{"id":3142,"date":"2015-11-02T11:14:00","date_gmt":"2015-11-02T10:14:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/tutti-i-nostri-morti-sono-viventi-in-dio\/"},"modified":"2015-11-02T11:14:00","modified_gmt":"2015-11-02T10:14:00","slug":"tutti-i-nostri-morti-sono-viventi-in-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/tutti-i-nostri-morti-sono-viventi-in-dio\/","title":{"rendered":"Tutti i nostri morti sono viventi in Dio"},"content":{"rendered":"<p>Scaramanzia o rimozione di timori dichiarati o inconsci e, per ci\u00f2 stesso, ingovernabili? Perch\u00e9 il 2 novembre i cimiteri si affollano? Il culto e il rispetto per i morti \u00e8 insito in ogni civilt\u00e0 che tale voglia dirsi e non sia soltanto un branco o un\u2019accozzaglia di individui bruti.<br \/>\n Le modalit\u00e0 del ricordo o della memoria sono ben diverse e caratterizzano i diversi nuclei sociali richiedendo una prassi che, spesso, deve essere rispettata a puntino. Il culto degli antenati ci parla della nostra genesi storica, del divenire della nostra famiglia, in fin dei conti di noi stessi con tutto il cumulo di dna che ci ritroviamo alla nascita e che apprendiamo a gestire nell\u2019esistenza. Il ricordo ritmato da gesti apotropaici, dall\u2019offerta di cibo sul luogo della sepoltura, dal bruciare incenso o dall\u2019offrire fiori, \u00e8 sempre stato considerato un gesto pio, degno di persone che tali desiderino essere considerate.<br \/>\n I mausolei ci parlano di personaggi che nella storia hanno lasciato una traccia, forse anche positiva, mentre i cimiteri celebri sono luoghi visitatissimi per portarsi sulla tomba di quell\u2019illustre che, nella nostra vita e nella nostra cultura, ha lasciato un segno.<br \/>\n Il passaggio per\u00f2 da ricordo, per quanto vivo, a memoria dovrebbe investire il nostro animo e dargli un\u2019altra spinta, aprirlo a uno sguardo diverso.<br \/>\n Portiamoci alla tomba di chi ci ha lasciato, orniamola di fiori oppure, come usano gli ebrei, lasciamoci sopra un sasso. Sostiamo dialogando con il o la defunta ma tutto si riduce a un monologo o a un rimpianto nostalgico.<br \/>\n Il passo da muovere \u00e8 altro: indubbiamente ci troviamo dinanzi a delle spoglie ma lo sguardo del credente pu\u00f2 forare l\u2019impressione reale e giungere fino a chiedersi: dove si trova chi mi ha lasciato, come vive la dimensione che io non conosco ancora ma che, prima o poi, certamente mi attende?<br \/>\n Se la nostra esperienza di Dio \u00e8 autentica, allora chi ci ha lasciato \u00e8 vivente. Certamente non vivo nel senso che si possa toccare, vedere, respirare proprio come me, ma vivente nel senso che la sua dimensione \u00e8 quella eterna che non muta.\u00a0<br \/>\n Non il sonno eterno &#8211; tutto sommato molto inconcludente e noioso &#8211; ma partecipe di quella peculiarit\u00e0 del sonno che ci parla di pace ottenuta, di riposo privo di affanni. Non muta perch\u00e9 non si pu\u00f2 tornare indietro, non si possono riprendere i parametri noti fin dall\u2019infanzia che costituiscono la dinamica personale e sociale.<br \/>\n Il non mutare potrebbe essere apparentato ad una stasi? Ad un livello raggiunto e quindi immobile, circoscritto, finito? Sarebbe davvero angoscioso pensarci cos\u00ec! Finiti a tal punto che ormai tutto \u00e8 irrimediabile e il nostro eros, la nostra capacit\u00e0 di energia che ci anima, ormai ridotta a zero.<br \/>\n Se, tutti quelli che ci hanno preceduto sono viventi, lo sono perch\u00e9 dimorano nel Dio Vivente. Sono partecipi della sua vita, di quel mistero trinitario che sfugge alla nostra razionalit\u00e0 ma ci \u00e8 rivelato in dono gratuito di fede. Quella corrente d\u2019amore fra Padre, Figlio e Spirito Santo che fluisce fuori dal tempo e dalla storia e che ci sar\u00e0 svelata quando anche noi trapasseremo da vivi a viventi.<br \/>\n Per fede sappiamo che siamo stati creati e che la Trinit\u00e0 dimora in noi e non saremo consegnati al nulla, anche se ritorneremo a quella terra da cui siamo stati tratti. Il soffio per\u00f2 che in quel giorno creatore ci \u00e8 stato donato, entrer\u00e0 in quel mistero trinitario per dimorarvi.<br \/>\n Non \u00e8 una costruzione arzigogolata, pensata ad arte per eliminare il timore della fine e neppure un succedaneo alla nostra esperienza vitale.<br \/>\n \u00c8 una partecipazione nuova, inedita, ad un Amore pi\u00f9 grande, Infinito, che per\u00f2 si china su tutte le persone vive e le segue con sguardo di Padre. Chi \u00e8 in Lui, insieme con il Figlio e lo Spirito, ormai condivide il soffio, \u00e8 vivente e poggia il suo sguardo su tutti quelli che gli sono stati vicini e ha amato, prediletto. \u00c8 pronto ad entrare nel loro ciclo vitale affiancandosi al loro passo, a rendersi partecipe di ogni gioia e di ogni sofferenza, indirizzando tutto verso quel traguardo in cui la vita trover\u00e0 la completezza ed entrer\u00e0 nel talamo di quell\u2019Amore che mai si esaurir\u00e0.<br \/>\n Allora non guardiamo ai cadaveri, non guardiamo alle tombe, guardiamo piuttosto ai nostri viventi che ci stanno sempre accanto e ci aiutano a rendere trasparente il nostro sguardo. Non accontentiamoci di gesti usuali ma carichiamoli di un altro significato: andiamo ai nostri viventi e lasciamoci trasportare pi\u00f9 in l\u00e0 della lastra tombale, pi\u00f9 in l\u00e0 dell\u2019apparenza. Nel Soffio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo sono perch\u00e9 dimorano nel Dio Vivente. 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