{"id":3270,"date":"2016-06-20T15:32:00","date_gmt":"2016-06-20T13:32:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/obolo-di-san-pietro-unoccasione-per-ritrovare-la-gioia-di-donare\/"},"modified":"2016-06-20T15:32:00","modified_gmt":"2016-06-20T13:32:00","slug":"obolo-di-san-pietro-unoccasione-per-ritrovare-la-gioia-di-donare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/obolo-di-san-pietro-unoccasione-per-ritrovare-la-gioia-di-donare\/","title":{"rendered":"Obolo di San Pietro: un&#8217;occasione per ritrovare la gioia di donare"},"content":{"rendered":"<p>Una pratica molto antica che arriva fino ad oggi. \u00c8 l\u2019Obolo di San Pietro, la colletta che si svolge in tutto il mondo cattolico, per lo pi\u00f9 il 29 giugno o la domenica pi\u00f9 vicina alla Solennit\u00e0 dei Santi Apostoli Pietro e Paolo (quest\u2019anno il 26 giugno). La colletta, come viene spiegato sul sito ufficiale, rimanda alle origini del cristianesimo, quando vengono sostenuti materialmente &#8220;coloro che hanno la missione di annunciare il Vangelo, perch\u00e9 possano impegnarsi interamente nel loro ministero, prendendosi cura dei pi\u00f9 bisognosi&#8221;. \u00c8 quanto sottolinea anche monsignor <strong>Giovanni Angelo Becciu<\/strong>, sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato della Santa Sede. Lo abbiamo incontrato alla vigilia di questo appuntamento, conosciuto come Giornata per la carit\u00e0 del Papa<br \/>\n \u00a0<br \/>\n <strong>Eccellenza, l\u2019Obolo di San Pietro \u00e8 una pratica molto antica che rimanda alle origini del cristianesimo. Quali sono i motivi che la rendono ancora attuale?<\/strong><br \/>\n Direi gli stessi di un tempo, fondamentalmente due: offrire un sostegno materiale a chi vive per annunciare il Vangelo, quindi alle necessit\u00e0 dell\u2019apostolato, comprese anche le attivit\u00e0 della Santa Sede; e prendersi cura dei pi\u00f9 bisognosi, che purtroppo non mancano mai, non solo vicino a noi, ma anche in tanti contesti di sofferenza, spesso dimenticati.<br \/>\n \u00a0<br \/>\n <strong>Qual \u00e8 il senso spirituale ed ecclesiale della Giornata per la carit\u00e0 del Papa?<\/strong><br \/>\n Oltre alla carit\u00e0, che parla gi\u00e0 da s\u00e9, c\u2019\u00e8, come lei ha detto, un importante significato ecclesiale: non si tratta solo di dare un aiuto a chi ne ha bisogno o una mano a chi fa del bene, ma di farlo come Chiesa. Partecipare alla carit\u00e0 del Papa \u00e8 un gesto fortemente simbolico, perch\u00e9 manifesta la vicinanza delle comunit\u00e0 e dei fedeli al Papa, la partecipazione alla sua sollecitudine. \u00c8 un segno, semplice e antico, di unit\u00e0 nell\u2019amore. Per questo \u00e8 e dev\u2019essere, com\u2019era anche nella Chiesa delle origini, un gesto spontaneo. Mi piace anche ricordare che l\u2019obolo avviene attorno alla solennit\u00e0 di San Pietro: \u00e8, in fondo, il \u201cregalo\u201d delle Chiese al Successore di Pietro, che non lo tiene per s\u00e9, ma a sua volta lo distribuisce secondo i bisogni delle Chiese e dei poveri.<br \/>\n \u00a0<br \/>\n <strong>Una nota particolare viene data a questo appuntamento annuale dal Giubileo della misericordia che stiamo vivendo. In tale senso \u00e8 efficace lo slogan scelto dalla Conferenza episcopale italiana per la Giornata del 26 giugno: \u201cApriamo i cuori alla misericordia\u201d. Ma \u00e8 possibile coniugare carit\u00e0 e misericordia? E in che modo?<\/strong><br \/>\n Direi che sono gi\u00e0 coniugate, sono strettamente apparentate: la misericordia indica un cuore aperto, che non rimane chiuso in se stesso, un cuore che sa abbassarsi, sa chinarsi verso le miserie, come fa Dio con noi. La carit\u00e0 nasce da qui, come un buon gesto viene da un buon cuore, come un sorriso dalla gioia. Il Papa ci ricorda pi\u00f9 volte che, per essere vera, la carit\u00e0 deve essere concreta. Vuol dire che non pu\u00f2 fermarsi al pensiero o al sentimento, ma deve raggiungere pure le tasche! E vuol dire anche, soprattutto oggi, che le opere di carit\u00e0 devono essere sapientemente pensate e ben gestite, per arrivare veramente a chi ha bisogno, senza sprechi.