{"id":12691,"date":"2021-12-31T10:03:06","date_gmt":"2021-12-31T09:03:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/?p=12691"},"modified":"2021-12-31T10:04:52","modified_gmt":"2021-12-31T09:04:52","slug":"educazione-lavoro-dialogo-tra-le-generazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/educazione-lavoro-dialogo-tra-le-generazioni\/","title":{"rendered":"Educazione, lavoro, dialogo tra le generazioni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/12\/lev-1_2022-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-12692 \" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/12\/lev-1_2022-1-702x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"729\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/12\/lev-1_2022-1-702x1024.jpg 702w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/12\/lev-1_2022-1-206x300.jpg 206w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/12\/lev-1_2022-1-768x1121.jpg 768w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/12\/lev-1_2022-1-1052x1536.jpg 1052w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/12\/lev-1_2022-1-800x1168.jpg 800w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/12\/lev-1_2022-1-1200x1752.jpg 1200w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/12\/lev-1_2022-1.jpg 1299w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a>\u00abCome sono belli sui monti i piedi del messaggero che annuncia la pace\u00bb (Is 52,7). Le parole del profeta Isaia esprimono la consolazione, il sospiro di sollievo di un popolo esiliato, sfinito dalle violenze e dai soprusi, esposto all\u2019indegnit\u00e0 e alla morte. Su di esso il profeta Baruc si interrogava: \u00abPerch\u00e9 ti trovi in terra nemica e sei diventato vecchio in terra straniera? Perch\u00e9 ti sei contaminato con i morti e sei nel numero di quelli che scendono negli inferi?\u00bb (3,10-11). Per questa gente, l\u2019avvento del messaggero di pace significava la speranza di una rinascita dalle macerie della storia, l\u2019inizio di un futuro luminoso.<br \/>\nAncora oggi, il cammino della pace, che San Paolo VI ha chiamato col nuovo nome di sviluppo integrale, rimane purtroppo lontano dalla vita reale di tanti uomini e donne e, dunque, della famiglia umana, che \u00e8 ormai del tutto interconnessa.<br \/>\nNonostante i molteplici sforzi mirati al dialogo costruttivo tra le nazioni, si amplifica l\u2019assordante rumore di guerre e conflitti, mentre avanzano malattie di proporzioni pandemiche, peggiorano gli effetti del cambiamento climatico e del degrado ambientale, si aggrava il dramma della fame e della sete e continua a dominare un modello economico basato sull\u2019individualismo pi\u00f9 che sulla condivisione solidale.<br \/>\nCome ai tempi degli antichi profeti, anche oggi il grido dei poveri e della terra non cessa di levarsi per implorare giustizia e pace.<br \/>\nIn ogni epoca, la pace \u00e8 insieme dono dall\u2019alto e frutto di un impegno condiviso. C\u2019\u00e8, infatti, una \u201carchitettura\u201d della pace, dove intervengono le diverse istituzioni della societ\u00e0, e c\u2019\u00e8 un \u201cartigianato\u201d della pace che coinvolge ognuno di noi in prima persona. Tutti possono collaborare a edificare un mondo pi\u00f9 pacifico: a partire dal proprio cuore e dalle relazioni in famiglia, nella societ\u00e0 e con l\u2019ambiente, fino ai rapporti fra i popoli e fra gli Stati.<br \/>\nVorrei qui proporre tre vie per la costruzione di una pace duratura. Anzitutto, il dialogo tra le generazioni, quale base per la realizzazione di progetti condivisi. In secondo luogo, l\u2019educazione, come fattore di libert\u00e0, responsabilit\u00e0 e sviluppo. Infine, il lavoro per una piena realizzazione della dignit\u00e0 umana. Si tratta di tre elementi imprescindibili per \u00abdare vita ad un patto sociale\u00bb, senza il quale ogni progetto di pace si rivela inconsistente.