{"id":3770,"date":"2012-06-01T07:55:00","date_gmt":"2012-06-01T05:55:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/sacerdoti-il-buon-profumo-di-cristo\/"},"modified":"2012-06-01T07:55:00","modified_gmt":"2012-06-01T05:55:00","slug":"sacerdoti-il-buon-profumo-di-cristo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/sacerdoti-il-buon-profumo-di-cristo\/","title":{"rendered":"Sacerdoti, il buon profumo di Cristo"},"content":{"rendered":"<div><span style=\"font-size: 9pt; font-family: \"><span style=\"mso-font-width: 100%\"><o:p><font face=\"Times New Roman\"><span style=\"font-family: \"><o:p><span style=\"font-size: x-small\"><span times=\"\" new=\"\" style=\"font-family: \"><span lang=\"IT\"><\/p>\n<div>Una vigilia di Pentecoste memorabile quella che ci accingiamo a vivere. Sembra quasi che lo Spirito Santo si voglia soffermare per avvolgere tutti noi, radunati nella nostra cattedrale, per partecipare all&#8217;ordinazione presbiterale di Massimo Storelli, Giuseppe Germinario e Silvio Bruno. Quale gioia e quale grazia per la nostra Chiesa di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi! Sono stati chiamati, infatti, proprio per la Chiesa e non per se stessi. La gioia diventa ancora pi\u00f9 grande perch\u00e9 Massimo, Giuseppe e Silvio hanno accolto con entusiasmo l&#8217;invito ad essere ordinati insieme. Questo particolare mette pi\u00f9 in evidenza il carattere &#8220;pentecostale&#8221; della nostra Liturgia, giacch\u00e9 nel Libro degli Atti leggiamo che gli Apostoli quel giorno &#8220;si trovavano tutti insieme nello stesso luogo! (2, 1).<\/div>\n<div>La vocazione al sacerdozio \u00e8 una vocazione non ad un &#8220;io&#8221;, ma ad un &#8220;noi&#8221;. Proprio come la vocazione al matrimonio. Non sono forse, l&#8217;uno e l&#8217;altro, come li chiama il Catechismo della Chiesa Cattolica, &#8220;sacramento del servizio della Comunione?&#8221;. Nessun isolamento far\u00e0 mai nascere la Comunione. La Comunione \u00e8 servita solo dalla Comunione. La Chiesa pi\u00f9 che di molti preti, ha bisogno di un presbiterio! Essere &#8220;presbiterio&#8221; \u00e8 dono insito nella grazia del Sacramento: un dono da accogliere, da pregare, da condividere, da difendere, da testimoniare quotidianamente.<\/div>\n<div>Questa \u00e8 la grazia che invoco questa sera per i tre ordinandi: &#8220;D\u00e0, ti preghiamo, Padre onnipotente, a questi tuoi figli, la dignit\u00e0 di presbiteri&#8221;.<\/div>\n<div>Ma lasciamoci illuminare dalla Parola di Dio assegnata alla Veglia di Pentecoste: troveremo in essa l&#8217;annuncio di quanto il Signore opera per la Chiesa e nella Chiesa e di quanto sperimentiamo in questa solenne assemblea liturgica.<\/div>\n<div>\u00abEffonder\u00f2 il mio spirito sopra ogni uomo\u00bb: attraverso il profeta Gioele, ci giungono queste parole del Signore, il quale garantisce una situazione di totale cambiamento per il popolo di Dio, mediante la forza dello Spirito.<\/div>\n<div>Anche per voi, questa sera, carissimi, \u00e8 lo Spirito che compie una trasformazione radicale, attraverso l&#8217;unzione. Nello Spirito sarete unti. \u00abIn virt\u00f9 dell&#8217;unzione dello Spirito Santo &#8216; dice la Presbyterorum ordinis &#8216; i sacerdoti sono marcati da uno speciale carattere che li configura a Cristo Sacerdote, in modo da poter agire in nome di Cristo Capo\u00bb (PO 2). Nel Veni Creator si menziona la spiritalis unctio (l&#8217;unzione spirituale), espressione agostiniana che interpreta il testo della Prima Lettera di Giovanni: \u00abVoi avete ricevuto l&#8217;unzione&#8217;\u00bb (1Gv 2, 27), nel senso di unzione continua, grazie alla quale lo Spirito Santo, maestro interiore, ci permette di comprendere dentro ci\u00f2 che ascoltiamo all&#8217;esterno.