{"id":4152,"date":"2016-01-27T20:50:00","date_gmt":"2016-01-27T19:50:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/adotta-un-ragazzo-qualche-considerazione\/"},"modified":"2016-01-27T20:50:00","modified_gmt":"2016-01-27T19:50:00","slug":"adotta-un-ragazzo-qualche-considerazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/adotta-un-ragazzo-qualche-considerazione\/","title":{"rendered":"Adotta un ragazzo&#8230;qualche considerazione"},"content":{"rendered":"<div>Il sito <em>Adottaunragazzo.it<\/em>, attualmente pubblicizzato sulle nostre reti televisive, \u00e8 un social network francese di incontri, attivo gi\u00e0 da quattro anni (un francese su dieci \u00e8 registrato, per un totale di 5,7 milioni di iscritti); in Italia conta sei mila iscritti, nel giro di un mese circa.<\/div>\n<div>Chi si iscrive diventa \u201cprodotto\u201d (se si tratta di uomini) o \u201ccliente\u201d (nel caso di una donna). Gli uomini compilano una sorta di scheda tecnica, che le donne valutano, selezionano e mettono nel carrello; sono le donne che cominciano una chat con il \u201cprodotto\u201d che pi\u00f9 le interessa ed \u00e8 tutto anonimo, ovviamente.<\/div>\n<div>Le considerazioni in merito all\u2019ideazione di questo social sono molteplici, ma procediamo con ordine.<\/div>\n<div>Partiamo dal nome del social network: <em>Adottaunragazzo<\/em>. Di primo impatto il termine \u201cadotta\u201d non farebbe pensare a nulla di meschino, ma quando si scopre a quale meccanismo fa realmente riferimento, l\u2019uso di quel verbo diventa assurdo, per quanto moralmente (e forse pubblicitariamente) pi\u00f9 accettabile, soprattutto se lo spot passa sulle reti nazionali. Eppure, l\u2019adozione \u00e8 una cosa seria, il cui significato viene svilito e svuotato in questa scelta lessicale.<\/div>\n<div>I termini \u201cprodotto\u201d e \u201ccliente\u201d rispettivamente per \u201cuomo\u201d e \u201cdonna\u201d. Commercializziamo anche le relazioni? Qui non si tratta di permettere alla donna di esercitare il proprio \u201cpotere d\u2019acquisto\u201d, ma consentire a esseri umani di mercificarsi o, come qualcuno scrive nei forum in rete, \u201ccosificarsi\u201d, che \u00e8 anche peggio. Poi parliamo di dignit\u00e0. Sappiamo reclamarla quando ci conviene, ma siamo i primi a svenderla e a spogliarcene quando di mezzo ci sono possibilit\u00e0 di intrallazzo sessuale (altro che amoroso). C\u2019\u00e8 da chiedersi dov\u2019\u00e8 finita la virilit\u00e0 degli uomini, che accettano di compilare una \u201cscheda tecnica\u201d su se stessi per mettersi in vetrina. E davvero si crede di poter ribaltare l\u2019idea della donna-preda, solo permettendole di poter attivare per prima la chat? Sembra piuttosto un gioco di ruolo che chiss\u00e0 se realmente diverte chi accetta le regole o nasconde dietro la leggerezza dei nuovi mezzi di comunicazione una tristezza esistenziale di fondo.<\/div>\n<div>Le richieste delle donne sono assurde e ridicole: cercano uomini seri (su un social network anonimo!), virili ma sensibili, generosi e simpatici. Moltissime cercano relazioni durature. Come se dietro uno schermo non fosse cos\u00ec semplice inventarsi un\u2019identit\u00e0 cos\u00ec vicina alla richiesta da allontanarsi quasi del tutto dalla sincerit\u00e0. Per non parlare del fatto che abbiamo tanto svilito luoghi e occasioni di relazione ed incontro (vedi i nostri gruppi associativi e parrocchiali) dove maturavano e crescevano rapporti seri e adesso non sappiamo pi\u00f9 dove e come ricrearli.<\/div>\n<div>Gli iscritti al sito in Italia hanno un\u2019et\u00e0 compresa tra i 18 e i 35 anni, la fascia giovane e prorompente, quella \u201cmatura\u201d, capace di costruire legami stabili.\u00a0<\/div>\n<div>Allora forse c\u2019\u00e8 pi\u00f9 di un problema di fondo: cosa spinge tanta gente a ricercare approcci virtuali? Mancanza di tempo, delirio di possibilit\u00e0 di conoscenze variegate, facilit\u00e0 a rimuovere o ignorare \u201celementi\u201d poco interessanti o molesti? Diminuzione dell\u2019importanza dei rapporti umani, che \u2013 si sa \u2013 richiedono tempo per nascere e svilupparsi (oltre che costanza, impegno e rischio)? \u00c8 davvero possibile scegliere qualcuno da conoscere come se stessimo sfogliando un catalogo di accessori? Che ruolo ha l\u2019amore nella vita di chi si iscrive a questi social, ma, prim\u2019ancora, che considerazione si ha di se stessi una volta che si entra nel gioco? Possibile che persino le nostre relazioni debbano volatilizzarsi o sostanziarsi di virtualit\u00e0? Esistono modelli educativi in grado di ridurre la diffusione di queste pratiche? Possibile che la solitudine sia arrivata a tali livelli?<\/div>\n<div>Siamo in un momento storico in cui tutto sembra lecito (di certo la Tv e le sue offerte non aiutano), le possibilit\u00e0 di contatto sono davvero infinite e c\u2019\u00e8 un bisogno di evasione alla base di tante scelte (relazionali e non), per cui i confini del giusto\/non giusto sono fin troppo incerti. Senza considerare le possibilit\u00e0 di guadagno economico in tutto questo giro di \u201cadozioni\u201d.<\/div>\n<div>Ma l\u2019idea alla base di <em>Adottaunragazzo<\/em> \u00e8 anche peggio degli speed date (dove perlomeno ci si guarda in faccia) o di chi frequentava disco pub per \u201crimorchiare\u201d o di \u201cUomini e donne\u201d (che al confronto \u00e8 pi\u00f9 \u201cumano\u201d). I cocktail offerti sono roba sorpassata, i bigliettini dei camerieri con il proprio numero di cellulare reperti preistorici. \u00abE va bene cos\u00ec: senza parole\u2026\u00bb cantava Vasco Rossi. Ma forse \u00e8 ancora possibile spendere qualche parola in merito, ci proviamo con quelle di James Joyce: \u00abLa vita \u00e8 come un\u2019eco: se non ti piace quello che ti rimanda, devi cambiare il messaggio che invii\u00bb\u2026 e di persona, hai pi\u00f9 possibilit\u00e0 di capire e farti capire. Donne e uomini, usate il cervello, se il cuore vi sembra troppo da favola Disney!<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le relazioni interpersonali\u00a0impoverite dai social network.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4153,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-4152","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4152","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4152"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4152\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4153"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4152"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4152"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4152"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}