{"id":11428,"date":"2021-08-27T18:35:31","date_gmt":"2021-08-27T16:35:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/?p=11428"},"modified":"2021-08-27T18:34:00","modified_gmt":"2021-08-27T16:34:00","slug":"il-criterio-dellagape","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/il-criterio-dellagape\/","title":{"rendered":"Il criterio dell\u2019agape"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/campanile_domenica_29_agosto.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-11430\" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/campanile_domenica_29_agosto-1024x512.jpg\" alt=\"campanile_domenica_29_agosto\" width=\"800\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/campanile_domenica_29_agosto-1024x512.jpg 1024w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/campanile_domenica_29_agosto-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/campanile_domenica_29_agosto-768x384.jpg 768w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/campanile_domenica_29_agosto-360x180.jpg 360w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/campanile_domenica_29_agosto-800x400.jpg 800w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/08\/campanile_domenica_29_agosto.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a>Il testo evangelico odierno \u00e8 costituito da un brano di Marco molto frammentato e questo intralcia una comprensione piena del testo che costituisce un\u2019unit\u00e0 letteraria dal v. 1 fino al v. 23 e che pu\u00f2 essere posta sotto il titolo di \u201cDiscussione circa il puro e l\u2019impuro\u201d. Il brano, infatti, \u00e8 racchiuso in un\u2019inclusione fra il sostantivo \u201cimpuro\u201d (Mc 7,2:\u00a0<em>koin\u00f2s<\/em>) e il verbo \u201crendere impuro\u201d (Mc 7,23:\u00a0<em>koin\u00f3o<\/em>). Ora, se giustamente il criterio del Lezionario liturgico \u00e8 quello del taglio, tuttavia i tagli espongono inevitabilmente il testo a comprensioni parziali, certamente impoverite. Per esempio, nel nostro caso, il taglio liturgico esclude il forte ammonimento con cui Ges\u00f9 rimprovera i farisei di \u201cannullare la parola di Dio\u201d (Mc 7,13) con la tradizione da loro tramandata. Ammonimento che, ovviamente, non si limita ai farisei ma si applica a situazioni vissute dai cristiani e dalle chiese. \u00c8 dunque consigliabile che il credente legga personalmente per intero il testo di Mc 7,1-23, per una comprensione pi\u00f9 adeguata del messaggio evangelico.<\/p>\n<p>Una seconda avvertenza preliminare \u00e8 opportuna prima di leggere il nostro testo. Mc 7,1-13 presenta una discussione di Ges\u00f9 con i farisei e gli scribi, dunque con rappresentanti religiosi del giudaismo dell\u2019epoca. La specificazione che gli scribi erano \u201cvenuti da Gerusalemme\u201d (Mc 7,1; cf. Mc 3,22), sottolinea il carattere ufficiale e autorevole di una delegazione inviata dal Sinedrio. Il testo presenta una discussione in cui Ges\u00f9 entra in aperto conflitto con scribi e farisei arrivando anche ad apostrofarli come \u201cipocriti\u201d (Mc 7,6). Di fronte a tutto questo, \u00e8 importante non fare di questo brano evangelico l\u2019occasione di\u00a0<em>predicazioni o<\/em><em>annotazioni antigiudaiche<\/em>\u00a0o anche solo di commenti caricaturali che presentino un giudaismo legalista, esteriore e formale, a differenza di un cristianesimo spirituale e interiore. Gi\u00e0 il testo di Marco si esprime con una certa approssimazione (si pensi alla generalizzazione \u201ctutti i giudei\u201d del v. 3: in realt\u00e0 la prassi di lavarsi le mani prima di mangiare, all\u2019epoca di Ges\u00f9, era solo di una parte e probabilmente minoritaria di gruppi farisaici che estendevano al quotidiano le norme di purificazione sacerdotale), e comunque, da un lato, la tradizione cristiana ha conosciuto essa stessa fenomeni analoghi a quelli qui denunciati e, dall\u2019altro, importante \u00e8 cogliere queste parole come rivolte a noi oggi e trovarne un\u2019ermeneutica adeguata. Non ci si dimentichi mai che Ges\u00f9 \u00e8 ebreo e lo \u00e8 per sempre.