{"id":4192,"date":"2016-06-15T22:48:00","date_gmt":"2016-06-15T20:48:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/insegnanti-di-religione-docenti-come-gli-altri\/"},"modified":"2016-06-15T22:48:00","modified_gmt":"2016-06-15T20:48:00","slug":"insegnanti-di-religione-docenti-come-gli-altri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/insegnanti-di-religione-docenti-come-gli-altri\/","title":{"rendered":"Insegnanti di Religione: docenti come gli altri!"},"content":{"rendered":"<div>Le discriminazioni nei confronti degli Insegnanti di Religione (IdR), precari da oltre 15 anni, non sono pi\u00f9 sostenibili! Si rende necessaria una nuova mobilitazione, come quella che port\u00f2 al fatidico e unico concorso del 2004, a seguito della legge n.186\/2003 sullo stato giuridico degli IdR. Si legittim\u00f2 cos\u00ec l\u2019Insegnamento della Religione (IRC) nelle scuole, non come istruzione catechistica, ma come disciplina che si colloca a pieno titolo nel quadro delle finalit\u00e0 educative e culturali della scuola italiana. Con tanto di riconoscimento dei titoli accademici per l\u2019accesso all\u2019insegnamento (che le Facolt\u00e0 Teologiche hanno allineato alle disposizioni del Processo di Bologna) e delle Indicazioni nazionali per il Curricolo, emanate dal MIUR nel 2012.<\/div>\n<div>A tale riconoscimento non corrisponde un riscontro nella posizione lavorativa degli IdR. Infatti la legge 107\/2015 (La buona scuola) ha in pratica declassato gli IdR incaricati annuali alla condizione di supplenti, come negli anni Ottanta. Le conseguenze, in sintesi, sono riportate nel manifesto del sindacato degli IdR che, per quanto provocatorio per l\u2019immagine pugilistica, evoca comunque una stagione di lotta, democratica, ma determinata, che le famiglie e la comunit\u00e0 ecclesiale e civile non possono ignorare.<\/div>\n<div>\u00abIn particolare, gli insegnanti di religione con incarico annuale \u2013 recita il comunicato dello Snadir, il sindacato che rappresenta la stragrande maggioranza degli IdR \u2013 sono rimasti esclusi dal piano straordinario di assunzione. Purtroppo, non ha fatto seguito nessun bando di concorso o altra procedura assunzionale che permettesse ai docenti di religione di essere immessi in ruolo con contratto a tempo indeterminato.<\/div>\n<div>A ci\u00f2 si aggiunge il preoccupante e deleterio silenzio del Governo circa l\u2019applicazione o meno della norma della legge suddetta, che impedisce la stipula dei contratti di lavoro a tempo determinato oltre i 36 mesi (comma 131) anche agli incaricati annuali di religione.<\/div>\n<div>Tra gli IdR e gli altri Docenti, \u201cLa buona scuola\u201d affonda un solco di netta separazione: ai docenti a tempo determinato \u00e8 stata negata la possibilit\u00e0 di usufruire della \u201cCarta del docente\u201d per l\u2019aggiornamento professionale (500 euro annui); estromessi dal bonus per la valorizzazione del merito (che nei prossimi giorni sar\u00e0 ripartito fra tutti gli altri); esclusi dalla funzione di animatore digitale (di fatto ricoperta per anni da tanti di noi che hanno trainato le scuole verso l\u2019uso delle Nuove Tecnologie). Nelle ultime disposizioni ministeriali l\u2019insegnamento di religione \u00e8 considerato sempre pi\u00f9 un \u201ccorpo estraneo\u201d della scuola, dato che \u00e8 stato escluso dall\u2019organico dell\u2019autonomia. Un provvedimento discriminatorio e vessatorio verso chi da anni svolge con merito la funzione di collaboratore vicario (non riconfermabile nell\u2019incarico per i prossimi anni).