{"id":13945,"date":"2022-04-15T11:10:17","date_gmt":"2022-04-15T09:10:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/?p=13945"},"modified":"2022-04-15T11:10:17","modified_gmt":"2022-04-15T09:10:17","slug":"dal-buio-alla-fede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/dal-buio-alla-fede\/","title":{"rendered":"Dal buio alla fede"},"content":{"rendered":"<p>Come all\u2019inizio del Vangelo di Luca, cos\u00ec al suo compimento ci sono donne ad aprire l\u2019orizzonte. Era ancora buio, quel \u201cprimo giorno dopo il sabato\u201d (Lc 24,1). Donne in movimento, anzi in corsa. E uno sguardo ficcato nelle tenebre, a cercare il sorgere della luce in crescita.<\/p>\n<div class=\"sidebar\"><\/div>\n<p>C\u2019\u00e8 una silenziosa sotterranea continuit\u00e0 tra la notte, l\u2019abisso fondo del sabato santo e l\u2019alba del primo giorno che allerta tutti i sensi dello spirito. Il soggetto in azione, non nominato (Lc 24,1) \u00e8 il medesimo: le discepole venute con Ges\u00f9 dalla Galilea. Medesimo \u00e8 il profumo degli unguenti (Lc 23,56; 24,1). Medesima la passione di ricerca.<\/p>\n<p>Tutto, in quel primo giorno ha inizio \u201cquando era ancora buio\u201d. Le donne (secondo il IV Vangelo \u00e8 solo Maria di Magdala) si muovono rapide e sembrano decise, determinate, mentre \u201cancora ci sono le tenebre\u201d (Gv 20,1). Ancora nel dominio della morte esse, ciecamente, seguono l\u2019insoffocabile presentimento della vita, custodito al cuore della fedelt\u00e0 dei legami. Per le donne la vicenda di Ges\u00f9 non era chiusa. Quella pietra al luogo del corpo amato era per loro un\u2019impertinenza e la volevano sfidare.<\/p>\n<p>Tutti i Vangeli, pur in modo diverso, registrano l\u2019intrigante epilogo di una storia singolare e, unito, il prologo di una storia nuova: donne sotto la croce di Ges\u00f9, in silenzioso sguardo che ricevono la consegna del suo corpo \u2013 consegna che non conclude ma apre (Lc 23,55s.).. Esse, fatte solo sguardo, pur velato di lacrime, stanno a osservare il luogo della deposizione, preparano profumi per il corpo amato. Non scelgono mai la fuga, le donne discepole venute dalla Galilea. Cos\u00ec, profezia muta, impersonano e reggono ignare il passaggio discepolare dalle tenebre alla nuova luce. Senza saper cosa sperare, ma non disperate.<\/p>\n<p>\u201cIl primo giorno,\u00a0dopo\u00a0il sabato, si recarono\u201d (Lc 24,1):\u00a0dopo\u00a0l\u2019ora delle lacrime e il tempo dell\u2019assenza di ogni parola. Protagoniste del compiersi della narrazione di Ges\u00f9 nei suoi passi terreni, ecco dunque ancora donne, proprio come per l\u2019inizio (Lc 1 -2). All\u2019inizio ed alla fine, ad inclusione, stanno donne di Galilea, senza credito. Maria, umile serva, Elisabetta ed Anna, all\u2019inizio; Maria di Magdala, Giovanna, Maria di Giacomo, alla fine (24,10).<\/p>\n<p>Risurrezione, \u00e8 come il concepimento: vaneggiamenti di donne? Due sodalizi stanno a presidio del Vangelo: donne in attesa, in cammino, in fedelt\u00e0, silenzio e speranza. Sodalizio di fede e di voce narrante, di canto annunziante. E come le donne dell\u2019inizio portarono canti di salvezza e fecero ritrovare ai muti la parola (cf Lc 1,64), cos\u00ec le donne del compimento, recano l\u2019annuncio a Pietro, novello Zaccaria, che a sua volta l\u00ec per l\u00ec \u201cnon credette\u201d (24,11; cf Lc 1,20); ma poi \u2013 allenato a convertirsi (Lc 22,32) \u2013 subito riprese, lui stesso, a correre (cf 24,12).<\/p>\n<p>Eloquente per noi oggi \u00e8 l\u2019indiretto monito di Luca attraverso il Vangelo della risurrezione. Parla alla Chiesa ancora esitante, alla ricerca incerta di ritrovare i passi della sinodalit\u00e0. Tutti la riconoscono questa istanza impellente, ma chi la interpreta, chi la frequenta oggi? Quale sinodalit\u00e0?<\/p>\n<p>Nel racconto delle donne al sepolcro (Lc 24,1-11) Luca introduce dei tratti che dicono una singolare lettura della risurrezione, esplicitata poi nel prosieguo del racconto, e in Atti. Alcuni tratti ci intrigano particolarmente.<\/p>\n<p>Accanto al posto decisivo delle donne, altro elemento dominante nel racconto di Luca \u2013 a grande inclusione geografica e teologica del Terzo Vangelo \u2013 \u00e8 proprio il tempio di Gerusalemme: l\u00ec ha inizio la narrazione e l\u00ec si conclude. Attori della prima parte sono la coppia levitica, Zaccaria ed Elisabetta, e Zaccaria \u00e8 un sacerdote che officia nel tempio per l\u2019ora dell\u2019incenso. Attori dell\u2019ultima parte sono gli apostoli che \u201cstavano sempre nel tempio\u201d (v. 53), essi per\u00f2 laici, non sacerdoti, e a un nuovo inizio della sequela. Popolo nuovo dei poveri del Signore.<\/p>\n<p>Luca, ha collocato la vicenda di Ges\u00f9 in una ben determinata struttura letteraria e geografica: dalla Galilea al tempio di Gerusalemme, ove la salvezza riprender\u00e0 il suo cammino verso l\u2019universalit\u00e0.<\/p>\n<p>La rivelazione degli angeli irrompe e ribalta la ricerca delle donne: \u201cPerch\u00e9 cercate tra i morti Colui che \u00e8 vivo?