{"id":3808,"date":"2012-09-20T06:55:00","date_gmt":"2012-09-20T04:55:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/una-fede-che-cambia-la-vita\/"},"modified":"2012-09-20T06:55:00","modified_gmt":"2012-09-20T04:55:00","slug":"una-fede-che-cambia-la-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/una-fede-che-cambia-la-vita\/","title":{"rendered":"Una fede che cambia la vita"},"content":{"rendered":"<div><span style=\"font-family: ; font-size: 9pt\"><span style=\"mso-font-width: 100%\"><o:p><font face=\"Times New Roman\"><span style=\"font-family: \"><o:p><span style=\"font-size: x-small\"><span new=\"\" times=\"\" style=\"font-family: \"><\/p>\n<div><span style=\"font-family: Times New Roman\"><span style=\"font-size: x-small\"><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><span new=\"\" times=\"\" style=\"font-family: \"><font size=\"3\">\u00abLa fede ha le sue fatiche e le sue notti oscure&#8217;; la tentazione del nostro secolo \u00e8 quella di ricadere in un umanesimo nichilistico o, peggio, nelle maglie di una &#8216;fede debole&#8217;, alla disperata ricerca del &#8216;segno miracoloso&#8217; per alimentarsi come un&#8217;esile fiaccola. La vera scommessa, nell&#8217;era dello <i>spread<\/i> e dell&#8217;incertezza elevata a sistema esistenziale, \u00e8 quella dell&#8217;obbedire a &#8216;ci\u00f2 che lo Spirito suggerisce&#8217;, recuperando il significato pi\u00f9 profondo di un termine <i>(obaudire)<\/i> che implica il prestare ascolto e, successivamente, l&#8217;aderire in maniera totale al verbo della salvezza.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><span new=\"\" times=\"\" style=\"font-family: \"><font size=\"3\">Sono alcune delle suggestioni che la lettera pastorale di Mons. Luigi Martella per l&#8217;anno 2012-2013 offre al lettore attento. L&#8217;epistola ha titolo <i>Una fede che cambia la vita<\/i> e indaga, a supporto delle comunit\u00e0 cristiane della diocesi, che si accingono a vivere il nuovo anno pastorale, il fecondo rapporto tra fede ed educazione, un nesso imprescindibile. <\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><span new=\"\" times=\"\" style=\"font-family: \"><font size=\"3\">Il 2012 \u00e8 un&#8217;annata foriera di ricorrenze. Mentre ci si prepara al consueto appuntamento col Convegno pastorale diocesano, non si pu\u00f2 non ricordare, come precisa Mons. Martella, l&#8217;indizione dell&#8217;Anno della Fede da parte di papa Benedetto XVI con la lettera apostolica <i>Porta fidei<\/i>. Anno che ricorrer\u00e0 nel cinquantenario dall&#8217;apertura del Concilio Vaticano II e nel ventennale dalla pubblicazione del <i>Catechismo della Chiesa Cattolica<\/i> e, elemento che coinvolge profondamente tutti noi, dalla morte di don Tonino Bello.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><span new=\"\" times=\"\" style=\"font-family: \"><font size=\"3\">La riflessione di Mons. Martella si articola in tre momenti fondamentali. Il primo insiste sul fondamentale assunto che si debba <i>Conoscere per educarsi ed educare.<\/i> \u00c8 il presupposto fondamentale perch\u00e9 ci si possa porre &#8216;alla scuola del Vangelo&#8217;. Il rischio che si annida nella quotidianit\u00e0 delle nostre comunit\u00e0 \u00e8 di cedere a un attivismo che si traduca nel tanto temuto trionfo della &#8216;struttura&#8217; sulla fede. La presunzione di &#8216;sentirsi a posto&#8217; e di poter elargire lezioni di vita e cristianesimo agli altri confina col fariseismo e non giova alla crescita delle nostre comunit\u00e0. Bisogna anche guardarsi dalle panie di una fede &#8216;fai da te&#8217;, quella fede selettiva che l&#8217;uomo si costruisce a propria immagine e somiglianza, ignorando le provocazioni evangeliche e il magistero della Chiesa. Per conoscenza non si intende la mera cognizione delle Scritture di una religione del Libro; solo l&#8217;atto di &#8216;entrare nel cuore vivo del Vangelo&#8217; e la &#8216;compromissione&#8217; con il Cristo (intesa come promessa di reciproco ascolto) possono conferire all&#8217;educatore quell&#8217;autorevolezza che<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><span new=\"\" times=\"\" style=\"font-family: \"><font size=\"3\">render\u00e0 la sua opera feconda.