<\/p>\n<p>L\u2019apertura del nostro brano vede il riunirsi di farisei e scribi intorno a Ges\u00f9 (Mc 7,1). Il lettore \u201csente\u201d un clima teso e minaccioso. Del resto i farisei erano gi\u00e0 comparsi in Mc 3,6 quando con gli erodiani \u201ctennero consiglio contro Ges\u00f9 per farlo morire\u201d e una delegazione gerosolimitana di scribi si era gi\u00e0 presentata a Ges\u00f9 in Mc 3,22 accusandolo di essere indemoniato e di scacciare i demoni per mezzo del capo dei demoni. In ogni caso, la presenza di farisei dice che si avr\u00e0 a che fare con questioni pratiche, problemi di condotta, di\u00a0<em>halakah<\/em>, e quella degli scribi che ci saranno questioni di tipo teologico. In effetti, alla questione del prender cibo con mani non lavate (Mc 7,1-5) si accompagna il ricorso alla Scrittura e il problema della sua ermeneutica (Mc 7,8-13). La domanda rivolta a Ges\u00f9 riguarda in realt\u00e0 non tanto lui, quanto il comportamento di \u201calcuni suoi discepoli\u201d (Mc 7,2): \u201cPerch\u00e9 i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?\u201d (Mc 7,5). Il lettore di Marco ricorda l\u2019analoga domanda posta a Ges\u00f9 nel capitolo secondo: \u201cPerch\u00e9 i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano e i tuoi discepoli non digiunano?\u201d (Mc 2,18). Sono domande pratiche riguardanti il digiunare e il mangiare. Ges\u00f9 viene ancora interpellato dai farisei sul comportamento dei suoi discepoli che fanno ci\u00f2 che non \u00e8 lecito in giorno di sabato strappando delle spighe (Mc 2,23-24). Il movimento dei seguaci di Ges\u00f9 \u00e8 caratterizzato da una certa disinvoltura nei confronti di pratiche e osservanze tradizionali, da una libert\u00e0 che Ges\u00f9 motiva come obbedienza all\u2019intenzione profonda del comando di Dio e come rispetto radicale dell\u2019essere umano che del Dio creatore \u00e8 immagine e somiglianza (\u201cIl sabato \u00e8 stato fatto per l\u2019uomo e non l\u2019uomo per il sabato\u201d: Mc 2,27). Inoltre tale libert\u00e0 si fonda sulla novit\u00e0 che Ges\u00f9 stesso rappresenta ed \u00e8 venuto a portare con la sua stessa persona (\u201cFinch\u00e9 hanno lo sposo con loro non possono digiunare\u201d: Mc 2,19). La novit\u00e0 di Ges\u00f9 diventa nei suoi discepoli coscienza di percorrere una strada nuova e dunque di potersi muovere con margini di libert\u00e0 nei confronti di determinate pratiche e osservanze tradizionali. Osservanze giudaiche che Marco, che scrive per destinatari ignari di simili usanze (la comunit\u00e0 cristiana di Roma), deve spiegare anche a costo di qualche banalizzazione (il sistema rituale ebraico di puro e impuro &#8211; che ha connotati anche etici ed \u00e8 connesso all\u2019alleanza con Dio &#8211; ridotto al lavarsi o meno le mani: Mc 7,2). Ma l\u2019esempio serve per introdurre il problema di fondo, che sottost\u00e0 anche ad atteggiamenti ben pi\u00f9 gravi e rilevanti sul piano etico, come quello riportato in versetti omessi dalla pericope liturgica circa il\u00a0<em>korb\u00e0n<\/em>, cio\u00e8 l\u2019offerta a Dio (Mc 7,9-13), e per fondare le dure parole di Ges\u00f9 in pieno stile profetico e che a un profeta \u2013 Isaia \u2013 si richiamano. Parole che denunciano l\u2019ipocrisia di chi separa \u201clabbra\u201d e \u201ccuore\u201d (Mc 7,6), di chi vive una fede parolaia senza adesione profonda, di chi compie gesti cultuali imparati a memoria ma non vissuti nel profondo (Mc 7,8). Rischio dell\u2019azione liturgica \u00e8 di ridursi a spettacolo, a teatralit\u00e0, a prestazione, a recitazione, ad azione meccanica che va da s\u00e9, a esteriorit\u00e0. E Ges\u00f9 sottolinea che fonte di impurit\u00e0 non sono i cibi che entrano nell\u2019uomo (\u201cCos\u00ec rendeva puri tutti gli alimenti\u201d: Mc 7,19), ma i pensieri e le azioni che sgorgano dal cuore dell\u2019uomo e di cui viene dato un lungo elenco (Mc 7,21-23). Tuttavia il discorso di Ges\u00f9 non si limita a condannare una esteriorit\u00e0 scissa da una interiorit\u00e0. Noi siamo sia\u00a0<em>esteriorit\u00e0\u00a0<\/em>che<em>\u00a0interiorit\u00e0<\/em>. Compito spirituale \u00e8 quello di non separare ci\u00f2 che Dio ha unito, ma di conservarlo unito: possiamo intendere interiorit\u00e0 ed esteriorit\u00e0 (anima e corpo, interiorit\u00e0 e sensibilit\u00e0, spirito e materia, ascolto e visione) come dimensioni non opposte, ma interagenti in uno scambio in cui l\u2019una dimensione prega l\u2019altra di donarle ci\u00f2 che non \u00e8 capace di darsi da s\u00e9.