\u201d. La necessit\u00e0 della passione per \u201cil Vivente\u201d. Ecco dischiudersi nell\u2019annuncio dei due \u2013 angeli come uomini \u2013 l\u2019orizzonte nuovo di lettura della storia umana, lettura che ne apre i sigilli. Ges\u00f9 con la sua vicenda terrena fino alla Croce ha detto Dio e ha detto l\u2019uomo \u2013 nel mistero che \u2013 nella differenza abissale \u2013 li accomuna: la vita.<\/p>\n<p>La profetica fedelt\u00e0 delle discepole deve aprirsi al mistero della Vita, che attraverso la morte di Ges\u00f9 rivela tutta la sua trascendenza: \u201cVivente\u201d non significa tornato alla vita di prima, ma entrato nella vita di Dio. La risurrezione di Ges\u00f9 disorienta e riorienta in loro tutte le categorie dell\u2019umano. Egli vive, e dunque noi viviamo.<\/p>\n<p>Per aprirsi alla risurrezione non basta la constatazione del sepolcro vuoto, n\u00e9 basta la visione personale degli angeli: occorre la \u201cmemoria\u201d delle parole e degli atti di Ges\u00f9, la\u00a0memoria Crucis, che non \u00e8 un semplice far tornare alla mente qualcosa di passato, ma un ricordare che \u2013 illuminato dalla luce del mattino di Pasqua \u2013 ripensa e comprende. Cos\u00ec \u00e8 la memoria evangelica. \u00c8 partendo dalla risurrezione che si comprende la sorprendente novit\u00e0 del Crocifisso. Per questo la memoria della passione \u00e8 importante. Per comprendere la\u00a0necessitas\u00a0che ridispone tutto il senso della vita di Ges\u00f9 e della storia umana. Non \u00e8 fallimento, non \u00e8 sconfitta la morte di Ges\u00f9, ma \u00e8 il compimento delle Scritture \u2013 come ben presto il Risorto, nella forma del Pellegrino, spiegher\u00e0 ai discepoli di Emmaus (Lc 24,26). \u00c8 il compimento dell\u2019amore, nuova lettura della storia umana.<\/p>\n<p>Le donne obbediscono al comando ricevuto: \u201csi ricordarono delle sue parole\u201d. Si tratta proprio di un comando. Nel racconto di Luca l\u2019attenzione si concentra interamente sulla cosa pi\u00f9 importante: il ricordo, che subito si fa annuncio. Esse sanno, per essere passate attraverso la morte con speranza non disperata. Non possiamo essere esperti di Dio senza conoscere il cuore delle tenebre. Basta fermare lo sguardo e custodire la memoria con cuore docile allo Spirito, per scoprire che il cuore dell\u2019oscurit\u00e0 \u00e8 la luce.<\/p>\n<p>E tuttavia non furono credute le discepole di Galilea: il verbo\u00a0<em>apisteuein<\/em>, che Luca usa in tutto il suo racconto soltanto qui, va certamente inteso in senso forte. L\u2019imperfetto suggerisce incredulit\u00e0 ostinata e continuata. Dal gruppo dei discepoli increduli, quasi beffardi nei confronti delle donne, si stacca la figura di Pietro. E si alza, e si apre allo stupore, come contagiato dall\u2019intuito umilissimo di donne di Galilea.<\/p>\n<p>Ges\u00f9, il Cristo, il nazareno, \u00e8 veramente risorto! e noi sentiamo in tutte le fibre del nostro essere che la sua vita ci avvolge, ci intride, ci rigenera. Lo sentiamo non con i sensi della carne \u2013 ch\u00e9 anzi tanta stanchezza e annunci sinistri di morte ci sfiancano \u2013 ma con lo sguardo e l\u2019udito della fede, con l\u2019odorato e il tatto e il gusto dell\u2019amore, con l\u2019intuito dello Spirito che \u2013 sola grazia \u2013 si unisce al nostro spirito per attestarci che pi\u00f9 forte di tutti i macigni di morte \u00e8 la fedelt\u00e0 del Vivente.<\/p>\n<p><em>\u201cResurrezione \u00e8 l\u2019esodo da ci\u00f2 che \u00e8 vecchio,<br \/>\nche trattiene l\u2019essere umano come negli inferi<br \/>\ne che tenta di impedire alla luce dell\u2019evangelo<br \/>\ndi levarsi nel cuore\u201d<\/em>\u00a0(Isacco il Siro)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La fede nella resurrezione, che \u00e8 al cuore della fede cristiana, non coincide con una semplice fiducia nella vita, ma crede la vita che nasce dalla morte grazie alla forza dell\u2019amore di Cristo. Essa consente di entrare nelle situazioni di morte guardando oltre la morte e vivendo la resurrezione, ovvero amando o cercando di amare come Cristo ha amato e, soprattutto, credendo al suo amore per noi.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":13946,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,36],"tags":[513,1773],"class_list":["post-13945","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news","category-news-luce-e-vita","tag-spiritualita","tag-vangelo-della-domenica"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13945","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13945"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13945\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13947,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13945\/revisions\/13947"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13946"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13945"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13945"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13945"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}