{"id":3572,"date":"2010-07-02T07:55:00","date_gmt":"2010-07-02T05:55:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/per-la-salute-mentale\/"},"modified":"2010-07-02T07:55:00","modified_gmt":"2010-07-02T05:55:00","slug":"per-la-salute-mentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/per-la-salute-mentale\/","title":{"rendered":"Per la salute mentale"},"content":{"rendered":"<div><span lang=\"IT\"><span lang=\"IT\"><span lang=\"IT\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: x-small\"><span style=\"font-family: Verdana\"><strong>Sono partite le procedure di finanziamento<\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-size: x-small\"><span style=\"font-family: Verdana\"> per permettere &#8211; entro maggio 2011 &#8211; l&#8217;apertura per 12 ore di almeno 2\/3 dei Centri di salute mentale (Csm) pugliesi. L&#8217;obiettivo \u00e8 quello di arrivare all&#8217;apertura 12 ore dei 48 Csm, pi\u00f9 60 sedi decentrate, entro il 2011, secondo quanto stabilito da una deliberazione di giunta regionale (n. 916 del 25 marzo). Il potenziamento dei Csm &#8211; si legge nella relazione &#8211; prevede, tra l&#8217;altro, l&#8217;incremento dell&#8217;assistenza domiciliare, dei servizi home maker e di sostegno alle famiglie; piani terapeutici individuali; centri diurni autogestiti; assistenza nelle carceri; incremento della prevenzione. Dallo scorso anno vengono stanziati 2,2 milioni all&#8217;anno per conseguire gli obiettivi. Soltanto 15 Csm sono aperti 12 ore al giorno. Il personale \u00e8 il 44% rispetto al fabbisogno. La spesa per assistenza psichiatrica va per il 50% ai privati. <\/p>\n<p><b>Alleggerire le strutture. <\/b>&#8220;La deliberazione regionale ha messo in evidenza le grosse difficolt\u00e0 dei servizi di assistenza psichiatrica&#8221;, esordisce <b>Rosa Pinto<\/b>, direttrice del Csm Bari Est e volontaria al Consultorio della diocesi di Bari-Bitonto. &#8220;Il manicomio ha fatto vedere come la malattia istituzionalizzata impoveriva gli utenti&#8221; e ha insegnato che &#8220;l&#8217;intervento presso strutture riabilitative doveva essere di breve durata&#8221; per &#8220;evitare che il paziente, allontanato dal territorio, potesse peggiorare&#8221;. Negli ultimi anni, invece, in Puglia &#8220;\u00e8 stata incentivata l&#8217;istituzionalizzazione, perch\u00e9 i servizi psichiatrici territoriali, non avendo risorse e non potendo coprire almeno nelle 12 ore le richieste del territorio, si appoggiavano a strutture esterne del privato sociale&#8221;, facendole lievitare di numero e &#8220;favorendo lo scarico delle famiglie&#8221;; mentre &#8220;i servizi psichiatrici pubblici diventavano Centri di smistamento&#8221;. Oggi &#8220;la domanda di cura \u00e8 indirizzata verso strutture di 24 ore private, senza turn over dei pazienti e con costi alti&#8221;. Con il provvedimento regionale &#8220;si vuole modificare questa tendenza&#8221;. <\/p>\n<p><b>Integrazione col privato.