{"id":16087,"date":"2022-12-10T10:26:38","date_gmt":"2022-12-10T09:26:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/?p=16087"},"modified":"2022-12-10T10:26:51","modified_gmt":"2022-12-10T09:26:51","slug":"maria-donna-gestante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/maria-donna-gestante\/","title":{"rendered":"Maria donna gestante"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/maria-donna-gestante\/lev-41_2022_prima\/\" rel=\"attachment wp-att-16088\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-16088\" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/12\/Lev-41_2022_prima-206x300.jpg\" alt=\"Lev 41_2022_prima\" width=\"231\" height=\"336\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/12\/Lev-41_2022_prima-206x300.jpg 206w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/12\/Lev-41_2022_prima-702x1024.jpg 702w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/12\/Lev-41_2022_prima-768x1121.jpg 768w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/12\/Lev-41_2022_prima-1053x1536.jpg 1053w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/12\/Lev-41_2022_prima-1404x2048.jpg 1404w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/12\/Lev-41_2022_prima-800x1167.jpg 800w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/12\/Lev-41_2022_prima-1200x1751.jpg 1200w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/12\/Lev-41_2022_prima-1320x1926.jpg 1320w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2022\/12\/Lev-41_2022_prima-scaled.jpg 1755w\" sizes=\"auto, (max-width: 231px) 100vw, 231px\" \/><\/a>\u00abRimase con lei circa tre mesi. Poi torn\u00f2 a casa sua\u00bb. Il Vangelo stavolta non dice se vi torn\u00f2 \u00abin fretta\u00bb, come fu per il viaggio di andata. Ma c\u2019\u00e8 da supporlo.<br \/>\nDa Nazaret era quasi scappata di corsa, senza salutare nessuno. Quell\u2019incredibile chiamata di Dio l\u2019aveva sconvolta. Era come se, improvvisamente, all\u2019interno della sua casetta si fosse spalancato un cratere e lei vi camminasse sul ciglio in preda alle vertigini. E allora, per non precipitare nell\u2019abisso, si era aggrappata alla montagna.<br \/>\nMa ora bisognava tornare. Quei tre mesi di altura le erano bastati per placare i tumulti interiori. Vicino a Elisabetta aveva portato a compimento il noviziato di una gestazione di cui cominciava lentamente a dipanare il segreto.<br \/>\nOra bisognava scendere in pianura e affrontare i problemi terra terra a cui va incontro ogni donna in attesa. Con qualche complicazione in pi\u00f9. Come dirglielo a Giuseppe? E alle compagne con cui aveva condiviso fino a poco tempo prima i suoi sogni di ragazza innamorata, come avrebbe spiegato il mistero che le era scoppiato nel grembo? Che avrebbero detto in paese?<br \/>\nS\u00ec, anche a Nazaret voleva giungere in fretta. Perci\u00f2 accelerava l\u2019andatura, quasi danzando sui sassi. Oltretutto, su quei sentieri di campagna, vi si sentiva sospinta come dal vento, di cui, per\u00f2, le foglie degli ulivi e i pampini delle viti non lasciavano percepire la brezza, nell\u2019immota calura dell\u2019estate di Palestina.<br \/>\nPer placare il batticuore, che pure tre mesi prima non aveva provato in salita, si sedette sull\u2019erba.<br \/>\nSolo allora si accorse che il ventre le si era curvato come una vela. E cap\u00ec per la prima volta che quella vela non si issava sul suo fragile scafo di donna, ma sulla grande nave del mondo per condurla verso spiagge lontane.<br \/>\nNon fece in tempo a rientrare in casa, che Giuseppe, senza chiederle neppure che rendesse pi\u00f9 esaurienti le spiegazioni fornitegli dall\u2019angelo, se la port\u00f2 subito con s\u00e9.<br \/>\nEd era contento di starle vicino. Ne spiava i bisogni. Ne capiva le ansie. Ne interpretava le improvvise stanchezze. Ne assecondava i preparativi per un natale che ormai non doveva tardare. Una notte, lei gli disse: \u00abSenti, Giuseppe, si muove\u00bb. Lui, allora, le pos\u00f2 sul grembo la mano, leggera come battito di palpebra, e rabbrivid\u00ec di felicit\u00e0.