{"id":3341,"date":"2016-11-03T07:08:00","date_gmt":"2016-11-03T06:08:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/red-it-parliamo-di-referendum-ad-un-mese-dal-voto\/"},"modified":"2016-11-03T07:08:00","modified_gmt":"2016-11-03T06:08:00","slug":"red-it-parliamo-di-referendum-ad-un-mese-dal-voto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/red-it-parliamo-di-referendum-ad-un-mese-dal-voto\/","title":{"rendered":"Red.it. Parliamo di referendum ad un mese dal voto"},"content":{"rendered":"<div>Parte una nuova esperienza promossa dalla redazione di Luce e Vita: Red.it: redazioni itineranti. Incontri di redazione monotematici da svolgersi non in sede ma presso parrocchie, associazioni, territorio&#8230; allo scopo di affrontare temi particolari, di natura ecclesiale, sociale, culturale, politica\u2026 Insomma dei laboratori di pensiero per esercitare maggiormente la funzione di animazione culturale propria del giornale, a partire dalle sue pagine.<br \/>\n La prima esperienza sar\u00e0 dedicata al prossimo referendum e si svolger\u00e0 nella struttura della parrocchia Immacolata di Molfetta, venerd\u00ec 4 novembre 2016, alle ore 19,30. L\u2019incontro, voluto e concordato con il parroco<strong> don Nicol\u00f2 Tempesta<\/strong>, avr\u00e0 come base della discussione l\u2019ampia scheda pubblicata nel paginone di Luce e Vita n.36 del 30 ottobre (riportato di seguito)a cura del\u00a0<strong>dott. Enzo Zanzarella<\/strong>.<br \/>\n Sr\u00e0 proprio lui a presentarla ai presenti e farne oggetto di discussione.<\/div>\n<div>L\u2019incontro \u00e8 aperto a tutti.<br \/>\n \u00a0<\/p>\n<div>Il prossimo 4 Dicembre gli italiani sono chiamati a recarsi alle urne per confermare o no una riforma della Costituzione proposta dall\u2019attuale Governo e gi\u00e0 votata da Camera e Senato a maggioranze semplici. Se ciascuna Camera, ad aprile 2016, avesse votato con maggioranze rafforzate dei 2\/3, non si sarebbe verificata la possibilit\u00e0 di chiedere il referendum e gli Italiani non sarebbero stati coinvolti nella terza tornata elettorale di quest\u2019anno, la prima in aprile con il referendum sulle trivelle e la seconda in giugno con le elezioni amministrative.<\/div>\n<div>Il referendum costituzionale sar\u00e0 valido con qualunque numero di elettori e con qualunque maggioranza di opzione.<\/div>\n<div><strong>Caratteristiche fondamentali della riforma costituzionale<\/strong><\/div>\n<div>La riforma non tocca la Parte prima della Costituzione, molto cara alla tradizione democratica dell\u2019Italia post guerra e post fascismo, dedicata ai principi generali e contenente i diritti e i doveri dei cittadini.<\/div>\n<div>La riforma riguarda, invece, la Parte seconda della Costituzione, relativa agli organismi e alle modalit\u00e0 di esercizio del potere democratico, sulla quale in passato il Parlamento \u00e8 gi\u00e0 intervenuto con importanti innovazioni come, ad esempio, quella di forte impatto del 2001 sull\u2019ampliamento del potere legislativo delle Regioni e sulla maggiore autonomia di Province e Comuni. Significativa \u00e8 la costatazione che il Parlamento, nella storia della Repubblica, ha modificato la Costituzione ben sedici volte; solo due sono stati i precedenti referendum costituzionali: il primo per la riforma del 2001 poi approvata dal popolo, il secondo nel 2006 con una netta disapprovazione dell\u2019elettorato verso la nascita di una repubblica federale e l\u2019aumento dei poteri del Governo, riforma quindi non approvata.