{"id":4213,"date":"2016-08-25T16:56:00","date_gmt":"2016-08-25T14:56:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/terremoto-ad-amatrice-don-fabio-gammarrota-ho-negli-occhi-immagini-terribili-in-momenti-come-questi-il-prete-deve-esserci\/"},"modified":"2016-08-25T16:56:00","modified_gmt":"2016-08-25T14:56:00","slug":"terremoto-ad-amatrice-don-fabio-gammarrota-ho-negli-occhi-immagini-terribili-in-momenti-come-questi-il-prete-deve-esserci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/terremoto-ad-amatrice-don-fabio-gammarrota-ho-negli-occhi-immagini-terribili-in-momenti-come-questi-il-prete-deve-esserci\/","title":{"rendered":"Terremoto ad Amatrice. Don Fabio Gammarrota: &#8220;Ho negli occhi immagini terribili. In momenti come questi il prete deve esserci&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Esserci per condividere lacrime, abbracci o sguardi velati di sollievo. In momenti come questi il prete deve esserci, per la gente. Ne \u00e8 convinto don <strong>Fabio Gammarrota<\/strong>, parroco di Cittareale e Posta, piccoli comuni del Reatino vicini ad Amatrice. In passato don Fabio \u00e8 stato parroco nella cittadina rasa al suolo dal terremoto e ha insegnato nel liceo scientifico, e da ieri notte \u00e8 \u201csul fronte\u201d. La sua immagine, ieri mattina al lavoro tra le macerie con gli abiti e i capelli impolverati e le mani protette da guanti neri, \u00e8 stata trasmessa da un telegiornale nazionale. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente per un aggiornamento &#8220;sul campo&#8221;. Intanto il bilancio ufficiale dei morti causati dal sisma sale a 241.<\/p>\n<p> <strong>Come \u00e8 la situazione oggi?<\/strong><br \/>\n Durante la notte \u00e8 proseguita ininterrottamente la ricerca dei superstiti e le operazioni di soccorso vengono svolte con grande umanit\u00e0 e competenza dalle squadre. Dopo la sensazione di caos e i comprensibili momenti di confusione delle prime ore,\u00a0le colonne provenienti dalle varie Regioni coordinate dalla Protezione civile hanno preso in mano la situazione. Ieri nella gente c\u2019era grande smarrimento e disperazione, oggi vedo un po\u2019 di sollievo in chi ha ritrovato vivi i propri cari, ma rimane la grande sofferenza di chi non sa darsi ragioni per averli perduti. Sono state da poco estratte dalle macerie due bambine vive: un segno di grande speranza a pi\u00f9 di 24 ore, ma purtroppo sono stati trovati anche una ventina di corpicini senza vita. Le scosse sono continuate tutta la notte e proseguono ancora. Eccone un\u2019altra mentre stiamo parlando\u2026 Lo sciame sismico ha dato il colpo di grazia all\u2019Istituto femminile Don Minozzi nel quale sono decedute tre suore e quattro ospiti. Una grande struttura ad archi che campeggiava all\u2019ingresso di Amatrice e sembrava accogliere chi arrivasse in citt\u00e0\u2026 Al suo posto ora c\u2019\u00e8 un vuoto immane, spettrale.<br \/>\n La sensazione \u00e8 quella di un territorio familiare che non \u00e8 pi\u00f9 il tuo, di una realt\u00e0 estranea che non ti appartiene pi\u00f9 perch\u00e9 \u00e8 venuto meno un simbolo che faceva parte della storia, della vita e dell\u2019identit\u00e0 del territorio e dei suoi abitanti.<\/p>\n<p> <strong>Come ha trascorso questa prima notte?<\/strong><br \/>\n Alle due\u00a0le gambe non mi reggevano pi\u00f9. Ieri mattina, dopo essermi accertato che la mia parrocchia di Cittareale e Posta non avesse subito danni e che i suoi abitanti stessero tutti bene, mi sono precipitato ad Amatrice per dare una mano ai soccorritori e offrire vicinanza alle persone. Sono stato qui dalle quattro di ieri mattina fino alle due di questa notte, poi sono rientrato per un po\u2019 a Cittareale. Volevo rivedere i miei parrocchiani, uno dei quali \u00e8 deceduto perch\u00e9 la scorsa notte si trovava ad Amatrice. Nessuno ha voluto dormire in casa. Abbiamo cercato di riposare qualche ora in macchina, tutti insieme, presso la rocca. Dormire per me non \u00e8 possibile\u2026<\/p>\n<p> <em>E qui la voce si spezza in un singhiozzo ed \u00e8 palpabile la commozione. Poi le parole escono rotte e a fatica:<\/em><br \/>\n Se chiudo gli occhi ho davanti le immagini terribili dei cadaveri estratti dalle macerie. Corpi contratti, contorti, deformati; volti tumefatti, stravolti\u2026 Quanti ne ho benedetti\u2026<br \/>\n Corso Umberto I, quello che era lo \u2018struscio\u2019 di Amatrice, \u00e8 trasformato in passerella di morte dove ora sfilano carovane di ambulanze diventate carri funebri. Nelle prime ore non era stato identificato un locale per accogliere i cadaveri, ma ora vengono tutti trasportati all\u2019Istituto maschile Don Minozzi dove \u00e8 stato allestito l\u2019obitorio ufficiale e vengono collocati separando nelle tende uomini, donne e bambini.