{"id":11666,"date":"2021-09-18T18:21:54","date_gmt":"2021-09-18T16:21:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/?p=11666"},"modified":"2021-09-21T16:19:58","modified_gmt":"2021-09-21T14:19:58","slug":"giuseppe-di-vagno-un-dibattito-ancora-aperto-dopo-cento-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/giuseppe-di-vagno-un-dibattito-ancora-aperto-dopo-cento-anni\/","title":{"rendered":"Giuseppe Di Vagno: un dibattito ancora aperto dopo cento anni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/09\/cover-la-ghianda.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-11667 alignright\" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/09\/cover-la-ghianda.jpg\" alt=\"\" width=\"410\" height=\"613\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/09\/cover-la-ghianda.jpg 595w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/09\/cover-la-ghianda-201x300.jpg 201w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/09\/cover-la-ghianda-187x280.jpg 187w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/09\/cover-la-ghianda-513x768.jpg 513w\" sizes=\"auto, (max-width: 410px) 100vw, 410px\" \/><\/a><\/p>\n<p>A distanza di <a href=\"https:\/\/www.centenariodivagno.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">cento anni dalla morte di Giuseppe Di Vagno<\/a>, il ritrovamento di nuove fonti come carteggi, verbali di assemblee, documenti di archivio e perfino foto messe a disposizione soprattutto dalla Fondazione \u201cGiuseppe Di Vagno (1889-1921)\u201d, ha generato un rinnovato interesse verso la sua tragica vicenda.<br \/>\nDietro queste ricerche non c\u2019\u00e8 solo il dovere morale di fare i conti con la Storia, ma anche l\u2019urgenza, dopo il revisionismo pericoloso e \u201csmemorato\u201d degli ultimi anni, di ancorarsi pi\u00f9 saldamente alla storia del nostro Paese. Non c\u2019\u00e8 modo migliore infatti che richiamarsi al passato per contrastare certe derive che vedono nell\u2019esperienza fascista degli aspetti che \u201cdopotutto non sono stati cos\u00ec male\u201d come dicono in troppi.<br \/>\nPreservare e, in alcuni casi, consolidare la memoria \u00e8 un debito che abbiamo soprattutto nei confronti delle generazioni presenti e di quelle future.<br \/>\nNon dobbiamo dimenticare che nel XX secolo l\u2019Europa \u00e8 stata schiacciata dal controllo dell\u2019informazione da parte dei totalitarismi: cosa si doveva o non si doveva sapere, avrebbe significato un giorno, cosa si deve o non si deve ricordare. Oggi abbiamo un problema diverso, per certi versi opposto: la sovrabbondanza di comunicazione dovuta al proliferare dei social media che ha generato una sorta di oblio dovuto alla confusione di memoria rispetto a ci\u00f2 che \u00e8 importante nella storia. Si tratta pertanto di salvare ci\u00f2 che \u00e8 fondamentale per il nostro progresso civile e sociale. La democrazia della sovrabbondanza di informazioni consentita dal Web, pur avendo grandi vantaggi, minaccia la selezione dei ricordi, come intu\u00ec Tzvetan Todorov. In un famoso discorso tenuto a Bruxelles nel 1992 il noto storico e saggista evidenzi\u00f2 come ci stiamo rapidamente allontanando dalle memorie del passato, \u201ctagliati fuori dalle nostre tradizioni e abbruttiti dalle esigenze della societ\u00e0 edonista, privi di spirito curioso come di familiarit\u00e0 con le grandi opere del passato, saremo condannati a celebrare allegramente l\u2019oblio e ad accontentarci delle vane glorie dell\u2019istante\u201d .<br \/>\nDunque, a maggior ragione, in un tempo come il nostro \u00e8 importante rivalutare una vicenda come quella di Giuseppe Di Vagno che \u00e8 stato l\u2019antesignano, e allo stesso tempo il pi\u00f9 paradigmatico, di questo tentativo di cancellazione della memoria. Per certi versi l\u2019affaire Di Vagno fa scuola. S\u00ec, perch\u00e9 la violenza passa anche attraverso l\u2019oblio e oscuramento, quella stessa memoria che abbiamo il dovere di custodire affinch\u00e9 le generazioni future non cadano negli stessi errori.