{"id":13424,"date":"2022-03-07T23:25:02","date_gmt":"2022-03-07T22:25:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/?p=13424"},"modified":"2022-03-07T23:25:12","modified_gmt":"2022-03-07T22:25:12","slug":"le-testimonianze-di-chi-fugge-dalla-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/le-testimonianze-di-chi-fugge-dalla-guerra\/","title":{"rendered":"Le testimonianze di chi fugge dalla guerra"},"content":{"rendered":"<p>La centrale nucleare di Rivne, una delle quattro funzionanti attualmente sul territorio ucraino, \u00e8 la pi\u00f9 vicina alla Polonia. Si trova a meno di un centinaio di chilometri dal confine. Domenica, il presidente Putin avrebbe assicurato l\u2019Ue che non ha intenzione di bombardare gli impianti nucleari ma Jarek \u00e8 preoccupato lo stesso. A Rivne, dove \u00e8 nato 38 anni fa sono rimasti, curati da un fratello e una sorella, i suoi genitori che si considerano \u201ctroppo vecchi\u201d per fuggire da un paese in guerra. Jarek ha dodici fratelli. Alcuni di loro lavorano con lui presso una piccola impresa edile vicino a Varsavia. La scorsa settimana, Jarek \u00e8 riuscito a portare a casa sua una sorella con il bambino fuggiti dall\u2019Ucraina. \u201cAdesso loro sono sani e salvi ma il marito di mia sorella \u00e8 rimasto a combattere in Ucraina\u201d, ci racconta. Esattamente come tanti altri mariti delle donne con figli minori che a centinaia di migliaia attraversano la frontiera polacca.<br \/>\nJarek continua a fare dei viaggi tra casa sua e uno di sei valichi di frontiera tra Polonia e Ucraina da dove porta nella capitale polacca delle donne esauste con i figli impauriti. Ormai nella sola Varsavia i rifugiati superano i 150mila. In tutta la Polonia sono ben oltre un milione.<br \/>\n\u201cPorto dalla frontiera una mamma e tre suoi bambini piccoli. Ci potrai ospitare?\u201d, chiede a Janka, una delle tante operatrici che da giorni operano a Varsavia, un ragazzo ucraino che lei appena conosce. Le telefona domenica mattina, mentre sta alla guida, viaggiando dal valico di Korczowa verso la capitale. Siccome Janka non ha la possibilit\u00e0 di ospitare una famiglia con tre bimbi, prende il telefono, e nel giro di un\u2019ora risolve tutto. Accoglier\u00e0 a casa sua una donna con un unico figlio, mentre la mamma con tre bambini verr\u00e0 ospitata da un\u2019altra famiglia, con un appartamento pi\u00f9 grande.<\/p>\n<div id=\"attachment_1006945\" class=\"wp-caption alignleft\">\n<p><a href=\"https:\/\/www.agensir.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/274988460_5208600452537541_1212551297093025674_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1006945\" src=\"https:\/\/www.agensir.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/274988460_5208600452537541_1212551297093025674_n-268x179.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 485px) 100vw, 485px\" srcset=\"https:\/\/www.agensir.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/274988460_5208600452537541_1212551297093025674_n-268x179.jpg 268w, https:\/\/www.agensir.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/274988460_5208600452537541_1212551297093025674_n-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.agensir.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/274988460_5208600452537541_1212551297093025674_n-980x653.jpg 980w, https:\/\/www.agensir.