{"id":2931,"date":"2015-03-01T15:49:00","date_gmt":"2015-03-01T14:49:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/quando-i-social-fanno-male-ai-ragazzi-e-non-solo-a-loro\/"},"modified":"2015-03-01T15:49:00","modified_gmt":"2015-03-01T14:49:00","slug":"quando-i-social-fanno-male-ai-ragazzi-e-non-solo-a-loro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/quando-i-social-fanno-male-ai-ragazzi-e-non-solo-a-loro\/","title":{"rendered":"Quando i social fanno male ai ragazzi (e non solo a loro)"},"content":{"rendered":"<div>\u00abQualche volta \u00e8 pi\u00f9 facile esprimere certe cose attraverso uno schermo poich\u00e8 ci sentiamo pi\u00f9 sicuri e non abbiamo il timore di scrivere quello che pensiamo\u00bb.<\/div>\n<div>\u00c9 un\u2019affermazione che sintetizza bene la dinamica comunicativa favorita dai social network. La comunicazione vocale, compresa quella telefonica, ci mette in imbarazzo perch\u00e8 troppo coinvolgente dal punto di vista emotivo; richiede pi\u00f9 spontaneit\u00e0, pi\u00f9 immediatezza e pi\u00f9 autenticit\u00e0, cosa difficile da gestire dai ragazzi (quanti TVB scritti sui messaggi e non detti personalmente?).<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Qualche dato nostrano<\/strong><\/div>\n<div>L\u2019autrice dell\u2019affermazione d\u2019apertura fa parte di coloro che, rispondendo ad un\u2019indagine che ho fatto a scuola fra i 13enni, sostegnono di trascorrere mediamente dalle 3 alle 4 ore al giorno on line e che inviano circa 700-800 messaggi al giorno (conteggiati con difficolt\u00e0, ma non manca chi arriva ad oltre 2000 messaggi tra vari social). Come si connettono? Prevalentemente dallo smartphone (il 56% del campione), posseduto dal 96% degli studenti, dono ormai classico ricevuto normalmente alla Prima Comunione o, per i pi\u00f9 sfortunati, alla Cresima (sigh!).<\/div>\n<div>E se per tanti \u00e8 solo un modo per sentirsi tra amici, concordare l\u2019uscita serale o scambiarsi i compiti, non mancano i sostenitori del cellulare come mezzo rassicurante per relazionarsi \u201ca distanza\u201d con i coetanei: \u00abIo, attraverso il cellulare, riesco a esprimere meglio le mie emozioni, i miei sentimenti con i miei amici e quindi questo riesce a migliorare i rapporti\u00bb riconoscendo che \u00abIo dovrei parlare pi\u00f9 volte di persona invece dei messaggi normali che non esprimono nessuna emozione\u00bb.<\/div>\n<div>In questo diuturno rapporto con lo smartphone, i genitori si intromettono poco: secondo le risposte dei ragazzi, solo per il 20% controllano i contatti e i messaggi, per il 66% impongono delle regole, come orari stabiliti, divieto durante pranzo e cena o durante i compiti, linguaggio corretto e cos\u00ec via.\u00a0<\/div>\n<div>Tra i social pi\u00f9 usati balza in testa Whatsapp, seguito da Facebook, facendo salire in maniera esponenziale la messaggistica digitale quale modalit\u00e0 comunicativa quasi prioritaria. Ed \u00e8 facile capire perch\u00e8: i ragazzi si stanno disaffezionando a Facebook perch\u00e8 ambiente pi\u00f9 frequentato da adulti ficcanaso, mentre WA consente pi\u00f9 riservatezza e selezione del gruppo.\u00a0<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>La perdita di concentrazione<\/strong><\/div>\n<div>Un recente articolo del quotidiano The Independent riportava i risultati di una inchiesta sulla crescente difficolt\u00e0 di concentrarsi a lungo su qualcosa, dovuta proprio all\u2019eccessiva esposizione ai media digitali \u00a0con il conseguente indebolimento dell\u2019 apprendimento emotivo che invece si sviluppa grazie all\u2019interazione tra persone.<\/div>\n<div>Gli esperti ci dicono che la continua distrazione (per esempio durante lo svolgimento dei compiti) debilita \u00abi circuiti della corteccia prefrontale, la parte del cervello che gestisce l\u2019attenzione, controlla le spinte emotive ed \u00e8 sede dei processi decisionali e dell\u2019etica\u00bb.