{"id":3675,"date":"2011-07-25T07:55:00","date_gmt":"2011-07-25T05:55:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/espressione-del-bene-comune\/"},"modified":"2011-07-25T07:55:00","modified_gmt":"2011-07-25T05:55:00","slug":"espressione-del-bene-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/espressione-del-bene-comune\/","title":{"rendered":"Espressione del bene comune"},"content":{"rendered":"<div>\n<div>&#8216;La preghiera \u00e8 la risposta all&#8217;incapacit\u00e0 di accogliere il dolore e la perdita di un altro figlio della nostra nazione. Dalla morte dei nostri soldati dobbiamo imparare a chiederci che cos&#8217;\u00e8 l&#8217;uomo se non ci prendiamo cura dell&#8217;altro, che cosa sarebbe la vita senza l&#8217;amore&#8217;. \u00c8 la dichiarazione, rilasciata al SIR, dall&#8217;arcivescovo ordinario militare per l&#8217;Italia (Omi), mons. <strong>Vincenzo Pelvi<\/strong>, nell&#8217;apprendere della morte di un soldato italiano e del ferimento di altri due, oggi in Afghanistan, durante un&#8217;operazione congiunta tra militari italiani e forze afghane nella zona a nord ovest della valle di Bala Murghab. Il militare morto \u00e8 il primo caporal maggiore David Tobini, di Roma, in forza al 183\u00b0 reggimento paracadutisti &#8216;Nembo&#8217; di Pistoia. <\/p>\n<p><strong>Andare oltre. <\/strong>&#8216;Bisogna andare oltre la superficialit\u00e0 e le risposte emotive dei pro e dei contro le missioni di sicurezza &#8216; afferma l&#8217;arcivescovo &#8216; non dobbiamo avere paura di porci domande fondamentali sul senso della morte e non fermarci a risposte immediate e parziali ma andare in profondit\u00e0 per capire la professione militare che \u00e8 anche capacit\u00e0 di offerta della propria vita. I nostri soldati sono persone che sanno che il Signore accompagna il loro cammino&#8217;. &#8216;La professione militare &#8216; aggiunge &#8216; ha quella novit\u00e0 che pu\u00f2 cambiare le relazioni internazionali, contribuendo di fatto a costruire un mondo pi\u00f9 giusto e solidale. Prendiamo questa morte come espressione del bene comune che prevale sulle logiche egoistiche&#8217;. <\/p>\n<p><strong>Il cordoglio delle Istituzioni.<\/strong> Parole di cordoglio, a nome di tutto il Paese, sono venute dal presidente della Repubblica, <strong>Giorgio Napolitano<\/strong>, che in una nota, esprime &#8216;profonda commozione&#8217; e &#8216;sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei famigliari&#8217;. Anche il presidente del Consiglio, <strong>Silvio Berlusconi<\/strong>, ha voluto ribadire vicinanza alla famiglia della vittima, a quelle dei due feriti e rinnovare &#8216;la gratitudine&#8217; a tutti i soldati impegnati &#8216;nelle missioni di pace contro il terrorismo&#8217;. La morte del caporale Tobini giunge alla vigilia della discussione del ddl sul rifinanziamento delle missioni domani al Senato. Con il militare ucciso oggi nello scontro a fuoco nella zona di Bala Murghab sono 41 i morti italiani dall&#8217;inizio della missione Isaf in Afghanistan, nel 2004. La maggioranza \u00e8 rimasta vittima di attentati e scontri a fuoco, mentre alcuni sono deceduti in incidenti o a causa di malori. Si registra anche un caso di suicidio. Con 13 vittime il 2010 si segnala come l&#8217;anno pi\u00f9 sanguinoso. Dopo Gaetano Tuccillo, deceduto il 2 luglio 2011, e Roberto Marchini il 12 luglio, il soldato italiano morto oggi \u00e8 il terzo del mese in corso.<\/p>\n<p><strong>Scheda: la Missione italiana<br \/><\/strong>La missione della Nato Isaf in Afghanistan prevede l&#8217;impegno di circa 4.200 militari italiani, il contingente pi\u00f9 numeroso di sempre. Nonostante le missioni all&#8217;estero siano state rifinanziate, con un decreto, fino alla fine del 2011, il numero dei militari dovrebbe ridursi dall&#8217;inizio del 2012 per arrivare, entro la fine del 2014, ad avere un contingente ridotto con compiti di addestramento delle forze di sicurezza locali. Se si escludono circa 100 militari schierati a Kabul, nella sede del comando, la totalit\u00e0 dei militari italiani \u00e8 di stanza nella regione Ovest del Paese ed \u00e8 composta da paracadutisti della brigata Folgore, che il 4 aprile scorso &#8216; al comando del generale Carmine Masiello &#8216; hanno avvicendato gli alpini della &#8216;Julia&#8217;. La loro sede si trova ad Herat, Camp Arena. Sotto la responsabilit\u00e0 italiana ci sono le province di Herat, Badghis, Ghowr e Farah, un&#8217;area grande complessivamente quanto il Nord Italia. Sotto il gen. Masiello operano anche altri militari provenienti da 12 nazioni. Oltre alla Folgore (esercito) il contingente italiano \u00e8 formato da uomini e mezzi dell&#8217;aeronautica, della marina, dei carabinieri e della guardia di finanza. Nella provincia di Herat opera un team di ricostruzione provinciale (Prt), composto da civili e, attualmente, dai militari del 132\u00b0 reggimento artiglieria terrestre della brigata &#8216;Ariete&#8217; di Maniago (Pordenone) che ha il compito di sostenere il processo di ricostruzione e sviluppo insieme ad una componente civile del ministero degli Esteri. Il contingente italiano \u00e8 dotato anche di velivoli C-130, caccia Amx (non autorizzati a bombardare), aerei Predator senza pilota, elicotteri d&#8217;attacco Mangusta e da trasporto. Per l&#8217;addestramento, i militari italiani hanno costituito diversi Omlt, cio\u00e8 nuclei che seguono i soldati afghani in ogni loro attivit\u00e0, anche quelle pi\u00f9 pericolose sul campo, mentre i carabinieri sono impegnati nella formazione delle forze di sicurezza locali nell&#8217;ambito della Nato &#8216;training mission&#8217; Afghanistan.<\/div>\n<p>\u00a0<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AFGHANISTAN. La morte del primo caporal maggiore David Tobini. \u00bfLa preghiera \u00e8 la risposta all\u00bfincapacit\u00e0 di accogliere il dolore e la perdita di un altro figlio della nostra nazione. Dalla morte dei nostri soldati dobbiamo imparare a chiederci che cos\u00bf\u00e8 l\u00bfuomo se non ci prendiamo cura dell\u00bfaltro, che cosa sarebbe la vita senza l\u00bfamore\u00bf.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3676,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-3675","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3675","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3675"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3675\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3676"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3675"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3675"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3675"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}