<br \/>\nDa questo punto di vista, la sua vicenda \u00e8 la storia di quella ingiustizia che lui stesso ha sempre combattuto. Una duplice ingiustizia: la prima \u00e8 quella consumata nei tribunali ante e post guerra, la seconda forse pi\u00f9 grave \u00e8 quella nei riguardi della Storia poich\u00e9 il suo \u00e8 un clamoroso e inspiegabile caso di marginalizzazione storiografica. Bench\u00e9 da alcuni anni valenti storici se ne siano occupati, la tragica vicenda del parlamentare pugliese ha subito una sorta di damnatio memoriae. Quel fumus di grandezza che giustamente si \u00e8 diffuso per altri antifascisti, come Giacomo Matteotti o Piero Gobetti, purtroppo non c\u2019\u00e8 stato per l\u2019astro nascente del socialismo pugliese. Eppure avrebbe tutte le carte in regola per rientrare in questa ristretta \u00e8lite: antimilitarista e pacifista intransigente, Di Vagno fu internato due volte a causa della sua contrariet\u00e0 alla partecipazione dell\u2019Italia alla Grande Guerra. Fu anche uno dei primi \u201cavvocati sociali\u201d della Puglia, difendendo i contadini poveri nelle cause legali contro i soprusi dei latifondisti, spesso prestando la sua assistenza gratuitamente. Le sue battaglie lo resero sempre pi\u00f9 inviso a molti, compresi i nazionalisti, imbevuti dopo la Grande guerra di una cultura della violenza. Fu anche grande amico e collega di Gaetano Salvemini. Nel maggio 1921, poco pi\u00f9 che trentenne, venne eletto in Parlamento, prendendo addirittura pi\u00f9 voti del suo conterraneo Giuseppe Di Vittorio, successivamente leader del sindacalismo italiano. Non pass\u00f2 molto tempo che il giovane parlamentare venne freddamente raggiunto da alcuni colpi di pistola a Mola di Bari dopo l\u2019ennesimo coraggioso comizio dove invitava tutte le forze politiche alla pace e alla concordia. Mor\u00ec in ospedale il giorno dopo. Era il 26 settembre 1921.<br \/>\nDurante il processo che ne segu\u00ec, nel pieno dell\u2019ascesa del fascismo, l\u2019evento fu relegato a banale contrasto tra bande locali, nonostante diversi intellettuali ne evidenziarono da subito la rilevanza assoluta. Anche il secondo processo, che si apr\u00ec dopo la lunga notte del regime, si chiuse nel clima assolutorio nato dalla voglia di ritornare alla normalit\u00e0 e sigillato dal famoso Decreto Togliatti.<br \/>\nIn realt\u00e0, il delitto del \u201cgigante buono\u201d, come lo chiamavano i compagni in Terra di Bari, \u00e8 un fatto centrale nella genesi del fascismo, in quanto ruppe il Patto di pacificazione che Mussolini stava faticosamente portando a termine per parlamentarizzare il suo movimento e apr\u00ec definitivamente la strada a quell\u2019anima del fascismo pi\u00f9 facinoroso, quello agrario. Insomma, senza quel delitto, la storia della nostra Italia forse avrebbe preso una strada diversa. Nessuno pu\u00f2 dirlo con certezza. Ma il drammatico evento solleva sicuramente una questione sulla quale \u00e8 importante riaprire un dibattito storico di ampio respiro.<br \/>\nCon la mia recente biografia La ghianda e la spiga (Progedit, 2021), ho cercato in parte di rendere giustizia a questa storia luminosa. Il titolo stesso del libro riprende l\u2019ultimo articolo di Di Vagno, intitolato La fiaba del grano (riportato nel testo) che racchiude l\u2019essenza degli ideali del giovane politico pugliese improntati alla ricerca della giustizia sociale: la ghianda \u00e8 ci\u00f2 che rimane al contadino dopo le lunghe e faticose ore di lavoro passate sotto il sole, mentre la spiga, ovvero la parte migliore, va a chi gode passivamente del frutto del sacrificio altrui.<br \/>\nGiuseppe Di Vagno \u00e8 stato uno di quei rarissimi testimoni a cui si addicono le parole di Leopardi quando afferm\u00f2 che ci sono uomini che sanno vivere morendo in un mondo dove troppi muoiono vivendo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Conversano per omaggiare Giuseppe Di Vagno, nell\u2019ambito del convegno \u201cIl lascito di Giuseppe Di Vagno: tra storia e contemporaneit\u00e0\u201d il 24-25 settembre, che vedr\u00e0 relatore anche il nostro redattore Giovanni Capurso, autore di una biografia. (info www.centenariodivagno.it)<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":11667,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[459,4],"tags":[1366,1799,1798,208],"class_list":["post-11666","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita","category-news","tag-capurso","tag-cento-anni","tag-di-vagno","tag-mattarella"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11666","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11666"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11666\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11671,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11666\/revisions\/11671"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11667"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11666"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11666"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11666"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}