{"id":3930,"date":"2013-11-07T06:22:00","date_gmt":"2013-11-07T05:22:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/la-dignita-prima-di-tutto\/"},"modified":"2013-11-07T06:22:00","modified_gmt":"2013-11-07T05:22:00","slug":"la-dignita-prima-di-tutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/la-dignita-prima-di-tutto\/","title":{"rendered":"La dignit\u00e0 prima di tutto"},"content":{"rendered":"<div>\n<div><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: Times New Roman\"><span new=\"\" times=\"\" style=\"font-family: \"><o:p><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"Calibri\">Non \u00e8 passato molto tempo da quando il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato alle due Camere un messaggio sulla situazione delle carceri, in cui definisce la posizione italiana \u00abumiliante sul piano internazionale per la violazione dei diritti umani dei detenuti\u00bb. Questo, in realt\u00e0, \u00e8 stato l&#8217;ultimo di una lunga serie di inviti pressanti sul tema. L&#8217;ultimo, in particolare, di fatto recepisce e accoglie la sentenza della Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo di Strasburgo che ha concesso un anno all&#8217;Italia, fino a maggio 2014, per risolvere il problema del sovraffollamento carcerario. Nel messaggio, si fa riferimento ai possibili rimedi: innovazioni strutturali per ridurre il numero delle persone in carcere, aumento della capienza delle strutture penitenziarie e come extrema ratio quelli che vengono definiti rimedi straordinari, cio\u00e8 indulto e amnistia. <o:p><\/o:p><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"Calibri\">Ora, senza entrare nel merito del dibattito politico che ha creato tale richiesta, non vi \u00e8 dubbio che la situazione di disumanit\u00e0 in cui si trova a convivere la persona carcerata nel nostro Stato sia un&#8217;evidenza. <o:p><\/o:p><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"Calibri\">Ad oggi gli istituti di detenzione presenti in Italia sono 206; il totale dei detenuti presenti in queste carceri sono 64.758 contro una capienza regolamentare di 47.615 posti: 2.821 sono donne, 22.770 stranieri e 863 soggetti in semilibert\u00e0, di cui 90 stranieri. Sulla base dei numeri potremmo tranquillamente dire che il sovraffollamento delle carceri sia l&#8217;unico aspetto negativo del sistema penitenziario italiano, ma ovviamente non \u00e8 cos\u00ec. <o:p><\/o:p><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"Calibri\">A determinarne l&#8217;emergenza ci sono una molteplicit\u00e0 di altri importanti aspetti quali le condizioni inumane in cui vivono i detenuti, le scarse cure cui sono sottoposti, le condizioni igieniche molto precarie, la tossicodipendenza, fino alla carenza di personale penitenziario e alla scarsa sorveglianza sugli stessi detenuti. A tutto questo possiamo tranquillamente aggiungere l&#8217;irragionevole durata dei processi.<o:p><\/o:p><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"Calibri\">Se si entra poi nel merito della sentenza con cui Strasburgo condanna l&#8217;Italia (sentenza Torreggiani del 2013), si vede<span style=\"mso-spacerun: yes\">\u00a0 <\/span>che la Corte addebita al nostro sistema carcerario \u00abtrattamenti inumani e degradanti\u00bb non solo per la ristrettezza degli spazi a disposizione di ciascun detenuto, ma per la gestione ordinaria del carcere: eccessiva chiusura delle celle ed esclusione del detenuto da spazi comuni; mancanza di refettori, di opportunit\u00e0 lavorative e di studio; insufficiente ventilazione o illuminazione delle celle.<o:p><\/o:p><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"Calibri\">In poche parole: la Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo ci dice che la nostra principale violazione \u00e8 di aver tradito la nostra stessa legge fondamentale. La Costituzione italiana<span style=\"mso-spacerun: yes\">\u00a0 <\/span>all&#8217;articolo 27 recita: \u00abLe pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanit\u00e0 e devono tendere alla rieducazione del condannato\u00bb. Ma possiamo citare anche<span style=\"mso-spacerun: yes\">\u00a0 <\/span>l&#8217;Ordinamento Penitenziario il quale afferma &#8216; in continuit\u00e0 con la Costituzione &#8211; che &#8216;il trattamento penitenziario deve essere conforme a umanit\u00e0 e deve assicurare il rispetto della dignit\u00e0 della persona&#8217;. E infatti l&#8217;Italia \u00e8 il secondo Stato europeo con il maggior numero di condanne per violazione della Convenzione Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo (CEDU). <o:p><\/o:p><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"Calibri\">Il dibattito sulla giustizia, che si \u00e8 scaldato negli ultimi giorni attorno ai temi dell&#8217;amnistia e dell&#8217;indulto, non \u00e8 solo politico ma anche civile, culturale, etico e per certi aspetti scientifico. Nella mitologia greca Nemesi, dea della vendetta, era il volto tragico di Dike, dea della giustizia. Per molti secoli il concetto di vendetta e giustizia sono stati interscambiabili, finch\u00e9 arriv\u00f2 l&#8217;insegnamento cristiano, che introdusse l&#8217;idea di perdono e di ravvedimento: la \u00abmet\u00e0noia\u00bb che Giovanni Battista predicava (cfr Mt 3, 8) sulle rive del Giordano. In sostanza la possibilit\u00e0 di una metanoia presuppone che anche chi ha sbagliato pu\u00f2 ravvedersi.