza nella convinzione che ci\u00f2 che il Signore dice \u00e8 realt\u00e0, anche se si scontra con ogni razionale evidenza, come nel caso della vergine a cui \u00e8 promesso di concepire senza conoscere uomo.<\/p>\n<p>Di fronte alle parole di Elisabetta, Maria pronuncia le parole del\u00a0<em>Magnificat<\/em>, parole che distolgono l\u2019attenzione da lei e la fanno volgere totalmente al Signore. Non lei ha fatto nulla, ma il Signore ha fatto tutto: questo, il significato basilare del\u00a0<em>Magnificat<\/em>. Questo inno, infatti, celebra il Dio che in Maria ha fatto tutto. La vicenda di Maria ha Dio come soggetto. E Maria canta il Dio\u00a0<em>Salvatore<\/em>\u00a0(cf. Lc 1,47), sia come \u201csuo\u201d personale salvatore, sia come salvatore del suo popolo.\u00a0<em>\u00c8 il Dio che salva le storie umane e personali e il Dio della storia di salvezza.<\/em>\u00a0La preghiera di Maria tiene insieme quelle due dimensioni, comunitaria e personale, che spesso noi separiamo: il piano storico, sociale, politico, comunitario della lode di Maria \u00e8 naturalmente connesso al piano personale e interiore.<\/p>\n<p>L\u2019azione di Dio nei suoi confronti \u00e8 espressa da Maria come\u00a0<em>sguardo<\/em>: \u201cIl Signore ha guardato la piccolezza, l\u2019umile condizione della sua serva\u201d (Lc 1,48). Sguardo che, secondo la Scrittura \u00e8 all\u2019inizio di ogni vocazione e di ogni amore (di fronte all\u2019uomo ricco, Ges\u00f9 \u201clo guard\u00f2 e lo am\u00f2\u201d: Mc 10,21), ma che richiede un\u2019adesione, un s\u00ec (se in Maria quello sguardo \u00e8 inizio di una storia, nel caso dell\u2019uomo ricco ne \u00e8 gi\u00e0 anche la fine). Maria si sa vista nella sua piccolezza, nella sua povert\u00e0, non certo nei suoi titoli di merito o di eventuale grandezza. Chi si sa visto nella propria piccolezza, quale che sia il nome preciso che questa ha, deve forzatamente anch\u2019egli vederla e assumerla. Lo sguardo d\u2019amore dell\u2019altro mi consente di accogliere in me la mia piccolezza non come ostacolo ma come occasione di grazia, come ricchezza. Vedere la propria miseria \u00e8 il passaggio necessario per vedere e confessare Dio e la sua azione. Il peccato non \u00e8 la piccolezza o la debolezza o l\u2019impotenza, ma il misconoscimento della debolezza, della piccolezza e della miseria umana.<\/p>\n<p>Tutto il Magnificat sgorga da questa inebriante \u201cscoperta\u201d di Maria: lo sguardo di Dio su di lei. \u00c8 come se Maria dicesse, preda dello stupore: il Signore mi ha guardata, mi ha vista. Dio non \u00e8 solo colui che parla e chiede ascolto, ma anche colui che vede e chiede all\u2019uomo la capacit\u00e0 di lasciarsi vedere. La fede \u00e8 anche coscienza di essere visto, certo, non dello sguardo malevolo e spione, non dello sguardo indagatore e intrusivo, non dello sguardo possessivo e abusante, ma dello sguardo mite e benevolo che dice di s\u00ec a colui che vede. Uno sguardo che \u00e8 un\u2019offerta e un appello. Uno sguardo che \u00e8 grazia. Lo sguardo del Signore, ci dice la Scrittura, \u00e8 sguardo non di giudizio che suscita paura, ma di accoglienza che suscita fiducia, ma soprattutto \u00e8 sguardo che chiede all\u2019uomo di vedere se stesso in verit\u00e0, di fare la verit\u00e0 in se stesso, di vedere ci\u00f2 in s\u00e9 va mantenuto e ci\u00f2 che va cambiato, ci\u00f2 che va coltivato e ci\u00f2 che va estirpato, ci\u00f2 che va giudicato e ci\u00f2 che va confermato. Lo sguardo di Dio \u00e8 