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><span new=\"\" times=\"\" style=\"font-family: \"><font size=\"3\">Quello con il Cristo \u00e8 un (e veniamo al secondo momento della riflessione di Mons. Martella) incontro che cambia la vita. Gli esempi, in tal direzione, sono molteplici; il Vescovo muove da figure evangeliche, quali l&#8217;emorroissa, Zaccheo, per poi volgere lo sguardo ai discepoli di Emmaus. Significativo l&#8217;esempio soprattutto della prima, che, grazie alla &#8216;fiducia&#8217; nel Cristo, si emancipa dallo stato di impurit\u00e0 (l&#8217;immagine di copertina della lettera pastorale, <i>ndr<\/i>). Fondamentale anche il caso del pubblicano; la sua discesa dal sicomoro \u00e8 figura della ritrovata capacit\u00e0 di &#8216;operare abbondantemente il bene&#8217;.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><span new=\"\" times=\"\" style=\"font-family: \"><font size=\"3\">Nodale anche la rievocazione della parabola esistenziale di Sant&#8217;Agostino. Nella conversione, testimoniata nelle <i>Confessiones<\/i> (che diverranno per un intellettuale come Francesco Petrarca guida irrinunciabile), un ruolo basilare \u00e8 giocato proprio dai Maestri, tra cui la madre Monica (nel terzo momento della riflessione, Martella ribadir\u00e0 la centralit\u00e0 della famiglia nell&#8217;educazione cristiana), e dalla testimonianza comunitaria. Nel momento in cui rievoca la comunit\u00e0 ambrosiana di Milano, che apparve al santo di Tagaste &#8216;popolata di fedeli&#8217; nel vero senso del termine, \u00e8 come se Mons. Martella invitasse tutte le comunit\u00e0 della diocesi a seguirne l&#8217;esempio, per diffondere il profumo e il fascino della fede nella nostra societ\u00e0.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><span new=\"\" times=\"\" style=\"font-family: \"><font size=\"3\">\u00c8 qui che interviene il terzo snodo della meditazione episcopale: <i>Vivere la fede in una societ\u00e0 complessa<\/i>. Come si \u00e8 gi\u00e0 detto, si tratta di una sfida nell&#8217;epoca che ha elevato il labirinto a sistema. Si \u00e8 proclamata la morte di Dio, per poi saggiare con sconcerto l&#8217;insufficienza della scienza a offrire risposte agli interrogativi che da sempre assillano l&#8217;individuo. Forse l&#8217;umana riscoperta del desiderio di Dio potr\u00e0 lenire le angosce della societ\u00e0 contemporanea, a patto che non si punti all&#8217;inesausta ricerca di esperienze sensazionali. \u00c8 necessario invece valorizzare la dimensione della fede nella famiglia, nel pieno rispetto del principio del <i>life-long learning<\/i>, e tornare a credere fortemente nella funzione educativa della liturgia. Tutto ci\u00f2 sar\u00e0 nuova linfa vitale, se gli educatori sapranno innervare di valore testimoniale le loro azioni, per tornare a destare, in chi li osserva e da loro desidera apprendere, &#8216;stupore&#8217; e &#8216;meraviglia&#8217;. <o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><span new=\"\" times=\"\" style=\"font-family: \"><font size=\"3\">&#8216;Per essere veri educatori non basta essere adulti, bisogna essere &#8216;risorti&#8221;.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p><\/span><\/span><\/div>\n<p><\/span><\/span><\/o:p><\/span><\/font><\/o:p><\/span><\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La lettera pastorale del Vescovo offre la chiave di lettura del nuovo anno pastorale, Anno della Fede, all\u00bfinizio del percorso di attuazione del nuovo progetto pastorale.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3809,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-3808","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3808","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3808"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3808\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3809"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3808"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3808"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3808"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}