<br \/>\nMaria non fu estranea alle tribolazioni a cui \u00e8 assoggettata ogni comune gestante. Anzi, era come se si concentrassero in lei le speranze, s\u00ec, ma anche le paure di tutte le donne in attesa. Che ne sar\u00e0 di questo frutto, non ancora maturo, che mi porto nel seno? Gli vorr\u00e0 bene la gente? Sar\u00e0 contento di esistere? E quanto peser\u00e0 su di me il versetto della Genesi: \u00abpartorirai i figli nel dolore\u00bb? Cento domande senza risposta. Cento presagi di luce. Ma anche cento inquietudini. Che si intrecciavano attorno a lei quando le parenti, la sera, restavano a farle compagnia fino a tardi. Lei ascoltava senza turbarsi. E sorrideva ogni volta che qualcuna mormorava: \u00abscommetto che sar\u00e0 femmina\u00bb.<\/p>\n<p>Santa Maria, donna gestante, creatura dolcissima che nel tuo corpo di vergine hai offerto all\u2019Eterno la pista d\u2019atterraggio nel tempo, scrigno di tenerezza entro cui \u00e8 venuto a rinchiudersi Colui che i cieli non riescono a contenere, noi non potremo mai sapere con quali parole gli rispondevi, mentre te lo sentivi balzare sotto il cuore, quasi volesse intrecciare anzi tempo colloqui d\u2019amore con te. Forse in quei momenti ti sarai posta la domanda se fossi tu<br \/>\na donargli i battiti, o fosse lui<br \/>\na prestarti i suoi.<br \/>\nVigilie trepide di sogni, le tue. Mentre al telaio, risonante di spole, gli preparavi con mani veloci pannolini di lana, gli tessevi lentamente, nel silenzio del grembo, una tunica di carne. Chi sa quante volte avrai avuto il presentimento che quella tunica, un giorno, gliela avrebbero lacerata. Ti sfiorava allora un fremito di mestizia, ma poi riprendevi a sorridere pensando che tra non molto le donne di Nazaret, venendoti a trovare dopo il parto, avrebbero detto: \u00abrassomiglia tutto a sua madre\u00bb.<br \/>\nSanta Maria, donna gestante, fontana attraverso cui dalle falde dei colli eterni, \u00e8 giunta fino a noi l\u2019acqua della vita, aiutaci ad accogliere come dono ogni creatura che si affaccia a questo mondo. Non c\u2019\u00e8 ragione che giustifichi il rifiuto. Non c\u2019\u00e8 violenza che legittimi violenza. Non c\u2019\u00e8 programma che non possa saltare di fronte al miracolo di una vita che germoglia.<br \/>\nMettiti, ti preghiamo, accanto a Marilena che, a quarant\u2019anni, si dispera perch\u00e9 non sa accettare una maternit\u00e0 indesiderata. Sostieni Rosaria che non sa come affrontare la gente, dopo che lui se n\u2019\u00e8 andato lasciandola col suo destino di ragazza madre. Suggerisci parole di perdono a Lucia che, dopo quel gesto folle, non sa darsi pace e intride ogni notte il cuscino con lacrime di penti- mento. Riempi di gioia la casa di Antonietta e Marco che non risuoner\u00e0 mai di vagiti, e di\u2019 ad essi che l\u2019indefettibilit\u00e0 del loro reciproco amore \u00e8 gi\u00e0 una creatura che basta a riempire tutta l\u2019esistenza. Santa Maria, donna gestante, grazie perch\u00e9, se Ges\u00f9 l\u2019hai portato nel grembo nove mesi, noi, ci stai portando tutta la vita. Donaci le tue fattezze. Modellaci sul tuo volto. Trasfondici i lineamenti del tuo spirito.<br \/>\nPerch\u00e9, quando giunger\u00e0 per noi il dies natalis, se le porte del Cielo ci si spalancheranno dinnanzi senza fatica, sar\u00e0 solo per questa nostra, sia pur pallida, somiglianza con te.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo la meditazione dell&#8217;ultimo Avvento vissuto da don Tonino Bello, gi\u00e0 pubblicata sulle pagine di Luce e Vita del &#8217;92, per prepararci al Natale con parole che ancora sollecitano i cuori di tanti che lo hanno incontrato e possono infiammare quanti non lo hanno conosciuto, credenti e non.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":16088,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13,4],"tags":[140,104],"class_list":["post-16087","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali","category-news","tag-editoriale","tag-editoriali"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16087","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16087"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16087\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16090,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16087\/revisions\/16090"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16088"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16087"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16087"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16087"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}