{"id":5025,"date":"2017-10-22T18:31:04","date_gmt":"2017-10-22T16:31:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/?p=5025"},"modified":"2017-10-22T18:39:26","modified_gmt":"2017-10-22T16:39:26","slug":"la-37a-parrocchia-della-diocesi-don-paolo-malerba-kenya","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/la-37a-parrocchia-della-diocesi-don-paolo-malerba-kenya\/","title":{"rendered":"La \u201c37a parrocchia della diocesi\u201d. Intervista a don Paolo Malerba missionario in Kenya"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-5026\" src=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/10\/malerba5-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/10\/malerba5-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/10\/malerba5-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/10\/malerba5-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/10\/malerba5-360x240.jpg 360w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/10\/malerba5-800x533.jpg 800w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/10\/malerba5-1200x800.jpg 1200w, https:\/\/www.diocesimolfetta.it\/luceevita\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2017\/10\/malerba5.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Bentornato don Paolo, sono passati due anni dall\u2019inizio della sua missione in Kenya. Il suo progetto ha preso forma?<br \/>\nS\u00ec, la 37 parrocchia della diocesi di Molfetta, la parrocchia Immacolata di Log Logo, sta prendendo forma. Il 16 luglio sono stato incaricato come primo parroco, all\u2019ultima parrocchia di Log Logo, dopo venticinque anni in cui la comunit\u00e0 \u00e8 stata senza guida spirituale. Bisogna ora edificare la nuova chiesa e i diversi ambienti, dove i fedeli potranno riunirsi in preghiera e seguire un cammino pastorale. Vedo la presenza costante della Vergine nella mia vita; provengo dall\u2019Immacolata, sono nato il giorno dell\u2019Immacolata, sono stato ordinato il giorno dell\u2019Immacolata e destinato come primo parroco della diocesi di Marsabit, proprio alla parrocchia Immacolata. Faccio di questa presenza un punto di forza per la conduzione della mia missione evangelica in Kenya.<br \/>\n<strong>Come si svolge la sua giornata pastorale?<\/strong><br \/>\nSi svolge come la giornata di tutti i sacerdoti. Alle 6.00 del mattino i fedeli cominciano a riunirsi in chiesa per pregare la coroncina della misericordia e per animare la Santa Messa alle 6.30. Dopo la celebrazione si dedica del tempo all\u2019adorazione eucaristica. Inizia poi la giornata lavorativa. Alcuni giorni sono dedicati alla visita delle scuole, tre delle quali sono al di fuori di Log Logo, altri giorni sono dedicati alla formazione degli animatori per le attivit\u00e0 oratoriane e dei catechisti. Attualmente abbiamo solo due catechisti, per cui molto tempo \u00e8 dedicato alla loro formazione. Mi auguro che qualche suora salesiana possa venire a darci una mano per avviare le attivit\u00e0 di catechesi e oratorio. Nel pomeriggio, tutti i giorni vi \u00e8 l\u2019adorazione eucaristica e la recita del Rosario. La parola di Dio \u00e8 il punto di partenza e arrivo di tutta la missione, una missione che si svolge in un territorio disomogeneo di circa 26 km e con una popolazione diversamente distribuita.<br \/>\n<strong>Quali sono le difficolt\u00e0 che incontra?