{"id":11395,"date":"2021-08-20T17:29:36","date_gmt":"2021-08-20T15:29:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/?p=11395"},"modified":"2021-08-20T17:29:36","modified_gmt":"2021-08-20T15:29:36","slug":"allaltezza-della-liberta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/allaltezza-della-liberta\/","title":{"rendered":"All&#8217;altezza della libert\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.chiesacattolica.it\/liturgia-del-giorno\/?data-liturgia=20210822\">Liturgia di domenica 22 agosto 2021<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/21_08_22_ninfee.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-11396 size-large\" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/21_08_22_ninfee-1024x512.jpg\" alt=\"Ninfee\" width=\"800\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/21_08_22_ninfee-1024x512.jpg 1024w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/21_08_22_ninfee-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/21_08_22_ninfee-768x384.jpg 768w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/21_08_22_ninfee-360x180.jpg 360w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/21_08_22_ninfee-800x400.jpg 800w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/21_08_22_ninfee.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019odierna pagina evangelica presenta la reazione di \u201cmolti discepoli\u201d (cf. Gv 6,60) al discorso che Ges\u00f9 ha appena concluso nella sinagoga di Cafarnao. Si tratta del discorso in cui Ges\u00f9 si \u00e8 rivelato pane di vita disceso dal cielo che deve essere mangiato perch\u00e9 i credenti abbiano in se stessi la vita. Questa rivelazione provoca una reazione di paura e di sgomento che induce molti che seguivano Ges\u00f9 a non andare pi\u00f9 con lui (Gv 6,66). Al cuore di questa pericope vi \u00e8 il tema della fede, espresso con il verbo \u201ccredere\u201d (vv. 64.69), ma evocato anche con i verbi \u201cascoltare\u201d (v. 60), \u201cvedere\u201d (v. 62), \u201cvenire a me\u201d (v. 65), \u201cconoscere\u201d (v. 69). I discepoli reagiscono all\u2019intero discorso di Ges\u00f9 giudicandolo \u201cduro\u201d, ovvero, non semplicemente ostico e difficile da comprendere, ma inaccettabile, irricevibile. Viene denunciata l\u2019assurdit\u00e0 delle affermazioni di Ges\u00f9. Un simile messaggio \u00e8 inascoltabile: \u201cQuesta parola \u00e8 dura! Chi pu\u00f2 ascoltarla?\u201d (Gv 6,60). Questa reazione non va giudicata, stigmatizzata e cos\u00ec rimossa, ma va accolta e ascoltata dal credente che legge oggi il vangelo, perch\u00e9 rivela una dimensione di scandalo costitutiva della fede cristiana e ineliminabile dal messaggio evangelico. Tale dimensione \u00e8 inaggirabile. Vi \u00e8 una \u201cincredibilit\u00e0\u201d dell\u2019annuncio cristiano (\u201cChi creder\u00e0 al nostro annuncio?\u201d: Is 53,1). Vi \u00e8 un \u201cimpossibile\u201d della fede cristiana (\u201cchi\u00a0<em>pu\u00f2<\/em>\u00a0ascoltarla?\u201d: Gv 6,60). Ges\u00f9 lo dice chiaramente altrove: \u201cImpossibile agli uomini, ma non a Dio! Perch\u00e9 tutto \u00e8 possibile a Dio\u201d (Mc 10,27). Nel passo giovanneo questa impossibilit\u00e0 \u00e8 espressa con il riferimento alla carne: \u201cLa carne non giova a nulla\u201d (Gv 6,63). Vi \u00e8 una impossibilit\u00e0 della \u201ccarne\u201d a generare salvezza e pienezza di vita: la condizione precaria e fragile dell\u2019uomo non \u00e8 un ostacolo alla salvezza, ma solo se si apre al dono di Dio. Diventa invece ostacolo se si assolutizza, si chiude in s\u00e9 e si fonda sulla propria forza. Il che equivale a chiudersi nell\u2019illusione, nella menzogna, nell\u2019autoinganno. L\u2019apertura al dono di Dio \u00e8 disposizione ad accogliere il dono dall\u2019alto, lo Spirito santo vivificante (cf. Gv 3,3-13). Ma se solo lo Spirito d\u00e0 la vita, per accogliere l\u2019azione trasformante dello Spirito occorre quella rinascita dall\u2019alto che gi\u00e0 aveva scandalizzato Nicodemo: \u201cCome\u00a0<em>pu\u00f2<\/em>\u00a0accadere questo?\u201d (Gv 3,9).