\u00a0<\/div>\n<div>Se questo \u00e8 vero, e non abbiamo motivo di non condividere, possiamo trovare spiegazione a molti comportamenti, compresa una certa tolleranza a reali scene di violenza o di indubbio cattivo gusto che avvengono a scuola o per strada e non suscitano pi\u00f9 di tanto ribrezzo o condanna. Quella parte del cervello si sviluppa in et\u00e0 giovanile, da qui le reali difficolt\u00e0 che si incontrano a scuola come a casa, con le nuove generazioni, sempre meno disposte a svolgere compiti lunghi, che richiedono concentrazione, abituati come sono sin da piccolissimi al multitasking (pensare e fare pi\u00f9 cose contemporaneamente). Comprendiamo quanto sia dannoso e quindi deplorevole l\u2019atteggiamento di genitori che concedono lo smartphone o il tablet o altri dispositivi per videogiocare, a bambini in et\u00e0 prescolare. Sempre gli esperti consigliano di interagire quanto pi\u00f9 possibile a voce, soprattutto in presenza dei pi\u00f9 piccoli, di porre precisi limiti all\u2019uso dei dispositivi e di incentivare attivit\u00e0 di interazione tra persone.\u00a0<\/div>\n<div>Le persone non concentrate sono in perenne agitazione, guardano tutto e non si fermano su niente.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Il rischio sexting<\/strong><\/div>\n<div>C\u2019\u00e8 un ulteriore elemento riscontrato nell\u2019indagine ed \u00e8 quel fenomeno chiamato sexting mania: lo scambio tramite smartphone o Pc di propri contenuti foto\/video a sfondo sessuale. Una ricerca in Italia riporta che circa un ragazzo su dieci ha ricevuto messaggi di questo tipo e il 6% ne ha mandati. Quella scoperta tipica dello sviluppo adolescenziale viene cos\u00ec condivisa, in una esasperata logica narcisistica, tagliando fuori la sfera di una intimit\u00e0 privata e teatralizzando ogni cosa. E la cosa non \u00e8 senza conseguenze. Lo ha confermato una ragazza nell\u2019indagine da cui siamo partiti: \u00abUn \u201cragazzo\u201d che viene in classe con me mi chiedeva, quasi ogni giorno, di avere un rapporto sessuale con lui o di inviargli foto del mio corpo. Gli ho sempre detto di no, ma lui insisteva. Devo dire grazie alla mia forza e alla mia fermezza se non sono caduta nel suo tranello. Ho sopportato tutto questo per circa 8 mesi, non ce la facevo pi\u00f9, volevo parlarne con un adulto, ma era imbarazzante per me raccontare tutto questo e sono rimasta in silenzio. Ho tenuto tutto dentro me. I miei genitori si lamentavano della mia arroganza nei loro confronti, i professori si lamentavano del mio disimpegno e della mia disattenzione, ma nessuno in 8 mesi ha provato a chiedermi cosa mi succedesse. L\u2019unica che aveva capito che qualcosa non andava \u00e8 stata mia sorella, lei \u00e8 riuscita ad accedere al mio cellulare e ha letto tutti i messaggi di questo \u201cragazzo\u201d: Grazie ai suoi consigli sono uscita fuori da questa situazione. Ho allontanato questo \u201cragazzo\u201d e ho iniziato \u201cdi nuovo a respirare\u201d.\u00bb<\/div>\n<div>Ogni ulteriore commento \u00e8 superfluo.<\/div>\n<div>Ben vengano allora iniziative come quella appena avviata dall\u2019AC diocesana \u201c#CollegaMenti. Rel@zioni oltre le connessioni\u201d, che ora si disseminer\u00e0 nelle parrocchie e scuole. Ben vengano forme di autocontrollo come il \u201cNo smartphone day\u201d e anche da queste pagine proseguiremo la riflessione.<\/div>\n<div>Ancora una volta \u00e8 richiesta una grande dose di responsabilit\u00e0 educativa e noi non possiamo venir meno.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra i rischi della eccessiva esposizione al digitale: scarsa concentrazione e sexting. L&#39;esperienza dei nostri tredicenni.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2932,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-2931","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2931","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2931"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2931\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2932"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2931"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2931"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2931"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}