{"id":3272,"date":"2016-07-02T17:47:00","date_gmt":"2016-07-02T15:47:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/bangladesh-attacco-a-dacca-cittadini-stranieri-nel-mirino-sale-la-paura-delle-minoranze-religiose-del-paese\/"},"modified":"2016-07-02T17:47:00","modified_gmt":"2016-07-02T15:47:00","slug":"bangladesh-attacco-a-dacca-cittadini-stranieri-nel-mirino-sale-la-paura-delle-minoranze-religiose-del-paese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/bangladesh-attacco-a-dacca-cittadini-stranieri-nel-mirino-sale-la-paura-delle-minoranze-religiose-del-paese\/","title":{"rendered":"Bangladesh: attacco a Dacca. Cittadini stranieri nel mirino. Sale la paura delle minoranze religiose del Paese"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u201cAtti barbari, offese contro Dio e l\u2019umanit\u00e0\u201d:<\/strong>\u00a0sono le parole con cui\u00a0<strong>Papa Francesco\u00a0<\/strong>ha condannato la strage di Dacca, in Bangladesh. Un commando terrorista dell\u2019Isis, la sera del 1\u00b0 luglio, \u00e8 penetrato nel ristorante \u201cHoley Artisan Bakery\u201d, distante solo poche centinaia di metri dalle rappresentanze estere site a Gulshan, il quartiere diplomatico della capitale del Bangladesh. Quasi un affronto alle forze di sicurezza locali che quotidianamente presidiano la zona, ritenuta tra le pi\u00f9 protette della citt\u00e0. Venti i morti, di cui 9 italiani, secondo quanto riferito da Shahab Uddin, portavoce dell\u2019esercito bengalese: \u201cVenti civili, tutti stranieri, per la maggior parte italiani e giapponesi\u201d. Sconcertanti le testimonianze di chi \u00e8 sopravvissuto alla mattanza, condotta anche a colpi di machete, prima che questa finisse sotto i colpi delle forze speciali dell\u2019esercito. Quattro ore di spari, esplosioni e raffiche, prima di dichiarare la fine dell\u2019emergenza e cominciare la triste conta dei morti e dei sopravvissuti. \u201cUna violenza insensata perpetrata contro vittime innocenti\u201d si legge nel telegramma di Papa Francesco indirizzato all\u2019arcidiocesi di Dacca, attraverso il segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin.<\/p>\n<p> <strong>A seguire in tv le fasi della trattativa<\/strong>\u00a0con i terroristi e poi del blitz delle forze speciali all\u2019\u201cHoley Artisan Bakery\u201d anche l\u2019arcivescovo di Dacca, monsignor\u00a0<strong>Patrick D\u2019Rozario<\/strong>, che in una dichiarazione resa al Sir ha parlato di \u201cintero Paese sotto shock. Mentre seguivo le notizie in tv pregavo per coloro che erano stati sequestrati nel locale. Siamo scioccati perch\u00e9 \u00e8 la prima volta che un fatto simile, estraneo alla nostra cultura, accade nella storia del\u00a0 Paese\u201d. Il presule ha espresso la sua vicinanza e preghiera alle vittime e ai loro familiari e ha esortato i leader del Paese ad \u201cadottare ogni misura possibile a loro disposizione per proteggere tutte le persone senza distinzione di nazionalit\u00e0, casta e credo\u201d.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cIl terrorismo\u00a0alimenta il terrorismo. La sua radice deve essere affrontata con onest\u00e0, sincerit\u00e0 e coraggio\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p> <strong>\u201cOggi il mondo si accorge del Bangladesh<\/strong>\u00a0\u2013 \u00e8\u00a0l\u2019amaro commento di un\u00a0<strong>missionario del Pime<\/strong>, anonimo per motivi di sicurezza \u2013 un Paese con poche risorse e per questo lasciato ai margini della comunit\u00e0 internazionale. Triste dirlo ma purtroppo \u00e8 cos\u00ec\u201d. Le sirene dello Stato islamico si sentono forte anche in Bangladesh come testimonia l\u2019arruolamento di diversi bengalesi in Siria nelle milizie del Califfo, e ci\u00f2 nonostante il Governo punisca il reclutamento di jihadisti. Il Paese asiatico \u00e8 la terza economia nell\u2019Asia del Sud, dopo India e Pakistan. Con i suoi 171 milioni di abitanti (90% musulmani) \u00e8 il terzo Paese pi\u00f9 popoloso a maggioranza musulmana. Quasi inevitabile una deriva integralista come testimoniano gli attacchi alle minoranze religiose, ind\u00f9, buddiste e cristiane. E adesso anche i cittadini stranieri sono entrati nel mirino della fazione Jamaat-e-Islami, affiliata all\u2019Isis, che prontamente il 1\u00b0 luglio ha rivendicato la