{"id":3003,"date":"2015-06-05T22:17:00","date_gmt":"2015-06-05T20:17:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/sarajevo-attende-il-papa-della-fiducia-tra-le-religioni\/"},"modified":"2015-06-05T22:17:00","modified_gmt":"2015-06-05T20:17:00","slug":"sarajevo-attende-il-papa-della-fiducia-tra-le-religioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/sarajevo-attende-il-papa-della-fiducia-tra-le-religioni\/","title":{"rendered":"Sarajevo attende il Papa della fiducia tra le religioni"},"content":{"rendered":"<div>\u201cTutti amano il Papa\u201d: dice Meho, di professione tassista, mentre spinge sull\u2019acceleratore sfrecciando sulla Zmaja od Bosne la lunga arteria, al tempo dell\u2019assedio tristemente nota come il Viale dei Cecchini, e oggi largo viale alberato che porta dentro Sarajevo. Ai lati dello stradone una fila di manifesti raffiguranti Papa Francesco, con le bandiere bosniache e quelle gialle e bianche dello Stato Vaticano. Ovunque si pulisce, si taglia erba, si piantano fiori e si potano alberi. Sarajevo si rif\u00e0 il trucco aspettando Papa Francesco, che arriver\u00e0 il 6 giugno \u201ccome un fratello messaggero di pace\u201d. Tuttavia nessun maquillage potr\u00e0 mai nascondere le ferite ancora aperte di questa terra segnata da una guerra (1992-1995) le cui devastazioni sono ancora ben visibili nei muri dei palazzi crivellati di colpi, nelle \u201crose di Sarajevo\u201d &#8211; crateri a forma di rosa provocati dall\u2019impatto delle granate sull\u2019asfalto, e colorati di rosso per ricordare il sangue di chi vi \u00e8 rimasto ucciso &#8211; e nei cimiteri disseminati dentro la citt\u00e0. Solo il fiume Miljacka continua a scorrere placido mentre frotte di turisti e pellegrini lo attraversano indisturbati diretti chi verso Bascarsija, la citt\u00e0 vecchia, con il suo dedalo di vicoli tra i quali si staglia la Gazi Husrev-begova, la pi\u00f9 grande moschea di Sarajevo e chi verso Ferhadija, l\u2019isola pedonale, luogo di raduno e di \u2018struscio\u2019 giovanile. Nei piccoli negozi di souvenir e tra gli ambulanti sulla strada si notano magliette con l\u2019immagine di Francesco, calamite con i colori della Santa Sede, tazze con l\u2019effige papale e per i pi\u00f9 nostalgici, anche spille con il maresciallo Tito. Oggi \u00e8 previsto il grosso dei pellegrini, oltre 600 bus. Ai bosniaci si aggiungeranno quelli serbi, croati, ungheresi, sloveni, austriaci, tedeschi e anche italiani. L\u2019attesa per l\u2019arrivo del Papa si far\u00e0, cos\u00ec, ancora pi\u00f9 palpabile. Presso la sala stampa, attigua allo stadio Kosevo, dove oltre 60mila pellegrini assisteranno alla messa celebrata dal Papa, sono accreditati 800 giornalisti di varie nazionalit\u00e0.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Sulle 11 ore che Papa Francesco passer\u00e0 a Sarajevo\u00a0<\/strong>&#8211; arrivo alle 9.00 e partenza alle 20.00 &#8211; si appuntano le speranze di un popolo che cerca di risollevarsi da un recente passato di guerra. Bene lo ha capito il Pontefice che nel videomessaggio registrato in preparazione alla visita, aveva ripetuto: \u201cvengo tra voi con l\u2019aiuto di Dio, per confermare nella fede i fedeli cattolici, per sostenere il dialogo ecumenico e interreligioso, e soprattutto per incoraggiare la convivenza pacifica nel vostro Paese\u201d. Ottimista a riguardo si mostra anche monsignor\u00a0<strong>Luigi Pezzuto<\/strong>, nunzio apostolico in Bosnia Erzegovina: \u201cNonostante le difficolt\u00e0 ho una visione speranzosa per questo Paese, vent\u2019anni dopo la guerra. Passi in avanti verso la pace ne sono stati fatti ma non possiamo ancora dire che sia una pace completa e perfetta. \u00c8 in corso un processo di fortificazione della pace, anche perch\u00e9 la gente non vuole pi\u00f9 esperienze di guerra. La Bosnia Erzegovina deve camminare col proprio passo. Noi dobbiamo accompagnarla, senza lasciarla indietro\u201d. \u201cIl Papa &#8211; conclude mons. Pezzuto &#8211; non viene solo per i cattolici ma per incentivare il dialogo tra le varie componenti etniche e religiose che costituiscono la Bosnia. \u00c8 il momento di allargare questo dialogo e di coinvolgere la base. \u00c8 positivo che si intendano i capi, ma coinvolgere la societ\u00e0 civile lo \u00e8 altrettanto\u201d. \u00c8 d\u2019accordo anche\u00a0<strong>Ifet Mustafic<\/strong>, consigliere per le relazioni interreligiose della comunit\u00e0 islamica di Bosnia e Erzegovina. La speranza \u00e8 che la visita di Papa Francesco aiuti a \u201ccostruire la fiducia tra le diverse comunit\u00e0\u201d perch\u00e9 \u201c\u00e8 il tempo di ricominciare a fidarsi gli uni degli altri\u201d. Riprendere fiducia: \u00e8 la grande \u201csfida\u201d che i fedeli musulmani, ortodossi, cattolici e ebrei del Paese devono affrontare promuovendo innanzitutto il dialogo interreligioso. Mustafic fa parte del Consiglio interreligioso, riconosciuto dal governo di Bosnia Erzegovina, che favorisce l\u2019incontro tra i leader cattolici, cristiani, islamici e ebrei e che tratta i rapporti tra le comunit\u00e0 religiose e lo Stato. \u201cOgni passo avanti nel cammino del dialogo \u00e8 una risposta alla sfida in atto\u201d, afferma convinto il consigliere che sar\u00e0 uno dei 50 esponenti della delegazione islamica che parteciperanno domani all\u2019incontro ecumenico e interreligioso con Papa Francesco.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ifet Mustafic, consigliere per le relazioni interreligiose della comunit\u00e0 islamica di Bosnia e Erzegovina: &#8220;\u00c8 il tempo di ricominciare a fidarsi gli uni degli altri&#8221;. 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