{"id":3041,"date":"2015-06-26T17:20:00","date_gmt":"2015-06-26T15:20:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/lisis-vuole-globalizzare-il-terrore\/"},"modified":"2015-06-26T17:20:00","modified_gmt":"2015-06-26T15:20:00","slug":"lisis-vuole-globalizzare-il-terrore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/lisis-vuole-globalizzare-il-terrore\/","title":{"rendered":"L&#8217;Isis vuole globalizzare il terrore"},"content":{"rendered":"<div style=\"color: rgb(0, 0, 0); font-family: arial; font-size: 15px; line-height: 22px;\">\n Da Grenoble in Francia a Sousse in Tunisia, passando per Somalia e Kuwait City. 26 giugno 2015: una data che rimarr\u00e0 alla storia come il venerd\u00ec nero del terrore globale. Una giornata frenetica, in cui si sono rincorse le notizie, le dirette tv, le dichiarazioni alla stampa di politici e procuratori. Una giornata terribile al termine della quale alla conta dei morti, 96 in totale, non resta che chinare la testa in segno di lutto e fare silenzio. L\u2019Isis ha rivendicato gli attacchi a Sousse e a Kuwait City.<br \/>\n \u00a0<\/div>\n<div style=\"color: rgb(0, 0, 0); font-family: arial; font-size: 15px; line-height: 22px;\"><\/div>\n<div style=\"color: rgb(0, 0, 0); font-family: arial; font-size: 15px; line-height: 22px;\"><strong>Sono le 9 e 50 di mattina quando la Francia<\/strong>\u00a0ripiomba nel suo incubo pi\u00f9 oscuro: il terrorismo di matrice islamica. Sono passati solo cinque mesi dagli attentati di Parigi e questa volta viene preso di mira un impianto di gas industriale, Air Products, a Saint-Quentin-Fallavier, nel Dipartimento di Is\u00e8re, a pochi chilometri da Grenoble e Lione. Non \u00e8 tanto il bilancio dei morti a inquietare gli animi quanto l\u2019efferatezza dell\u2019azione: l\u2019attentatore, Yassin Sahli, dopo aver appiccato un incendio nell\u2019impianto, ha ucciso il suo datore di lavoro e lo ha decapitato. Si sarebbe poi fermato per infilzare la testa sulla recinzione e ha deposto il corpo un po\u2019 pi\u00f9 lontano con accanto una bandiera con scritte in arabo. \u00c8 un\u00a0<strong>Fran\u00e7ois Hollande\u00a0<\/strong>scuro in volto quello che appare alle 12.30 a Bruxelles alla prima conferenza stampa. Il presidente della Repubblica era nella capitale belga per partecipare ad una riunione dei capi di Stato o di governo dell\u2019Ue, indetta per discutere delle \u201csfide in materia di sicurezza\u201d e di lotta al terrorismo. L\u2019attentato in val di Is\u00e8re \u00e8 una doccia fredda. \u00c8 chiaro che quello che \u00e8 accaduto a Grenoble non \u00e8 un attacco alla Francia ma all\u2019Europa intera. \u201cL\u2019emotivit\u00e0 &#8211; ha detto Hollande &#8211; non pu\u00f2 essere la sola risposta. Occorrono azione, prevenzione, dissuasione\u201d. Poi un appello: quello di \u201cessere all\u2019altezza della circostanza\u201d, di \u201cnon cedere alla paura\u201d, non \u201ccreare divisioni inutili, sospetti che sarebbero intollerabili\u201d.<\/div>\n<div style=\"color: rgb(0, 0, 0); font-family: arial; font-size: 15px; line-height: 22px;\"><\/div>\n<div style=\"color: rgb(0, 0, 0); font-family: arial; font-size: 15px; line-height: 22px;\">\n <strong>La Chiesa francese reagisce\u00a0<\/strong>invitando i cattolici alla preghiera. \u00c8 un coro unanime che si alza da tutte le parti. Si unisce anche l\u2019associazione Aiuto alla Chiesa che soffre. \u00c8 monsignor\u00a0<strong>Guy de K\u00e9rimel<\/strong>, vescovo di Grenoble-Vienne, a prendere la parola. \u201cNessuna ideologia, nessuna religione pu\u00f2 legittimare simili barbarie\u201d. Il vescovo ricorda che la giornata di venerd\u00ec cade nel periodo di Ramadan, il mese sacro dei musulmani, dedicato alla preghiera, al digiuno, alla solidariet\u00e0 