strage. La\u00a0filiale bengalese dell\u2019Isis si \u00e8 macchiata di oltre venti omicidi nel Paese nel giro di un anno e mezzo. Si alza il livello della violenza. \u201cSiamo davanti ad un attacco pianificato e organizzato ben diverso da quelli avvenuti in passato che sembravano, per modalit\u00e0, condotti da piccoli gruppi di estremisti poco organizzati \u2013 spiega la fonte del Pime \u2013 la sensazione \u00e8 che questa strage sia avvenuta anche con un concorso esterno. Questo attentato cambia la situazione della sicurezza anche perch\u00e9 ha colpito la zona delle ambasciate, quella reputata pi\u00f9 protetta. C\u2019\u00e8 da essere preoccupati\u201d. \u201cQuesti attacchi danno visibilit\u00e0 e risonanza mediatica ai terroristi\u201d come accadde per l\u2019assassinio del cooperante italiano Cesare Tavella il 28 settembre del 2015, oppure per il ferimento del missionario padre Piero Parolari, il 18 novembre 2015 a\u00a0Dinajpur, a 400 km da Dacca. \u201cIl ristorante attaccato solitamente cucina anche cibo italiano e la presenza di nostri connazionali era prevedibile, cos\u00ec come quella di tanti altri stranieri.<\/p>\n<p> <span style=\"color:#FF0000;\"><strong><cite>Colpendo\u00a0gente straniera\u00a0i terroristi si sono assicurati una risonanza mediatica che non avrebbero avuto se avessero fatto strage solo di locali come solitamente accade nel Paese.<\/cite><\/strong><\/span><\/p>\n<p> Proprio di recente un capo della polizia locale era stato ucciso in un agguato, ultimo di una lunga serie di attentati contro persone reputate nemiche e contro personalit\u00e0 delle minoranze religiose\u201d. \u201cDopo l\u2019agguato a padre Parolari i nostri missionari operanti nel nord sono sotto scorta\u201d, dice la fonte del Pime, che ribadisce: \u201cLe minoranze religiose sono da tempo sotto pressione. Due giorni fa hanno colpito un prete ind\u00f9. Lo scorso dicembre le forze di polizia hanno sventato un attentato contro chiese cattoliche e cristiane della capitale\u201d. \u201cIo e i miei confratelli \u2013 conclude la fonte \u2013 siamo concordi nel dire che questo attacco \u00e8 anche una reazione all\u2019arresto da parte della polizia di centinaia di estremisti islamici, e la loro dimostrazione che sono ancora attivi e operativi\u201d. Con la strage di Dacca, adesso la preoccupazione sale. Ne \u00e8 certo anche padre\u00a0<strong>Dilip Costa<\/strong>, direttore del Pontificie Opere Missionarie in Bangladesh: \u201cLa situazione che viviamo \u00e8 davvero difficile. \u00c8 vero che la maggior parte dei musulmani condanna atti come questo e che i gruppi radicali sono minoritari\u201d. Ma non basta.<\/p>\n<p> <strong><span style=\"color:#FF0000;\"><cite>\u201cIl governo dice di fare del suo meglio, ma evidentemente non \u00e8 abbastanza per fermarli. Tutte le minoranze vivono in uno stato di paura e non sappiamo dove questa precaria situazione condurr\u00e0 la nazione\u201d.<\/cite><\/span><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venti morti, nove le vittime italiane accertate: \u00e8 il gravissimo bilancio dell&#39;attacco sferrato dall&#39;Isis a un ristorante nel quartiere diplomatico di Dacca, la capitale del Bangladesh, Paese a stragrande maggioranza islamica, gi\u00e0 segnato da una lunga scia di attentati soprattutto contro le minoranze religiose. Con la strage del 1\u00b0 luglio &#8220;il mondo ha scoperto il Bangladesh, Paese povero di risorse&#8221; \u00e8 l&#39;amaro commento di un missionario del Pime. E adesso sale ancora di pi\u00f9 la preoccupazione. La condanna del Papa e l&#39;appello della Chiesa locale alle Istituzioni:\u00a0&#8220;Adottare ogni misura possibile per proteggere tutte le persone senza distinzione di nazionalit\u00e0, casta e credo&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3273,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-3272","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3272","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3272"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3272\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3273"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3272"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3272"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3272"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}