<\/b> Gli obiettivi da raggiungere sono, oltre alla copertura per 12 ore, &#8220;una maggiore qualit\u00e0 di interventi&#8221; e soprattutto &#8220;la collaborazione col privato sociale&#8221;, che \u00e8 &#8220;una cultura da costruire&#8221;. &#8220;Se guardiamo &#8211; prosegue Pinto &#8211; solo al finanziamento per le 12 ore, i fondi destinati sembrano insufficienti&#8221;; se per\u00f2 &#8220;facciamo un lavoro d&#8217;integrazione con le strutture riabilitative private&#8221;, da un lato &#8220;si far\u00e0 del bene ai pazienti&#8221;, dall&#8217;altro &#8220;si libereranno risorse&#8221;. Il personale delle strutture private destinate a chiudere &#8220;potrebbe essere utilizzato dal servizio pubblico&#8221;. Le ipotesi d&#8217;impiego dei lavoratori del privato sociale vanno dall&#8217;assistenza domiciliare, alla prevenzione, alla cura degli immigrati, alle case per la vita. Queste ultime sono costituite &#8220;da comunit\u00e0 di pazienti che vivono in appartamento e impostano una vita autonoma&#8221;. A Bari, a breve, aprir\u00e0 la terza casa pugliese grazie ad &#8220;un progetto integrato fra Comune, Asl e privato sociale&#8221;. I tempi previsti di realizzazione degli obiettivi della deliberazione sono fattibili &#8220;se riusciremo ad avere le unit\u00e0 lavorative di cui abbiamo bisogno&#8221;. <\/p>\n<p><b>Non lasciarli soli. <\/b>&#8220;L&#8217;atto della giunta ha un obiettivo importante: tentare di coprire un servizio, dando una riorganizzazione nel tempo attraverso un crono-programma, cosa rara &#8211; quest&#8217;ultima &#8211; nelle delibere di giunta&#8221;, nota <b>Filippo Anelli<\/b>, segretario regionale dei medici di famiglia. Il punto di partenza \u00e8 quello di &#8220;non lasciare sole queste persone, che non sono in grado di rappresentare i loro bisogni&#8221;. La situazione attuale \u00e8 di &#8220;una mancanza di punti di riferimento per la psichiatria delle urgenze, figuriamoci per i pazienti che devono restare a casa&#8221;. L&#8217;idea di creare &#8220;una rete di riferimento mi sembra molto valida&#8221;, prosegue. Con la deliberazione si vuole &#8220;disegnare una mappa, che sul territorio oggi non c&#8217;\u00e8&#8221;. L&#8217;apertura per 12 ore &#8220;\u00e8 la prima risposta, l&#8217;ideale sarebbero strutture di 24 ore&#8221;. L&#8217;alternativa poteva essere &#8220;la convenzione con il privato sociale, provocando per\u00f2 l&#8217;internamento dei pazienti&#8221;. Questo &#8220;alleggerisce le famiglie&#8221; ma &#8220;li sradica dal territorio&#8221;. Tra gli elementi positivi, il fatto che il provvedimento &#8220;non ha solo un taglio medico ma di tipo multi-professionale, inserendo educatori sociali nel sistema e prevedendo integrazioni coi piani di zona&#8221;. Oggi &#8220;l&#8217;attenzione verso queste persone \u00e8 bassa poich\u00e9 sono messi in case protette, cos\u00ec come prima erano messi in manicomio&#8221;. Il problema si risolve &#8220;seguendoli a casa con piani terapeutici&#8221;. Uno dei problemi \u00e8 quello della &#8220;mancanza di psichiatri e infermieri&#8221;, quindi &#8220;il piano rischia di non reggere&#8221;. Anelli evidenzia un altro &#8220;grande problema, quello delle carceri: l&#8217;assistenza \u00e8 stata trasferita dal ministero della Giustizia agli assessorati regionali, ed oggi \u00e8 tamponato da ex medici convenzionati con le carceri che per\u00f2 si vanno esaurendo&#8221;. Secondo Anelli il privato sociale non verr\u00e0 penalizzato dall&#8217;iniziativa &#8220;perch\u00e9 pu\u00f2 integrarsi nei piani di zona e le case protette rimarranno&#8221;.<\/p>\n<p>a cura di Antonio Rubino<\/p>\n<p>(2 luglio 2010)<\/span><\/span><\/p>\n<p><\/span><\/span><\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono partite le procedure di finanziamento per permettere &#8211; entro maggio 2011 &#8211; l&#8217;apertura per 12 ore di almeno 2\/3 dei Centri di salute mentale (Csm) pugliesi. 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