con il povero. Un mese che dovrebbe aprire alla fraternit\u00e0 e \u201cscacciare dai cuori odio e violenze\u201d. E conclude con un appello a continuare a credere nella convivenza possibile: \u201cGli atti terroristici per quanto mostruosi possano essere, non riusciranno a minare la nostra fiducia nell\u2019amore misericordioso di Dio\u201d. La Grande moschea di Parigi condanna con fermezza la barbarie terrorista e il rettore\u00a0<strong>Dalil Boubakeur\u00a0<\/strong>chiede alla Nazione di non cedere \u201cai rischi degli amalgami che farebbero solo il gioco dei terroristi\u201d.<\/div>\n<div style=\"color: rgb(0, 0, 0); font-family: arial; font-size: 15px; line-height: 22px;\"><\/div>\n<div style=\"color: rgb(0, 0, 0); font-family: arial; font-size: 15px; line-height: 22px;\">\n <strong>Ma la giornata non finisce a Grenoble.<\/strong>\u00a0Passano pochi minuti e nel mirino dei terroristi cade l\u2019hotel Riu Imperial Marhaba di Port El Kantaoui, in Tunisia. Due uomini armati di Kalashnikov a bordo di un gommone sbarcano sulla spiaggia e danno il via alla strage. Sono passati appena tre mesi dall\u2019attentato al museo Bardo di Tunisi e il bilancio anche questa volta \u00e8 pesantissimo: 38 morti. Ma il terrore, in questo venerd\u00ec di Ramadan, \u00e8 globale. E colpisce anche i musulmani. Accade a Kuwait City, dove un uomo \u00e8 entrato in una moschea sciita e si \u00e8 fatto saltare in aria al grido di \u201cAllah \u00e8 grande\u201d, ripetuto tre volte. Nello stesso giorno in Somalia sono pi\u00f9 di 50 i soldati del Burundi uccisi in un attentato sferrato dai miliziani somali di al-Shabaab contro una base militare della missione dell\u2019Union Africana in Somalia (Amisom) a sud di Mogadiscio. Di fronte a tanta efferatezza, l\u2019arcivescovo di Canterbury\u00a0<strong>Justin Welby<\/strong>, capo spirituale degli anglicani nel mondo, invita tutti a non cedere alla logica del terrore. Gli attentati \u201cmirano non solo a distruggere ma a dividere, non solo a terrorizzare ma a toglierci l\u2019impegno degli uni verso gli altri nelle nostre societ\u00e0\u201d.<\/div>\n<div style=\"color: rgb(0, 0, 0); font-family: arial; font-size: 15px; line-height: 22px;\"><\/div>\n<div style=\"color: rgb(0, 0, 0); font-family: arial; font-size: 15px; line-height: 22px;\">\n <strong>Ma c\u2019\u00e8 una correlazione tra quanto \u00e8 successo<\/strong>\u00a0nel mondo in questo venerd\u00ec di Ramadan? Se lo chiede\u00a0<strong>Isabelle de Gaulmyn<\/strong>, giornalista del quotidiano cattolico \u201cLa Croix\u201d. E se formalmente non si pu\u00f2 parlare di un\u2019unica regia, di fatto la \u201cmessa in scena\u201d lascia intravedere, come sempre, una \u201cabilit\u00e0 mediatica agghiacciante\u201d. Tutto sembra essere stato scelto con macabra attenzione ai particolari a partire dalla data e dai luoghi colpiti: una moschea, una zona turistica, un impianto industriale, una base militare. La giornalista francese parla di una \u201cglobalizzazione del terrore\u201d di fronte alla quale occorre un sussulto di solidariet\u00e0 internazionale. Ne hanno dato testimonianza il presidente francese Fran\u00e7ois Hollande e il suo omologo tunisino\u00a0<strong>Beji Ca\u00efd Essebsi<\/strong>, che al termine di questa giornata di lutto e di dolore si sono sentiti ed hanno ribadito in un comunicato congiunto il loro impegno a combattere il flagello del terrore. Due popoli, due nazioni. Uniti per la democrazia e la libert\u00e0.<br \/>\n \u00a0<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Drammatica sequenza di attentati dalla Francia alla Tunisia, dalla Somalia al Kuwait. L\u2019Occidente sotto choc. I cattolici francesi invitati alla preghiera. 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