{"id":14065,"date":"2022-04-30T10:50:40","date_gmt":"2022-04-30T08:50:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/?p=14065"},"modified":"2022-04-30T10:58:06","modified_gmt":"2022-04-30T08:58:06","slug":"lamore-discerne-lamore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/lamore-discerne-lamore\/","title":{"rendered":"L\u2019amore discerne l\u2019amore"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/04\/apparizioni_apostoli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-14066 alignright\" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/04\/apparizioni_apostoli-300x227.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"227\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/04\/apparizioni_apostoli-300x227.jpg 300w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/04\/apparizioni_apostoli.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u201c\u2026 era la terza volta\u201d (Gv 21,14). La terza manifestazione di Ges\u00f9 risorto, raccontata nell\u2019aggiunta del Quarto Vangelo \u2013 lo sappiamo \u2013 \u00e8 diversa dalle altre. Ha dei tratti singolari. \u00c8 la manifestazione che coglie una chiesa post pasquale, ulteriore rispetto a quel \u201cprimo giorno dopo il sabato: potremmo dire che ritrae una chiesa in crisi.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 gi\u00e0 stata una conclusione al Quarto Vangelo, infatti, sulle prime apparizioni (\u201cDopo questi fatti\u201d, \u00e8 l\u2019esordio di Gv 21,1). Qui non siamo pi\u00f9 a Gerusalemme, siamo in quella Galilea a cui il Risorto nel primo manifestarsi rimanda (Mt 28,10; Mc 16,7; cf Lc 24,6). Gli Undici si sono dispersi, sono ormai mescolati ad \u201caltri\u201d discepoli. Come a suggerire: la terza volta, \u00e8 ogni giorno della nuova \u201cnormalit\u00e0\u201d. \u00c8 oggi.<\/p>\n<p>Dal mattino radioso, al notturno del mare aperto. Per grazia assoluta, dal buio di quella notte spenta inizia la storia nuova. \u00c8 la grazia della pasqua quotidiana, la sua fecondit\u00e0 nascosta.<\/p>\n<p>L\u2019uso del tempo presente a esprimere la presenza di Ges\u00f9: \u201cSta Ges\u00f9, e dice loro: \u2018figliolini\u2026\u2019\u2026\u201d (Gv 21,4s.) lo rivela. \u00c8 la pasqua che intride, ridisegna e rilancia la storia quotidiana.<\/p>\n<p>\u201cIo vado a pescare\u201d: comincia cos\u00ec, con la dichiarazione di Simon Pietro, la terza manifestazione: \u00e8 in Galilea, in una situazione quasi di ritorno indietro al lavoro di prima, a una quotidianit\u00e0 opaca, a solidariet\u00e0 spente. Ed \u00e8 buio. Per grazia assoluta, dal buio di quella notte \u2013 spenta e sterile \u2013 trae inizio una storia nuova.<\/p>\n<p>\u201cIo vado a pescare\u201d. In questa dichiarazione di Simon Pietro c\u2019\u00e8 tanto anche della nostra storia. Non dice. \u201cAndiamo a pescare\u201d, ma comunica la sua personale decisione; la sua intenzione potrebbe essere anche di recedere da quel mandato che l\u2019aveva trasferito dalla pesca dei pesci alla comunione della pesca di uomini: di tornare indietro. Il trauma della Pasqua poteva averlo disorientato totalmente. Sono gli altri che in certo modo si ricompattano attorno a lui e gli fanno da contesto per vivere insieme questa \u201cterza manifestazione\u201d. \u00c8 importante qui la funzione dei sei compagni, per ri-orientare Simon Pietro. Guidato dai sei, guidato dal grido del pi\u00f9 giovane, Simone ritrova il suo passo della sequela di Ges\u00f9 nella chiesa. E con lui i sei si ricompattano.<\/p>\n<p>Domandiamoci: come la vicenda di quei \u201csette\u201d (Gv 21,2) \u00e8 Vangelo per noi, oggi? Come ci lasciamo prendere dalla forza di quella buona notizia? Facciamo attenzione a questo Vangelo e alle sfide che oggi noi dobbiamo affrontare, come quei sette che vanno a pescare.