{"id":3013,"date":"2015-06-16T17:58:00","date_gmt":"2015-06-16T15:58:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/la-consegna-postale-a-giorni-alterni-penalizza-la-stampa\/"},"modified":"2015-06-16T17:58:00","modified_gmt":"2015-06-16T15:58:00","slug":"la-consegna-postale-a-giorni-alterni-penalizza-la-stampa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/la-consegna-postale-a-giorni-alterni-penalizza-la-stampa\/","title":{"rendered":"La consegna postale a giorni alterni penalizza la stampa"},"content":{"rendered":"<p>\n Costi o investimenti? Quando si parla di conti pubblici, non si sa mai da quale versante guardare le cifre. L\u2019asfaltatura di una strada, la creazione di una nuova rotonda, l\u2019apertura di un ospedale o la ristrutturazione di una scuola, sono tutte opere che comportano oneri a carico dello Stato. Milioni di euro che vanno segnati nelle uscite delle casse pubbliche, ma di certo marcano un pi\u00f9 in qualit\u00e0 della vita, di tutela della salute pubblica, di sicurezza stradale, d\u2019istruzione ed educazione per milioni di bambini e ragazzi.<br \/>\n Lo stesso tipo di domanda sta sorgendo da un po\u2019 di tempo anche per il servizio postale. \u00c8 al vaglio dell\u2019Agcom, l\u2019Autorit\u00e0 per le garanzie nelle comunicazioni, la possibilit\u00e0 di realizzare nel nostro Paese la consegna a domicilio per giorni alterni. Una vera e propria rivoluzione che vedrebbe coinvolti oltre 5.200 comuni su poco pi\u00f9 di 8.000 e coinvolgerebbe oltre 15 milioni di cittadini. A tutta questa gente, secondo questo nuovo ideato per risparmiare sul bilancio di Poste Italiane, la corrispondenza arriverebbe una settimana al luned\u00ec, mercoled\u00ec e venerd\u00ec e la settimana successiva al marted\u00ec e gioved\u00ec.<br \/>\n Detta cos\u00ec, senza declinarla nel concreto, non sembrerebbe neppure un fatto enorme. Ma se si pensa alla consegna a casa degli abbonati dei quotidiani e di periodici, come quelli che aderiscono alla Fisc, veri e propri quotidiani che escono una volta alla settimana, allora si comprende immediatamente la portata di una tale innovazione.<br \/>\n I bilanci dello Stato, lo abbiamo affermato infinite volte, non si compilano solo con le cifre. Lo abbiamo ribadito anche ieri (12 giugno) in un incontro avvenuto a Roma in cui siamo stati ascoltati da alcuni fra i pi\u00f9 stretti collaboratori del nuovo amministratore delegato del gruppo Poste Italiane S.p.A., Francesco Caio. Ci sono voci che non aggiungono dei pi\u00f9 ai ricavi, ma di certo vanno ad aumentare il senso di appartenenza, di solidariet\u00e0, di partecipazione.<br \/>\n L\u2019informazione non \u00e8 bene qualsiasi. Attiene alle basi della democrazia. Deprimerla o bastonarla non aiuta certo la convivenza nelle nostre citt\u00e0 e nei nostri paesi. Significa picchiare, ancora e una volta di pi\u00f9, su quella parte d\u2019Italia che gi\u00e0 vive in periferia e si sente emarginata. Quella parte d\u2019Italia in cui arriva, se e quando arriva, con fatica la Rete. Bene, in un domani assai prossimo, far\u00e0 fatica ad arrivare anche la posta. E senza il servizio universale (la consegna a domicilio 5 giorni su 7) non arriveranno pi\u00f9 tanto facilmente i nostri settimanali e tanti giornali come i nostri.<br \/>\n Si tratta, di certo, di un venir meno di democrazia e di libert\u00e0. Meno informazione significa minore libert\u00e0 di apprendere, secondo diversi punti di vista, i fatti che accadono sia sul territorio sia a livello nazionale e nel mondo. In quest\u2019ottica, il contributo che lo Stato da tempo versa alle Poste per coprire parte dei costi del servizio universale va considerato tra i costi o va inserito tra gli investimenti?<br \/>\n Senza considerare che con l\u2019adozione di questo nuovo piano da parte di Poste, l\u2019Italia rischierebbe una procedura d\u2019infrazione da parte dell\u2019Ue, come sembra sia gi\u00e0 stato anticipato a Poste e all\u2019Agcom in una lettera informale fatta recapitare nei primi giorni di giugno. Lettera che doveva rimanere riservata, ma il cui contenuto \u00e8 stato diffuso dai media.<br \/>\n Se Poste, in vista di un\u2019imminente quotazione in Borsa, \u00e8 rimasta insensibile alle nostre argomentazioni pi\u00f9 sociali e politiche, non potr\u00e0 fare altrettanto il governo. L\u2019intervento, anche in questo caso, attiene alla sfera delle scelte politiche. Quando c\u2019\u00e8 ristrettezza di risorse, occorre agire con responsabilit\u00e0.\u00a0<br \/>\n Non tiene la proposta di applicare la tariffa prioritaria. Proposta provocatoria e fuori mercato, che ha in s\u00e9 gi\u00e0 la risposta negativa. \u00c8 invece il momento di decidere se mantenere in vita le voci del territorio e quelle che favoriscono il pluralismo e la democrazia. Tutto il resto, compresi i bilanci che non tornano, appare solo un\u2019operazione contabile nella quale non si tiene conto del valore di una fitta trama di relazioni che i nostri giornali da oltre un secolo favoriscono. Mentre alcuni sembrano intenzionati a demolire, noi da lunghissimo tempo siamo impegnati a costruire. E finch\u00e9 esisteremo, continueremo in questa direzione.<\/p>\n<p> <em>(*) presidente della Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 al vaglio dell&#39;Agcom la possibilit\u00e0 di realizzare nel nostro Paese la consegna a domicilio per giorni alterni. Una vera e propria rivoluzione con ripercussioni pesantissime per i settimanali diocesani e tanti altri giornali. Si vuole picchiare, ancora e una volta di pi\u00f9, su quella parte d&#39;Italia che gi\u00e0 vive in periferia e si sente emarginata.\u00a0I bilanci non si compilano solo con le cifre. 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