il s\u00ec incondizionato posto da Dio su di noi. \u00c8 la contemporaneit\u00e0 del suo amore alla nostra diffidenza, amore che vuole far breccia nella nostra diffidenza, nella nostra incredulit\u00e0 radicale: non credere di essere amati, credere impossibile di essere destinatari di uno sguardo di gratuit\u00e0 e di amore, di accoglienza incondizionata. La non-fede, forse, in radice, altro non \u00e8 che non potere o non riuscire o non volere o aver paura di credere a uno sguardo di amore che ci autorizza ad accoglierci cos\u00ec come siamo.<\/p>\n<p>Colei che si sa vista nella sua piccolezza scopre che quella piccolezza \u00e8 in realt\u00e0 piena di senso perch\u00e9 le porta l\u2019unica ricchezza degna di questo nome: essere guardati, visti, scelti, chiamati, amati, senza averne titoli di merito: cos\u00ec \u00e8 per Israele, cos\u00ec \u00e8 per Maria, cos\u00ec \u00e8 per ognuno di noi. La storia che Maria riassume nel\u00a0<em>Magnificat<\/em>\u00a0\u00e8 la storia dello sguardo di Dio sul suo popolo, sguardo di misericordia che fa emergere e innalza gli umili e sazia gli affamati, sguardo che sintetizza tutte le sue parole rivolte ad Abramo e ai padri d\u2019Israele. La fede, come risposta alla parola di Dio, richiede l\u2019ascolto, e come risposta allo sguardo di Dio, domanda l\u2019ascesi del vedersi e accogliersi nella propria piccolezza, del sopportare e amare la propria nudit\u00e0, la propria fragilit\u00e0. A differenza di Adamo che volle nascondere la propria nudit\u00e0 agli occhi del Signore. Lo sguardo del Signore, che \u00e8 appello alla verit\u00e0, a fare la verit\u00e0 in noi stessi, diviene cos\u00ec anche la trama della nostra vita spirituale: \u00e8 sguardo che diviene vocazione come per Giacomo e Giovanni, Pietro e Andrea, \u00e8 sguardo che diviene rimprovero per chi \u00e8 duro di cuore come per i farisei di fronte al sofferente, \u00e8 sguardo che suscita pentimento in chi, come Pietro, ha rinnegato, \u00e8 sguardo che diviene compassione come di fronte alla folle stanche e affaticate, \u00e8 sguardo che si fa incoraggiamento per chi con fede muta gli si avvicina intercedendo per il paralizzato, \u00e8 sguardo che, di fronte alla morte, ancora dona vita e suscita comunione come per Maria e il discepolo amato sotto la croce, \u00e8 sguardo che diviene promessa e apertura di futuro, anche dopo la morte: \u201cVi vedr\u00f2 di nuovo e il vostro cuore gioir\u00e0\u201d (Gv 16,22). Gioir\u00e0 il vostro cuore come nel\u00a0<em>Magnificat<\/em>\u00a0gioisce il cuore di Maria, esulta profeticamente il suo spirito, per aver accolto e creduto allo sguardo di Dio. Sguardo che trasfigura e trasforma il suo corpo di vergine in corpo di madre del Messia, sguardo che ha in s\u00e9 la potenza della resurrezione, la forza di far passare dalla morte alla vita. Sguardo capace di generare alla vita. Sguardo che ci chiede di aprire gli occhi, di svegliare gli occhi del cuore per vedere le meraviglie di Dio nella nostra quotidiana vita. Infatti, la luce di Dio risplende nella notte e chi pu\u00f2 vederla, se non un cuore che veglia?<\/p>\n<p>Luciano Manicardi<br \/>\n(monasterodibose.it)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sguardo che trasfigura e trasforma il suo corpo di vergine in corpo di madre del Messia, sguardo che ha in s\u00e9 la potenza della resurrezione, la forza di far passare dalla morte alla vita. Sguardo capace di generare alla vita. 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