{"id":4014,"date":"2014-08-26T19:35:00","date_gmt":"2014-08-26T17:35:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/ecco-la-rivoluzione-che-io-prof-vorrei\/"},"modified":"2014-08-26T19:35:00","modified_gmt":"2014-08-26T17:35:00","slug":"ecco-la-rivoluzione-che-io-prof-vorrei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/ecco-la-rivoluzione-che-io-prof-vorrei\/","title":{"rendered":"Ecco la rivoluzione che io prof vorrei"},"content":{"rendered":"<div>\n<div><span style=\"font-size: 11pt\">Dunque ci siamo: venerd\u00ec dovremmo conoscere (anticipazioni giornalistiche a parte) il destino della scuola italiana. Renzi metter\u00e0 le carte sul tavolo da gioco del Consiglio dei Ministri per farle vedere a tutti, soprattutto i docenti. Perch\u00e9 il centro nevralgico di tutto sono proprio loro. Intanto la loro delicata funzione \u00e8 svilita da una retribuzione tra le pi\u00f9 basse d\u2019Europa. Questo porta un ulteriore elemento critico ad una problematica di per s\u00e9 piuttosto complicata dalla presenza di un rilevante numero di docenti precari delle graduatorie ad esaurimento e un ancor pi\u00f9 congruo numero di supplenti delle graduatorie d\u2019istituto. Se si considera l\u2019altro impiccio dello sblocco degli scatti di anzianit\u00e0, il problema si presenta di difficile soluzione. I docenti sono &#8211; o erano, vedremo le novit\u00e0 del piano Renzi &#8211; legati ad una carriera priva di progressi e di passaggi, se non quelli da docente a preside, a parte gli incarichi di collaborazione o le funzioni strumentali che si rinnovano anno per anno.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 11pt\">Ma quali sono le aspettative del mondo docente? Una delle pi\u00f9 sentite \u00e8 il criterio di valutazione del docente, in base, ad esempio alla sua preparazione, che pu\u00f2 essere testimoniata non solo da frequenze di corsi o da ore di permanenza nell\u2019edificio scolastico, ma da pubblicazioni, partecipazioni a convegni come relatore e da riconoscimenti vari.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 11pt\">Perch\u00e9 il rischio avvertito da molti insegnanti \u00e8 quello di una valutazione puramente quantitativa senza tener conto della peculiare dimensione della istituzione scuola, fatta di rapporti vivi, di bisogni non solo materiali, difficili da rendere numeri.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 11pt\">Vi \u00e8 poi un altro aspetto di cui si parla con insistenza, quello dell\u2019aggiornamento dei docenti, che in qualche modo investe le precedenti considerazioni: siamo sicuri che la frequenza di qualche corso faccia diventare migliori? E quali reali competenze avranno i formatori? L\u2019aggiornamento pu\u00f2 far parte delle responsabilit\u00e0 dell\u2019insegnante che sceglie di approfondire i contenuti disciplinari piuttosto che le normative, l\u2019aspetto psicologico invece di quello storico, mettendo a disposizione della scuola i risultati del proprio lavoro.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 11pt\">Un\u2019ulteriore aspettativa riguarda la fine dell\u2019appiattimento (in alcuni Paesi si sta tornando a forme pi\u00f9 tradizionali) sulla forma test, quando non quiz; il Ministero dovrebbe avversare forme di valutazione che non fanno altro che assecondare &#8211; e non contrastare come dovrebbero &#8211; il processo di impoverimento espressivo (e psichico) in atto.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 11pt\">Vi \u00e8 poi la questione che riguarda la centralit\u00e0 del ruolo del docente nel contesto scolastico: il proliferare di normative riguardanti il disagio scolastico (ad esempio i Bes, Bisogni Educativi Speciali, della direttiva ministeriale del 2012), la maggiore importanza data alle aspettative genitoriali, come se la scuola fosse un prodotto da confezionare su misura per gratificare le famiglie e non per formare, ha creato una enorme confusione. Oltretutto, in ogni situazione familiare si annidano infinite problematiche, soprattutto in et\u00e0 pre-adolescenziale e adolescenziale, e non si pu\u00f2 chiedere ad un docente di classi di oltre trenta studenti di riuscire a tenere conto di tutto e del contrario di tutto. Per non parlare della \u201cvexata quaestio\u201d dei compiti da correggere, delle lezioni da preparare, delle tesine da controllare ed altre tipologie di lavoro non riconosciuto come meriterebbe.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 11pt\">I docenti si aspettano che venga riconosciuta loro una centralit\u00e0 che l\u2019apertura della scuola agli altri elementi della societ\u00e0 ha messo a dura prova, poich\u00e9 non ha fatto altro che subordinare il ruolo docente alle aspettative delle famiglie, con l\u2019imbarazzante messa sotto processo di qualsiasi \u201cimpopolare\u201d decisione dell\u2019insegnante, stretto tra ricorsi e nuove normative che moltiplicano e rendono difficile &#8211; quando non impossibile &#8211; un lavoro che deve invece avere una sua autonomia di giudizio e di metodo. Gli studenti sembrano arrivare a scuola ben pi\u00f9 consapevoli dei loro diritti che dei loro doveri, grazie ad un processo di liberazione da alcuni condizionamenti giudicati obsoleti.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 11pt\">Una buona parte degli insegnanti si attende il ritorno alla centralit\u00e0 della figura docente, e ad una dimensione &#8211; anche economica &#8211; pi\u00f9 consona a quel ruolo e ai livelli Ocse.<\/span><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Innanzitutto il criterio di valutazione del docente, in base, ad esempio alla sua preparazione, che pu\u00f2 essere testimoniata non solo da frequenze di corsi o da ore di permanenza nell\u2019edificio scolastico, ma da pubblicazioni, partecipazioni a convegni come relatore e da riconoscimenti vari. Ma soprattutto il riconoscimento della centralit\u00e0 del ruolo del docente, messa in questi decenni a dura prova<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4015,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-4014","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4014","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4014"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4014\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4015"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4014"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4014"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4014"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}