<\/p>\n<p>1. Dialogare fra generazioni<br \/>\nper edificare la pace<br \/>\nIn un mondo ancora stretto dalla morsa della pandemia, che troppi problemi ha causato, \u00abalcuni provano a fuggire dalla realt\u00e0 rifugiandosi in mondi privati e altri la affrontano con violenza distruttiva, ma tra l\u2019indifferenza egoista e la protesta violenta c\u2019\u00e8 un\u2019opzione sempre possibile: il dialogo. Il dialogo tra le generazioni\u00bb. Ogni dialogo sincero, pur non privo di una giusta e positiva dialettica, esige sempre una fiducia di base tra gli interlocutori. Di questa fiducia reciproca dobbiamo tornare a riappropriarci! L\u2019attuale crisi sanitaria ha amplificato per tutti il senso della solitudine e il ripiegarsi su s\u00e9 stessi. Alle solitudini degli anziani si accompagna nei giovani il senso di impotenza e la mancanza di un\u2019idea condivisa di futuro. Tale crisi \u00e8 certamente dolorosa. In essa, per\u00f2, pu\u00f2 esprimersi anche il meglio delle persone. Infatti, proprio durante la pandemia abbiamo riscontrato, in ogni parte del mondo, testimonianze generose di compassione, di condivisione, di solidariet\u00e0.<br \/>\nDialogare significa ascoltarsi, confrontarsi, accordarsi e camminare insieme. Favorire tutto questo tra le generazioni vuol dire dissodare il terreno duro e sterile del conflitto e dello scarto per coltivarvi i semi di una pace duratura e condivisa.<br \/>\nMentre lo sviluppo tecnologico ed economico ha spesso diviso le generazioni, le crisi contemporanee rivelano l\u2019urgenza della loro alleanza. Da un lato, i giovani hanno bisogno dell\u2019esperienza esistenziale, sapienziale e spirituale degli anziani; dall\u2019altro, gli anziani necessitano del sostegno, dell\u2019affetto, della creativit\u00e0 e del dinamismo dei giovani.<br \/>\nLe grandi sfide sociali e i processi di pacificazione non possono fare a meno del dialogo tra i custodi della memoria &#8211; gli anziani &#8211; e quelli che portano avanti la storia &#8211; i giovani -; e neanche della disponibilit\u00e0 di ognuno a fare spazio all\u2019altro, a non pretendere di occupare tutta la scena perseguendo i propri interessi immediati come se non ci fossero passato e futuro. La crisi globale che stiamo vivendo ci indica nell\u2019incontro e nel dialogo fra le generazioni la forza motrice di una politica sana, che non si accontenta di amministrare l\u2019esistente \u00abcon rattoppi o soluzioni veloci\u00bb, ma che si offre come forma eminente di amore per l\u2019altro, nella ricerca di progetti condivisi e sostenibili.<br \/>\nSe, nelle difficolt\u00e0, sapremo praticare questo dialogo intergenerazionale \u00abpotremo essere ben radicati nel presente e, da questa posizione, frequentare il passato e il futuro: frequentare il passato, per imparare dalla storia e per guarire le ferite che a volte ci condizionano; frequentare il futuro, per alimentare l\u2019entusiasmo, far germogliare i sogni, suscitare profezie, far fiorire le speranze. In questo modo, uniti, potremo imparare gli uni dagli altri\u00bb. Senza le radici, come potrebbero gli alberi crescere e produrre frutti?<br \/>\nBasti pensare al tema della cura della nostra casa comune. L\u2019ambiente stesso, infatti, \u00ab\u00e8 un prestito che ogni generazione riceve e deve trasmettere alla generazione successiva\u00bb. [9] Vanno perci\u00f2 apprezzati e incoraggiati i tanti giovani che si stanno impegnando per un mondo pi\u00f9 giusto e attento a salvaguardare il creato, affidato alla nostra custodia. Lo fanno con inquietudine e con entusiasmo, soprattutto con senso di responsabilit\u00e0 di fronte all\u2019urgente cambio di rotta, che ci impongono le difficolt\u00e0 emerse dall\u2019odierna crisi etica e socio-ambientale.<br \/>\nD\u2019altronde, l\u2019opportunit\u00e0 di costruire assieme percorsi di pace non pu\u00f2 prescindere dall\u2019educazione e dal lavoro, luoghi e contesti privilegiati del dialogo intergenerazionale. \u00c8 l\u2019educazione a fornire la grammatica del dialogo tra le generazioni ed \u00e8 nell\u2019esperienza del lavoro che uomini e donne di generazioni diverse si ritrovano a collaborare, scambiando conoscenze, esperienze e competenze in vista del bene comune.