<\/p>\n<p>La reazione dei discepoli alle parole di Ges\u00f9 si esprime come\u00a0<em>mormorazione<\/em>\u00a0(Gv 6,61). E cos\u00ec essi si trovano nella stessa posizione spirituale dei \u201cGiudei\u201d che avevano contestato Ges\u00f9 mormorando contro di lui (Gv 6,41.43). Ora, poich\u00e9 il termine \u201cGiudei\u201d in Giovanni designa solitamente chi si oppone a Ges\u00f9, i suoi avversari, il testo qui indica che anche i discepoli possono divenire avversari di Ges\u00f9, opporsi, coscientemente o meno, alla sua missione, e uscire dallo spazio dell\u2019adesione e della fede. Ges\u00f9 dunque rileva lo scandalo subito dai suoi discepoli (Gv 6,61) e pone provocatoriamente una domanda: se vi scandalizza l\u2019annuncio del Cristo che \u00e8 il pane disceso dal cielo, che cosa vi avverr\u00e0 se doveste vedere il Figlio dell\u2019uomo salire l\u00e0 dove era prima? La domanda sembra suggerire: il vostro scandalo aumenterebbe o si placherebbe? La risposta \u00e8 implicita nelle parole che Ges\u00f9 pronuncia subito dopo: \u201c\u00c8 lo Spirito che d\u00e0 la vita, la carne non giova a nulla\u201d (Gv 6,63). E lo Spirito sar\u00e0 il dono che il Figlio dell\u2019uomo disceso dal cielo e innalzato da terra, salito al cielo, ritornato al Padre, dar\u00e0. Non la carne, ma lo Spirito consente di superare lo scandalo. Si ripropone con i discepoli la problematica che Ges\u00f9 ha affrontato con Nicodemo quando gli ha detto: \u201cSe vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parler\u00f2 di cose del cielo? Nessuno \u00e8 mai salito al cielo, se non colui che \u00e8 disceso dal cielo, il Figlio dell\u2019uomo\u201d (Gv 3,12-13). E l\u2019accoglienza del dono di Dio inizia gi\u00e0 ora con l\u2019operazione spirituale basilare ed essenziale che \u00e8 l\u2019ascolto delle parole di Ges\u00f9. Infatti, dice Ges\u00f9: \u201cLe parole che io vi ho detto sono spirito e vita\u201d (Gv 6,63). Questo passo costituisce l\u2019unica volta in cui Giovanni identifica la parola di Ges\u00f9 con lo Spirito.<\/p>\n<p>L\u2019unit\u00e0 inscindibile di parola e spirito emerge dall\u2019osservazione elementare che il soffio, l\u2019alito che esce dalla bocca \u201cporta\u201d le parole, le sostiene e le accompagna. E se la vita \u00e8 relazione, ecco che l\u2019atto di ascolto e di parola \u00e8 decisivo per vivere e far vivere. Ecco dunque che \u201cparola, spirito e vita\u201d sono realt\u00e0 reciprocamente interconnesse e interagenti. L\u2019ascolto \u00e8 l\u2019atto imprescindibile dell\u2019accoglienza di una comunicazione, \u00e8 l\u2019inizio della fede, ma anche della relazione e dell\u2019amore. Con l\u2019ascolto, la vita dell\u2019altro e il suo spirito, e non solo la sua parola, entrano in me, vivono in me, mi fanno vivere e si trasmettono a quanti io incontro. Ma se l\u2019ascolto \u00e8 inizio della fede, Ges\u00f9 rivela che tra coloro che lo seguono, tra i suoi discepoli, vi sono alcuni che, in verit\u00e0, non credono. Il mormoratore non ha fiducia e Ges\u00f9 mostra di conoscere che anche tra chi si dice suo discepolo vi \u00e8 chi non crede e perfino vi \u00e8 chi lo tradir\u00e0. E il v. 65 intende significare che c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di rifiutare il dono della fede. Le parole di Ges\u00f9 provocano come reazione immediata l\u2019allontanamento di molti suoi discepoli: \u201cDa quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano pi\u00f9 con lui\u201d (Gv 6,66). Non abbiamo qui soltanto il resoconto di ci\u00f2 che avvenne un tempo a dei seguaci di Ges\u00f9, ma la rivelazione di ci\u00f2 che avviene ancora oggi nell\u2019avventura rischiosa della vita cristiana. \u00c8 cammin facendo che si scoprono le asperit\u00e0 e le difficolt\u00e0 della sequela e della vocazione. La parola accolta un tempo, e che sembrava dischiudere un futuro di bellezza, di senso e di gioia, diviene una parola sconcertante, incomprensibile, dura (\u201cquesta parola \u00e8 dura\u201d: Gv 6,60). Si fa allora strada la tentazione della de-vocazione, dell\u2019abbandono, dell\u2019apostasia, del voltarsi indietro. Siamo di fronte all\u2019enigma dell\u2019abbandono, della rottura di una fedelt\u00e0, alla smentita di una promessa. E l\u2019unica lezione da trarre non \u00e8 certo il giudicare, ma il sapere che nessuno \u00e8 garantito. Si pu\u00f2 perdere la fede. La logica della scelta fatta un tempo \u00e8 che, per mantenersi fedeli a essa, occorre ogni giorno rinnovare il proprio s\u00ec, la propria adesione e il proprio ringraziamento per la vita accolta e poi scelta. E rinnovarlo nelle differenti condizioni storiche ed esistenziali che si sono venute a creare. Rinnovare il s\u00ec in maniera creativa, non certo passiva e immobilistica. Vi \u00e8 qui una sfida posta ai cristiani: la credibilit\u00e0 della loro confessione di fede risiede anche nella loro capacit\u00e0 di declinare oggi realt\u00e0 come perseveranza, fedelt\u00e0, definitivit\u00e0 di una scelta senza farla divenire immobilismo, paralisi, incapacit\u00e0 di movimento. Ma l\u2019enigma non riguarda soltanto l\u2019abbandono, ma il rimanere. E Ges\u00f9, con le sue parole, lo rivela subito e, rivolgendosi ai Dodici, dice loro: \u201cVolete andarvene anche voi?