{"id":3146,"date":"2015-11-09T12:10:00","date_gmt":"2015-11-09T11:10:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/firenze-2015-nosiglia-e-la-citta-il-nostro-campo-di-lavoro\/"},"modified":"2015-11-09T12:10:00","modified_gmt":"2015-11-09T11:10:00","slug":"firenze-2015-nosiglia-e-la-citta-il-nostro-campo-di-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/firenze-2015-nosiglia-e-la-citta-il-nostro-campo-di-lavoro\/","title":{"rendered":"Firenze 2015. Nosiglia: &#8220;\u00c8 la citt\u00e0 il nostro campo di lavoro&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Il Convegno \u00e8 ormai alle porte, mancano pochi giorni all\u2019apertura, in Santa Maria del Fiore, dei lavori \u2013 nel pomeriggio di luned\u00ec 9 novembre (e il giorno successivo sar\u00e0 papa Francesco, con il suo intervento, a offrire le indicazioni \u201cforti\u201d per il Convegno e per la Chiesa italiana). Monsignor <strong>Cesare Nosiglia<\/strong>, arcivescovo di Torino, \u00e8 il presidente del Comitato che in questi anni ha preparato il cammino e la celebrazione del Convegno, dai documenti preparatori alle assemblee diocesane e regionali che ne hanno segnato lo \u201cstile\u201d e le caratteristiche. Con lui ripercorriamo questo cammino, anticipando anche le possibili prospettive che si apriranno per la Chiesa italiana.<br \/>\n \u00a0<br \/>\n <strong>Qual \u00e8 l\u2019Italia che si vedr\u00e0 a Firenze?<\/strong><br \/>\n \u201cIl Convegno rappresenta sicuramente una fotografia fedele e ricca di punti di vista originali del nostro Paese. La presenza capillare della Chiesa sul territorio consegna al Convegno un\u2019immagine complessa e veritiera del cambiamento in atto. E poi c\u2019\u00e8 l\u2019articolazione del \u2018mondo cattolico\u2019 in tutti quei \u2018nodi\u2019 che sono la spina dorsale stessa della societ\u00e0: famiglia, cultura, sistema educativo, giovani, assistenza; e il vasto mondo della solidariet\u00e0 nei confronti delle fasce deboli della popolazione. La Chiesa italiana non \u00e8, in tutti questi campi, solo un erogatore o gestore di servizi: ma \u2013 ed \u00e8 facile constatarlo \u2013 svolge un compito insostituibile di animazione, di \u2018promozione culturale\u2019 in quelle situazioni dove il richiamo ai valori \u00e8 la vera sfida. Pensiamo all\u2019accoglienza di profughi, immigrati, poveri, marginali: le parole e gli esempi del Papa, ripresi dalle Chiese locali, costituiscono una chiara \u2018scelta politica\u2019, oltre che una testimonianza cristiana\u201d.<br \/>\n \u00a0<br \/>\n <strong>Un\u2019Italia da \u201cPaese reale\u201d, che esprime istanze diverse da quelle che vengono interpretate dalla politica o dall\u2019economia?<\/strong><br \/>\n \u201cNo, non c\u2019\u00e8 nessuna contrapposizione. La nostra \u2018partita\u2019 si gioca sulla testimonianza dei valori che la Chiesa vuole vivere: \u00e8 l\u2019annuncio del Vangelo che ci obbliga a coinvolgerci nelle gioie e nelle speranze degli uomini; \u00e8 l\u2019accompagnamento alla nostra gente il terreno su cui lavorare. Un recente sondaggio, commissionato in occasione del convegno nazionale dei Comuni d\u2019Italia tenutosi a Torino nei giorni scorsi, ha evidenziato che i cittadini si aspettano, dai Comuni come dalle istituzioni in genere, una \u2018credibilit\u00e0\u2019 che si fonda sui comportamenti concreti, sulla capacit\u00e0 di \u2018esserci\u2019 l\u00e0 dove ci sono i bisogni veri della gente. Non per niente la \u2018popolarit\u00e0\u2019 dei sindaci, soprattutto nei centri minori, supera quella di ogni altra figura istituzionale\u2026\u201d.<br \/>\n \u00a0<br \/>\n <strong>Quindi le istanze della \u201csociet\u00e0 civile\u201d troveranno spazio anche nel Convegno ecclesiale.