<\/p>\n<p>Quei sette. Chi erano? Simone Pietro. E, accanto a lui \u2013 \u00e8 l\u2019unica volta che son messi vicini -, Tommaso detto Didimo. Un \u201cgemellaggio\u201d quello dei due apostoli che \u2013 nella sua singolarit\u00e0 \u2013 ci \u00e8 di \u201cvangelo\u201d. Tutti e due accomunati da una soglia varcata (da Pietro e da Tommaso, al c. 20) e da varcare. E poi, Natanaele di Cana di Galilea. Con lui \u00e8 evocata la quotidianit\u00e0, e la nascosta pienezza delle ore \u201csotto il fico\u201d. Solo dopo sono nominati, mischiati agli \u201caltri\u201d discepoli, i due \u201ccolossi\u201d, i figli di Zebedeo: non pi\u00f9 in posizione privilegiata, tra gli anonimi \u2013 eppure ci sono, rimangono. E poi \u201cgli altri due\u201d senza nome che ci rappresentano tutti, noi discepoli e discepole venuti in seguito. Uno splendido \u201cinsieme\u201d. Promettente, senza saperlo.<\/p>\n<p>Ma il Maestro rimane fedele ai suoi disorientati: attraverso la morte, rimane. Teneramente previene e ha cura. E Ges\u00f9 sta, all\u2019alba, quando loro sono ancora al buio. \u201cFigliolini\u201d, li chiama. La tenerezza di questa terza manifestazione. La capacit\u00e0 di prendersi cura di una realt\u00e0 cos\u00ec segnata dal limite, dal disorientamento, dall\u2019ombra dell\u2019estraneit\u00e0 gettata da un dolore radicale \u2013 oggi, la guerra.<\/p>\n<p>\u201cFigliolini..!\u201d. La tenerezza che si sente nella domanda di Ges\u00f9 sul cibo, insieme a una dolcissima ironia, richiama gli accenti di Dio in Osea. \u201cSu di lui mi chinavo per dargli da mangiare\u201d. La tenerezza autorizzata dalla pasqua \u00e8 il nuovo comandamento nei rapporti tra i discepoli, che raggiunge anche noi. Ed \u00e8 rivoluzione, dopo tanta violenza, menzogna, abbandono e tradimento.<\/p>\n<p>L\u2019incontro col Risorto, evidenzia un vuoto e un compito: \u201cFiglioli, non avete nulla da mangiare? No\u201d. \u00c8 proprio cos\u00ec che irrompe la pasqua: dagl\u2019inferi del nostro niente, amato e rispettato da Ges\u00f9, e chiamato in causa. Con inconcepibile, tenerezza che rivoluziona la vita. Questa \u00e8 la pasqua reale, non quella delle cartoline o dei messaggini riciclati.<\/p>\n<p>\u00c8 la situazione di noi oggi, nel tempo di pasqua, con le fatiche, i pensieri, le esitazioni e le severe domande che sono quelle di prima. Ma \u201cdopo queste cose\u201d (Gv 21,1) non \u00e8 pi\u00f9 la stessa cosa. Che cosa \u00e8 accaduto in questa nostra Pasqua, che irrompe dai sotterranei di una storia di guerra, armi, brutalit\u00e0? \u201cDonaci, Padre, di rendere presente in ogni momento della vita la fecondit\u00e0 nascosta della Pasqua, che si attua nei tuoi misteri\u201d, abbiamo pregato in questi giorni.<\/p>\n<p>La confessione di fede del discepolo \u201cche Ges\u00f9 amava\u201d, irrompe come l\u2019elemento dinamico della scena: \u201cil Signore, \u00e8!\u201d. Il sensorio generato dal sapersi amati \u00e8 incredibilmente acuto: coglie sempre il Signore al presente, come gi\u00e0 nel sepolcro vuoto. Il Signore Ges\u00f9, il presente di ogni nostro giorno.<\/p>\n<p>L\u00e0, sulla riva del lago, ormai tutti e sette sapevano che \u201c\u00e8 il Signore\u201d, per via di quel \u201cvenite a mangiare\u201d che lo identifica. La nostra quotidiana celebrazione dell\u2019Eucaristia ci situa in questa esperienza. Anche noi \u201csappiamo bene\u201d, ma che cosa ne nasce?<\/p>\n<p>Il ritorno a riva, al fuoco e al pasto gi\u00e0 prono, preparato dal Signore; e, poi, un pasto insieme, silenzioso. \u00c8 avvenuto il riconoscimento, grazie al discepolo amato: ma il pasto imbandito dal Risorto, \u00e8 muto. Senza domande. \u00c8 la manifestazione caratterizzata solo dal \u201cdare da mangiare\u201d. Gesto della comunione, che manca al c. 13. In una quotidianit\u00e0 \u201csospesa\u201dil Risorto si manifesta come colui che salva dalla sterilit\u00e0, ma soprattutto rinnova la comunione.