{"id":3520,"date":"2010-01-02T09:50:00","date_gmt":"2010-01-02T08:50:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/copenaghen-un-vertice-in-chiaroscuro\/"},"modified":"2010-01-02T09:50:00","modified_gmt":"2010-01-02T08:50:00","slug":"copenaghen-un-vertice-in-chiaroscuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/copenaghen-un-vertice-in-chiaroscuro\/","title":{"rendered":"Copenaghen, un vertice in chiaroscuro"},"content":{"rendered":"<div><font size=\"3\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman\">\u00c9 finita. Delegati, giornalisti, militanti e militari da tutto il mondo hanno vissuto questa sorta di ubriacatura collettiva che \u00e8 stata la Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico di Copenaghen. Per la prima volta davvero tutto il mondo si \u00e8 occupato di ambiente, delle responsabilit\u00e0 della popolazione mondiale e del ruolo dei suoi rappresentanti. Le conclusioni hanno lasciato a desiderare, ma la prima valutazione che vorremmo condividere \u00e8 positiva. Per la prima volta tutte le Nazioni del mondo si sono riunite con tanta concentrazione a parlare di clima e responsabilit\u00e0 dell&#8217;uomo. Per la prima volta quasi 200 capi di Stato e di governo hanno discusso insieme per due giorni in modo serrato cercando convintamente un accordo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman\">Non \u00e8 frequente vedere i capi di Stato, preoccupati di raggiungere un accordo, rubare il mestiere a diplomatici e segretarie&#8217; \u00c8 un capitale che va sfruttato per il futuro. Sul piano politico e su quello etico. Condividere l&#8217;idea che sia necessario agire per salvaguardare il pianeta e la qualit\u00e0 della vita dei suoi abitanti permette di trovare pi\u00f9 facilmente soluzioni comuni, e questo riguarda la politica ma, cosa che nel lungo periodo \u00e8 ancora pi\u00f9 importante, rafforza la consapevolezza etica che abbiamo responsabilit\u00e0, che &#8220;tocca a noi&#8221;. Viviamo in un mondo in cui \u00e8 forte la predicazione in favore di un individualismo esasperato che vede la libert\u00e0 come uno svincolarsi dagli obblighi, immaginando percorsi solitari in cui le cose diventano possibili solo se si dispone di soldi, potere o spregiudicatezza. Sottolineare le responsabilit\u00e0 comuni non pu\u00f2 che far bene per costruire in tutti i campi relazioni umanizzanti, in cui le vere scelte di libert\u00e0 diventano assunzione di responsabilit\u00e0 per entrare in relazione con gli altri e accedere insieme a qualit\u00e0 di vita superiori. In questo senso la lezione di Copenaghen pu\u00f2 essere usata positivamente.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman\">Guardiamo pi\u00f9 da vicino ai risultati. La prima considerazione, purtroppo, \u00e8 il giudizio negativo sulla presidenza del primo ministro danese. Il governo della Danimarca ha fatto un investimento grandioso su questo evento. Una competizione tra il primo ministro Rasmussen, omonimo del suo pi\u00f9 illustre predecessore, oggi segretario generale della Nato, e il suo ministro per il clima e l&#8217;energia, Connie Hedegaard, la vera animatrice del percorso di avvicinamento alla Conferenza, ha reso la conduzione di questo evento pessima. E l&#8217;investimento sprecato. Sui giornali danesi di questi giorni diluviano critiche sul primo ministro che da questa occasione immaginava di lanciarsi internazionalmente e che viceversa forse ha segnato il suo futuro politico. Per le prossime occasioni ci sar\u00e0 da riflettere sull&#8217;opportunit\u00e0 di lasciare nelle mani del solo governo ospitante la responsabilit\u00e0 della conduzione. La prossima occasione di incontro sar\u00e0 in Messico, ospitati da un governo che in questi anni \u00e8 stato positivamente attivo. \u00c8 un elemento di speranza, ma un ruolo pi\u00f9 rilevante dei funzionari Onu o di una terna di Paesi nella prossima presidenza sarebbe pi\u00f9 opportuna. Una conduzione inadeguata ha compromesso in parte i risultati. \u00c8 stato indicato in due gradi l&#8217;aumento massimo di temperatura sostenibile entro il 2020. Ogni Paese dovr\u00e0 specificare in modo pubblico (e dunque trasparente) il proprio impegno in termini di emissioni per ottenere il risultato in termini di temperatura. Si sarebbe potuto blindare di pi\u00f9 il target delle emissioni, ma \u00e8 comunque un impegno formale. La formula scelta sul piano giuridico \u00e8 fluida, contiene l&#8217;obbligo dei firmatari senza enfatizzarla, rischiando, come avvenne negli Usa col protocollo di Kyoto, reazioni negative e marce indietro in patria. Riguardo al piano finanziario, sulla carta, si \u00e8 andati oltre le attese. Dopo i ridicoli dieci miliardi di dollari promessi alla vigilia, i Paesi ricchi si sono impegnati a mettere a disposizione 100 miliardi. \u00c8 un ammontare non sufficiente, e clamorosamente distante dai 5.000 miliardi per la crisi finanziaria, ma \u00e8 qualcosa, con la positiva creazione di un Fondo internazionale per gestirli e un&#8217;apertura a forme innovative di finanziamento, un tema di grande interesse.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman\">Di chi le colpe e i meriti di un risultato in chiaroscuro? Tra i promossi sicuramente il presidente brasiliano Lula e il sudafricano Zuma, che hanno fortemente spinto per la chiusura di un accordo. Buono il contributo di Obama, che ha lasciato credere di arrivare al vertice senza risorse e ha proposto poco prima del suo arrivo i 100 miliardi inseriti nel documento finale. Esigente la partecipazione cinese, appoggiata in modo a volte prezzolato dagli africani, ma mentre chiede impegni la Cina rifiuta i controlli. In ogni caso ora la vedremo sempre pi\u00f9 protagonista. In ombra l&#8217;Europa, Italia compresa, lungi dall&#8217;abituarsi a parlare con una voce sola.<\/span><\/p>\n<p><\/font><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un risultato non ottimo, ma neppure pessimo quello del vertice di Copenaghen sull&#8217;ambiente. \u00c9 stato indicato in due gradi l\u00bfaumento massimo di temperatura sostenibile entro il 2020.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3521,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-3520","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3520","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3520"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3520\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3521"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3520"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3520"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3520"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}