{"id":3703,"date":"2011-10-13T07:55:00","date_gmt":"2011-10-13T05:55:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/un-processo-sempre-piu-mediatico-2\/"},"modified":"2011-10-13T07:55:00","modified_gmt":"2011-10-13T05:55:00","slug":"un-processo-sempre-piu-mediatico-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/un-processo-sempre-piu-mediatico-2\/","title":{"rendered":"Un processo sempre pi\u00f9 mediatico"},"content":{"rendered":"<div><span lang=\"IT\"><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: Times New Roman\">In diretta mondovisione la Corte d&#8217;assise d&#8217;appello di Perugia, ha sentenziato l&#8217;assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito dall&#8217;accusa di avere ucciso la studentessa inglese Meredith Kercher. Rimbalzata in tempo reale da nord a sud e da est ad ovest del pianeta, la notizia suscita innumerevoli questioni su cui riflettere, ma qui non vogliamo indugiare sul fatto, volendo rispettare tanto i ragazzi scagionati e le rispettive famiglie, soprattutto quella di Raffaele, figlio della nostra terra, quanto la famiglia della povera vittima che rimane pi\u00f9 sola, senza ancora la causa della sua morte. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: Times New Roman\">Vale la pena invece soffermarsi sulla cornice mediatica cominciata a costruire quattro anni or sono, culminata con la sentenza e che prosegue e proseguir\u00e0 con le proposte di libri e fiction preannunciate o gi\u00e0 realizzate. E come in tutte le proposte televisive c&#8217;\u00e8 un pubblico che si schiera, che si sente autorizzato a decretare colpevolezza e innocenza, con la stessa veemenza, se non maggiore, di come si schiera nei processi calcistici. \u00c9 stata sensazione comune quella di percepire le fasi giudiziarie come rispondere alle esigenze mediali (non dimentichiamo il caso di Avetrana e tanti altri). Lo ha ammesso lo stesso pubblico ministero Giuliano Mignini dopo la sentenza: &#8220;\u00c8 stata una Caporetto dell&#8217;informazione; mai vista una tale pressione mediatica, non si pu\u00f2 andare avanti cos\u00ec&#8221;. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: Times New Roman\">In altri articoli abbiamo gi\u00e0 parlato del paradigma spectacle-performance, cio\u00e8 dell&#8217;esigenza degli spettatori di non essere pi\u00f9 solo tali, ma di entrare in scena e volerne a tutti i costi diventarne protagonisti, processo che la comunicazione digitale consente, anzi richiede. Cos\u00ec tutti si schierano e gridano la propria posizione: in Piazza Matteotti a Perugia echeggia il grido di vergogna, mentre in Piazza Vittorio Emanuele a Giovinazzo esultano giustamente i concittadini di Raffaele; su diversi siti si rincorrono i sondaggi e i giornali possono contare su leggeri aumenti di vendite che diversamente non avrebbero. Non ne parliamo dei talk show televisivi, a tratti accaniti morbosamente sui dettagli. Cos\u00ec lo spettacolo \u00e8 completo e a niente sono valsi i richiami all&#8217;ordine e al silenzio del presidente della Corte, al rispetto della ragazza morta. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: Times New Roman\">Qualcuno ha scritto, opportunamente, che &#8220;in questa brutta e tragica storia \u00e8 difficile nominare la parola innocenza. E anche la parola giustizia&#8221;, per la scia d&#8217;interrogativi e di dubbi che rimangono sul tappeto; ne siamo convinti. Ma oltre a queste due parole ce ne sono altre due ormai innominabili: il silenzio e il rispetto, gi\u00e0, proprio ci\u00f2 che manca soprattutto in queste delicate e tristi vicende; quelle che i mass media e i rispettivi protagonisti dovrebbero osservare, imponendosi il dovere deontologico di non oltrepassare gli spazi consentiti alla notizia, di non invadere quelli dovuti alla giustizia, di non violentare a tutti i costi la sfera degli affetti e delle relazioni interpersonali e familiari. <\/span><\/span><\/p>\n<p><\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il processo per l\u00bfuccisione della povera Meredith Kercher ci interroga sul ruolo dei mass media.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3704,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-3703","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3703","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3703"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3703\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3704"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3703"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3703"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3703"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}