\u201d (Gv 6,67). Ovvero, perch\u00e9, se alcuni se ne vanno, altri rimangono? Perch\u00e9 continuare a credere? Perch\u00e9 proseguire la sequela? Perch\u00e9 rimanere nella fede? \u00c8 importante la domanda posta da Ges\u00f9: essa dice che la vita cristiana ha senso solo come atto di libert\u00e0, che non \u00e8 una strada a senso unico, una strada obbligata, ma che vi sono alternative, che vi \u00e8 la possibilit\u00e0 di un no. Restare nella sequela e perseverare nella fede richiede di essere all\u2019altezza della libert\u00e0 a cui il Signore ci chiama.<\/p>\n<p>Il brano evangelico presenta un momento di\u00a0<em>crisi<\/em>\u00a0della comunit\u00e0 di Ges\u00f9. Le crisi nella vita personale come nella chiesa e nella comunit\u00e0 cristiana sono dolorose, ma possono essere salutari perch\u00e9 passano al setaccio, vagliano, chiedono un adattamento a situazioni nuove, dunque sono possibili occasione di rinnovamento. Certo, nella crisi si fa strada la tentazione dell\u2019azzeramento del proprio passato: \u201cHo sbagliato tutto\u201d, \u201cMi ero illuso\u201d, \u201cNon ce la faccio pi\u00f9\u201d, \u201cPer me \u00e8 impossibile\u201d. E ancora: \u201cChe senso ha?\u201d, \u201cChi me lo fa fare?\u201d, \u201cNe vale la pena?\u201d. Queste sono le parole e le domande che vengono al nostro spirito in quei momenti. E allora \u00e8 importante ricordare la risposta di Pietro (Gv 6,68-69) alla provocatoria domanda di Ges\u00f9. A nome dei Dodici, Pietro risponde affermando che essi appartengono a Ges\u00f9 quale Signore delle loro vite (\u201cSignore, da chi andremo?\u201d); confessando che da lui essi hanno ricevuto e ricevono vita (\u201cTu hai parole di vita eterna\u201d); ricordando l\u2019atto di fede fatto un tempo e l\u2019esperienza esistenziale che ha corroborato la loro fede (\u201cNoi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio\u201d). Dalla vertigine della possibilit\u00e0 dell\u2019abbandono, dall\u2019illusione della libert\u00e0 come sconfinamento, si passa allo sprofondamento nell\u2019essenziale, in una fede sempre pi\u00f9 nuda, spoglia, povera, centrata solamente sulla relazione con il Signore e le sue parole che sono spirito e vita. Nella vita cristiana si ascende scendendo, ci si eleva abbassandosi, ci si arricchisce impoverendosi, si cresce diminuendo. Unica condizione imprescindibile: la\u00a0<em>libert\u00e0<\/em>. S\u00ec, viene un momento per il credente in cui la fede chiede una rinascita, ma questo passa attraverso una morte, un affidamento radicale che \u00e8 un perdersi, uno smarrirsi. Spesso sono i momenti di crisi che svolgono questa funzione di appello: allora si tratta di comprendere che \u201c\u00e8 lo Spirito che d\u00e0 la vita e la carne non giova a nulla\u201d (Gv 6,63) e di ricominciare, sempre pi\u00f9 spogli, ma anche sempre pi\u00f9 semplici e unificati, ad ascoltare la Parola e ad affidarsi allo Spirito del Signore.<\/p>\n<p>Luciano Manicardi<\/p>\n<p>Monasterodibose.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se la vita \u00e8 relazione, ecco che l\u2019atto di ascolto e di parola \u00e8 decisivo per vivere e far vivere. Ecco dunque che \u201cparola, spirito e vita\u201d sono realt\u00e0 reciprocamente interconnesse e interagenti.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":11396,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,448],"tags":[449,513],"class_list":["post-11395","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news","category-spiritualita","tag-liturgia-della-parola","tag-spiritualita"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11395","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11395"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11395\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11397,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11395\/revisions\/11397"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11396"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11395"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11395"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11395"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}