<\/div>\n<div>San Basilio dice che lo Spirito Santo \u00abfu sempre presente nella vita del Signore, divenendone l&#8217;unzione e il compagno inseparabile\u00bb, cos\u00ec che \u00abtutta l&#8217;attivit\u00e0 di Cristo si svolse nello Spirito\u00bb (Basilio di Cesarea, Sullo Spirito Santo, XVI, 39[PG 32, 140C]). Avere l&#8217;unzione significa, dunque, avere lo Spirito Santo come &#8220;compagno inseparabile&#8221; nella vita, fare tutto &#8220;nello Spirito&#8221;, alla sua presenza, con la sua guida.<\/div>\n<div>Unti, per che cosa? Per essere mandati! Per diffondere nel mondo il buon odore di Cristo!<\/div>\n<div>San Paolo, nella Seconda ai Corinzi scrive: \u00abSiano rese grazie a Dio che sempre ci fa trionfare in Cristo e che per mezzo nostro spande dappertutto il profumo della sua conoscenza. Noi siamo infatti davanti a Dio il profumo di Cristo\u00bb (2Cor 2, 14-15).<\/div>\n<div>Questo dovrebbe essere il sacerdote: il buon profumo di Cristo nel mondo! Ma l&#8217;Apostolo ci mette sull&#8217;avviso, aggiungendo subito: \u00abAbbiamo questo tesoro in vasi di terra\u00bb (2Cor 4, 7). Sappiamo fin troppo bene, cosa tutto questo significhi. Ges\u00f9 diceva agli Apostoli: \u00abVoi siete il sale della terra; ma, se il sale diventa insipido, con che lo si saler\u00e0? Non \u00e8 pi\u00f9 buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli uomini\u00bb (Mt 5,13).<\/div>\n<div>La verit\u00e0 di questa parola di Cristo \u00e8 dolorosamente sotto i nostri occhi. Anche l&#8217;unguento, se perde l&#8217;odore e si guasta, si trasforma nel suo contrario, in lezzo, e anzich\u00e9 attirare a Cristo, allontana da Lui.<\/div>\n<div>Anche per rispondere a questa situazione papa Benedetto XVI ha voluto celebrare l&#8217;anno sacerdotale. Lo scriveva apertamente nella Lettera di indizione, il 16 giugno 2009:<\/div>\n<div>\u00abCi sono purtroppo anche situazioni, mai abbastanza deplorate, in cui \u00e8 la Chiesa stessa a soffrire per l&#8217;infedelt\u00e0 di alcuni ministri. \u00c9 il mondo a trarre allora motivo di scandalo e di rifiuto\u00bb. La lettera del Papa aggiunge poi: \u00abCi\u00f2 che massimamente pu\u00f2 giovare alla Chiesa \u00e8 &#8216; una rinnovata e lieta coscienza della grandezza del dono di Dio, concretizzato in splendide figure di generosi pastori, di religiosi, ardenti di amore per Dio e per le anime\u00bb.<\/div>\n<div>Proprio oggi, 26 maggio, la Chiesa ricorda San Filippo Neri, un sacerdote che ha diffuso il profumo di Cristo in abbandanza circa cinque secoli fa e di cui si sente ancora la dolce fragranza. Egli si conquist\u00f2 la simpatia della grande citt\u00e0, tanto da venir detto l&#8217;\u00abApostolo di Roma\u00bb. Frequentava i quartieri pi\u00f9 poveri, gli ospedali pi\u00f9 abbandonati, le carceri pi\u00f9 tetre, portando gioia dappertutto con la pi\u00f9 amabile carit\u00e0 cristiana. Raccoglieva intorno a s\u00e9 tanti ragazzi di strada, li faceva divertire, li educava e li istruiva, istituendo per loro l&#8217;\u00abOratorio del divino amore\u00bb.<\/div>\n<div>Il breve e intenso brano evangelico di questa sera ci suggerisce altre suggestioni riguardo al ministero sacerdotale. \u00abChi ha sete &#8216; dice Ges\u00f9 &#8211; venga a me e beva, chi crede in me. Come dice la Scrittura, &#8220;fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno&#8221;. Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui\u00bb (Gv 7, 37-39).