{"id":3643,"date":"2011-03-25T07:55:00","date_gmt":"2011-03-25T06:55:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/lintelligenza-e-il-cuore\/"},"modified":"2011-03-25T07:55:00","modified_gmt":"2011-03-25T06:55:00","slug":"lintelligenza-e-il-cuore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/lintelligenza-e-il-cuore\/","title":{"rendered":"L&#8217;intelligenza e il cuore"},"content":{"rendered":"<div><font face=\"Warnock Pro\" size=\"3\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: \"><span style=\"letter-spacing: -0.2pt\"><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal\"><span new=\"\" times=\"\" style=\"font-size: 10pt; font-family: \">Per qualche ora abbiamo sperato che la paura del colonnello Gheddafi fosse pi\u00f9 forte della sua irresponsabilit\u00e0. Venerd\u00ec scorso, dopo la risoluzione del Consiglio di Sicurezza che autorizzava ogni stato membro delle Nazioni Unite ad intervenire in Libia a difesa dei civili, il colonnello prima aveva colpito in modo durissimo Misurata e poi aveva annunciato il cessate il fuoco. In quel momento abbiamo nutrito la speranza che le armi potessero tacere. Ma gi\u00e0 all&#8217;alba del giorno successivo Gheddafi ha attaccato di nuovo mostrando ancora una volta, purtroppo, quanto valga la sua parola. \u00c8 partito cos\u00ec un attacco imponente che mira in realt\u00e0 non solo a difendere gli insorti di Bengasi, ma a far cadere Gheddafi o, almeno, ad ingabbiarlo in un cul de sac dal quale non possa uscire n\u00e9 trattare.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal\"><span new=\"\" times=\"\" style=\"font-size: 10pt; font-family: \">Assistere all&#8217;azione delle armi \u00e8 sempre uno spettacolo terribile. \u00c8 sempre una sconfitta. La sconfitta della parola, del dialogo, della ragione. E Gheddafi \u00e8 certamente il principale responsabile di questa situazione.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal\"><span new=\"\" times=\"\" style=\"font-size: 10pt; font-family: \">Ma un atteggiamento diverso della comunit\u00e0 internazionale avrebbe potuto per\u00f2 affrontare la crisi in modo diverso. Intervenendo quindici giorni fa, anche militarmente per la no fly zone, le forze di Gheddafi non avrebbero raggiunto la Cirenaica, le trib\u00f9 insorte avrebbero potuto essere tutelate e trattare l&#8217;organizzazione di una nuova Libia. Il dittatore era pronto a questo. L&#8217;interminabile discorso fatto fare in tv al figlio Saib, che ammoniva contro il rischio di una frammentazione della Libia in tanti piccoli emirati &#8216;senza peso n\u00e9 petrolio&#8217; mostrava quanto questa prospettiva fosse ormai data per scontata dal vertice libico. In quel momento il dittatore non si mostrava se non in brevissimi messaggi da luoghi non riconoscibili perch\u00e9 si sentiva braccato dalla sua stessa gente. Il ritardo internazionale gli ha viceversa consentito un recupero ottenuto con l&#8217;aviazione contro cittadini di fatto indifesi o armati con equipaggiamenti di fortuna. In queste due settimane, inoltre, l&#8217;impunit\u00e0 del colonnello ha dato ossigeno anche alle frange pi\u00f9 conservatrici del mondo arabo. <o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal\"><span new=\"\" times=\"\" style=\"font-size: 10pt; font-family: \">Sul piano internazionale pi\u00f9 difficile da sostenere sarebbe stato l&#8217;intervento violento in Bahrein della settimana scorsa o il massacro di venerd\u00ec 18 marzo che fatto 52 manifestanti uccisi in Yemen dalle forze governative.