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Caratteri positivi e negativi della riforma<\/strong><\/div>\n<div>La modifica alla Costituzione del 2016, 17ma nell\u2019ordine, se in alcune sue parti (ad esempio, per quanto riguarda l\u2019abolizione del CNEL) costituisce un aggiornamento della Costituzione del 1948 conforme a successivi mutamenti storici e politici, in altre (soprattutto per la composizione del Senato, per il riparto delle competenze legislative e per le procedure di formazione delle leggi), si presenta come un vero progetto di riforma dal quale emerge un volto nuovo di Repubblica, fondata sul potenziamento del ruolo dell\u2019esecutivo e sul recupero di centralit\u00e0 dello Stato, in quanto le urgenze economiche di questi anni e le implicazioni tanto europee quanto internazionali richiedono maggiore stabilit\u00e0 di governo, purtroppo raramente realizzatasi. Inoltre, con la riduzione del numero dei membri del Senato, con la riduzione delle indennit\u00e0 per cariche politiche e con l\u2019eliminazione di Istituzioni storicamente superate, si verificheranno risparmi economici, sulla cui entit\u00e0 si discute ma nessuno nega.<\/div>\n<div>Nel metodo e nel merito della riforma, sembra che il progetto non sia sorretto da una movimentazione politica e culturale di base e non provenga da una approfondita riflessione democratica; infatti, come anche dimostrato dalla costruzione di articoli complessi, \u201carzigogolati\u201d, di difficile lettura e comprensione e, soprattutto, come dimostrato dal forte sostegno che il Governo sta dando, il progetto appare una scelta di sopravvivenza legata al presente e non un investimento proiettato verso il futuro democratico della Nazione.<\/div>\n<div><strong>Effetti del referendum<\/strong><\/div>\n<div><strong><em>Se vince il SI<\/em><\/strong> la riforma votata dal Parlamento, peraltro gi\u00e0 pubblicata in Gazzetta Ufficiale ma sospesa nell\u2019applicazione, trova conferma e diviene efficace.<\/div>\n<div><strong><em>Se vince il NO<\/em><\/strong>, la riforma approvata non diventa efficace e il Governo, ovvero i gruppi politici parlamentari, potranno esaminare una nuova proposta di riforma. Ovvero anche la medesima sottoposta a referendum ma non confermata, il che crea distorsioni politiche ma non \u00e8 tecnicamente escluso.<\/div>\n<div>Anche il popolo pu\u00f2 proporre leggi di revisione costituzionale, presentando una proposta sostenuta da 50 mila firme, evento di difficile attuazione anche perch\u00e9 il Parlamento, attualmente, non \u00e8 obbligato a prenderla in considerazione.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n <strong>Cosa cambia?<\/strong><\/div>\n<div><em><strong>Composizione della Camera dei Deputati e del Senato<\/strong><\/em><\/div>\n<div><strong><em>Camera<\/em>.<\/strong> Non cambia la composizione di 630 membri eletti a suffragio universale. La durata rimarr\u00e0 quinquennale.<\/div>\n<div><strong><em>Senato<\/em><\/strong>. Il numero dei membri si riduce dagli attuali 315 a 100, di cui 95 eletti dai consigli regionali (74 consiglieri e 21 sindaci) e 5 nominati dal Capo dello Stato, non pi\u00f9 a vita ma per massimo 7 anni. I 95 senatori verranno ripartiti tra le varie Regioni d\u2019Italia in base al peso demografico e rispecchieranno la geografia politica dei consigli regionali eletti; ogni Regione avr\u00e0 minimo 2 senatori ed almeno uno di essi dovr\u00e0 essere un sindaco. Essi dureranno in carica, singolarmente, in corrispondenza alla durata dei consigli regionali e comunali di provenienza. Pertanto, sar\u00e0 un organismo non a scadenza ma a ricambio continuo.<\/div>\n<div>I membri del nuovo Senato godranno di immunit\u00e0 identiche a quelle previste per i deputati: non potranno essere sottoposti ad intercettazione o all\u2019arresto senza l\u2019autorizzazione dello stesso Senato. Attualmente possono diventare senatori cittadini con minimo 40 anni e possono votarli cittadini con minimo 25 anni. Con la riforma, gli sbarramenti verranno eliminati.