{"id":2943,"date":"2015-03-20T16:26:00","date_gmt":"2015-03-20T15:26:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/ultima-settimana-della-mostra-una-citta-in-posa-pietro-e-fortunato-tempesta-fotografi-per-diletto\/"},"modified":"2015-03-20T16:26:00","modified_gmt":"2015-03-20T15:26:00","slug":"ultima-settimana-della-mostra-una-citta-in-posa-pietro-e-fortunato-tempesta-fotografi-per-diletto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/ultima-settimana-della-mostra-una-citta-in-posa-pietro-e-fortunato-tempesta-fotografi-per-diletto\/","title":{"rendered":"Ultima settimana della mostra: &#8220;Una citt\u00e0 in posa. Pietro e Fortunato Tempesta fotografi per diletto&#8221;"},"content":{"rendered":"<div>Il 10 gennaio 2015 presso la Pinacoteca Michele de Napoli di Terlizzi si \u00e8 inaugurata la mostra dal titolo \u201cUna citt\u00e0 in posa. Pietro e Fortunato Tempesta fotografi per diletto\u201d, una raccolta di un centinaio di foto storiche scattate tra la fine dell\u2019Ottocento e il primo trentennio del Novecento e messe a disposizione da Pietro Tempesta, nipote di Pietro e figlio di Fortunato. I due fotografi non erano professionisti del mestiere ma semplici cultori ed appassionati della storia e delle tradizioni della propria terra d\u2019appartenenza, nonch\u00e9 delle nuove tecnologie.<\/div>\n<div>Gli scatti di Tempesta padre e figlio rappresentano una testimonianza unica di una citt\u00e0 che negli anni stava mutando non soltanto da un punto di vista architettonico ma anche sociale. Accanto alle immobili e quasi metafisiche vedute ci sono le foto dell\u2019alluvione del 1914, della costruzione dell\u2019Acquedotto pugliese e della linea ferroviaria Bari-Barletta, delle feste e celebrazioni cittadine, unitamente a veri e propri ritratti di persone \u00a0attraverso le quali \u00e8 stato possibile studiare i modi di vivere di un\u2019epoca non poi cos\u00ec lontana dalla nostra.<\/div>\n<div>Fanno parte del corpus una serie di foto che hanno immortalato alcuni aspetti collaterali di un drammatico episodio della storia \u2012 la prima Guerra Mondiale \u2012 ovvero i prigionieri stranieri a lavoro nei campi del paese ed il Monumento ai Caduti di Giulio Cozzoli.<\/div>\n<div>Tre foto scattate nell\u2019immediato dopoguerra, il gennaio 1919, attestano la presenza a Terlizzi di soldati prigionieri dell\u2019esercito asburgico impiegati nei lavori agricoli, sia durante gli anni della Prima Guerra Mondiale che nel periodo che segu\u00ec l\u2019armistizio di Villa Giusti del 3 novembre 1918. Con l\u2019avvento della Grande Guerra il settore che pi\u00f9 di ogni altro ne risent\u00ec negativamente fu quello dell\u2019agricoltura, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno d\u2019Italia in cui la popolazione viveva prevalentemente di ci\u00f2 che la terra offriva; il richiamo alle armi infatti, port\u00f2 i giovani uomini in et\u00e0 lavorativa ad abbandonare il lavoro dei campi per spostarsi in quelli da combattimento privando cos\u00ec intere famiglie di ogni sostentamento. A ci\u00f2 si un\u00ec, a conflitto ultimato, il non ritorno dei padri di famiglia, fratelli e figli morti durante le battaglie o il loro ritorno a casa con gravi mutilazioni, lesioni fisiche e deficit psicologici.<\/div>\n<div>Per ovviare alla mancanza di mano d\u2019opera agricola lo Stato, tramite accordi presi dal Ministero della Guerra e da quello dell\u2019Agricoltura, approv\u00f2 alcuni decreti che permisero ai proprietari terrieri di poter usufruire di militari nemici fatti prigionieri durante la guerra i quali, durante il periodo della loro assegnazione ad un fondo agricolo, avrebbero percepito solo il compenso pari al lavoro svolto dalla mano d\u2019opera libera, senza assegno di indennit\u00e0 o giornaliero.<\/div>\n<div>Nelle foto in mostra alla Pinacoteca sono immortalati alcuni militari dell\u2019esercito asburgico, genericamente indicati come \u201cprigionieri croati e boemi\u201d, mentre sono al lavoro presso alcuni fondi \u2012 il podere De Crescenzio e il villino Tempesta \u2012 dove erano stati mandati per raccogliere le olive: si tratta di sei\/otto militari \u2012 tra soldati, un caporale e un caporale maggiore \u2012 dei quali, sugli scatti, il fotografo vi ha segnato il nome e la data in cui le istantanee sono state effettuate; \u00e8 da notare che i militari si trovarono a lavorare nei campi con la stessa uniforme indossata e usata durante la guerra.<\/div>\n<div>Oltre a questa importante testimonianza dell\u2019impiego di prigionieri nemici all\u2019interno delle aziende agricole sono esposte alcune foto che mostrano il passaggio di Piazza Cavour prima e dopo la realizzazione del Monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale, opera dello scultore molfettese Giulio Cozzoli.<\/div>\n<div>Il centro della piazza \u2012 circondato da diversi edifici tra cui la Torre Normanna, la Torre delle Clarisse e le chiese di Santa Lucia e San Gioacchino \u2012 dapprima spoglio e libero, venne ad assumere un assetto nuovo con la creazione della scultura bronzea realizzata nel 1922 ed inaugurata il 25 settembre 1923. In una foto, che riprende Piazza Cavour da nord-est, al centro di un\u2019aiuola pubblica con piante e fiori si innalza il Monumento ai Caduti: su un\u2019alta base marmorea poggia un soldato morente che, nell\u2019atto di esalare l\u2019ultimo respiro, si accascia aggrappandosi al tricolore ben piantato per terra; si tratta di un\u2019opera straordinaria dell\u2019artista molfettese, soprattutto nella resa plastica del militare colpito a morte che, senza pi\u00f9 forze, si stringe a quell\u2019ideale di un\u2019Italia libera per la quale ha dato la sua stessa vita. Alla base della scultura \u00e8 posta l\u2019iscrizione \u201c1915-1918 Dei suoi figli eroici Terlizzi riconoscente e fiera scolpisce i nomi gloriosi\u201d mentre a lato due lapidi riporta incisi i nomi dei suoi 328 caduti.<\/div>\n<div>La mostra \u201cUna citt\u00e0 in posa. Pietro e Fortunato Tempesta fotografi per diletto\u201d sar\u00e0 visitabile gratuitamente presso la Pinacoteca Michele de Napoli di Terlizzi fino al 22 marzo 2015.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In mostra fino al 22 marzo le foto del monumento ai caduti di G. Cozzoli e dei militari prigionieri adoperati per i \u00a0lavori agricoli durante la Grande Guerra.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2944,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-2943","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2943","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2943"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2943\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2944"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2943"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2943"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2943"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}