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal\"><span new=\"\" times=\"\" style=\"font-size: 10pt; font-family: \">Ora l&#8217;intervento militare contro Gheddafi \u00e8 in corso con un dispiegamento di forze larghissimo. Si giustifica probabilmente per tre ragioni. La prima \u00e8 che la situazione oggi \u00e8 molto pi\u00f9 difficile: Gheddafi \u00e8 ormai alle porte di Bengasi e occorre un intervento pi\u00f9 forte per fermarlo. La seconda riguarda le rappresaglie: il dittatore nel suo delirio ha accusato i &#8216;crociati&#8217; di uccidere civili libici e ha promesso di attaccare a sua volta i Paesi della coalizione. Il rischio \u00e8 relativo, la dotazione militare di lunga gittata dell&#8217;esercito libico non \u00e8 significativa, ma occorre garantire sicurezza alle coste italiane, le pi\u00f9 vicine, e a tutto il Mediterraneo. Per questo gli attacchi sembrano mirare a ridurre all&#8217;impotenza le forze militari libiche, pi\u00f9 che usare il minimo sforzo per proteggere i civili. La terza \u00e8 che a questo punto trattare con Gheddafi, un leader che ha bombardato il suo stesso popolo, diventa imbarazzante per i leader democratici e la sua uscita di scena renderebbe molto pi\u00f9 facile il futuro.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal\"><span new=\"\" times=\"\" style=\"font-size: 10pt; font-family: \">Questa considerazione porta a chiedersi se gli alleati mirino solo a ristabilire la democrazia. \u00c8 chiaro che ai paesi ricchi, in continua sete di energia, interessa che la Libia ricca di petrolio e gas sia governata da interlocutori affidabili. Ma non sono solo i futuri affari quelli a cui guardano gli occidentali. Gheddafi sta costruendo un pericoloso ponte col Venezuela di Chavez e l&#8217;Iran di Ahmadinejad che potrebbe animare finanziariamente e politicamente formazioni terroristiche, anche al di l\u00e0 delle volont\u00e0 dello stesso Chavez. Non mancano poi gli interessi dei singoli, come nel caso di Sarkozy che, come gi\u00e0 faceva Blair, usa l&#8217;agenda internazionale per recuperare una pesante perdita di voti in casa. E le dinamiche rischiano di sfuggire ai protagonisti: la Lega Araba aveva probabilmente chiesto la no fly zone per farsi benvolere dagli occidentali &#8211; mentre alcuni membri come Arabia Sausita e Bahrein usavano le armi in casa propria &#8211; nella fiducia che al Consiglio di Sicurezza Russia o Cina avrebbero messo il veto. E ora il suo presidente, l&#8217;egiziano Amr Moussa probabile candidato alle prossime presidenziali in Egitto, cammina sulle uova per difendere l&#8217;autonomia araba ammonendo gli occidentali a non esagerare con le armi.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal\"><span new=\"\" times=\"\" style=\"font-size: 10pt; font-family: \">Una delegazione dell&#8217;Unione Africana \u00e8 attesa a Tripoli per una missione diplomatica di pace. Gheddafi ha finanziato la nascita dell&#8217;Ua, l&#8217;ha presieduta, poi per le sue intemperanze ne \u00e8 stato emarginato. L&#8217;Ua \u00e8 l&#8217;organizzazione internazionale pi\u00f9 debole al mondo. Se l&#8217;intelligenza fa pensare che gli spari dureranno ancora, il cuore ci muove a sperare che i deboli riescano dove i forti hanno fallito.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal\">\u00a0<\/p>\n<p><\/span><\/span><\/font><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per qualche ora abbiamo sperato che la paura del colonnello Gheddafi fosse pi\u00f9 forte della sua irresponsabilit\u00e0. Venerd\u00ec scorso, dopo la risoluzione del Consiglio di Sicurezza che autorizzava ogni stato membro delle Nazioni Unite ad intervenire in Libia a difesa dei civili, il colonnello prima aveva colpito in modo durissimo Misurata e poi aveva annunciato il cessate il fuoco. 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