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Parit\u00e0 di genere<\/strong><\/div>\n<div>La parit\u00e0 di genere nelle Camere e nelle Regioni viene stabilita costituzionalmente, con obbligo di provvedervi attraverso leggi adeguate.\u00a0<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Funzioni fondamentali di Camera e Senato<\/strong><\/div>\n<div><em><strong>Camera<\/strong><\/em>: manterr\u00e0 la funzione fondamentale dell\u2019approvazione di leggi; soltanto ad essa spetter\u00e0 votare la fiducia al Governo e deliberare, a maggioranza assoluta, lo stato di guerra.<\/div>\n<div><em><strong>Senato:<\/strong><\/em> avr\u00e0 funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri enti della Repubblica (Comuni, Citt\u00e0 Metropolitane, Regioni); funzioni di valutazione delle politiche pubbliche e dell\u2019attivit\u00e0 delle amministrazioni pubbliche, compiti di verifica dell\u2019impatto delle politiche europee sui territori, espressione di pareri sulle nomine di competenza del Governo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Formazione delle leggi<\/strong><\/div>\n<div>Viene meno il bicameralismo perfetto, in cui attualmente le due Camere sono totalmente equivalenti nella funzione legislativa in quanto una qualunque nuova legge, per essere approvata, deve essere approvata nell\u2019identico testo dai due rami del Parlamento.<\/div>\n<div>Il bicameralismo verr\u00e0 mantenuto solo per alcune materie: rapporti tra Stato e Unione Europea, revisione costituzionale, tutela delle minoranze linguistiche, referendum, ordinamento e funzionamento di Regioni, Comuni e Citt\u00e0 metropolitane, sistema elettorale, attribuzione di ulteriore autonomia alle Regioni.<\/div>\n<div><strong><em>Camera:<\/em><\/strong> in essa sar\u00e0 avviato il procedimento di approvazione di una nuova legge.<\/div>\n<div><em><strong>Senato<\/strong><\/em>: potr\u00e0 proporre modifiche alle leggi di bilancio entro 15 giorni. Le proposte di legge non sottoposte al bicameralismo saranno immediatamente trasmesse al Senato che, entro 10 giorni e su richiesta di 1\/3 dei suoi componenti, potr\u00e0 chiedere alla Camera di apportare modifiche, deliberandole entro i successivi 30 giorni. La Camera adotter\u00e0 in via definitiva la proposta di legge, anche ignorando le modifiche proposte dal Senato.<\/div>\n<div>Su una proposta di legge non bicamerale pu\u00f2 essere apposta, su proposta del Governo, la \u201cclausola di supremazia\u201d che la rende differenziata perch\u00e9 caratterizzata dalla necessit\u00e0 di salvaguardare l\u2019unit\u00e0 giuridica ed economica del Paese; eventuali modifiche proposte dal Senato a maggioranza assoluta potranno essere superate dalla Camera soltanto a maggioranza assoluta. I decreti legge dovranno contenere misure di immediata applicazione e di contenuto specifico, omogeneo e corrispondente al titolo, quindi non pi\u00f9 discipline tra le pi\u00f9 disparate, come tuttora avviene.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Tempi abbreviati per la approvazione di disegni di legge<\/strong><\/div>\n<div>Il Governo potr\u00e0 chiedere alla Camera una \u201cvia preferenziale\u201d per l\u2019approvazione di un disegno di legge, quando sia essenziale per l\u2019attuazione del programma di governo. La Camera potr\u00e0 accogliere la richiesta entro 5 giorni e, se lo fa, dovr\u00e0 procedere alla discussione e all\u2019approvazione entro 70 giorni (con massimo 15 giorni di rinvio). Questa possibilit\u00e0 non \u00e8 prevista per una serie di leggi essenziali e non discutibili in tempi brevi (in particolare: le leggi elettorali, la ratifica dei trattati internazionali, le leggi di amnistia e indulto, le leggi di bilancio).