{"id":3496,"date":"2017-06-28T21:24:00","date_gmt":"2017-06-28T19:24:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/amore-felicita-tempo-e-vita-roberto-vecchioni-in-cattedrale\/"},"modified":"2017-06-28T21:24:00","modified_gmt":"2017-06-28T19:24:00","slug":"amore-felicita-tempo-e-vita-roberto-vecchioni-in-cattedrale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/amore-felicita-tempo-e-vita-roberto-vecchioni-in-cattedrale\/","title":{"rendered":"Amore, felicit\u00e0, tempo e vita. Roberto Vecchioni in Cattedrale"},"content":{"rendered":"<p>\n La Cattedrale di Molfetta poteva sembrare inadeguata per ospitare il recital, promosso dalla Fondazione \u201cV.M. Valente\u201d, del cantautore Roberto Vecchioni, luned\u00ec 26 giugno. Ma a parte qualche rara espressione gergale, i contenuti, affrontati <em>con musica e parole,<\/em> ben si incorniciavano nello scenario sacro in cui normalmente e con pi\u00f9 solennit\u00e0 si celebra e si canta la fede e la vita, ugualmente con musica e parole, oltre che immagini, segni e simboli.<\/p>\n<p> \u00c8 risuonata la parola <em>amore<\/em>, che secondo l\u2019artista sintetizza ogni ricerca di Dio, e la preghiera \u00e8 \u00abquesto sussulto che diventa pi\u00f9 bello se corale\u00bb. Proprio la coralit\u00e0 \u00e8 la prospettiva della fede come delle canzoni: \u00abun quadro, una poesia, una canzone non si fanno per s\u00e9 ma per la coralit\u00e0, perch\u00e9 siamo tutti sulla stessa barca\u00bb, ha affermato Vecchioni, incalzato dalle domande del regista Cosimo Damiano Damato. Parlando di Dio e della fede Vecchioni ha rimarcato come nei suoi testi egli esprima quasi una preghiera laica, quella che il Cardinal Ravasi gli chiede quando lo invita a parlare di Dio ai giovani preti. <em>\u201cIl problema non \u00e8 che tu ci sia o non ci sia il problema \u00e8 la mia vita quando non sar\u00e0 pi\u00f9 la mia, confusa in un abbraccio senza fine, persa nella luce tua, sublime, per ringraziarti non so di cosa e perch\u00e9\u201d. <\/em>Cos\u00ec ha cantato ne<em> La stazione di Zima<\/em>, accompagnato solo dal formidabile arrangiamento chitarristico di Massimo Germini. E cos\u00ec la musica diventa \u201cun\u2019autostrada che porta a Dio\u201d.<\/p>\n<p> <em>Felicit\u00e0<\/em>. Vita pi\u00f9 che concetto. Dinamismo pi\u00f9 che quiete. Non \u00e8 nemmeno la stasi dei desideri, come nelle religioni orientali. Ma movimento! Nell\u2019edificio sacro, affabulato dalle luci che pastellavano ora di verde, ora di blu e rosso, pareti e volta del presbiterio, l\u2019artista ha ribadito, rifacendosi a Pasternak, che questo mondo non \u00e8 un\u2019anticamera, che la felicit\u00e0 non \u00e8 quella che deve venire, ma \u00e8 nella vita stessa, nello sbizzarrirsi di colori, di avvenimenti lieti e tristi, nell\u2019alternanza di emozioni e sensazioni. Quasi che nell\u2019Eden, dove tutto poteva alludere ad una felicit\u00e0 massima perch\u00e9 totale, il peccato fosse stato commesso per voler dare dinamismo ad una felicit\u00e0 altrimenti piatta. Il poeta milanese, di padre napoletano, ha proposto quindi un valore forte della felicit\u00e0, intrinseco ad ogni attimo della vita che va vissuta nella sua pienezza. \u201cNon voglio che tu sia felice \u2013 canta in <em>Figlia<\/em> \u2013 ma sempre &#8220;contro&#8221;,\u00a0finch\u00e9 ti lasciano la voce\u201d. Non essere tristi per una cosa passata, ma felici perch\u00e9 sia accaduta.<\/p>\n<p> Il recital, organizzato come anteprima della rassegna \u201cLuci e Suoni a Levante\u201d della Fondazione Valente, presieduta da Rocco Nanna e presidente onorario Cosmo Giancaspro, sapientemente organizzata da Pietro Centrone, fa parte del tour in cui Roberto Vecchioni presenta il suo ultimo libro <em>La vita che si ama<\/em> (Einaudi), \u00a0il suo libro pi\u00f9 intimo e autobiografico. \u00abIl libro in cui l\u2019idea stessa della vita e della felicit\u00e0, il senso del rotolare dei giorni, trova forma di racconto\u00bb.<br \/>\n Egli attinge alla sua biografia, anche a quella dolorosa che ha colpito lui e la sua famiglia, per condurre \u00a0\u00a0lungo quello che pi\u00f9 volte ha chiamato il <em>tempo verticale<\/em>, \u00abuno spazio che tiene uniti tra loro passato presente e futuro, dove nulla si perde\u00bb. <em>Tempo,<\/em> infatti, \u00e8 stata l\u2019altra parola declamata e cantata, e anche quando \u00e8 segnato da lineamenti nostalgici o malinconici che affiorano nei suoi versi, il suo \u00e8 un tempo pienamente vissuto e innamorato della vita. Nel libro e nelle canzoni egli scive alla sua famiglia, alla figlia, al figlio, alla mamma, al padre, alla sua donna che da \u201c35 anni ama e non si sogna di tradirla o lasciarla perch\u00e9 ogni giorno \u00e8 sempre nuova, sempre diversa\u2026\u201d.<\/p>\n<p> Facile intuire che dopo a<em>more, felicit\u00e0 e tempo, <\/em>la parola conclusiva dell\u2019intenso evento, attentamente seguito dal pubblico, pressoch\u00e9 adulto (purtroppo, sarebbe stata una occasione propizia per pi\u00f9 giovani!) non poteva che essere <em>vita<\/em>. \u201cLa vita che non \u00e8 uno scherzo\u201d. La vita cantata con alcuni dei brani pi\u00f9 famosi del suo repertorio e anche con due chicche del repertorio napoletano, per lasciare un segno profondo negli animi e sollecitare un amore pi\u00f9 evidente e pi\u00f9 dirompente per la vita. Per ogni vita.<\/p>\n<p> \u00a9 Luce e Vita<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u200bLa Cattedrale di Molfetta poteva sembrare inadeguata per ospitare il recital, promosso dalla Fondazione \u201cV.M. Valente\u201d, del cantautore Roberto Vecchioni, luned\u00ec 26 giugno. 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