<br \/>\n \u00a0<br \/>\n <strong>Sono molto frequenti i richiami del Papa a non volgere lo sguardo altrove rispetto alle situazione di povert\u00e0, esclusione e disagio. Molto spesso per\u00f2 non vengono colti appieno. Frequenti, infatti, sono le \u201caccuse\u201d di pauperismo, populismo, peronismo. Perch\u00e9 tutto questo?<\/strong><br \/>\n Mi verrebbe da dire che la prima reazione, quando un invito \u00e8 scomodo e fa pensare, \u00e8 proprio quella di muovere qualche critica un po\u2019 stizzita che poi alla fine, se ci pensiamo, sa spesso di astratto, di ideologico, di partitico, e soprattutto non aiuta. Credo che in questi casi la cosa pi\u00f9 importante sia davvero andare oltre e non lasciarsi amareggiare: si sa che \u201ctrovare la pagliuzza nell\u2019occhio del fratello\u201d \u00e8 uno degli sport pi\u00f9 diffusi al mondo. Ebbene, la Chiesa \u00e8 chiamata a non fare cos\u00ec, ma ad andare avanti nel bene con fiducia, guardando solo al Vangelo e non ad altro, nemmeno ai propri ritorni di immagine.<br \/>\n \u00a0<br \/>\n <strong>Alle parole e alle denunce, infatti, il Papa aggiunge l\u2019esempio concreto: basta pensare alla visita a Lesbo e al gesto di accoglienza nei confronti dei rifugiati accompagnando a Roma con il suo stesso aereo tre famiglie siriane.<\/strong><br \/>\n S\u00ec, ma, conoscendolo un poco, direi che proprio non gli interessa farlo per \u201cstrategia mediatica\u201d. Lo fa, e credo che la gente lo veda, con naturalezza, in modo direi connaturale, unendo spontaneamente quello che crede e quello che fa. Mi viene in mente un\u2019espressione di Papa Benedetto: \u201cIl programma del cristiano \u00e8 un cuore che vede\u201d. Non \u00e8 un fuoco d\u2019artificio pubblicitario, ma uno sguardo che vede i bisogni e un cuore che si d\u00e0 da fare, senza bisogno dell\u2019approvazione altrui, e senza volerla ricercare.<br \/>\n \u00a0<br \/>\n <strong>Nepal, Repubblica Centrafricana, Kenya, Uganda, Niger&#8230; Sono alcuni Paesi su cui si \u00e8 intervenuti nel 2015 con le offerte giunte da tutto il mondo all\u2019Obolo. Senza dimenticare i cristiani perseguitati nelle guerre e i poveri della citt\u00e0 di Roma. Insomma non conosce confini la carit\u00e0 del Papa?<\/strong><br \/>\n Non deve conoscerne! Un aspetto molto importante \u00e8 essere presenti soprattutto presso le realt\u00e0 che vengono dimenticate troppo in fretta. Da molte parti del mondo, senza clamore mediatico, giungono al Papa accorate richieste e grida di aiuto. Bisogna prestarvi attenzione. Si fa presto oggi a scordarsi di quello che succede nel mondo, presi dalla curiosit\u00e0 per le ultime novit\u00e0 di casa nostra. La missione del Papa e della Chiesa, invece, \u00e8 proprio quella di abbracciare tutti, in particolare i pi\u00f9 dimenticati e lontani, che purtroppo non hanno risalto sulle prime pagine di tanti media.<br \/>\n \u00a0<br \/>\n <strong>Qual \u00e8 il suo auspicio e il suo appello per la raccolta del 2016?<\/strong><br \/>\n Vorrei far mio quel che scriveva san Paolo, quando chiedeva di contribuire a una colletta per la Chiesa: pi\u00f9 che fare propaganda o inseguire il risultato, dava valore al gesto, dicendo che \u201cDio ama chi dona con gioia\u201d. Ecco, il mio auspicio \u00e8 che l\u2019obolo di quest\u2019anno sia un\u2019occasione concreta per ritrovare la gioia pura e semplice di donare.<\/p>\n<p> Vincenzo Corrado (Sir)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una pratica molto antica che arriva fino ad oggi. \u00c8 l\u2019Obolo di San Pietro, la colletta che si svolge in tutto il mondo cattolico, per lo pi\u00f9 il 29 giugno o la domenica pi\u00f9 vicina alla Solennit\u00e0 dei Santi Apostoli Pietro e Paolo (quest\u2019anno il 26 giugno). 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