{"id":3866,"date":"2013-04-15T06:55:00","date_gmt":"2013-04-15T04:55:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/il-tramonto-luminoso-di-don-tonino\/"},"modified":"2013-04-15T06:55:00","modified_gmt":"2013-04-15T04:55:00","slug":"il-tramonto-luminoso-di-don-tonino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/il-tramonto-luminoso-di-don-tonino\/","title":{"rendered":"Il tramonto luminoso di don Tonino"},"content":{"rendered":"<div><span style=\"font-family: ; font-size: 9pt\"><span style=\"mso-font-width: 100%\"><o:p><font face=\"Times New Roman\"><span style=\"font-family: \"><o:p><span style=\"font-size: x-small\"><span new=\"\" times=\"\" style=\"font-family: \"><span style=\"font-family: Times New Roman\"><span style=\"font-size: x-small\"><span lang=\"IT\"><\/p>\n<div><font face=\"Calibri\"><span lang=\"IT\"><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><font size=\"3\">Questo io vi chiedo: siate pastori con l&#8217;odore delle pecore&#8217;. Cos\u00ec ci ha parlato Papa Francesco durante la messa crismale dell&#8217;ultimo gioved\u00ec santo. &#8216;Il Signore lo dir\u00e0 chiaramente: &#8211; ci ha ricordato il vescovo di Roma &#8211; la sua unzione \u00e8 per i poveri, per i prigionieri, per i malati e per quelli che sono tristi e soli. L&#8217;unzione non \u00e8 per profumare noi stessi e tanto meno perch\u00e9 la conserviamo in un&#8217;ampolla, perch\u00e9 l&#8217;olio diventerebbe rancido e il cuore amaro&#8217;. Non so se l&#8217;accostamento pu\u00f2 essere precipitoso, ma le parole del Papa mi sembrano la didascalia pi\u00f9 vera che ci fa ancora ricordare, soprattutto per i pi\u00f9 adulti tra di noi, quel 20 aprile 1993 e, due giorni dopo, il tramonto lucente sul molo di Molfetta di mons. Antonio Bello.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><font size=\"3\">La celebrazione eucaristica fu presieduta da mons. Mariano Magrassi, arcivescovo di Bari, che introdusse l&#8217;omelia con queste parole: &#8216;\u00c8 stato un tramonto luminoso, quasi pi\u00f9 fascinoso di un&#8217;alba [&#8216;]. Ringraziamo il Signore per averci dato una testimonianza cos\u00ec luminosa. Facciamo in modo che non si disperda nell&#8217;aria solo per un istante, come il profumo effimero di un fiore, ma si scolpisca nel cuore. Per sempre. Sar\u00e0 il modo migliore di ricordarlo&#8217;. Mi piace ricordarlo cos\u00ec don Tonino: un prete, un vescovo con l&#8217;odore delle pecore, profondamente immerso nei problemi della sua gente, nella tristezza della sua gente, nella gioia della sua gente.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><font size=\"3\">La sua pi\u00f9 grande aspirazione di pastore \u00e8 stata quella di mettersi alla sequela di Cristo insieme al suo popolo, condividendo fino in fondo il cammino della nostra diocesi. Lo ricordiamo come un pastore buono, servendo anche nella sua malattia la nostra gioia di vivere, la nostra capacit\u00e0 di sperare, la responsabilit\u00e0 di crescere come protagonisti della nostra storia personale e collettiva, della storia della nostra Chiesa locale e del mondo intero. Entrando in solidariet\u00e0 con i nostri percorsi feriali ha generato dentro di noi una qualit\u00e0 nuova dell&#8217;esistenza. Per questo \u00e8 stato un pastore con l&#8217;odore delle pecore. <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><font size=\"3\">Nell&#8217;omelia pronunciata il 19 marzo 1993 in Episcopio, durante il rito di Ammissione agli ordini sacri di due giovani seminaristi, dir\u00e0: &#8216;Vi auguro che non stiate mai in testa e neppure in coda, ma possiate stare sempre in mezzo al popolo, come Ges\u00f9. Sedetevi in mezzo alla gente, sentite il sapore e il profumo del popolo, inebriatevi di questo grande ideale di annunciare Ges\u00f9 Cristo&#8217;. \u00c8 certo che con queste parole don Tonino non solo ha fatto gli auguri pi\u00f9 belli ai due futuri presbiteri, ma ha anche tratteggiato lo stile prioritario del suo ministero episcopale consegnandoci l&#8217;impronta di Chiesa da assumere: in mezzo al popolo, con l&#8217;odore del popolo. <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><font size=\"3\">Sono trascorsi venti anni da quel giorno e don Tonino, con il suo esempio di uomo e di vescovo, continua a essere per tutti quanti noi quel fascio di luce che porta impressi i tratti del Figlio di Dio. La fede di don Tonino ci permette ancora oggi di incontrare Cristo, la sua testimonianza continua a parlarci di pace, di solidariet\u00e0, di bellezza della vita. Lo sentiamo vicino perch\u00e9 continua a sorridere, ad incoraggiare i giovani, ad accarezzare i bambini; anche dall&#8217;altare scomodo della sua malattia ci ha benedetto ricordandoci, come ha fatto papa Francesco, che &#8216;Quando camminiamo senza la Croce, quando edifichiamo senza la Croce non siamo discepoli del Signore: siamo mondani&#8217;. Per questo lo sentiamo oggi pi\u00f9 vicino che mai, perch\u00e9 continua a parlarci di Cristo e ad additarci la speranza.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><font size=\"3\">La fede di Tonino Bello e il suo amore per l&#8217;unico Maestro, ci hanno allenati a saper riconoscere il Cristo nei percorsi ordinari della vita; lo ricorda Papa Benedetto nel Motu proprio Porta Fidei: &#8216;\u00c8 la fede che permette di riconoscere Cristo ed \u00e8 il suo stesso amore che spinge a soccorrerlo ogni volta che si fa nostro prossimo nel cammino della vita&#8217; (n. 14). Don Tonino ci aiuti a non perdere la speranza in questo tempo definito di passioni tristi, e il nostro impegno di cristiani responsabili, sono certo, non deluder\u00e0 lo stesso vescovo che il 27 giugno 1992, in una riflessione dettata al Consiglio Pastorale Diocesano cos\u00ec si esprimeva: &#8216;Eppure, tra le arterie di questa citt\u00e0 che rassomiglia sempre pi\u00f9 a Babele e sempre meno a Gerusalemme, soffia il vento dell&#8217;attesa. Non si sa bene di che. Ma \u00e8 certo un&#8217;attesa di significati. C&#8217;\u00e8 domanda di sale. Di sapori perduti. Di gusti profondi. Nei giovani soprattutto. I quali, se l&#8217;insostenibile leggerezza dell&#8217;essere impedisce loro di immergersi nel cuore delle cose e li tiene l\u00ec a galleggiare sulla superficie dei fenomeni come su di una lastra di cristallo, avvertono per\u00f2 il fascino dei grandi valori e sentono il profumo di un pane di cui non sanno presso quale forno fare la provvista&#8217;.<\/font><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<\/p>\n<p><\/span><\/font><\/div>\n<p><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/o:p><\/span><\/font><\/o:p><\/span><\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Celebriamo quel 20 aprile 1993 e, due giorni dopo, il tramonto lucente sul molo di Molfetta di mons. Antonio Bello. La celebrazione eucaristica fu presieduta da mons. 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