<\/div>\n<div>Pi\u00f9 volte lo Snadir ha inoltrato richieste al Miur per l\u2019istituzione di una classe di concorso per l\u2019Irc e l\u2019introduzione della valutazione numerica al pari degli altri insegnamenti. A settembre 2016, concluse le ultime assunzioni dalle graduatorie ad esaurimento, rimarr\u00e0 soltanto la categoria degli IdR tra i precari della scuola, a partire da quanti 16 anni fa non avevano i requisiti per accedere al concorso, ma per 15 anni hanno continuato a lavorare nella scuola: in molti casi ricoprendo incarichi di collaborazione dei Dirigenti Scolastici, di Funzione strumentale al Piano dell\u2019Offerta Formativa, di formazione in corsi di aggiornamento con i colleghi, di esperti e facilitatori in Progetti PON, di progettazione e realizzazione di spazi di apprendimento e di innovazione tecnologica (laboratori, attrezzature, sperimentazioni&#8230;), di referenza in progetti vari, di riferimento per le famiglie, di realizzazione e gestioni di siti scolastici, qualche volta di supporto al personale di segreteria, di disponibilit\u00e0 ampia a condividere le proprie competenze&#8230; E tutto questo in aggiunta all\u2019ordinario lavoro disciplinare con gli alunni e studenti, condotto con passione, con stile relazionale non comune, con metodologie innovative e interdisciplinari.\u00a0<\/div>\n<div>Solo chi \u00e8 fuori dal mondo scolastico non conosce il lavoro degli IdR, ciascuno con le sue specificit\u00e0 e competenze, e pu\u00f2 ancora attardarsi su questioni ideologiche che la legge italiana ha superato da anni. Alla faccia della legislazione comunitaria sul precariato, i contratti a tempo determinato degli IdR \u2013 come gi\u00e0 detto \u2013 continuano a superare di gran lunga il limite dei 36 mesi. Una condizione di precariato che non pu\u00f2 essere pi\u00f9 tollerata come strutturale all\u2019IdR anche perch\u00e8 ci sono circa 11.300 posti vacanti e disponibili dopo il primo e unico concorso.<\/div>\n<div>Nella vita privata, poi, tale condizione di precariato non consente una serenit\u00e0 famigliare, non permette l\u2019accensione di mutui o prestiti, tiene sulla lama del rasoio cattedre che ogni anno si ricostituiscono in base alle iscrizioni e al numero di studenti che si avvalgono di tale insegnamento.<\/div>\n<div>Per fortuna, contrariamente a quanto viene spesso ventilato da alcuni media, l\u2019IRC in Italia conserva un alto tasso di avvalentesi: in media l\u201988.9% degli studenti. A scegliere di non frequentarla sono, in prevalenza, gli studenti delle scuole superiori, fenomeno pi\u00f9 marcato al Nord e quasi inesistente al Sud Italia. Ma c\u2019\u00e8 un problema di denatalit\u00e0 che preoccupa. Nella nostra Diocesi la frequenza arriva alla quasi totalit\u00e0, oltre il 98% (vedi tabella) e chi non si avvale sono in genere alunni stranieri che per\u00f2 rimangono in classe e si coinvolgono pure nelle lezioni, vista l\u2019impossibilit\u00e0 della scuola di organizzare le attivit\u00e0 alternative. Vorremmo considerare cos\u00ec sciocchi i ragazzi e le famiglie che compiono ogni anno tale scelta? Vogliamo ritenere pi\u00f9 ingenui o pi\u00f9 arretrati gli studenti e le famiglie del Sud?<span style=\"line-height: 1.6em;\">A tutto questo impegno non corrisponde una adeguata posizione contrattuale. Sul tema del lavoro, e del lavoro precario, Papa Bergoglio si \u00e8 espresso pi\u00f9 volte e in varie circostanze e a lui ha fatto eco il Card. Bagnasco quando ricorda che la Chiesa italiana ribadisce il diritto al \u201clavoro stabile, sicuro e dignitoso\u201d. \u201cSenza questo elemento del lavoro stabile, sicuro e dignitoso \u2013 ha aggiunto \u2013 diventa difficile parlare di bene comune\u201d. Nel messaggio per il 1\u00b0 maggio 2015 i Vescovi hanno chiaramente affermato che: \u201cIl grido dei precari \u00e8 realmente la periferia che, pi\u00f9 di tutte, domanda luce, che ci chiede premura\u201d. Varr\u00e0 anche per i Docenti di Religione Cattolica tale premura?<\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span style=\"line-height: 20.8px;\">Gli Insegnanti di Religione, precari da oltre 15 anni, si mobilitano. Sit-in il 21 giugno davanti alla sede del MIUR a Roma. Le ragioni della protesta.<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4193,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-4192","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4192","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4192"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4192\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4193"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4192"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4192"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4192"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}