<\/strong><br \/>\n \u201cCome potrebbe non essere cos\u00ec? La \u2018citt\u00e0\u2019, intesa nel senso pi\u00f9 ampio del termine, \u00e8 il nostro campo di lavoro. Il confronto, libero e rispettoso, con le culture \u00e8 il metodo con cui siamo chiamati a procedere; e per\u00f2 la testimonianza di una fede viva e attiva, capace di diventare \u2018carit\u00e0\u2019 a servizio dei fratelli \u00e8 ci\u00f2 che deve distinguere il nostro agire, farci \u2018riconoscere\u2019 come cristiani. Il nuovo umanesimo in Ges\u00f9 Cristo che \u00e8 al centro dei nostri lavori parte proprio dalla realt\u00e0 di una societ\u00e0 che non \u00e8 pi\u00f9 n\u00e9 massiva n\u00e9 ideologica ma che, forse proprio per questo, patisce la frammentazione e cerca nei diritti e nelle libert\u00e0 individuali quelle \u2018risposte di senso\u2019 che invece si trovano solo in una prospettiva di vita comunitaria e solidale\u201d.<br \/>\n \u00a0<br \/>\n <strong>Le suggestioni in questa direzione non mancano: in attesa di quanto ci dir\u00e0 Papa Francesco all\u2019apertura del Convegno, abbiamo gi\u00e0 il ricco materiale delle esperienze giunte al Comitato preparatorio e che hanno costituito la sostanza della \u201cTraccia\u201d.<\/strong><br \/>\n \u201cE abbiamo indicazioni magisteriali precise dello stesso Papa Francesco: l\u2019enciclica Laudato si\u2019 propone un quadro amplissimo di attenzioni intorno a quella \u2018ecologia\u2019 che \u00e8 la vita degli uomini su questo pianeta. Anche in questo senso la citt\u00e0 \u00e8 l\u2019icona che ci accompagna: nella trasformazione delle aree urbane sono presenti i grandi fenomeni che caratterizzano questo nostro tempo. Da una parte le metropoli e le megalopoli attirano milioni di persone, soprattutto nel Sud del mondo, in cerca di sopravvivenza; dall\u2019altra, nell\u2019Occidente pi\u00f9 ricco come nelle citt\u00e0 simbolo della modernit\u00e0 (Singapore, Hong Kong, Shanghai, Rio de Janeiro, Dubai\u2026) gli architetti disegnano profili urbani che ci parlano di potenza, di scalata al cielo, di culto della ricchezza, di sfida a superare continuamente se stessi. L\u2019umanesimo che cerchiamo di progettare e testimoniare non \u00e8 una vecchia \u2018via di mezzo\u2019: quel che conta davvero \u00e8 la fedelt\u00e0 all\u2019uomo nel servizio reciproco tra fratelli \u2013 e fratelli sono tutti gli uomini, non solo questi o quei credenti\u201d.<br \/>\n \u00a0<br \/>\n <strong>Il Convegno lavorer\u00e0 sullo schema della \u00abTraccia\u00bb elaborata dal Comitato preparatorio, in cui i 5 ambiti del Convegno di Verona 2006 si incrociano con le 5 vie indicate da papa Francesco nella Evangelii Gaudium.<\/strong><br \/>\n \u201cL\u2019intreccio delle vie con gli ambiti \u00e8 il fulcro e il punto di snodo dell\u2019intero nostro lavoro, sia per la preparazione che per il dopo\u2013Convegno. Perch\u00e9 si tratta di coltivare e valorizzare l\u2019esistente e, al tempo stesso, di compiere quel salto di qualit\u00e0 che il Papa domanda alla Chiesa intera, ma a quella italiana in particolare, per essere pi\u00f9 presente ed efficace nell\u2019annuncio \u2018ai poveri e agli ultimi\u2019, come chiede il Vangelo. Al centro del Convegno c\u2019\u00e8 la \u2018mobilitazione\u2019 per una Chiesa nuova, pi\u00f9 snella, pronta, attenta, e anche trasparente. E c\u2019\u00e8 l\u2019impegno per \u2018smobilitare\u2019 quanto ormai non \u00e8 pi\u00f9 sostenibile in termini di vecchie strutture e, pi\u00f9 ancora, di impostazioni pastorali non pi\u00f9 adeguate. Una volta di pi\u00f9 la fedelt\u00e0 al Vangelo ci chiede \u2018conversione\u2019, capacit\u00e0 di abbandonare le nostre abitudini consolidate per andare verso un \u2018nuovo\u2019 che magari non controlliamo perfettamente ma che rappresenta davvero l\u2019avvenire\u201d.<br \/>\n \u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span style=\"line-height: 20.8px;\">Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino e presidente del Comitato preparatorio del Convegno: \u201cL\u2019umanesimo che cerchiamo di progettare e testimoniare non \u00e8 una vecchia \u2018via di mezzo\u2019: quel che conta davvero \u00e8 la fedelt\u00e0 all\u2019uomo nel servizio reciproco tra fratelli\u00a0\u2013 e fratelli sono tutti gli uomini, non solo questi o quei credenti\u201d. 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