<\/div>\n<div>Una bellissima ed efficacissima immagine di sacerdote ci \u00e8 data nella Esortazione Apostolica Pastores dabo vobis (n. 43). L\u00ec si dice che il sacerdote \u00e8 come un &#8220;ponte&#8221; per gli altri nell&#8217;incontro con Ges\u00f9 Cristo Redentore dell&#8217;uomo. Il nostro compito, cari sacerdoti e cari ordinandi, \u00e8 proprio quello di consentire alla gente di incontrarsi con l&#8217;inesauribile sorgente di acqua pura, di acqua sorgiva, di acqua rigenerante che \u00e8 Cristo. Pensiamo all&#8217;aspirazione profonda dell&#8217;uomo, di ogni uomo! Consideriamo la &#8220;vera sete&#8221; di cui sono assetati tanti giovani, soprattutto!<\/div>\n<div>Intervenendo, ieri l&#8217;altro, papa Benedetto XVI, all&#8217;Assemblea Generale della CEI, in questi termini si rivolgeva ai Vescovi: \u00abNon sapremo conquistare gli uomini al vangelo se non tornando noi stessi per primi a una profonda esperienza di Dio\u00bb. E aggiungeva: \u00abGli uomini vivono di Dio, di Colui che spesso inconsapevolmente o solo a tentoni ricercano per dare pieno significato all&#8217;esistenza: noi abbiamo il compito di annunciarlo, di mostrarlo, di guidare all&#8217;incontro con Lui. Ma \u00e8 sempre importante ricordarci che la prima condizione per parlare di Dio \u00e8 parlare con Dio, diventare sempre pi\u00f9 uomini di Dio, nutriti da un&#8217;intensa vita di preghiera e plasmati dalla sua Grazia\u00bb. Parole chiare quelle del Pontefice, rivolte ai Vescovi, ma che si addicono pure ai sacerdoti.<\/div>\n<div>Nella lettera a tutti i sacerdoti in occasione del Gioved\u00ec Santo del 1979, la prima della serie del suo pontificato, Giovanni Paolo II scriveva: \u00abC&#8217;\u00e8 nel nostro sacerdozio ministeriale la dimensione stupenda e penetrante della vicinanza della madre di Cristo\u00bb. Questa vicinanza tra Maria e il sacerdote \u00e8 riscontrabile nella missione stessa; come Maria il sacerdote ha il compito di portare Ges\u00f9 al mondo. Ma tale vicinanza \u00e8 riscontrabile anche nel momento stesso della ordinazione. Ci sono due brevissime parole che Maria pronunci\u00f2 nel momento dell&#8217;Annunciazione e che il sacerdote pronuncia al momento della sua ordinazione: \u00abEccomi!\u00bb e \u00abS\u00ec!\u00bb. Una l&#8217;abbiamo ascoltata anche da voi: quando siete stati chiamati per nome, avete risposto: \u00abEccomi!\u00bb; l&#8217;altra la ascolteremo fra un po&#8217;: quando vi saranno rivolte alcune domande, risponderete: \u00abS\u00ec, lo voglio!\u00bb. Ogni giorno siamo chiamati a pronunciare con gioioso slancio queste due parole: \u00abEccomi!\u00bb, \u00abS\u00ec, lo voglio!\u00bb, facendo rivivere l&#8217;unzione ricevuta nell&#8217;ordinazione.<\/div>\n<div>Ges\u00f9 entr\u00f2 nel mondo dicendo: \u00abEcco, io vengo, o Dio, per fare la tua volont\u00e0!\u00bb (Eb 10, 7). Accogliete anche voi questo immenso dono del sacerdozio con le stesse parole: \u00abEcco, io vengo, Signore Ges\u00f9, per fare la tua volont\u00e0!\u00bb.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>+ Luigi Martella<\/div>\n<p><\/span><\/span><\/span><\/o:p><\/span><\/font><\/o:p><\/span><\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u00bfomelia per l\u00bfOrdinazione sacerdotale di don Massimo, don Silvio e don Giuseppe, il Vescovo ha delineato alcune caratteristiche che ci si attende dalla figura del sacerdote, soprattutto in questo tempo.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3771,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-3770","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3770","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3770"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3770\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3771"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3770"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3770"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3770"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}