<\/strong><br \/>\nIo non le chiamerei difficolt\u00e0, ma sfide. Una \u00e8 certamente l\u2019islamizzazione. I cristiani sono pochi. Molti hanno abbracciato l\u2019Islam perch\u00e9 ha garantito stabilit\u00e0 economica e regole chiare su cui basare la loro vita. Altra sfida da affrontare e da tenere in considerazione \u00e8 che si tratta di popoli nomadi e quindi, prima o poi cambiano residenza. Ma certamente, la sfida pi\u00f9 complessa sono i giovani. Una volta raggiunta la maturit\u00e0, vanno nelle grandi citt\u00e0 a cercare lavoro, per cui sembra di dover sempre ricominciare tutto daccapo. Parlare del Vangelo non basta, bisogna essere concreti e risolvere problemi di ordinaria quotidianit\u00e0, creare opportunit\u00e0 di lavoro, servizi.<br \/>\nUna delle sfide dell\u2019Europa \u00e8 l\u2019interazione tra Islam e Cristianesimo. Come convivono le due religioni, in Kenya?<br \/>\nConvivono da sempre. L\u2019islam \u00e8 ancorato al passato e non \u00e8 in grado di aprirsi alle innovazioni, rispetto al Cristianesimo che \u00e8 stato capace di accogliere le sfide. L\u2019Africa si basa su una cultura di stampo maschilista, perci\u00f2 l\u2019Islam con le sue regole che si reggono sulla sharia, ha attecchito facilmente. In Kenya, la situazione \u00e8 abbastanza serena. Infatti ho incontrato l\u2018Imam subito dopo essere stato nominato parroco. I nostri rapporti sono rispettosi e di reciproca scoperta.<br \/>\n<strong>Pu\u00f2 raccontarci un aneddoto che esprima il \u201cpotere del Vangelo trasformante\u201d?<\/strong><br \/>\nC\u2019\u00e8 un uomo, molto anziano e molto povero, con gravi difficolt\u00e0 di deambulazione, non parla e non sa leggere, che fa tre km al giorno per venire a pregare in chiesa. \u00e8 sempre il primo. Mi sono domandato perch\u00e9 questa persona \u00e8 sempre presente nonostante la povert\u00e0 e le difficolt\u00e0. Non chiede nulla, non pretende, prega e basta. L\u2019eucarestia trasforma.<br \/>\n<strong>Lei ha scritto due libri, uno dei quali intitolato \u201cAbitare la delusione\u201d, come ha abitato la delusione?<\/strong><br \/>\nLa delusione non \u00e8 il centro. Anche l\u00ec c\u2019\u00e8 la presenza di Dio, purch\u00e8 non ci si concentri sull\u2019idea di un Dio che punisce. Ho abitato io stesso la delusione, accogliendola come opportunit\u00e0 di ulteriore crescita.<br \/>\nTorniamo al suo progetto, quali i progetti con la nostra diocesi?<br \/>\nMonsignor Cornacchia \u00e8 molto entusiasta, attento ai missionari e alla mia persona, in quanto fidei donum. Sarebbe auspicabile una presenza concreta di altri sacerdoti, anche nella 37 parrocchia della diocesi. Per i seminaristi o per chi vive l\u2019anno del diaconato, potrebbe essere l\u2019opportunit\u00e0 a sperimentare l\u2019esodo della spiritualit\u00e0, donandosi alla missione, anche se solo per pochi mesi.<br \/>\n<strong>Come possono i laici sostenere la sua missione, don Paolo?<\/strong><br \/>\nI laici possono sostenerci con la preghiera continua e con le donazioni per la costruzione della chiesa e dell\u2019intera struttura. Il progetto, gratuitamente offerto da tre architetti terlizzesi, prevede la costruzione di una chiesa che pu\u00f2 contenere fino a 500 persone, della sacrestia, dell\u2019ufficio e di una sala accoglienza. Il costo totale dell\u2019opera \u00e8 di 300.000 euro e ci vorrebbero circa 8 mesi di lavoro per realizzarla. Sono stati gi\u00e0 in molti a sostenermi con le loro donazioni, spero che anche le parrocchie della diocesi di Molfetta, si adoperino per farlo.<br \/>\nGrazie don Paolo per il suo tempo, le auguriamo un cammino sereno.<\/p>\n<p>Dona il tuo 5XMille a MAISHA onlus c.f. 93464820724 Iban per donazioni: IT 25 N 02008 41562 000104278013 &#8211; Unicredit Banca<\/p>\n<p>\u00a9 Luce e Vita n.34 del 22 ottobre 2017<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bentornato don Paolo, sono passati due anni dall\u2019inizio della sua missione in Kenya. Il suo progetto ha preso forma? 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