<\/p>\n<p> <strong>Quanti sono? E i bambini?<\/strong><br \/>\n Al momento circa 190, tra cui una ventina di bambini&#8230;<br \/>\n <em>e la voce si spezza di nuovo<\/em><br \/>\n alcuni ancora non riconosciuti. E non pu\u00f2 immaginare lo strazio dei riconoscimenti\u2026<\/p>\n<p> <strong>E\u2019 riuscito a incontrare qualche familiare delle vittime?<\/strong><br \/>\n Io qui conosco la maggior parte delle famiglie. Sono stato parroco e docente al liceo scientifico. Ti guardano con gli occhi pieni di lacrime\u2026 Non ci sono parole. In un\u2019abitazione crollata accanto alla chiesa di Sant\u2019Agostino \u00e8 morta una famiglia di quattro persone. Un amico carabiniere mi ha detto: \u2018 E\u2019 meglio che siano morti tutti, che non sia sopravvissuto nessuno\u2019. Molti, in attesa sui varchi di avere notizie dai soccorritori chiedono insistentemente perch\u00e9.<\/p>\n<p> <strong>Lei, uomo e sacerdote, come si sente interpellato?<\/strong><br \/>\n Occorre anzitutto esserci fisicamente, anche se la mente \u00e8 sottoposta a visioni, emozioni e provocazioni che destabilizzano.<br \/>\n Tuttavia ci sei per condividere lacrime, abbracci o sguardi velati di sollievo. Il prete deve esserci, per la gente.<br \/>\n Per ora basta questo, alla domanda \u2018perch\u00e9\u2019 non ho risposta.<\/p>\n<p> <strong>Come parrocchia vi state muovendo?<\/strong><br \/>\n Cittareale \u00e8 un punto logisticamente strategico per Amatrice. La colonna dei soccorsi, uomini e mezzi, fa base negli impianti sportivi comunali dove sono allocati mezzi e 470 vigili del fuoco. Per fortuna l\u2019area \u00e8 ben organizzata e fornita di servizi. Inoltre, la delicatezza e la solidariet\u00e0 di parrocchiani, volontari locali e Comune ha voluto allestire\u00a0una cucina da campo per preparare e offrire a quanti sono impegnati in giornate interminabili di soccorsi almeno un pasto caldo la sera, una vera cena, secondo i turni. Ieri intorno alle 22 c\u2019\u00e8 stata il primo, significativo momento per \u201critrovarsi\u201d.<\/p>\n<p> <strong>Di che cosa ha bisogno Amatrice?<\/strong><br \/>\n Anzitutto vorrei ringraziare per la solidariet\u00e0 e le offerte di aiuto che sto ricevendo da tutta Italia. Per ora servono tende da quattro o sei posti, brandine, materassini, coperte, tutto quello che le pu\u00f2 rendere abitabili e confortevoli. Sarebbero utili anche generi alimentari da tenere in tenda per colazioni e merende \u2013 t\u00e8, caff\u00e8, zucchero, latte a lunga conservazione, biscotti, pane \u2013, e materiali di primo soccorso. Tutto quello che arriva &#8211; e Coldiretti mi ha appena avvertito che sono in viaggio due Tir carichi di aiuti alimentari \u2013 viene raccolto nel Palazzetto dello sport di Amatrice. Per\u00f2, al di l\u00e0 di questi primi giorni di emergenza, occorre essere lungimiranti e pensare in vista dell\u2019inverno a prefabbricati idonei, realmente abitabili, magari successivamente riutilizzabili come \u2018villaggio allargato\u2019. Qui \u00e8 davvero freddo, stamattina alle 6 c\u2019erano 7 gradi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esserci per condividere lacrime, abbracci o sguardi velati di sollievo. In momenti come questi il prete deve esserci, per la gente. Ne \u00e8 convinto don <strong>Fabio Gammarrota<\/strong>, parroco di Cittareale e Posta, piccoli comuni del Reatino vicini ad Amatrice.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4214,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13],"tags":[],"class_list":["post-4213","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4213","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4213"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4213\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4214"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4213"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4213"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4213"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}