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/274988460_5208600452537541_1212551297093025674_n.jpg 1200w\" alt=\"\" width=\"485\" height=\"324\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">(Foto Caritas Polonia)<\/p>\n<\/div>\n<p>\u201cA dire il vero nessuna di queste mamme pensa di rimanere in Polonia a lungo; sperano di poter quanto prima tornare nelle loro case, anche se sono state distrutte e bruciate dalle bombe\u201d, dice Giovanna che lavora presso un centro per rifugiati allestito in fretta e furia nel palaghiaccio Torwar a Varsavia. Racconta poi che la maggior parte delle donne hanno portato con s\u00e9 tutto l\u2019occorrente per i loro bambini. Camicette, pigiamini, pantaloncini e tutine pulitissimi, inamidati e stirati alla perfezione, sistemati negli zaini e nelle piccole valigette insieme ad amatissime bambole o orsacchiotti di peluche preferiti dai loro figli. Le mamme per\u00f2 spesso non hanno avuto tempo per raccogliere le proprie cose, e cos\u00ec l\u2019attesa di molte ore per passare la frontiera diventa per loro ancora pi\u00f9 difficile.<br \/>\nPrima dei forti bombardamenti che hanno distrutto l\u2019aeroporto di Vinnycja, al centro dell\u2019Ucraina, Siergiej e Maria, entrambi ottantenni, hanno lasciato la loro casa diretti in Polonia, per andare poi dal figlio che vive negli Stati Uniti. Partendo, potevano presagire che non sarebbero pi\u00f9 tornati. In Ucraina hanno lasciato il nipote. \u201cIl ragazzo si \u00e8 arruolato nell\u2019esercito\u201d, dicono. Al valico di Medyka una ragazzina polacca si affretta a dispiegare per loro dei seggiolini, perch\u00e9 possano riposare prima di riprendere il viaggio. Accanto, posate per terra, giacciono due piccole borse con i ricordi di tutta la vita.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.agensir.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/274534066_5197673030296950_5136155892367504082_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1006946 alignright\" src=\"https:\/\/www.agensir.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/274534066_5197673030296950_5136155892367504082_n-268x151.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 465px) 100vw, 465px\" srcset=\"https:\/\/www.agensir.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/274534066_5197673030296950_5136155892367504082_n-268x151.jpg 268w, https:\/\/www.agensir.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/274534066_5197673030296950_5136155892367504082_n-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.agensir.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/274534066_5197673030296950_5136155892367504082_n-980x551.jpg 980w, https:\/\/www.agensir.it\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/274534066_5197673030296950_5136155892367504082_n-1320x743.jpg 1320w\" alt=\"\" width=\"465\" height=\"262\" \/><\/a>A tutti i valichi di frontiera con Ucraina i cellulari strillano in continuazione. Quelli che chiamano sono spesso amici o conoscenti, o addirittura degli sconosciuti amici di un qualche parente dei profughi. Telefonano per concordare il modo di ritrovarsi una volta i profughi saranno passati dalla parte polacca del confine. Ma i cellulari strillano anche quando cadono i missili in Ucraina dove \u00e8 stata inventata un\u2019applicazione speciale che avverte dei bombardamenti, quando bisogna scendere nei sotterranei e nascondersi nelle cantine, in attesa della fine dell\u2019attacco.<br \/>\nApparentemente ai valichi di frontiera dalla parte polacca regna un caos totale. C\u2019\u00e8 la polizia, anche quella stradale, ci sono le guardie di frontiera, i vigili del fuoco pronti a trasportare con i loro bus i rifugiati presso dei centri di assistenza allestiti dalle autorit\u00e0, la Caritas, le Ong, e infine tanti polacchi pronti a offrire vitto alloggio e tutto l\u2019aiuto necessario a chi ha bisogno. Molti in mano hanno dei cartelli con l\u2019indicazione della citt\u00e0 dove sono diretti. E cos\u00ec, nonostante la confusione, da quella folla di persone disorientate, tra coloro che distribuiscono cibo e bevande, vestiti, coperte, prodotti per l\u2019igiene personale e buoni consigli, ogni qualche minuto parte una macchina, un pulmino o un autobus carico di passeggeri e diretto verso una citt\u00e0 polacca, anche a 700 chilometri, all\u2019altro capo del paese.