{"id":3095,"date":"2015-08-31T11:53:00","date_gmt":"2015-08-31T09:53:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/successo-e-sconfitta-del-divorzio-breve-boom-fra-gli-ultrasessantenni\/"},"modified":"2015-08-31T11:53:00","modified_gmt":"2015-08-31T09:53:00","slug":"successo-e-sconfitta-del-divorzio-breve-boom-fra-gli-ultrasessantenni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/successo-e-sconfitta-del-divorzio-breve-boom-fra-gli-ultrasessantenni\/","title":{"rendered":"Successo e sconfitta del divorzio breve. Boom fra gli ultrasessantenni"},"content":{"rendered":"<p>A giudicare dai dati recentemente apparsi sulla stampa, le nuove norme sul divorzio sembrano aver riscosso \u201csuccesso\u201d tra le coppie in crisi (e tra i professionisti del settore). In soli due mesi sarebbero ben 50mila le nuove pratiche di divorzio; di queste, circa il 20% sarebbe costituita da coppie di ultrasessantenni, molte delle quali pronte ad intraprendere una nuova unione.<br \/>\n Partendo proprio da quest\u2019ultimo dato, pi\u00f9 che di successo delle nuove norme sul divorzio breve sarebbe opportuno parlare di vera e propria sconfitta di un\u2019intera generazione, la stessa che sotto l\u2019impeto dei sussulti sessantottini ha inteso togliere il freno a tutto, sotto lo slogan di quel \u201cvietato vietare\u201d e della negazione del senso del limite che ancor oggi sembrano regnare incontrastati nella cultura occidentale. Una sconfitta grave, non priva di conseguenze sulle generazioni successive.<br \/>\n Tralasciando i criticabili toni enfatici con cui tali stime sono state riprese dai quotidiani, non senza quel tocco di superficialit\u00e0 con cui sovente si \u00e8 soliti trattare i temi della famiglia, c\u2019\u00e8 ben poco di cui rallegrarsi. La semplice riduzione dei tempi per ottenere un divorzio quale giustificazione del boom di richieste, lascia sbalorditi per la superficialit\u00e0 dell\u2019analisi sociale, ma deve indurci a riflettere sul tempo che stiamo vivendo e sul valore della posta in gioco.<br \/>\n Il fenomeno \u00e8 trasversale e interessa, purtroppo, sia i credenti sia i non credenti. L\u2019istituto del matrimonio, sempre pi\u00f9 ridotto a sinonimo di convivenza stabile socialmente accettata, sembra aver smarrito il suo senso profondo, da cui discende la sua indissolubilit\u00e0 e unit\u00e0 e, per i credenti, la sua stessa natura sacramentale. Alla radice di questa crisi di senso, come ci ha ricordato Giovanni Paolo II, \u201csta spesso una corruzione dell\u2019idea e dell\u2019esperienza della libert\u00e0, concepita non come capacit\u00e0 di realizzare la verit\u00e0 del progetto di Dio sul matrimonio e la famiglia, ma come autonoma forza di affermazione, non di rado contro gli altri, per il proprio egoistico benessere\u201d (Familiaris Consortio, n, 6).<br \/>\n Nella sua catechesi sulla famiglia, in analogia con i suoi predecessori, anche Papa Francesco si \u00e8 soffermato sulle conseguenze dello \u201csvuotamento dell\u2019amore coniugale\u201d evidenziando che \u201cquando un uomo e una donna che si sono impegnati ad essere una sola carne e a formare una famiglia pensano ossessivamente alle proprie esigenze di libert\u00e0 e di gratificazione, questa distorsione intacca profondamente il cuore e la vita dei figli\u201d con gravi conseguenze sulle relazioni, poich\u00e9 \u201cl\u2019infezione contagia tutti\u201d (udienza generale del 24 giugno 2015).