{"id":3746,"date":"2012-03-09T07:55:00","date_gmt":"2012-03-09T06:55:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/e-dopo-le-rivolte-dei-paesi-islamici\/"},"modified":"2012-03-09T07:55:00","modified_gmt":"2012-03-09T06:55:00","slug":"e-dopo-le-rivolte-dei-paesi-islamici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/e-dopo-le-rivolte-dei-paesi-islamici\/","title":{"rendered":"E dopo le rivolte dei Paesi islamici?"},"content":{"rendered":"<div><span style=\"font-size: 9pt; font-family: \"><span style=\"mso-font-width: 100%\"><o:p><font face=\"Times New Roman\"><span style=\"font-family: \"><o:p><span style=\"font-size: x-small\"><span times=\"\" new=\"\" style=\"font-family: \"><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><span new=\"\" times=\"\" style=\"font-size: 10pt; font-family: \">\u00c9 il 17 dicembre 2010 quando un venditore ambulante, Mohammed Bouazizi, si d\u00e0 fuoco nella citt\u00e0 di Sidi Bouzid in Tunisia, perch\u00e9 la polizia gli ha confiscato il banco di frutta e verdura. L&#8217;episodio viene diffuso attraverso la rete internet e subito fa il giro del mondo. Parte di l\u00ec quella che \u00e8 stata chiamata la primavera araba. Un anno intenso di rivolte, per lo pi\u00f9 popolari, che hanno visto cadere uno dietro l&#8217;altro vari regimi in Tunisia, Yemen, Egitto, Libia. In altre parti, invece, la protesta viene repressa violentemente come<span style=\"mso-spacerun: yes\">\u00a0 <\/span>in Arabia Saudita, Barhain e Siria.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><span new=\"\" times=\"\" style=\"font-size: 10pt; font-family: \">Ora alcune riflessioni si impongono: la prima riguarda il passaggio politico in atto. Saranno capaci quei Paesi di attivare un vero processo democratico? Al di l\u00e0 delle proteste di piazza, l&#8217;autorit\u00e0 non sembra sia passata di mano ai militari. In Egitto, in Tunisia, in Yemen \u00e8 ancora l&#8217;esercito che regola la vita di quelle nazioni e determina pesantemente le scelte che la gente \u00e8 chiamata a fare. Il rischio \u00e8 che a cambiare sia solo un dittatore per un altro. Per cui, rimanendo sulla metafora primaverile, sembra che sia scesa una vera e propria gelata a far svanire tutti i sogni che avevano alimentato quei popoli, soprattutto i giovani.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><span new=\"\" times=\"\" style=\"font-size: 10pt; font-family: \">L&#8217;altra questione riguarda il ruolo dell&#8217;Europa in riferimento ai rapporti, agli interventi e pi\u00f9 in generale alla politica estera che si vuol perseguire nei confronti di quegli Stati. Si stenta a capire che cosa effettivamente gli Stati Europei vogliano. Abbiamo assistito ad un &#8216;intervento umanitario&#8217; in Libia, per eliminare il dittatore Gheddafi che aizzava l&#8217;esercito contro il suo stesso popolo. \u00c8 certo che quel regime non sarebbe caduto senza l&#8217;intervento delle forze di coalizione esterne che hanno messo fuori uso le postazioni militari e gli armamenti dell&#8217;esercito governativo. Ma nei confronti di un altro popolo trattato alla stessa maniera dal regime, da un dittatore altrettanto sanguinario che da mesi sta decimando il suo popolo, parlo della Siria, non c&#8217;\u00e8 alcun &#8216;intervento umanitario&#8217; a difesa di quelle popolazioni e a sostegno degli oppositori del regime. Certamente ci sono motivi di politica internazionale che gli statisti valutano, ma non si pu\u00f2 non sentire il rammarico di un atteggiamento squilibrato e al limite dell&#8217;ipocrisia. \u00c8 chiaro che non sto invocando la guerra contro la Siria, ma piuttosto porre la domanda del perch\u00e9 della guerra contro la Libia.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><span new=\"\" times=\"\" style=\"font-size: 10pt; font-family: \">In questo discorso si inserisce una valutazione circa i nuovi assetti internazionali. Due di questi \u00e8 necessario porre sul tappeto: il ruolo della Turchia e il conflitto Israelo-Palestinese. La Turchia, paese emergente che stava sul punto di entrare nell&#8217;Unione Europea, ora si propone come guida dei nuovi assetti del Medio Oriente. \u00c8 il primo passo verso il ritorno ad una nuova grandeur ottomana? Circa il conflitto tra israeliani e palestinesi, si noter\u00e0 che da quando si \u00e8 cominciato a raccontare della primavera araba tale conflitto \u00e8 passato in secondo piano, almeno nelle notizie dei media. C&#8217;\u00e8 da chiedersi cosa ci\u00f2 possa significare, se un passaggio verso una prospettiva nuova di soluzione del conflitto o uno scontro pi\u00f9 acceso che vede il mondo arabo coalizzarsi?<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><span new=\"\" times=\"\" style=\"font-size: 10pt; font-family: \">In tutto questo, rimane sullo sfondo la sofferenza delle minoranze cristiane nei paesi islamici. Per loro il processo di democratizzazione non solo non porta benefici, ma anzi subiscono nuove violenze e attacchi. Le notizie sulle chiese incendiate, cristiani discriminati e uccisi, vanno sempre pi\u00f9 aumentando. Anche su questo la voce dell&#8217;Occidente democratico \u00e8 flebile e a singhiozzo.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><span new=\"\" times=\"\" style=\"font-size: 10pt; font-family: \">\u00c8 chiaro che qui non si vuol solo cercare un intervento difensivo, ma porre la questione su come veramente l&#8217;Occidente vuole accompagnare il processo di vera democratizzazione dei Paesi Arabi, evitando scorciatoie e fallimenti come in Iraq e in Afganistan. Senza dimenticare che gli sconvolgimenti di quei paesi pesano anche sui flussi migratori, e i profughi che attraversano il Sahara o il Sinai si vedono ridotti a semplice merce. Persone che a migliaia ormai trovano la morte o nel mare di sabbia o in quello di acqua, senza che nessuno si chieda perch\u00e9!<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\">\u00a0<\/p>\n<p><\/span><\/span><\/o:p><\/span><\/font><\/o:p><\/span><\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il passaggio epocale innescato dalla \u00bfprimavera islamica\u00bf pone diversi interrogativi sul passaggio di democratizzazione che questi Paesi sono chiamati a vivere.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3747,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-3746","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3746","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3746"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3746\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3747"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3746"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3746"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3746"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}