<\/p>\n<p>Questa \u201cterza volta\u201d interpella singolarmente noi, ogni comunit\u00e0 cristiana partecipe degli interrogativi di un\u2019epoca di crisi, un\u2019epoca per molti aspetti simile a quella che segnava la chiesa degli inizi. Perci\u00f2 risulta una sorta di \u201cquinto vangelo\u201d- questa \u2018terza volta\u2019- scritto da mani per lo pi\u00f9 anonime. La luce della pasqua che abbiamo vissuto a partire dalla notte pasquale, e che attraverso tutto il tempo di pasqua siamo chiamate a interiorizzare, manifesta un mondo nuovo che \u00e8 la rigenerazione del vecchio: di quella luce s\u2019intride, pian piano scende pi\u00f9 in profondit\u00e0, la nostra storia ferita, segnata da profonde rughe di divisione, opacit\u00e0, violenza, menzogna, guerra.<\/p>\n<p>La luce della terza manifestazione imprime la sua forma alla chiesa, nata dal fianco trafitto di Ges\u00f9 innalzato. \u201cCompiuto\u201d \u00e8 stato tutto -per lui- in quell\u2019Ora; ma deve trovare compimento anche la figura dei suoi discepoli, della trasmissione del suo Dono \u2013 la chiesa. Il passato viene sciolto dalle sue ombre. Nuovi ministeri ecclesiali si annunciano in quella \u201cterza\u201d manifestazione.<\/p>\n<p>Responsabilit\u00e0 umilissima e tremenda al tempo stesso, riceve lo stesso Simone figlio di Giovanni, con la missione che viene rinnovata: di pascere, in luogo di quella di pescare. La responsabilit\u00e0 di vivere come vivente memoria del perdono ricevuto, e come autorit\u00e0 in grazia della corrente d\u2019amore che lo lega al suo Signore, senz\u2019alcuna propria autonomia: \u201cSignore, tu sai tutto!\u201d.<\/p>\n<p>Il Vangelo \u2013 qui ma anche altrove, e sempre \u2013 \u00e8 \u201cscrittura aperta\u201d. Le domande che il Vangelo ci pone, le aperture sempre nuove del cammino, sono una provocazione a scrivere il Vangelo con una propria scrittura.<\/p>\n<p>Dalla povert\u00e0 di quell\u2019essere gli uni nudamente accanto agli altri, tutti sulla stessa barca, in mare aperto, senza prendere nulla. La solidariet\u00e0 vera si stringe nell\u2019ora della povert\u00e0, quando siamo anche attraversate dal sentimento di una fraternit\u00e0 silenziosa, e pure mancante (sono sette i discepoli, e due senza nome \u2026). Da questo \u201cniente\u201d parte l\u2019essere insieme in verit\u00e0.<\/p>\n<p>Ci aiuti lo Spirito creatore a tendere all\u2019alba che nasce in grazia sua proprio dalla pi\u00f9 fonda e infruttuosa notte, senza nascondere l\u2019esperienza dei fallimenti in parole di lamento e recriminazione, ma silenziosamente vigili al sorgere della Luce, attenti e obbedienti a quella improbabile \u201cparte destra\u201d (Gv 21,6) che fa trovare nutrimento; attenti e obbedienti a chi tra noi per prima ci far\u00e0 capire che \u201c\u00e8 il Signore!\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Risorto si fa presente sulle rive del lago con il linguaggio della sovrabbondanza dell&#8217;amore. Ma una sovrabbondanza che si rivela nel quotidiano e umanissimo interessarsi dell&#8217;altro, nel preparare un pasto e nel mangiare insieme. La quotidianit\u00e0 cos\u00ec semplice pu\u00f2 essere abitata dalla dismisura dell&#8217;amore di Dio, perch\u00e9 l&#8217;abbondanza dell&#8217;amore di Dio non \u00e8 visibile se non nei gesti dell&#8217;amore quotidiano, del preparare una tavola, del condividere un banchetto, del vivere la fraternit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":14066,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,36],"tags":[513],"class_list":["post-14065","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news","category-news-luce-e-vita","tag-spiritualita"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14065","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14065"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14065\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14067,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14065\/revisions\/14067"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14066"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14065"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14065"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14065"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}