<br \/>\n Le norme sul divorzio breve rappresentano, dunque, una delle tante leggi destinate purtroppo a svilire la dignit\u00e0 dell\u2019amore umano e a svuotare il senso dell\u2019istituto matrimoniale, avallando ed alimentando un equivoco concetto di famiglia che tende a ridurla ad una sfera sempre pi\u00f9 privata e individuale, negandone sia il ruolo sociale che il suo senso \u201cmissionario\u201d, con conseguenze gravi sul piano dei legami sociali e della societ\u00e0 nel suo insieme.<br \/>\n I cristiani \u2013 ci ha recentemente ricordato il Pontefice \u2013 \u201cnon si sposano solo per se stessi: si sposano nel Signore in favore di tutta la comunit\u00e0, dell\u2019intera societ\u00e0\u201d (udienza generale del 29 aprile 2015). Il matrimonio cristiano \u00e8, nello stesso tempo, un atto di fede e di amore che \u201ctestimonia il coraggio di credere alla bellezza dell\u2019atto creatore di Dio e di vivere quell\u2019amore che spinge ad andare sempre oltre, oltre se stessi, e anche oltre la stessa famiglia\u201d (udienza generale del 6 maggio 2015). Come ci insegna San Paolo, l\u2019amore coniugale \u00e8 infatti l\u2019immagine dell\u2019amore tra Cristo e la Chiesa. Gli sposi sono chiamati da Dio a raggiungere l\u2019amore divino attraverso l\u2019amore umano, cooperando con il creatore nella procreazione e nell\u2019educazione dei figli e facendo della propria vita di famiglia una testimonianza concreta di tutte le virt\u00f9 cristiane. Un compito stupendo che grava su ciascun coniuge e che sta a ciascuno riscoprire a valorizzare nel proprio quotidiano, alimentando e tenendo vivo il senso della vocazione matrimoniale.<br \/>\n L\u2019indebolimento del matrimonio finisce, dunque, per indebolire la Chiesa e, con essa, la societ\u00e0 nel suo insieme. Nel matrimonio e nella famiglia, infatti, \u201csi costituisce un complesso di relazioni interpersonali \u2013 nuzialit\u00e0, paternit\u00e0-maternit\u00e0, filiazione, fraternit\u00e0 \u2013 mediante le quali ogni persona umana \u00e8 introdotto nella famiglia umana e nella famiglia di Dio, che \u00e8 la Chiesa\u201d (Familiaris Consortio, n. 15). Per questo, come ci ricorda il Pontefice, essa \u00e8 \u201cpienamente coinvolta nella storia di ogni matrimonio cristiano: si edifica nelle sue riuscite e patisce nei suoi fallimenti\u201d (udienza generale del 29 aprile 2015).<br \/>\n Contro tale rischio, senza mai giudicare e lasciandosi piuttosto guidare dalla misericordia e dalla carit\u00e0, a ciascun credente spetta il compito di aiutare le coppie di sposi ad acquisire e, in alcuni casi, a riscoprire il senso autentico della propria vocazione matrimoniale contro le derive di una cultura individualistica e di una concezione egoistica dell\u2019amore umano incapace di cogliere il senso relazionale dell\u2019esistenza. La difesa del matrimonio \u2013 inteso come vocazione e occasione di santificazione di se stessi e degli altri per mezzo di esso (Lumen Gentium, n. 34) \u2013 cos\u00ec come pure la riaffermazione della sua diversit\u00e0 rispetto a qualsiasi altra forma di unione stabile tra due soggetti, la difesa della centralit\u00e0 della famiglia e della sua soggettivit\u00e0 sociale, si traducono quindi nella promozione di quel modello di sviluppo umano integrale che rappresenta l\u2019unica risposta realmente umana agli squilibri del nostro tempo.<br \/>\n \u00a0<br \/>\n \u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span style=\"line-height: 20.7999992370605px;\">Il fenomeno \u00e8 trasversale e interessa, purtroppo, sia i credenti sia i non credenti. L\u2019istituto del matrimonio, sempre pi\u00f9 ridotto a sinonimo di convivenza stabile socialmente accettata, sembra aver smarrito il suo senso profondo. 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