<o:p><\/o:p><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"Calibri\">Un principio ripreso in et\u00e0 illuministica, quando ancora la gran parte dei Paesi non intravedeva neanche l&#8217;idea di una giustizia rieducativa, dall&#8217;italiano Cesare Beccaria. Quest&#8217;ultimo, pur non citando mai la parola amnistia, nei Dei delitti e delle pene diceva che \u00abla clemenza e il perdono diventano meno necessari a misura che le pene divengono pi\u00f9 dolci\u00bb. E riteneva dunque \u00abfelice la nazione\u00bb in cui la clemenza potesse essere esclusa, come conseguenza della \u00abdolcezza delle pene\u00bb. Ma noi non siamo una \u00abnazione felice\u00bb. E il nostro sistema carcerario ha bisogno, ciclicamente, di interventi straordinari di clemenza. Ce lo ribadiscono non solo la corte di Strasburgo e il Capo dello Stato, ma tutti coloro (dai direttori di carcere ai volontari) che quotidianamente sono a contatto con la realt\u00e0 penitenziaria. Ci sono direttori di carcere che, facendo salti mortali, riescono ad avere carceri con celle chiuse solo di notte, laboratori, palestre, corsi di studio, apertura alla societ\u00e0 e all&#8217;universit\u00e0. Accanto a queste realt\u00e0 positive, abbiamo realt\u00e0 infernali, che gli avvocati delle Camere penali e le associazioni che si occupano di carcere puntualmente denunciano.<o:p><\/o:p><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"Calibri\">Un sistema carcerario punitivo \u00e8 contro la civilt\u00e0 ed \u00e8 contro la scienza. La ricerca scientifica ha ormai dimostrato in modo certo che il Dna dell&#8217;uomo \u00e8 programmato per il mantenimento della specie e invita dunque a procreare, educare, abitare, sapere, costruire ponti e legami che rendano pi\u00f9 sicura la vita. Pertanto l&#8217;uomo \u00e8 biologicamente portato al \u00abbene\u00bb, e il \u00abmale\u00bb \u00e8 la reazione a situazioni avverse, ad abusi o violenze subite. Come diceva sant&#8217;Agostino il male \u00e8 la privatio boni, l&#8217;ombra del bene o la sua assenza. Di conseguenza, se il bene \u00e8 l&#8217;origine, \u00e8 possibile riportarvi chi \u00e8 caduto nel vortice del crimine. Anche qui ci viene in aiuto la ricerca scientifica che, come ha detto Umberto Veronesi, ci ha confermato che il nostro sistema di neuroni \u00e8 plastico e si rinnova, perch\u00e9 il cervello \u00e8 dotato di cellule staminali proprie in grado di generare nuove cellule. Questo dimostra scientificamente che la persona messa in carcere non \u00e8 la stessa vent&#8217;anni pi\u00f9 tardi e che per ogni uomo esiste per tutta la vita la possibilit\u00e0 di cambiare ed evolversi, adattandosi a nuovi stimoli.<o:p><\/o:p><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"Calibri\">Purtroppo la realt\u00e0 delle nostre carceri sembra ignorare del tutto questo punto. Ma se neppure la dignit\u00e0 \u00e8 rispettata, come si pu\u00f2 anche solo pensare a una rieducazione? Del resto la nostra legge ammette ancora l&#8217;ergastolo ostativo, che \u00e8 un&#8217;infamia, una condanna a morire in carcere; dunque una forma diversa, ma non meno crudele, di pena capitale: una pena di morte civile o pena fino alla morte, perch\u00e9 chi sa di non poter mai pi\u00f9 tornare alla sua vita, \u00e8 condannato ad una agonia lenta e spietata.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNoSpacing\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\">\u00a0<\/p>\n<p><\/o:p><\/span><\/span><\/span><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>64.758 detenuti contro una capienza regolamentare<br \/>\ndi 47.615 posti: l\u00bfappello del presidente Napolitano e di Papa Francesco provocano la politica e le coscienze.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3931,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-3930","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3930","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3930"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3930\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3931"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3930"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3930"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3930"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}