<\/p>\n<p>2. L\u2019istruzione e l\u2019educazione<br \/>\ncome motori della pace<br \/>\nNegli ultimi anni \u00e8 sensibilmente diminuito, a livello mondiale, il bilancio per l\u2019istruzione e l\u2019educazione, considerate spese piuttosto che investimenti. Eppure, esse costituiscono i vettori primari di uno sviluppo umano integrale: rendono la persona pi\u00f9 libera e responsabile e sono indispensabili per la difesa e la promozione della pace. In altri termini, istruzione ed educazione sono le fondamenta di una societ\u00e0 coesa, civile, in grado di generare speranza, ricchezza e progresso.<br \/>\nLe spese militari, invece, sono aumentate, superando il livello registrato al termine della \u201cguerra fredda\u201d, e sembrano destinate a crescere in modo esorbitante. \u00c8 dunque opportuno e urgente che quanti hanno responsabilit\u00e0 di governo elaborino politiche economiche che prevedano un\u2019inversione del rapporto tra gli investimenti pubblici nell\u2019educazione e i fondi destinati agli armamenti. D\u2019altronde, il perseguimento di un reale processo di disarmo internazionale non pu\u00f2 che arrecare grandi benefici allo sviluppo di popoli e nazioni, liberando risorse finanziarie da impiegare in maniera pi\u00f9 appropriata per la salute, la scuola, le infrastrutture, la cura del territorio e cos\u00ec via.<br \/>\nAuspico che all\u2019investimento sull\u2019educazione si accompagni un pi\u00f9 consistente impegno per promuovere la cultura della cura. Essa, di fronte alle fratture della societ\u00e0 e all\u2019inerzia delle istituzioni, pu\u00f2 diventare il linguaggio comune che abbatte le barriere e costruisce ponti. \u00abUn Paese cresce quando dialogano in modo costruttivo le sue diverse ricchezze culturali: la cultura popolare, la cultura universitaria, la cultura giovanile, la cultura artistica e la cultura tecnologica, la cultura economica e la cultura della famiglia, e la cultura dei media\u00bb. \u00c8 dunque necessario forgiare un nuovo paradigma culturale, attraverso \u00abun patto educativo globale per e con le giovani generazioni, che impegni le famiglie, le comunit\u00e0, le scuole e le universit\u00e0, le istituzioni, le religioni, i governanti, l\u2019umanit\u00e0 intera, nel formare persone mature\u00bb. Un patto che promuova l\u2019educazione all\u2019ecologia integrale, secondo un modello culturale di pace, di sviluppo e di sostenibilit\u00e0, incentrato sulla fraternit\u00e0 e sull\u2019alleanza tra l\u2019essere umano e l\u2019ambiente.<br \/>\nInvestire sull\u2019istruzione e sull\u2019educazione delle giovani generazioni \u00e8 la strada maestra che le conduce, attraverso una specifica preparazione, a occupare con profitto un giusto posto nel mondo del lavoro.<\/p>\n<p>3. Promuovere e assicurare il lavoro<br \/>\ncostruisce la pace<br \/>\nIl lavoro \u00e8 un fattore indispensabile per costrui-re e preservare la pace. Esso \u00e8 espressione di s\u00e9 e dei propri doni, ma anche impegno, fatica, collaborazione con altri, perch\u00e9 si lavora sempre con o per qualcuno. In questa prospettiva marcatamente sociale, il lavoro \u00e8 il luogo dove impariamo a dare il nostro contributo per un mondo pi\u00f9 vivibile e bello.<br \/>\nLa pandemia da Covid-19 ha aggravato la situazione del mondo del lavoro, che stava gi\u00e0 affrontando molteplici sfide. Milioni di attivit\u00e0 economiche e produttive sono fallite; i lavoratori precari sono sempre pi\u00f9 vulnerabili; molti di coloro che svolgono servizi essenziali sono ancor pi\u00f9 nascosti alla coscienza pubblica e politica; l\u2019istruzione a distanza ha in molti casi generato una regressione nell\u2019apprendimento e nei percorsi scolastici. Inoltre, i giovani che si affacciano al mercato professionale e gli adulti caduti nella disoccupazione affrontano oggi prospettive drammatiche.