{"id":4060,"date":"2015-03-04T18:31:00","date_gmt":"2015-03-04T17:31:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/non-dimenticatevi-di-noi\/"},"modified":"2015-03-04T18:31:00","modified_gmt":"2015-03-04T17:31:00","slug":"non-dimenticatevi-di-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/non-dimenticatevi-di-noi\/","title":{"rendered":"Non dimenticatevi di noi!"},"content":{"rendered":"<p>Quando la campana dell\u2019emergenza non s\u2019ode pi\u00f9, allora questa circostanza ci porta a riflettere per due motivi: o il pericolo \u00e8 passato o il dramma e le sue conseguenze sono stati dimenticati. Nel nostro caso vale forse la seconda giustificazione e alludo all\u2019emergenza umanitaria ed ecclesiale dei circa 150 mila cristiani sfollati in Iraq. Le diocesi interamente evacuate patiscono non solo a causa degli assassini \u201cfondamentalisti\u201d che hanno costretto la popolazione a fuggire privandola delle proprie case, chiese, negozi, imprese e campi, ma soprattutto denunciano il fatto di aver abbandonato queste genti a combattere una immane tragedia. Non dovrebbe essere lo Stato a provvedere per questi cittadini? No, perch\u00e9 ancora una volta sono le stesse chiese che hanno subito l\u2019esilio a dover occuparsi e prendersi cura dei propri figli. Con un\u2019indifferenza disgustosa e quasi criminale, le autorit\u00e0 civili rivolgono lo sguardo altrove come per dire: \u201cpensateci voi\u201d. I veri pastori, per\u00f2, non hanno abbandonato il proprio gregge. Oggi, dopo 6 mesi dall\u2019inizio della tragedia, gli sforzi sono s\u00ec pi\u00f9 organizzati, ma le risorse scarseggiano soprattutto per le diocesi che sono state sradicate dalle loro terre: le istituzioni ecclesiastiche e le chiese rischiano di essere cancellate per sempre dall\u2019antica terra dell\u2019Iraq. Perci\u00f2, l\u2019appello di oggi \u00e8 per dimostrare che \u00e8 urgente sostenere proprio quelle comunit\u00e0 e non chi sta bene. Di solito, noi che viviamo della normalit\u00e0, ci annoiamo ad ascoltare le stesse drammatiche notizie in quanto la quotidianit\u00e0 dei fatti ci impedisce di reagire con lo stesso entusiasmo iniziale.<br \/>\n Anche se questo dramma ha minacciato tutti i cristiani in Iraq, la ferita pi\u00f9 grave l\u2019ha subita la provincia di Ninive dove si concentra la totalit\u00e0 dei battezzati. Sia la citt\u00e0 di Mosul (capoluogo), che negli ultimi 12 anni ha visto diminuire di gran numero il popolo cristiano, sia le citt\u00e0 e villaggi cristiani nella Piana di Ninive, oggi sono tutte zone abbandonate dai cristiani: non si verificava un evento simile da duemila anni ovvero dalla comparsa del cristianesimo in Mesopotamia. Basti pensare che a Mosul esistevano quattro diocesi: due cattoliche, Siro-Antiochena e Caldea, quella Siro ortodossa e quella Assira. Oggi i fedeli insieme ai loro preti e pastori sono fuggiti nella Regione Kurda dell\u2019Iraq. Alcune citt\u00e0 cristiane, come Qaraqosh che sono state durante tutte le guerre passate rifugio sicuro per i cristiani e non cristiani, con l\u2019avanzata degli estremisti, oggi sono state completamente annientate. Se la gente che si \u00e8 rifugiata in Kurdistan \u00e8 costretta ad adattarsi alla contingente situazione, non vuol dire che vivano una vita normale. \u00c8 pur vero che il numero delle famiglie nelle tendopoli \u00e8 dimi-nuito ma i problemi essenziali permangono. Sfidando l\u2019insidioso freddo dell\u2019inverno del Kurdistan, i rifugiati sono costretti a trovare soluzioni per pianificare la loro vita quotidiana per proteggersi dal clima ostile: i carburanti sono scarsi, difficili da reperire. Tutto scarseggia in questa terra ricca per\u00f2 di petrolio. Le organizzazioni locali, soprattutto delle comunit\u00e0 e delle diocesi sfollate, si impegnano per offrire il meglio, ma non sempre si arriva a soddisfare le esigenze essenziali: pagare gli affitti delle migliaia di famiglie senza tetto, curare, procurare viveri e abbigliamenti adeguati per l\u2019inverno. Nelle tendopoli o nei centri di accoglienza non esistono luoghi sanitari ordinari, sono stati invece allestiti ambulatori di emergenza: semplici stanzette prefabbricate o tende. Non esiste un servizio sanitario nazionale per provvedere, controllare, curare: si fa come si pu\u00f2 con le prestazioni dei volontari e di personale della sanit\u00e0 sfollati. Il costo dei farmaci \u00e8 alto soprattutto per le malattie croniche, per gli interventi negli ospedali statali e privati. E la scuola, l\u2019istruzione dei bambini e dei giovani? Nella sola Qaraqosh c\u2019erano circa 50 scuole e pi\u00f9 di 1000 universitari. Ora sono stati istituiti posti provvisori per le scuole. I ragazzi frequentano le scuole esistenti negli orari scolastici lasciati liberi dagli alunni originari del luogo.\u00a0<br \/>\n Dopo questa veloce disamina ora pi\u00f9 che mai, noi come chiesa sentiamo il dovere morale di sostenere la gente dal punto di vista psicologico per aiutarla a sopportare l\u2019enorme peso di un disagio non voluto. Non possiamo minimamente immaginare le sofferenze e le angosce di queste persone, anziani, adulti, giovani e bambini, per aver perso comunque, dopo una vita di fatica, ricordi, affetti personali e beni di valore ereditati! Questa \u00e8 una storia definitivamente cancellata dove non esistono pi\u00f9 diari, foto, ricordi, e dove la storia di una famiglia si riesce soltanto a raccontarla solo fino a una determinata generazione. Per questo popolo, il passato \u00e8 stato cancellato e il futuro \u00e8 decisamente incerto. Il popolo cristiano in Iraq aspira a riappropriarsi della propria terra e delle proprie case e spera di radunare le comunit\u00e0 per recuperare la vita della \u201ccomunit\u00e0 credente\u201d credente e fedele al suo Signore.<\/p>\n<p> *Ringraziamo don Giovanni de Nicolo per la corrispondenza con don Georges<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci scrive un giovane sacerdote di Mosul.\u00a0Si rinnova l\u2019appello alla nostra solidariet\u00e0.\u00a0<br \/>\n\u201cSacra Famiglia\u201d \u00e8 un Centro diocesano per aiutare i rifugiati, in particolare i cristiani della diocesi di Mosul. Distribuisce alimentari per 7.000 famiglie, 70 \u20ac al mese per una famiglia, assistenza sanitaria&#8230; Ogni mese si spendono quasi 100.000 \u20ac per 2.000 malati<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4061,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-4060","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4060","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4060"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4060\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4061"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4060"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4060"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4060"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}