<br \/>\nNei giorni scorsi, a vedere qual \u00e8 la situazione alla frontiera \u00e8 arrivato anche il Segretario di Stato americano Anthony Blinken, in visita in Polonia.<br \/>\n\u201cAdesso la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 permettere a queste persone in fuga dalla guerra di diventare autosufficienti. Bisogna trovare loro del lavoro, i bambini devono andare a scuola, i pi\u00f9 piccoli negli asili nido\u201d dice Olga Burova, in Polonia da una decina di anni fa. \u00c8 ucraina, lavora come insegnante in una scuola per bambini disabili e adesso aiuta i rifugiati. Apprezza molto l\u2019accoglienza dei polacchi, e racconta che \u201cci sono perfino delle famiglie con bambini disabili che si offrono di ospitare le mamme con figli con gli stessi problemi perch\u00e9 vivono in abitazioni gi\u00e0 predisposte per ospitare un disabile\u201d. Sottolinea per\u00f2 che adesso l\u2019aiuto pi\u00f9 importante \u00e8 questo che andrebbe fornito all\u2019interno dell\u2019Ucraina a coloro che combattono.<br \/>\nAttraverso i valichi di frontiera verso l\u2019Ucraina passano i carrelli pieni di generi di prima necessit\u00e0 destinati a quelli che al confine attendono in file interminabili, per giorni. Ma passano anche i camion e gli autobus con viveri e prodotti vari per le zone interne del paese in guerra. Questi mezzi tornano poi in Polonia, vengono riempiti di nuovo, e ripartono. \u201cLa frontiera tra la Polonia e l\u2019Ucraina di fatto non c\u2019\u00e8 pi\u00f9\u201d ha dichiarato qualche giorno fa il presidente Zelensky, ringraziando le autorit\u00e0 polacche per gli aiuti e il sostegno, anche nell\u2019ambito internazionale.<br \/>\nInfatti, negli ultimi giorni, la Polonia sembra fare di tutto per dare una mano alla popolazione del paese vicino. E di queste ultime ore la notizia che le autorit\u00e0 hanno deciso di permettere ai cittadini ucraini di usufruire di tutti i contributi sociali previsti per le famiglie con figli, di coordinare gli aiuti su scala nazionale in modo che tutti i rifugiati possano trovare un alloggio, e possibilmente anche un impiego. Nessuno pensa pi\u00f9 a costruire dei muri lungo il confine con l\u2019Ucraina, e sono risultate infondate o addirittura delle \u201cfake news\u201d le notizie relative a delle difficolt\u00e0 di alcuni rifugiati non-ucraini ai valichi frontalieri. \u201cIn Polonia vengono accolte tutte le persone che fuggono dalla guerra\u201d, ha ribadito domenica il Ministero degli interni polacco, non avvalendo l\u2019ipotesi che sarebbero invece i frontalieri ucraini a rendere pi\u00f9 difficoltoso, soprattutto ai rifugiati da paesi africani, il passaggio verso la Polonia.<br \/>\nOksana Zabuzhko, una delle pi\u00f9 note scrittrici ucraine \u00e8 giunta in Polonia il 23 febbraio, alla vigilia dell\u2019attacco russo contro il suo paese, pensando di poter tornare a Kiev qualche giorno dopo. Adesso anche lei ha bisogno di protezione e assistenza. Zabuzhko nega con forza una visione stereotipata dell\u2019Ucraina divisa tra l\u2019occidente cattolico che guarda verso l\u2019UE e parla ucraino, e la parte orientale che sarebbe filorussa perch\u00e9 russofona. Zabuzhko smentisce l\u2019esistenza di \u201cun mitico grande popolo russo con una affascinante ed esotica anima\u201d citata sia da Putin che dal Patriarca Kirill domenica scorsa. La scrittrice invece pone l\u2019accento sulla molteplicit\u00e0 di lingue, culture, fedi, usi e costumi che da sempre hanno caratterizzato i popoli al confine tra Est e Ovest.<\/p>\n<p>di <strong>Anna T. Kowalewska<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A tutti i valichi di frontiera con l\u2019Ucraina i cellulari strillano in continuazione. Quelli che chiamano sono spesso amici o conoscenti, o addirittura degli sconosciuti amici di un qualche parente dei profughi. 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