<br \/>\nIn particolare, l\u2019impatto della crisi sull\u2019economia informale, che spesso coinvolge i lavoratori migranti, \u00e8 stato devastante. Molti di loro non sono riconosciuti dalle leggi nazionali, come se non esistessero; vivono in condizioni molto precarie per s\u00e9 e per le loro famiglie, esposti a varie forme di schiavit\u00f9 e privi di un sistema di welfare che li protegga. A ci\u00f2 si aggiunga che attualmente solo un terzo della popolazione mondiale in et\u00e0 lavorativa gode di un sistema di protezione sociale, o pu\u00f2 usufruirne solo in forme limitate. In molti Paesi crescono la violenza e la criminalit\u00e0 organizzata, soffocando la libert\u00e0 e la dignit\u00e0 delle persone, avvelenando l\u2019economia e impedendo che si sviluppi il bene comune. La risposta a questa situazione non pu\u00f2 che passare attraverso un ampliamento delle opportunit\u00e0 di lavoro dignitoso.<br \/>\nIl lavoro infatti \u00e8 la base su cui costruire la giustizia e la solidariet\u00e0 in ogni comunit\u00e0. Per questo, \u00abnon si deve cercare di sostituire sempre pi\u00f9 il lavoro umano con il progresso tecnologico: cos\u00ec facendo l\u2019umanit\u00e0 danneggerebbe s\u00e9 stessa. Il lavoro \u00e8 una necessit\u00e0, \u00e8 parte del senso della vita su questa terra, via di maturazione, di sviluppo umano e di realizzazione personale\u00bb. Dobbiamo unire le idee e gli sforzi per creare le condizioni e inventare soluzioni, affinch\u00e9 ogni essere umano in et\u00e0 lavorativa abbia la possibilit\u00e0, con il proprio lavoro, di contribuire alla vita della famiglia e della societ\u00e0.<br \/>\n\u00c8 pi\u00f9 che mai urgente promuovere in tutto il mondo condizioni lavorative decenti e dignitose, orientate al bene comune e alla salvaguardia del creato. Occorre assicurare e sostenere la libert\u00e0 delle iniziative imprenditoriali e, nello stesso tempo, far crescere una rinnovata responsabilit\u00e0 sociale, perch\u00e9 il profitto non sia l\u2019unico criterio-guida.<br \/>\nIn questa prospettiva vanno stimolate, accolte e sostenute le iniziative che, a tutti i livelli, sollecitano le imprese al rispetto dei diritti umani fondamentali di lavoratrici e lavoratori, sensibilizzando in tal senso non solo le istituzioni, ma anche i consumatori, la societ\u00e0 civile e le realt\u00e0 imprenditoriali. Queste ultime, quanto pi\u00f9 sono consapevoli del loro ruolo sociale, tanto pi\u00f9 diventano luoghi in cui si esercita la dignit\u00e0 umana, partecipando cos\u00ec a loro volta alla costruzione della pace. Su questo aspetto la politica \u00e8 chiamata a svolgere un ruolo attivo, promuovendo un giusto equilibrio tra libert\u00e0 economica e giustizia sociale. E tutti coloro che operano in questo campo, a partire dai lavoratori e dagli imprenditori cattolici, possono trovare sicuri orientamenti nella dottrina sociale della Chiesa.<br \/>\nCari fratelli e sorelle! Mentre cerchiamo di unire gli sforzi per uscire dalla pandemia, vorrei rinnovare il mio ringraziamento a quanti si sono impegnati e continuano a dedicarsi con generosit\u00e0 e responsabilit\u00e0 per garantire l\u2019istruzione, la sicurezza e la tutela dei diritti, per fornire le cure mediche, per agevolare l\u2019incontro tra familiari e ammalati, per garantire sostegno economico alle persone indigenti o che hanno perso il lavoro. E assicuro il mio ricordo nella preghiera per tutte le vittime e le loro famiglie.<br \/>\nAi governanti e a quanti hanno responsabilit\u00e0 politiche e sociali, ai pastori e agli animatori delle comunit\u00e0 ecclesiali, come pure a tutti gli uomini e le donne di buona volont\u00e0, faccio appello affinch\u00e9 insieme camminiamo su queste tre strade: il dialogo tra le generazioni, l\u2019educazione e il lavoro. Con coraggio e creativit\u00e0. E che siano sempre pi\u00f9 numerosi coloro che, senza far rumore, con umilt\u00e0 e tenacia, si fanno giorno per giorno artigiani di pace. E che sempre li preceda e li accompagni la benedizione del Dio della pace!<\/p>\n<p>Dal Vaticano, 8 dicembre 2021<br \/>\n\u00a9 Libreria Editrice Vaticana<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abCome sono belli sui monti i piedi del messaggero che annuncia la pace\u00bb (Is 52,7). 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