\u00a0<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Riparto competenze legislative tra Stato e Regioni<\/strong><\/div>\n<div>Attualmente, le competenze legislative dello Stato e delle Regioni sono suddivise in due categorie: competenze esclusive riguardanti solo lo Stato o solo le Regioni, e competenze concorrenti, cio\u00e8 leggi di competenza delle Regioni entro i principi fondamentali dettati dallo Stato.\u00a0<\/div>\n<div>La Riforma elimina la competenza concorrente per sostituirla con la clausola di supremazia, in base alla quale una legge dello Stato (su proposta del Governo) potr\u00e0 essere giustificata da esigenze di tutela dell\u2019unit\u00e0 giuridica o economica della Repubblica ovvero di tutela dell\u2019interesse nazionale, per cui verrebbe avocata allo Stato (seppure non di competenza esclusiva di quest\u2019ultimo) per poi percorrere una corsia preferenziale sui tempi di approvazione.\u00a0<\/div>\n<div>Inoltre, viene introdotto il cosiddetto regionalismo differenziato: alle Regioni (tranne quelle a Statuto Speciale e alle Province Autonome di Trento e Bolzano) potranno essere attribuite particolari forme di autonomia, a condizione che presentino un equilibrio di bilancio tra le entrate e le spese.<\/div>\n<div>La legge di introduzione del regionalismo differenziato deve essere approvata da entrambe le Camere, oltre a necessitare un continuo dialogo tra Stato e Regione interessata.\u00a0<\/div>\n<div>La riforma rafforza le competenze dello Stato in alcune materie importanti come le politiche attive del lavoro, la concorrenza e le infrastrutture strategiche.<\/div>\n<div>Alle Regioni spetter\u00e0 la competenza residuale per le materie non attribuite alla competenza esclusiva dello Stato.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Nuovi tetti massimi di indennit\u00e0<\/strong><\/div>\n<div>I nuovi senatori non riceveranno un\u2019indennit\u00e0 per il loro ruolo da senatori, mentre riceveranno le indennit\u00e0 previste dai rispettivi organismi di provenienza (Regioni e Comuni).<\/div>\n<div>Tutti i consiglieri regionali (sia che svolgano funzioni di senatore, sia che no) avranno un tetto massimo al loro stipendio determinato dallo stipendio del sindaco del capoluogo della Regione di riferimento.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Elezione membri della Corte Costituzionale<\/strong><\/div>\n<div>I giudici della Corte Costituzionale di spettanza parlamentare non saranno pi\u00f9 eletti dal Parlamento in seduta comune: tre verranno nominati dalla Camera e due dal Senato. Per la loro elezione sar\u00e0 richiesta la maggioranza dei due terzi dei componenti per i primi due scrutini, mentre dagli scrutini successivi sar\u00e0 sufficiente la maggioranza dei tre quinti.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Elezione e competenze del Presidente della Repubblic<\/strong>a<\/div>\n<div>Attualmente l\u2019elezione del Presidente della Repubblica avviene per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell\u2019assemblea. Dopo il terzo scrutinio \u00e8 sufficiente la maggioranza assoluta.<\/div>\n<div>Con la riforma verr\u00e0 eletto dai 630 deputati e dai 100 senatori (non pi\u00f9 integrati da altri delegati regionali, come tuttora avviene) per i primi tre scrutini una maggioranza dei due terzi dei componenti, mentre dal quarto basteranno i tre quinti dei componenti e dalla settima saranno sufficienti i tre quinti dei votanti. Il Presidente della Repubblica potr\u00e0 sciogliere unicamente la Camera e non pi\u00f9 il Senato. Le veci del Presidente della Repubblica, durante l\u2019assenza, saranno esercitate dal Presidente della Camera e non pi\u00f9 dal Presidente del Senato.