<\/p>\n<p>Tentando un\u2019ermeneutica del nostro testo possiamo affermare che il suo messaggio centrale consiste nel chiedere\u00a0<em>discernimento<\/em>\u00a0tra l\u2019essenziale e il periferico, tra il prioritario e il secondario. E i due cardini su cui si fonda il discernimento di Ges\u00f9 sono il\u00a0<em>comandamento di Dio<\/em>\u00a0(cf. Mc 7,8) e il\u00a0<em>cuore dell\u2019uomo<\/em>\u00a0(cf. Mc 7,6.21). Ovvero, la parola di Dio e l\u2019umanit\u00e0 dell\u2019uomo, \u201cil vangelo eterno\u201d (Ap 14,6) e il volto dell\u2019uomo. La parola di Dio ha come m\u00e8ta il cuore umano e tende a suscitare una risposta che sia di tutto l\u2019essere, senza divisione tra lingua e cuore, tra dire e fare, tra esistenza e culto. L\u2019affermazione di Ges\u00f9 circa l\u2019origine interiore, nel cuore, di ci\u00f2 che rende impuro l\u2019uomo, \u00e8 importante perch\u00e9 lega l\u2019impurit\u00e0 al\u00a0<em>peccato<\/em>, che \u00e8 allontanamento dalla parola di Dio e fallimento umano. Soprattutto invita il credente a ricercare in s\u00e9 l\u2019origine del male che compie e a non rifugiarsi in sistemi di autogiustificazione in base a cui si accusano gli altri per discolpare se stessi.<\/p>\n<p>Le parole evangeliche riguardano usanze giudaiche, ma il meccanismo denunciato da Ges\u00f9 \u00e8 attivo in ogni sistema religioso e facilmente individuabile anche nel cristianesimo. Occorrerebbe sempre\u00a0<em>passare al vaglio del vangelo<\/em>\u00a0le priorit\u00e0 che noi cristiani ci assegniamo: sul piano pastorale o morale o altro ancora. E occorrerebbe sempre porsi la domanda: che cosa \u00e8 davvero irrinunciabile, talmente centrale da non poter essere tralasciato nella vita e nell\u2019annuncio cristiano? Come criterio di discernimento essenziale e minimale al tempo stesso, va ricordato ci\u00f2 che diceva Isacco della Stella: \u201c\u00c8 la carit\u00e0, l\u2019<em>agape<\/em>, il criterio di ci\u00f2 che nella chiesa deve essere conservato o cambiato\u201d. Questo discernimento \u00e8 importante all\u2019interno di una riforma ecclesiale che cerca di riportare all\u2019essenziale e all\u2019irrinunciabile il vissuto di fede. La dialettica fra comandamento o parola di Dio e \u201ctradizioni\u201d, presente nelle parole di Ges\u00f9, \u00e8 echeggiata dai Padri della chiesa che distinguono verit\u00e0 e consuetudine. \u201cNel Vangelo il Signore dice: Io sono la verit\u00e0. Non dice: Io sono la consuetudine\u201d (Agostino). Il rischio \u00e8 che la consuetudine prevarichi sulla verit\u00e0 divenendo tradizione immutabile e sacralizzata quando altro non \u00e8 che cattiva o pessima abitudine: \u201cLa consuetudine non deve impedire che la verit\u00e0 prevalga. Infatti, la consuetudine senza la verit\u00e0 \u00e8 errore inveterato\u201d (Cipriano). Una consuetudine, magari nata \u201cda una certa ignoranza o da dabbenaggine, con l\u2019andar del tempo si radica sempre pi\u00f9 e si trasforma in prassi abituale, e cos\u00ec ad essa ci si appella in opposizione alla verit\u00e0\u201d (Tertulliano). E cos\u00ec, una pagina che affronta tematiche distanti dai nostri vissuti e dalla nostra sensibilit\u00e0 si svela incredibilmente attuale e capace di parlare al nostro oggi ecclesiale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il testo evangelico odierno \u00e8 costituito da un brano di Marco molto frammentato e questo intralcia una comprensione piena del testo che costituisce un\u2019unit\u00e0 letteraria dal v. 1 fino al v. 23 e che pu\u00f2 essere posta sotto il titolo di \u201cDiscussione circa il puro e l\u2019impuro\u201d<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":11430,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[459,4,448],"tags":[513,1773],"class_list":["post-11428","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita","category-news","category-spiritualita","tag-spiritualita","tag-vangelo-della-domenica"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11428","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11428"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11428\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11432,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11428\/revisions\/11432"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11430"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11428"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11428"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11428"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}