\u00a0<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Diversi quorum per i referendum popolari<\/strong><\/div>\n<div>Per i referendum che raccoglieranno almeno 800.000 firme ci sar\u00e0 un quorum pi\u00f9 basso per la riuscita finale, perch\u00e9 baster\u00e0 un numero di voti pari alla met\u00e0 dei votanti alle ultime elezioni politiche. Con meno firme, resta l\u2019attuale sistema della met\u00e0 pi\u00f9 uno degli aventi diritto.<\/div>\n<div>La riforma introduce anche i referendum propositivi, le cui modalit\u00e0 di attuazione verranno definite da una legge ordinaria successiva.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Leggi di iniziativa popolare<\/strong><\/div>\n<div>Oggi, per proporre una legge di iniziativa popolare, \u00e8 richiesta la firma di 50.000 elettori senza garanzia di presa in considerazione. Con la riforma si passa a 150.000 firme, con la garanzia costituzionale che tale legge verr\u00e0 discussa e votata in Parlamento.<\/div>\n<div>Legge elettorale<\/div>\n<div>La Riforma introduce la possibilit\u00e0 di sottoporre alla Corte Costituzionale le leggi elettorali per accertarne la legittimit\u00e0, con ricorso da presentare, entro 10 giorni dalla loro approvazione, firmato da almeno 1\/3 dei componenti del Senato, o 1\/4 della Camera.\u00a0<\/div>\n<div>La Corte ha 30 giorni di tempo per pronunciarsi, e la legge non viene promulgata se viene considerata incostituzionale.\u00a0<\/div>\n<div><\/div>\n<div>D<strong>isposizioni per Regioni ed Enti locali<\/strong><\/div>\n<div>La riforma, per il controllo della spesa pubblica ed anche per la prevenzione della corruzione, introduce indicatori di costi e di fabbisogni per garantire l\u2019efficienza dei Comuni, delle Citt\u00e0Metropolitane e delle Regioni.\u00a0<\/div>\n<div>Gli amministratori regionali e locali che abbiano provocato il dissesto degli enti amministrati, sono esclusi dall\u2019esercizio di funzioni pubbliche.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Abolizione di Province e del Cnel<\/strong><\/div>\n<div>Con la legge 56 del 7 aprile 2014 sono state modificate le elezioni dei Consigli provinciali e del Presidente della Provincia, che avvengono non pi\u00f9 a suffragio universale ma di 2\u00b0 grado in quanto eletti da Consiglieri comunali e Sindaci. Sono venute meno, inoltre, molte competenze di gestione diretta delle problematiche del territorio, in favore delle Regioni, dei Comuni e delle Citt\u00e0Metropolitane.<\/div>\n<div>Con la riforma si compie il progetto di eliminazione delle Province, sulla cui scarsa utilit\u00e0 si dibatte da molto tempo.<\/div>\n<div>Sar\u00e0 eliminato il CNEL (Consiglio Nazionale dell\u2019Economia e del Lavoro), nato all\u2019indomani della caduta del fascismo e del sistema delle corporazioni economiche sul quale poggiava, per conferire un maggiore respiro democratico alle problematiche dell\u2019economia e del lavoro. Esso \u00e8 sorto quale organo consultivo ma non vincolante del Governo, delle Camere e delle Regioni, nonch\u00e9 propositivo di leggi. I membri sono attualmente 64, nominati per scelta fiduciaria tra esperti.\u00a0<\/div>\n<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima esperienza di <strong>Red.it <\/strong>sar\u00e0 dedicata al prossimo referendum e si svolger\u00e0 nella struttura della parrocchia Immacolata di Molfetta, venerd\u00ec 4 novembre 2016, alle ore 19,30. L\u2019incontro, voluto e concordato con il parroco<strong>\u00a0don Nicol\u00f2 Tempesta<\/strong>, avr\u00e0 come base della discussione l\u2019ampia scheda pubblicata nel paginone di Luce e Vita n.36 del 30 ottobre (riportato di seguito)a cura del\u00a0<strong>dott. 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